Oggi il Governo ha dato il via alle riaperture per quanto riguarda tutti gli eventi e gli ambienti che rientrano nelle attività ricreative, sportive e culturali. Il decreto legge è stato firmato e pubblicato in Gazzetta l’8 ottobre ed è entrato in vigore quest’oggi. 

Continuano dubbi e proteste sull’obbligo del Green pass: ingenti gruppi di no vax riempiono le piazze, ma il fenomeno nel tempo sta diventando molto più preoccupante.

Tra i protestanti, infatti, buona fetta sono persone contrarie alla vaccinazione per Covid, alle vaccinazioni a RNA e ancora più in generale al fatto che il green pass sia reso obbligatorio in contesti come quello lavorativo. "Non siamo no-vax" specificano nelle piazze.

Tutto ciò porta a riflettere su un malessere generale che il popolo riversa nelle piazze dando voce all’insicurezza che si trova a vivere da ormai due anni. Più che no-vax, quindi, si tratta di persone che hanno paura di dover rinunciare alla democrazia o all’apparente possibilità di scelta, soprattutto per quanto riguarda la propria pelle. 

Il nuovo decreto firmato da Draghi: Green Pass e riaperture

Il decreto firmato da Draghi disciplina la riapertura delle attività che sono rimaste arginate da misure restrittive durante tutto il periodo di diffusione della pandemia. 

All’interno del documento stesso viene ben specificato che nel caso i gestori di luoghi ricreativi o di eventi di qualsiasi genere e forma non rispettassero i nuovi limiti percentuali, a quel punto ci sarà un inasprimento delle sanzioni. 

Come spiega l’articolo sulle disposizioni urgenti in materia di spettacoli aperti al pubblico, di eventi e competizioni sportive e discoteche è prevista la sanzione amministrativa accessoria. Su orizzontescuola.it si può leggere che il provvedimento verrà preso “a partire dalla seconda violazione commessa in giornata diversa”

Le misure stabilite per la capienza si dividono in base alla situazione dei contagi: nel caso della zona bianca o della zona gialla i provvedimenti presi potranno variare in base alla variazione dell’andamento della curva epidemiologica.

Finalmente una boccata d’aria per il mondo della cultura: teatri, musica, cinema, l’Italia è pronta a ripartire sperando di camminare verso un 100% totale di capienza. 

Per quanto sia controversa la tematica vaccini, la verità è che una cura al Covid-19 non esiste, motivo per il quale il vaccino sembra essere l’unico modo per arginare in parte il problema dell’andamento in salita dei contagi. 

E’ chiaro a tutti che la situazione sia migliorata rispetto all’anno precedente: non per quanto riguarda i contagi generali ma per quanto riguarda le ospedalizzazioni, questo significa un radicale miglioramento dal punto di vista della divisione in zone e il consequenziale inasprimento delle limitazioni.

Da questo punto di vista il Green Pass dovrebbe rappresentare un lasciapassare che non impedisce i contagi ma li circuisce (è scientificamente testato che un vaccinato può contagiare un altro individuo, ma il virus avrebbe molta meno virulenza, e ancora di meno nel caso anche l’altra persona sia vaccinata anch’essa).

Come avevo scritto anche qui, Il Green Pass, o anche chiamato certificazione verde, è un documento rilasciato in caso si fosse guariti dal Covid, si fosse risultati negati ad un tampone nelle 48H o se si fosse stati vaccinati.

In Italia è stato istituito come pass ‘leggero’ così come lo ha definito qualche mese fa il Corriere Della Sera, ma con il nuovo decreto le misure si sono inasprite causando non poche rivolte: il certificato verde è stato reso obbligatorio per qualsiasi luogo di lavoro.

Nonostante ciò è rimasto possibile riceverlo sia con un tampone (dalla durata di 72 ore) che con una sola dose di vaccino (che si attiva dopo 10 giorni dalla data di somministrazione della prima dose).

Anche con il nuovo decreto rimane l’obbligo di Green Pass non solo per gli ambienti lavorativi ma anche per la partecipazione a spettacoli, competizioni sportive ed eventi. Per visitare musei e altri luoghi di cultura e mostre, ma anche per entrare in piscine, palestre, sport di squadra, centri benessere e tutte le strutture ricettive che si trovano al chiuso. 

I più colpiti dalla pandemia sono stati sicuramente i proprietari di discoteche, costretti a chiudere anche per l’estate o a reinventarsi, spostandosi nell’ambito della ristorazione.

Nonostante siano riusciti a riceve ristori la verità è che adesso che sono state accettate le riaperture non tutti riusciranno a riaprire i battenti. Ma quali sono le indicazioni pubblicate nel decreto in merito alle riaperture di oggi? Vediamo nello specifico. 

Green Pass e riaperture: cosa prevedono per le discoteche

Le discoteche possono riaprire, questo è ciò che è stato dichiarato nel decreto.

La capienza delle sale da ballo prevede una percentuale del 75% nel caso si tratti di luoghi all’aperto e al 50% per quanto riguarda i luoghi al chiuso. Green pass ovviamente obbligatorio, in entrambi i casi e la mascherina sarà possibile toglierla sono in pista mentre si balla.

Inoltre come viene spiegato anche su ilsole24ore.com nei locali al chiuso deve essere garantita la presenza di impianti di aerazione senza ricircolo dell’aria.

Come spiega invece tg24.sky.it, dal calcolo delle capienze al chiuso vengono esclusi i dipendenti dei locali e sono anche previste sanzioni in caso di violazione di una delle qualsiasi disposizioni, ma questo punto lo approfondiremo in un paragrafo più avanti. 

Come concetto base, ha dichiarato Draghi, c’è una gradualità di riaperture: nel senso che se per il momento le aperture sono solo per zona bianca, in realtà si tenderà via via al ritorno alla normalità, contagi permettendo.

Secondo il Cts (Comitato tecnico scientifico) ci sarà l’utilizzo obbligatorio dei bicchieri monouso ed un meccanismo che riesca a tracciare i presenti scongiurando focolai.

In merito alle riaperture consiglio la visione di questo video caricato su Youtube da SOS4dj che spiega in modo semplice i dettagli dettati dal nuovo decreto legge firmato da Draghi.

Un video utile per i lavoratori che fan parte dell'ambito musicale in quanto approfondisce in 17 minuti la tematica da diversi punti di vista spiegando benefici ma dall'altra parte anche le difficoltà portate da questi ultimi provvedimenti. 

Green pass e riaperture: cosa è previsto per teatri, cinema e musei

Per quanto riguarda i luoghi di aggregamento culturale come i teatri i cinema e i musei in zona bianca, è stata concessa una capienza del 100% ma solo per coloro che hanno la certificazione verde.

Per quanto riguarda i musei è stata anche eliminata la distanza interpersonale obbligatoria di un metro, anche per quanto riguarda il cinema, con la capienza completa non servirà più mantenere distanze tra i posti a sedere. 

Green pass e riaperture: cosa è previsto per lo sport 

Per quanto riguarda lo sport, in luoghi come lo stadio la capienza è passata dal 50% al 75%. Non ancora tutti i posti sedere, ma una percentuale che comunque sale. Per quanto riguarda invece lo sport nei luoghi al chiuso la percentuale scende del 10% arrivando al 65.

"Finalmente tutta la cultura ricomincia a vivere” ha spiegato il ministro alla cultura Dario Franceschini. “Dall'11 ottobre cinema teatri e concerti al chiuso e all'aperto tornano al 100% della capienza, ovviamente con mascherina e green pass. Negli stadi e nei palasport per la musica stesse regole dello sport”.

Riparte tutto, tra Green pass e riaperture: che differenza c’è tra zona bianca e zona gialla?

In zona gialla sono svolti esclusivamente gli eventi con posti a sedere preassegnati e con una distanza interpersonale di un metro. In questo caso la capienza consentita non potrà superare il 50% di quella massima autorizzata. 

Per quanto riguarda invece la zona bianca, ovviamente, vigono le limitazioni che abbiamo detto fino a questo momento. Nel caso in cui la situazione in zona gialla peggiorasse, il Governo si affretterebbe a restringere ancora una volta le concessioni.

Dal 15 ottobre fino al 31 dicembre 2021, inoltre, a prescindere dal colore della zona, l’utilizzo della certificazione verde Covid-19 sarà obbligatoria. Così si legge sul sito ufficiale de Governo.

Il 31, a fine anno, dovrebbe terminare lo stato di emergenza e in quel caso si vedrà se eliminare anche l’obbligo del possesso di Green pass. Se prima i luoghi di svago e ristorazione vedevano l’entrata limitata dal pass, è anche vero che i lavoratori non avevano ancora ricevuto l’obbligo.

Adesso, invece, tutti i lavoratori sia dipendenti che non dovranno poter presentare il Green pass, se ciò non avverrà scatteranno le sanzioni. Ma in cosa consiste nello specifico? Cosa rischia un proprietario di un locale, o in generale un dipendente? 

Riaperture discoteche e luoghi di cultura, quali sono le sanzioni?

Ora che si sono allentate le restrizioni i controlli saranno più ferrei che mai. “Dalla seconda violazione commessa in giornata diversa si applicherà una sanzione amministrativa accessoria della chiusura da uno a 10 giorni”, così si può leggere sul decreto. 

Insomma, se prima ci si limitava alla chiusura di 5 giorni, adesso la sanzione sembra essere ufficialmente raddoppiata.

Inoltre il datore di lavoro può richiedere di verificare il possesso del certificato verde ancor prima dell’inizio del turno di lavoro, chi non ne è in possesso non potrà svolgere la sua mansione. In poche parole dal 15 ottobre chi non avrà il green pass sarà considerato come un assente ingiustificato, non riceverà lo stipendio fino a quando non riceverà la certificazione.

Le sanzioni per il datore di lavoro che non controlla i dipendenti vanno dai 400 fino a 1000 euro e il lavoratore che accede senza certificazione rischia ancor di più: dai 600 ai 1500 euro.

Dall’altra parte bisogna guardare anche il traguardo positivo: "Finalmente tutta la cultura ricomincia a vivere. È un bellissimo risultato", ha commentato così il presidente Siae Giulio Rapetti Mogol. 

Poi ha commentato così anche il direttore generale Siae Gaetano Blandini: "Siamo entusiasti e fieri di aver sostenuto la necessità della riapertura al 100%. Oggi siamo davvero a una svolta, si torna a vivere e a sognare”.