Il primo settembre 2021 entrerà in vigore il Decreto Legge 111/21 recante "Misure urgenti per l’esercizio in sicurezza delle attività scolastiche, universitarie, sociali e in materia di trasporti" varato ad Agosto dall’attuale Governo, che pone in essere una serie di nuove regole. Si tratta di un impianto normativo che rende obbligatorio il possesso del green pass non solo per i trasporti a lunga percorrenza, ma anche per il personale scolastico in vista del ritorno a scuola.

Green Pass: le nuove norme previste nel decreto di Agosto

Prima di addentrarci nella giungla normativa cui ormai, da troppo tempo e soprattutto nell'ultimo anno, siamo abituati, occorre fare un breve recap riguardo l’argomento in trattazione.

Il green pass, stando alla definizione fornita dal sito del Governo, consiste in:

“Una Certificazione in formato digitale e stampabile, emessa dalla piattaforma nazionale del Ministero della Salute, che contiene un QR Code per verificarne autenticità e validità.”

Detto ciò, cerchiamo di capire di cosa si tratta nello specifico.

Il green pass è una certificazione che può consistere in un documento digitale, o all’occorrenza in un documento cartaceo che può essere stampato.

Viene emesso dal Ministero della Salute e la sua caratteristica principale è che è rappresentato da un codice a barre o QR code, mediante cui è possibile, per coloro che sono addetti ai controlli (ad esempio in aeroporto, all’ingresso di un locale etc), verificare i dati dell’utente o, per dirla in breve, se l’utente è vaccinato con almeno una dose.

Come ottenere il green pass

Il via libera al green pass ovvero la messa a disposizione del certificato verde a favore del cliente è possibile nei seguenti casi:

Avvenuta vaccinazione ovvero avvenuto completamento del ciclo vaccinale (monodose o doppia dose a seconda dei casi);

Aver effettuato la prima dose da almeno 15 giorni;

Essere risultati negativi ai test effettuati tramite tampone molecolare o rapido nelle 48 ore precedenti;

Essere guariti dal Covid-19 nei sei mesi precedenti.

In  tutti questi casi la certificazione viene rilasciata all’utente che, dunque, potrà viaggiare o sostare all’interno dei locali senza alcun problema.

Green pass: ecco le informazioni che contiene

Come detto, il documento una volta emesso, sia in formato cartaceo che digitale, contiene una serie di informazioni, la più importante della quale riguarda l’avvenuta vaccinazione, che servono per identificare la persona, ma non solo.

Infatti, sono presenti dati in merito alle malattie pregresse che risultano utili per poter avere una crono storia clinica dell’utente, qualora abbia necessità di ricorrere alle cure mediche.

Le informazioni in questione sono:

nome, cognome, data di nascita;

numero identificativo del certificato ovvero un codice costituito da numeri e parole che identifica ogni singolo certificato come appartenente a quel determinato utente.

• la tipologia di vaccino ricevuto, ovvero a vettore mRNA oppure a vettore virale mediante l’utilizzo di un adenovirus proveniente dagli scimpanzè e che non è in grado di replicarsi nell’organismo umano una volta iniettato.

la denominazione del vaccino ricevuto (Moderna, Pfizer, Astrazeneca, Johnson&Johnson)

il numero di dosi ricevute, ad esempio una dose su due (1/2, 2/2, 1/1), in base al vaccino ricevuto;

la data dell’ultima inoculazione del vaccino ricevuta;

il Paese (Stato) in cui è stato effettuato il vaccino;

l’avvenuta guarigione dal virus COVID-19;

l’ente autorizzato al rilascio della certificazione ovvero, per quanto concerne l’Italia, il Ministero della Salute;

un QR code, ovvero un codice a barre in cui sono contenute tutte le informazioni di cui al presente elenco.

Trasporti: cosa cambia da settembre

Per quanto riguarda l'obbligatorietà del green pass, a partire dal mese di settembre vi saranno ulteriori novità introdotte dal Dl. 111/21 del 6 Agosto, alcune delle quali riguarderanno come detto i trasporti, in special modo quelli a lunga percorrenza, e la scuola.

Pertanto, chiunque vorrà viaggiare utilizzando  navi, aerei, traghetti o autobus su lunga percorrenza, dovrà dotarsi del green pass.

Ovviamente, vanno fatte delle precisazioni a fronte delle quali è pacifico ritenere che l’estensione dell’obbligo del green pass, non sia a carattere generale.

Sono fatti salvi dall’obbligatorietà del green pass e, quindi, esclusi dalla sua applicabilità, i trasporti locali ovvero quelli riguardanti la metropolitana o il bus che collegano differenti zone della medesima città o i treni a percorrenza regionale.

Per quanto concerne la capienza dei mezzi pubblici a lunga percorrenza, dall’attuale 50 % si passerà ad un 80 % e importante sarà il ruolo del personale di bordo ovvero i controllori che, se fino ad oggi avevano come compito principale quello di controllare l’avvenuta obliterazione dei titoli di viaggio, saranno chiamati a verificare che l’utente sia in possesso del green pass, pena la comminazione di una multa che può variare dai 400 € ai 1.000 €.

Scuola: cosa cambia da settembre

Per quanto riguarda la scuola, occorre fare una differenziazione a seconda che si tratti del personale scolastico, o degli alunni.

Nel primo caso, è ormai assodato che si va verso l’obbligatorietà della vaccinazione per quanti lavorano nella scuola, a tutti i livelli, partendo dai dirigenti sino ai docenti, passando per il personale amministrativo.

In tal senso, l’obiettivo del Governo è quello di stilare una lista dove inserire i nominativi del personale vaccinato, in modo tale da rendere più agevole il compito di controllare l’idoneità del personale scolastico a poter lavorare in presenza.

Accelerando con le vaccinazioni, verrebbe scongiurata l’ipotesi di nuove chiusure e il ritorno ad una forma di didattica a distanza che tanto ha suscitato polemiche, sia per la carente organizzazione di alcune scuole in termini di servizi tecnologici, sia per la poca attitudine dei ragazzi a svolgere le lezioni in un ambiente in cui è facile distrarsi, ovvero quello domestico.

Da questo punto di vista, è ormai acclarato che la DAD (Didattica a distanza) ha fallito la sua missione laddove molti esperti hanno sollevato dubbi sul reale apporto dato in termini di apprendimento ad una forma di didattica che, stando ai risultati, pare aver disatteso le aspettative.

I risultati delle prove Invalsi sono lì a testimoniare appunto un peggioramento della qualità nel livello di istruzione impartito tramite le piattaforme online.

Green pass, una categoria a parte: i bambini under 12

Quello verso gli studenti, si pensi a quelli sino alle superiori che, di fatto, sono minorenni, è l’argomento che tiene vivo il dibattito sulla possibile estensione dell’obbligatorietà del green pass e, dunque, del vaccino per i ragazzi.

Al momento, non vige alcuna obbligatorietà per queste categorie di persone ma, di certo, la partita non è ancora chiusa.

Nel frattempo, si mobilitano associazioni dei genitori e scienziati che palesano dubbi circa la necessità di vaccinare gli adolescenti, soprattutto gli under 12, per i seguenti motivi.

Anzitutto, secondo alcuni scienziati la vaccinazione per loro (bambini under 12) sarebbe del tutto superflua in quanto, statisticamente, le possibilità per queste categorie di persone di contrarre o trasmettere il virus, è del tutto, o quasi, irrilevante in termini percentuali.

Verrebbe dunque meno il beneficio legato al vaccino e la bilancia penderebbe pericolosamente a favore dei rischi che si potrebbero riscontrare nell’inoculazione.

Secondo altri, invece, la vaccinazione si renderebbe fondamentale anche per questa fascia di età (under 12) in quanto più vulnerabile al virus. 

Lotta al coronavirus: a che punto siamo

Come detto, la lotta al coronavirus prosegue incessantemente, mediante il coinvolgimento di fasce di età sino ad ora rimaste escluse dalla campagna di vaccinazione.

Alcuni scienziati, tra cui il coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico Dott. Franco Locatelli, hanno sottolineato l’importanza del vaccino anche per i più piccoli, sentenziando che non vi sono rischi di effetti collaterali per loro.

Il coordinatore del CTS ha anche aggiunto che l’approvazione dei vaccini per i più piccoli, rappresenta un passaggio chiave nella lotta al coronavirus, evitando dunque che rimangano privi di copertura quelle fasce ritenute maggiormente a rischio.

Ma se, per quanto concerne gli under 12, è lecito parlare di una situazione di stallo in virtù di decisioni che debbono essere prese e che devono prendere in considerazione tutti gli aspetti in gioco, maggiori criticità si hanno nei confronti di quei soggetti che potrebbero già vaccinarsi ma rifiutano di farlo e che rappresentano una fetta importante della popolazione italiana.

Si parla di percentuali non irrisorie ovvero di circa il 10% tra i sessantenni e, addirittura, del 20% tra i cinquantenni, come riportato da recenti analisi che parlano di circa 2 milioni di persone non vaccinate comprese in questi range di età.

Vaccini: è scontro generazionale anche in vista della terza dose

Il quadro emerso da quanto esposto, ci racconta di uno scontro generazionale sul tema delle vaccinazioni, laddove vi sono persone che pur potendosi vaccinare, rifiutano di farlo, mentre intere categorie di soggetti (gli studenti), o meglio, parte di queste categorie, sono maggiormente intenzionate a sottoporsi alle inoculazioni pur di poter tornare tra i banchi, ponendo fine all’esperimento della DAD.

Come se non bastasse, ad alimentare il dibattito sulla necessità o meno di vaccinarsi, c’è la notizia di qualche giorno fa, in merito alla ormai quasi certa terza dose in arrivo come richiamo per le fasce di età più deboli.

A partire da ottobre, potremmo ritrovarci dunque nell’assurda situazione di un Paese in cui coesistono categorie di soggetti che non hanno aderito alla campagna vaccinale o che ne sono rimasti esclusi e soggetti che, probabilmente, verranno sottoposti ad un terzo ciclo di vaccinazioni.

Le premesse per un autunno caldo, e non certo per colpa delle temperature, ci sono tutte.