Si è spesso parlato dell’abolizione del Green pass o della possibile cancellazione dell’obbligo per alcune categorie di lavoratori a partire dal 2022. Un argomento dl tutto diverso, invece, è la sospensione della certificazione in Ue.

Negli ultimi giorni, infatti, il Parlamento europeo ha sospeso l’obbligo di Green pass per alcuni eurodeputati che hanno presentato ricordo alla Corte Europea.

Come ha reso noto l’eurodeputata Francesca Donato:

La Corte europea ha accolto la richiesta di sospensiva degli eurodeputati e membri dello staff del Parlamento europeo contro il Green pass.



Che cosa cambia ora? Per chi non è più obbligatorio il Green pass e perché l’Unione Europea lo ha sospeso? In Italia lo utilizzeremo ancora? Ecco tutto quello che c’è da sapere!

Green pass sospeso al Parlamento europeo: cosa c’è di vero?

L’agenzia di stampa belga ha reso noto che il Green pass è stato sospeso al Parlamento europeo, ma solo per i pochi deputati che avevano presentato ricordo contro la certificazione verde.

Spiega la stampa belga:

Il presidente del Tribunale dell'Unione europea ha deciso di sospendere temporaneamente l'imposizione del Green pass per l'accesso agli edifici del Parlamento europeo.

Ma la decisione dovrà essere poi ufficializzata da una nota che verrà diffusa nei prossimi giorni proprio dal Parlamento europeo. Dunque: sì, è vero che il green pass è stato sospeso al Parlamento europeo, ma non per tutti.

Chi sono gli eurodeputati che non dovranno presentare la certificazione verde per avere accesso al Parlamento europeo e che cosa cambia per loro?

Green pass sospeso: per chi non è più obbligatorio e cosa cambia?

Il Green pass rimane un requisito necessario per accedere al Parlamento europeo, fatta eccezione per quei cinque eurodeputati che hanno presentato ricorso davanti alla Corte Europea. 

Chi sono questi cinque deputati? Come scrive Il Fatto Quotidiano, si tratta di:

Robert Roos (olandese), vicepresidente del gruppo Conservatori e riformisti europei; la francese Anne-Sophie Pelletier, membro del gruppo della Sinistra unitaria; l’ex leghista Francesca Donato; la francese Virginie Joron del gruppo Identità e democrazia ed esponente del partito di Marine Le Pen. 

Francesca Donato, una dei 5 eurodeputati esonerati dall’obbligo, ha spiegato che “grazie a questa decisione”, questi rappresentanti Ue non saranno tenuti “a presentare il Green pass” e potranno accedere agli edifici del Parlamento con la semplice presentazione di un autotest negativo”.

Ma sostanzialmente la decisione non fa cambiare nulla in merito all’accesso al Parlamento europeo. Infatti, i 5 eurodeputati non dovranno più presentare il Green pass, ma saranno tenuti a presentare un test negativo fatto in presenza, oppure un test Pcr.

Quest’ultimo è appunto uno dei modi per ottenere il Green pass (valido solo 48 ore): la sostanza, quindi, non cambia. Occorre in qualsiasi caso verificare di non essere positivi prima di accedere all’organo europeo.

Green pass sospeso: la sentenza. A quando la decisione definitiva?

Cosa prevedeva la sentenza e per quale motivo i deputati europei hanno deciso di appellarsi alla Corte contro il Green pass? Facciamo un passo indietro e cerchiamo di ricostruire quanto accaduto.

L’associazione Asb Bon Droit si era appellata alla Corte di Giustizia europea contro l’imposizione dell’obbligo di Green pass per accedere al Parlamento europeo. 

Nella sentenza (attualmente ancora provvisoria), il presidente del tribunale Marc Van der Veude aveva annullato la scelta, considerando un’“ingerenza nell’esercizio delle funzioni correnti”. La sentenza disponeva quanto segue:

Appare necessario, nell’interesse di una buona amministrazione della giustizia, sospendere l’esecuzione della decisione impugnata. Limitando le condizioni di accesso dei ricorrenti ai locali del Parlamento europeo al requisito di un autotest negativo.

In altre parole, per accedere al Parlamento europeo i 5 eurodeputati n questione potranno presentare soltanto un test negativo (senza obbligo di Green pass). In caso di esito positivo, invece, verrà precluso l’accesso ai lavori.

Tuttavia, tale sentenza non diverrà ufficiale sino a quando non verrà data comunicazione dal Tribunale dell’Unione Europea. Non si conosce ancora la data di pronuncia, che potrebbe sospendere, revocare e addirittura cancellare l’obbligo di Green pass per i 5 eurodeputati.

Green pass sospeso in Ue: vittoria per i No Vax?

La sospensione del Green pass obbligatorio per accedere al Parlamento per pochi deputati europei è da considerare una vittoria per i No Vax? Sicuramente i soggetti coinvolti nel ricorso hanno esultato all’arrivo della sentenza che disponeva la decadenza dall’obbligo di presentazione della certificazione verde. Ma si tratta di un risultato amaro.

Infatti, per accedere al Parlamento europeo è comunque necessario – anche per i 5 eurodeputati che hanno promosso il ricorso – effettuare un test negativo, che comunque permetterebbe di ottenere il Green pass. Dunque, non è stato disposto un accesso libero.

Non possiamo parlare di vittoria dei No Vax, ma il percorso non è ancora finito. Continuano nel frattempo tutte le manifestazioni in Italia e in altri Paesi europei contro l’imposizione del Green pass per il lavoro e non solo. Il Governo cambierà idea?

Green pass: cos’è il passaporto sanitario europeo?

A partire dal 1° luglio 2021 è entrato in vigore il regolamento europeo che ha introdotto il Green pass. Ma di cosa si tratta?

Come spiega il sito ufficiale, il certificato Covid-19 (ovvero il Green pass) è:

  • una prova digitale attestante che una persona è stata vaccinata contro la patologia da Covid-19;
  • ha ottenuto un risultato negativo al test;
  • oppure è guarita dalla patologia.

La certificazione verde può assumere un formato cartaceo oppure digitale, l’importante è che sia ben leggibile il QR Code che la identifica, in modo da poterne controllare la durata e la validità.

La durata è pari a 12 mesi, qualora il certificato derivi dal completamento della vaccinazione contro il Covid-19 (sono previste tre dosi attualmente), oppure 48 ore nel caso di test negativo, o ancora 6 mesi dalla guarigione dalla patologia.

Green pass sospeso in Ue: cosa cambia per l’Italia?

La sentenza che dovrebbe sospendere l’obbligo di Green pass per i soli deputati che hanno presentato il ricorso (obbligando comunque gli stessi ad accedere al Parlamento europeo presentando un tampone negativo), non avrà alcun effetto in Italia.

Infatti, la sospensione del Green pass al Parlamento europeo non ha nulla a che fare con le norme che il Governo italiano ha adottato in tema di certificazione verde. Che cosa significa tutto ciò?

In Italia, in altre parole, tutti i lavoratori continueranno ad essere sottoposti all’obbligo di certificazione verde per accedere sul luogo di lavoro. Non solo: il Green pass resterà obbligatorio anche per accedere a tutti i luoghi pubblici e della vita sociale per i quali è ad oggi richiesto.

Ad oggi, infatti, la scadenza dell’obbligo di Green pass è fissata al 31 dicembre 2021, così come il termine dello stato di emergenza. Il Governo è già al lavoro per fissare una proroga di tale obbligo, in modo da estendere il Green pass fino alla prossima estate 2022.

Green pass verso la proroga al 2022: la data

Le ultime indiscrezioni trapelate dal Governo, rivelano l’intenzione di voler prorogare l'obbligo del Green pass, che ad oggi è valido per i 12 mesi successivi alla terza dose, che diventerà presto una realtà per tutti gli italiani.

Non solo: l’idea del Governo è quella di estendere lo stato di emergenza fino a marzo 2022, mentre l’obbligo di Green pass potrebbe accompagnare tutti i cittadini fino alla prossima estate (probabilmente fino al mese di luglio 2022).

Al momento si tratta di pure ipotesi, in quanto nulla è ancora stato deciso. Ma la proroga potrebbe essere disposta già prima di Natale, in modo da mettere tutti i No Vax nelle condizioni di scegliere se proseguire con i tamponi fino a luglio, oppure demordere effettuando al vaccinazione.

Se il Green pass fosse stato abolito nel 2022, infatti, l’alternativa di eseguire tamponi fino al 31 dicembre 2021 poteva essere sostenibile. Ma l’effettuazione di un test ogni 48 ore fino a luglio 2022 appare molto più onerosa e impraticabile. 

Non ci sarà nessuna imposizione per i cittadini: il Governo non intende introdurre l’obbligo vaccinale (almeno per il momento).

Green pass abolito: da quando?

Sull’abolizione del Green pass e di tutte le restrizioni si continua a discutere da tempo, ma finalmente sono arrivati degli spiragli da parte dei vertici italiani. Qualcuno ha timidamente espresso una data o un periodo di tempo che potrebbe portare alla completa abolizione di mascherine, distanziamento e Green pass.

Secondo il commissario Francesco Figliuolo, il primo obiettivo da raggiungere è la somministrazione del vaccino almeno al 90% della popolazione. In questo modo, forse, si potrà raggiungere l’immunità di gregge e si potranno eliminare le prime restrizioni in merito a mascherine e distanziamento.

E il Green pass verrà abolito? Il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, ha spiegato che il Green pass sarà forse l’ultima delle restrizioni ad essere eliminata. Si ipotizza un meccanismo di eliminazione graduale (come per le riaperture): dapprima le categorie di popolazione e i lavoratori meno esposti al rischio, mentre solo successivamente si potrà eliminare definitivamente l’utilizzo della certificazione verde.

Green pass in Europa: scattano nuove restrizioni per i non vaccinati!

Mentre l’Italia discute sulla proroga dell’obbligo di Green pass e mentre si inaspriscono le manifestazioni contro la certificazione verde, in tutta Europa i contagi continuano ad aumentare. I singoli Stati sono spinti a introdurre nuove restrizioni.

Così, per esempio, in Austria è stato introdotto un lockdown ma solo per i cittadini che non hanno effettuato la vaccinazione. In Germania, invece, si spinge per la terza dose di vaccino, mentre in Francia il Green pass è già stato prorogato fino al 31 luglio 2022.

Il Regno Unito ha rinunciato all’utilizzo del Green pass, ma ne sta pagando le conseguenze: i contagi aumentano e i morti sono ben più alti rispetto agli altri Stat europei.

Mentre l’Europa si prepara alla quarta ondata di Covid-19, nel mondo, invece, gli Usa riaprono le frontiere anche ai non vaccinati.