In questo periodo si parla di green pass per aziende, ma sono sempre di più i dubbi (leciti), dei dipendenti che non intendono vaccinarsi e delle conseguenze che potrebbero avere sul lavoro.

Le attuali sentenze (tenutesi a Verona, BellunoModena), hanno stabilito lecite le decisioni delle aziende, di sospendere l'attività lavorativa dei lavoratori che non hanno intenzione di farsi somministrare le dosi contro il coronavirus.

I giudici del lavoro confermano quello che già si sapeva: cioè che l’imprenditore ha il potere e dovere di assicurare il massimo possibile di sicurezza e igiene nel luogo di lavoro, adottando tutte le misure utili suggerite dalla scienza e dall’esperienza. Ora che la vaccinazione anti-Covid è disponibile per tutti, dunque, gli imprenditori fanno bene ad adottarla come misura di sicurezza, anche prima che arrivi una legge che lo preveda in modo generalizzato». Si può approfondire sulla normativa regolamentata dal green pass.

Il green pass è obbligatorio per i dipendenti?

Tra le società più importanti di Italia, la Sterilgarda Alimenti, ha già inviato una comunicazione ai suoi 350 dipendenti, richiedendo la dimostrazione del certificato verde per poter continuare a lavorare.

In aggiunta, così come approvato dal Decreto Legge n. 44 del marzo 2020 che regolamenta il settore medico sanitario, le imprese hanno la possibilità di licenziare e di non retribuire (per tutelare l'ambiente di lavoro), i dipendenti che si rifiutano di vaccinarsi.

Si annota però, che le vicende si complicano sempre di più, in quanto i tecnici al Governo hanno diverse perplessità sull'obbligatorietà del Green Pass per accedere nei propri uffici.

Chiari i luoghi in cui al momento è obbligatorio accedere con la certificazione verde, l'argomento sul lavoro sembra ancora un tema caldo e delicato.

A confondere i piani alti al Palazzo Chigi, è il rapporto tra l'età di coloro che hanno un'occupazione e dei vaccinati. Sembrerebbe infatti, che tra i 40 e i 49 anni, molti lavoratori siano attivi ma troppo pochi vaccinati (circa il 57% con ciclo vaccinale completo o con la somministrazione monodose del vaccino Johnson&Johnson).

Lo stesso discorso ben complesso ed articolato, vale per i 50enni e i lavoratori prossimi ai 60 anni. Molti di loro non sono vaccinati e neppure intenderebbero farlo per diverse perplessità sull'efficacia e sulla affidabilità farmacologica.

Dunque, ecco tanti dubbi se poter approvare l'obbligo del Green Pass per le aziende e per i dipendenti di esse, oppure se poter trovare una soluzione alternativa a quelle ideate fino ad ora.

Certificazione verde per gli operatori sanitari: cosa succede a chi non lo possiede?

Tra sanzioni per chi non rispetta la legge sul Green Pass e lavoratori preoccupati, ci sono delle categorie alla quale è impossibile rifiutarsi, sia come obbligo etico, che a norma di Legge.

A stabilire quanto scritto è l'articolo 4 del Decreto Legge del 1° aprile 2021, numero 44, nel quale si legge: "la vaccinazione è di fatto un requisito essenziale per l'esercizio della professione sanitaria e per lo svolgimento delle prestazioni lavorative”.

Questa al momento è l'unica categoria costretta alla somministrazione del vaccino contro il Covid-19, affinché possano continuare a lavorare. Secondo alcune testimonianze, diversi operatori sanitari definiti "no vax", sarebbero stati trasferiti in altri reparti con assenza di contatto con i pazienti.

Come si muove il resto del mondo sull'obbligatorietà dei vaccini

Il green pass per le aziende private o pubbliche che siano, non è certamente una novità nel mondo. Paesi come Francia e Germania, hanno già adottato questa soluzione che sembrerebbe esser stata colta bene per certi versi.

Quanto all'obbligo di esibire il certificato verde per lavorare, attualmente è una proposta che è stata accettata soltanto negli Emirati Arabi, dove la cultura del popolo arabo rispetto a quella italiana, è così distaccata che sembrerebbe impossibile fare un paragone.

In Italia ad esempio, un'altra criticità legata alla presentazione dell'avvenuta vaccinazione contro il Coronavirus è la Privacy. Nessun datore di lavoro è tenuto a sostituire il ruolo di un pubblico ufficiale, tanto che anche gli operatori sanitari potranno esibire il loro certificato verde unicamente al loro medico curante, responsabile del loro trattamento dati.

Alla fine dei giochi, la domanda cruciale è una: chi lavora in palestra, in hotel, nei ristoranti o bar, deve avere il green pass? No, al momento non esiste alcuna Legge che lo imponga, a patto che non si tratti della categoria sanitaria, alla quale i dipendenti devono sottostare all'obbligatorietà vaccinale, qualora volessero lavorare.

Controlli green pass delle aziende: cosa prevede il protocollo

Chiarito il fatto che al momento i dipendenti non sono obbligati a presentare il vaccino per poter lavorare, dal 06 agosto 2021 parte l'obbligo per i clienti che desiderano sedersi al ristorante, andare in palestra, partecipare ad eventi e così via.

Il protocollo prevede che sia il titolare o i dipendenti stessi, a dover obbligare il cliente a mostrare il Green Pass. In caso contrario, oltre ad una sanzione piuttosto salata, per il locale si prospetterebbe una chiusura.

Una misura accettata a rilento persino dalla Confcommercio, che in un comunicato stampa ha ammesso che avrebbe preferito continuare sulla strada dell'autocertificazione, la stessa che i cittadini utilizzavano e che avrebbero dovuto compilare, per uscire di casa in zona rossa e per giustificare i movimenti in piena pandemia.

L'unico organo che potrà varare la legge sull'obbligo del green pass per continuare a svolgere la propria mansione sul luogo di lavoro è il cdm (Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana). Va ricordato quindi, che per attendere una conferma definitiva è probabile che bisognerà attendere l'autunno dell'anno 2021.

Certificazione verde sul lavoro: lo scontro tra Tribunale e Autorità

Come descritto inizialmente, alcuni tribunali, nello specifico quelli rispettivamente di Modena, Belluno e Verona, hanno sentenziato contro il lavoratori comunemente definiti no vax.

Per vincere la causa, è bastato far riferimento all'articolo 2087 del codice civile, in cui si attesta che un titolare di impresa, deve garantire in ogni modo e con ogni mezzo possibile, la sicurezza per i suoi dipendenti.

Dunque, questo articolo del Codice Civile sarebbe sufficiente per poter approvare l'obbligatorietà del vaccino anti-Covid 19. Ma le Autorità ribattono sostenendo che non è così, citando le criticità che si potrebbero avere per via della mancata privacy verso i cittadini e lavoratori italiani.

Il Green pass è incostituzionale o si tratta di una fake news?

Complottisti e no vax, ribattono che il Green pass è incostituzionale, ma si tratta soltanto di una inutile forma di protesta contro una soluzione che non è di loro gradimento.

A smentire quanto sostenuto dagli accaniti no vax, è quanto contenuto nel Decreto Legge del 23 luglio del 2021, n.105.

Si definisce incostituzionale, una legge che possa realmente causare danni o infrangere quanto ammesso dalla Costituzione italiana, ma non è certamente il caso del certificato verde adottato come soluzione per constare una emergenza sanitaria.

Infatti, l’articolo 16 della Costituzione, fa riferimento alla libertà di movimento di ogni cittadino, a patto che non vi siano gravi motivi di salute che debbano imporre delle limitazioni o restrizioni di qualsiasi tipo.

Il Green Pass, non è altro che una specie di carta di identità, da esibire in un difficile momento storico, presso quelle attività dove secondo degli studi, potrebbero essere a maggior rischio di contagio.

Green pass per eventi aziendali interni: è obbligatorio?

Un altro dubbio da parte dei lavoratori perplessi sul vaccino contro il Covid-19, è l'eventuale obbligo di esibire il green pass anche per gli eventi aziendali. Stando a quanto emanato dal Coverno, se da un lato (al momento), le aziende non possono imporre ai lavoratori di esibire il certificato verde, la situazione cambia per congressi ed eventi in luoghi chiusi.

In questo caso, va rispettata la normativa che prevede a partire dal 06 agosto, di poter partecipare ad un evento a patto di avere la certificazione verde, che ricordiamo è possibile esser ottenuta in tre modo differenti:

  1. Avvenuta guarigione dal Covid-19 entro e non oltre, un periodo massimo di 6 mesi.
  2. 1° Dose di vaccino (valida dal 15esimo giorno successivo alla somministrazione), oppure dal 14esimo giorno dalla somministrazione dellla seconda dose.
  3. Tampone molecolare o rapido antigenico, purché sia stato eseguito e con risultato negativo, entro e non oltre le 48 ore.

Escludento le prime due opzioni, coloro che sono diffidenti nel vaccino per contrastare la pandemia causata dal coronavirus, possono far affidamento al tampone rapido o molecolare, per poter partecipare ad eventi, congressi, concerti e qualsiasi altro luogo al chiuso.

Si escluderebbe in un certo senso, la fattibilità economica e di tempo, dato che al momento i Covid Test sono a pagamento (tranne nelle città in cui è presente la Croce Rossa Italiana). 

Chi di fatto, si stai domandando come controllare che il green pass sia realamente valido, probabilmente non sono a conoscenza dell'applicazione VerificaC19, software che è stato rilasciato e progettato dai tecnici del Ministero della Salute.

L'applicazione è valida e funzionante sia per i dispositivi mobile aventi Android, che per quelli iOS. Ecco i due link che riportano al download ufficiale:

  1. VerificaC19 per Android;
  2. VerificaC19 per iOS.

L'utilizzo è davvero basilare e semplice per tutti, anche per quei titolari di impresa meno smart. Infatti basterà aprire il software ed inquadrare il Qr Code che dovrà fornire il cliente per entrare obbligatoriamente nel locale in cui è prevista l'esibizione del certificato verde.

Sul Decreto è scritto chiaramente, che si tratta di una mansione concessa non solo dai pubblici ufficiali, ma anche dai proprietari di una attività commerciale, che devono assicurarsi la tutela di chi vi lavora e del periodo storico in cui ci troviamo.