Il Green Pass a breve diventerà obbligatorio anche per lavorare. E' un problema per il mondo del lavoro, perché ancora ben 8 milioni di italiani sono ancora senza vaccino. Tutti questi rischieranno dal 15 ottobre di doversi presentare al lavoro senza Certificato.

Questo significherà solo tre cose: o farsi subito il vaccino; o pagare un tampone molecolare o antigenico; o andarsene a casa per assenza ingiustificata, e rischiare dal 5° giorno la sospensione dello stipendio.

Una situazione alquanto problematica, visto che potrebbe diventare un pericolo a livello non solo logistico, per i vari camionisti che già minacciano il blocco dei trasporti, ma anche per il commercio, in particolare portuale visto il caso di Trieste.

Semmai ci sono già dei tentativi per correre ai ripari, in particolare per venire incontro a chi, forse più per paura che per ignoranza, non vuole farsi il vaccino per paura della propria incolumità. 

Uno di questi tentativi è col tampone gratis, cioè il fatto che il lavoratore, ogni 48 ore, si sottoporrà ad un tampone ma non dovrà pagarlo. Ma facciamo un riassunto della situazione.

Green Pass: ecco cosa cambia dal 15 ottobre!

Dal 15 ottobre, come stabilito dal decreto 127/2021 del 21 settembre, il Governo Draghi ha imposto l'obbligo del Green Pass per l'accesso agli ambienti di lavoro, anche se privati. 

A questa ulteriore limitazione viene confermata anche la stessa disposizione per gli ambienti al chiuso e/o pubblici quali:

  • servizi di ristorazione (bar, pizzerie...) se servizio al tavolo e al chiuso,
  • locali d'intrattenimento (spettacoli, cinema),
  • istituti culturali o museali,
  • palestre e piscine,
  • centri benessere e termali,
  • parchi tematici e di divertimento, 
  • centri culturali e ricreativi, 
  • sale da gioco e casinò, 

Nonché alla partecipazione di eventi con pubblico quali:

  • competizioni sportive,
  • fiere, sagre, convegni e congressi, 
  • eventi culturali o religiosi,
  • concorsi pubblici.

E a livello di mobilità, viene confermata la disposizione anche per i mezzi interregionali (bus o treno che sia) e per quelli a nolo, già previsti da inizio settembre.

Tale obbligo è imposto sia al lavoratore sia ad eventuali clienti o utenze esterne, e sarà compito dell'azienda provvedere alla verifica quotidiana della dotazione per entrambi. 

Altrimenti, come stabilito dal decreto, scatteranno le sanzioni.

Green Pass: ecco a cosa serve!

Dal 15 ottobre l'unico motivo valido per cui il Certificato Verde serve è per evitare le sanzioni.

Chi non esibirà il Green Pass al momento della richiesta, che sia in un ristorante al chiuso, ad un evento o in questo caso all'entrata del luogo di lavoro, subirà l'allontanamento dai locali.

Inoltre, nel momento in cui invece viene presentato un Certificato Verde falso o intestato ad un altro soggetto, il soggetto incorrerrà in una sanzione che va dai 400 ai 1500 euro, a seconda della gravità dell'atto.

La stessa sanzione è applicata anche in luogo di lavoro, con l'aggiunta che il lavoratore non potrà accedere al luogo del lavoro, e verrà registrato per quel giorno come assente ingiustificato.

In caso di assenza ingiustificata per cinque giorni (consecutivi o meno) l'azienda potrà provvedere alla sospensione del lavoratore, così come dello stipendio

Quest'ultima non è piaciuta affatto a tutti i lavoratori che, giorni prima dell'obbligatorietà, hanno manifestato contro questa manovra, anche con proteste non pacifiche, come quella accaduta a Roma. Si aggiunge inoltre quella recente a Trieste, dove l'intero complesso portuale è andato in sciopero, minacciando anche la continuità del blocco e la sua estensione al di fuori della città friulana

Proprio per evitare questa situazione gravosa, in molti stanno valutando di dare possibilità, a chi non si vuole vaccinare, di avere un tampone. 

Green Pass: ora con tampone gratis! Ecco per chi

Precisiamo che il Green Pass, se proprio non vuoi sottoporti al vaccino, puoi ottenerlo se ti sottoponi ad un tampone. Ma i tamponi sono a pagamento, o almeno fino a ieri sembrava dovessero rimanere a pago. Già il governo aveva garantito un calmierato sul prezzo del tampone rapido antigenico, anche se con le dovute limitazioni d'età.

Sulla questione di un tampone gratis il governo, nella fattispecie il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, attualmente non vuole disporre di una soluzione nazionale. O almeno non per chi non s'è vaccinato. Secondo il sottosegretario, si potrebbe pensare questa soluzione per chi "si è vaccinato [...] per permettergli un costante screening rispetto al virus".

Ma, davanti al rischio di una crisi lavorativa dovuta a scioperi o blocchi logistici, già l'Agenzia per il Lavoro Portuale di Trieste ha avvalorato la proposta di tamponi gratis per i loro lavoratori. A sua volta il Prefetto di Trieste, Valerio Valenti, ha disposto per il tampone gratuito anche per tutti i terminalisti.

Questa disponibilità è stata disposta anche da altre aziende. Aziende come la Metro o la Piquadro, hanno garantito dal 15 ottobre il carico economico. 

Però anche nella maggioranza parlamentare si sta cercando di venire incontro a chi, forse più per paura che per ignoranza, preferirebbe sottoporsi al tampone, in alternativa al vaccino. 

Green Pass: o tampone gratis per tutti o sciopero! 

Anche se la questione dello scalo triestino è attualmente limitata alla città friuliana, il rappresentante del Coordinamento dei lavoratori portuali triestini, Stefano Puzzer, sta mantenendo la sua promessa di non ritirare il blocco finché il Governo non toglierà l'obbligo del Green Pass. Anche se è stato garantito il tampone.

L'unica soluzione, anche davanti alla fermezza del Governo Draghi a mantenere il Certificato Verde almeno entro dicembre 2021, è quella di garantire il tampone gratis.

La proposta viene infatti dal fondatore del Movimento Cinque Stelle, Beppe Grillo: tamponi gratis per tutti, così da non lasciare nessuno a casa. Come proposta trova il consenso dell'ex Ministro degli interni e attuale Segretario della Lega, Matteo Salvini, anche lui puntato alla gratuità del tampone.

Ma non del resto del Governo Draghi. Lo stesso Sileri è contrario alla soluzione, perché "43 milioni di persone hanno avuto fiducia nell'appello del Governo a vaccinarsì", e che tutt'ora hanno il Green Pass.

Inoltre i costi per lo Stato risulterebbero importanti: i primi calcoli parlano almeno di 500 milioni di euro al mese, qualora si sottoponessero tutti i 3-3,5 milioni di lavoratori tutt'ora non vaccinati, ad un ritmo di tre tamponi alla settimana.

A sua volta sarebbe un problema per i laboratori d'analisi, privati e pubblici che siano, perché l'enormità dei tamponi che dovrebbero fare ogni giorni manderebbe in secondo piano i tamponi per gli altri. 

Inoltre, anche se si tamponassero, i tempi sarebbero comunque lunghi.

Green Pass: ecco quando arriva col tampone e quando con la prima dose

Le tempistiche per l'arrivo del Green Pass sulla tua applicazione app IO, sulla tua App Immuni o sul tuo Fascicolo Sanitario Elettronico dipendono dal tipo di tampone. E anche dal vaccino, qualora tu volessi alla fine vaccinarti.

Il tampone è di due tipi: rapido antigenico o molecolare. Questo sono quelli preposti per avere la Certificazione Verde, perché considerati dal Ministero della Salute i più efficaci e idonei per garantire un risultato veritiero, e non a rischio di falso negativo/positivo.

Una volta ricevuto l'esito del tampone, se negativo, riceverai la Certificazione entro le successive 24 ore, massimo 48 ore. La durata del tampone però parte dalla comunicazione dell'esito, ed è attualmente di:

  • 72 ore dopo l'esito negativo se molecolare;
  • 48 ore dopo l'esito negativo se rapido.

Stai attento a questo punto! Perché 48/72 ore dall'esito significa che intanto per 24-48 ore non puoi beneficiare del Certificato, pertanto ti durerà la validità per 24-48 ore. Dipende dai tempi della consegna, uno dei classici problemi della Pubblica Amministrazione di questo paese.

Invece, per il vaccino, si potrà ricevere il Certificato non prima di dodici giorni. Perché? Perché se nel caso del tampone ottieni la conferma di essere negativo o positivo, per il vaccino l'obiettivo è di avere una prima immunizzazione, che statisticamente richiede tra i 12-15 giorni

Pertanto il vaccino sarà efficace non prima di questi 12 giorni, e così pure il valore del Certificato, che ti arriverà nell'app Io, app Immuni o nel Fascicolo Elettronico entro 12 giorni. Ma solo il codice QR, mentre la validità per viaggiare nel territorio nazionale scatterà tre giorni dopo, appunto entro il quindicesimo giorno.

Diverso aspetto è per la seconda dose. Se per la prima dose si richiedono 12-15 giorni, per la seconda dose basta solo aspettare 24-48 ore.

Perché sei già immunizzato, ma perché faccia effetto anche la seconda dose dovrai aspettare almeno altri due giorni. Anche se:

  • dopo 24 ore dalla somministrazione della seconda dose il precedente Certificato smette di funzionare;
  • dopo 24 ore dalla decadenza del primo Certificato avrai quello nuovo.

E conta che tra la prima dose e la seconda devono passare almeno 42 giorni (84 giorni se si parla solo dell'Astrazeneca).

Altrimenti devi sperare di essere tra gli esentati.

Green Pass: ecco chi ha l'esenzione

Ci sarebbe una categoria che non ha necessità del Green Pass per andare al lavoro: quella forense.

Se sei un avvocato, un difensore, un consulente o perito chiamato a deporre, o addirittura un ausiliare del magistrato o uno dei testimoni e parti del processo, non ti potrà essere chiesto in sede legale se possiedi o meno del Green Pass. 

Viceversa, per chi lavori nei tribunali o negli uffici in generale della PA sarà obbligatorio. In particolare, per chi lavori nei tribunali, a livello d'ufficio sarà richiesto per magistrati ordinari e/o amministrativi, contabili o anche i componenti delle commissioni tributarie.

Da lì in poi l'unica possibilità per avere l'esenzione sarebbe quella di avere:

  • meno di 12 anni;
  • soffrire di una patologia clinica cronica incompatibile con la somministrazione del vaccino.

Altrimenti, tocca vaccinarsi, o pagare il tampone. Anche perché, se falsifichi Green Pass o Certificato Medico, o a rischi l'accusa di falsità materiale commessa dal privato (art. 482 del Codice Penale) o di uso di atto falso (art. 489 del Codice Penale). E due anni in carcere è meglio evitarli.