E' finalmente arrivato l'atteso responso della Corte europea dei diritti umani, la quale, ha dichiarato come "irricevibile" il ricorso presentato da Guillaume Zambrano, cittadino francese che nei mesi precedenti si era schierato contro il Green Pass istituito nel Paese transalpino e che a suo dire sarebbe discriminatorio e un espediente mirato ad obbligare i cittadini a vaccinarsi.

Tale idea portata avanti da Zambrano era, inoltre, supportata dalla sua versione che etichettava i vaccini come un elemento che rischierebbe di far soffrire fisicamente chi se lo inocula, minacciandone l'integrità fisica.

Nel frattempo continuano ad essere organizzate manifestazioni e cortei all'interno delle piazze italiane, le quali però, quasi sempre supportate da un esiguo numero di partecipanti che, però, starebbero organizzando nuove date come nel caso del gruppo conosciuto come “La variante torinese”, coordinati da Marco Liccione che negli ultimi mesi ha cavalcato l'onda delle proteste No Green Pass insieme ad alcuni contrari, prefissandosi un obiettivo:

 «Saremo in piazza ogni sabato»

A proposito del corteo di via Roma a Torino di sabato, infatti, due partecipanti sono stati denunciati, dopo essere stati identificati dalle forze dell'Ordine, in quanto, avrebbero spintonato gli agenti del reparto mobile. La denuncia recapitata ai due manifestanti sarebbe per resistenza a pubblico ufficiale.
A questa manifestazione, la decima organizzata in città contro il documento vaccinale, hanno partecipato circa duecento persone, alcune delle quali, avrebbero ricevuto alcune sanzioni amministrative per non aver rispettato le disposizioni anti-contagio vigenti.

Nel frattempo, riprendendo i dati forniti dai monitoraggi della fondazione GIMBE, ad oggi, il 76,8% della popolazione (45.493.296 persone) si è inoculata almeno una dose di vaccino (+452.187 rispetto alla settimana precedente) e il 72,4% (42.921.024 di persone) ha completato il ciclo v(+661.771 persone rispetto alla settimana passata).

Nelle righe successive vi riportiamo il video di Massimo Silvano de La Repubblica che mostra quello che è successo nei giorni scorsi davanti agli uffici di Rai Regionale di Trieste dove i dipendenti sono rimasti bloccati all'interno dello stabilimento per il corteo anti-Green Pass presente all'esterno:

Green Pass: la Cedu respinge il ricorso di Guillaume Zambrano

Guillaume Zambrano, il cervello dietro al ricorso contro il Green Pass presso la Corte Europea dei Diritti Umani, si è spinto a cercare questo tipo di soluzione guidato dall'idea che secondo lui, la legge vigente sulla certificazione verde altro non sia che un obbligo vaccinale in assenza di un provvedimento verso tale direzione.


A far accrescere l'idea di rivolgersi alla Corte di Strasburgo sono state le sue opinioni secondo le quali il vaccino rischierebbe di far soffrire fisicamente chi lo fa minacciandone l’integrità fisica, nonostante, come riportato nel nostro precedente articolo Covid: le risposte alle bufale dei Novax sul vaccino, questa visione tragica della campagna vaccinale non corrisponderebbe a realtà, con i casi di problematiche legate all'inoculazione che sono ai minimi.
A far forza sulle idee di Zambrano, recentemente Danimarca e Svezia si sono orientati verso la sospensione della seconda dose di Moderna per due fasce d’età differenti per prevenire il rischio di miocardite, attualmente lontano da numeri rilevanti ma che è stato evidentemente giudicato come sufficiente per bloccarne la somministrazione.



Nella decisione definitiva della Corte di Strasburgo di rigettare il ricorso del cittadino francese, infatti, la Cedu ha voluto specificare come il "dissidente" non avrebbe fornito alcuna informazione a dimostrazione della propria tesi riguardo il Green Pass e come la certificazione sarebbe lesiva nei confronti dei diritti degli europei.

A fronte di tale rimostranza della Corte, infatti, i giudici hanno deciso di etichettare come irricevibile il ricorso ricevuto anche perché, prima di accedere ai corridoi di Strasburgo, Zambrano non avrebbe neanche presentato la propria causa dinnanzi ai tribunali francesi, una prassi necessaria affinché l'istanza possa essere accolta.
Sarebbe bastato, inoltre, dimostrare come anche un eventuale appello ai palazzi di giustizia dell'Eliseo sarebbe risultato inutile.

Queste due condizioni sono tutt'ora fondamentali per presentare ricorso dinnanzi alla Cedu e, pertanto, sorprende come un'"attivista" che ha ben a cuore le eventuali discriminazioni legate alla certificazione verde, non fosse a conoscenza di un elemento così conosciuto introdotto, addirittura, all'interno dell'Home Page della Corte:

"Nel caso in cui una sola informazione o documento richiesti all’articolo 47 comma 1 e 2 dovesse mancare, le doglianze non verranno esaminate dalla Corte. È quindi imperativo che vengano compilate tutte le rubriche del formulario di ricorso."

Un'ulteriore contestazione da parte dei giudici arriva dal pensiero che Zambrano possa aver architettato questo ricorso con l'unica e chiara strategia di “imbottigliare, ingolfare e inondare” la Corte di Strasburgo.

Infatti, negli occgu dei giudici rimane il dubbio che le azioni del cittadino francese possano essere state mosse dalla volonta di aprire le porte ad eventuali e futuri ricorsi simili al suo. Basti pensare come, infatti, negli ultimi mesi circa 18mila ricorsi sono stati recapitati alla Cedu spinti dalla volontà di dimostrare l'illegittimità della certificazione verde.

Diverso l'ultimo punto delle rimostranze portate avanti da Zambrano, secondo il quale, il Green Pass possa rappresentare una pratica discriminatoria che suddivide in classi i cittadini europei.

Quest emotivazioni sono anche condivise dalle centinaia di manifestanti che hanno preso parte ai cortei di MilanoTorino Roma andati in scena nel corso di questo weekend e che hanno portato a diversi scontri tra no-green pass e polizia.

Nella Capitale, inoltre, ignaro testimone di questi moti anti-certificazione verde, sono spuntati alcune stories dell'attore e cantante che ha ripreso le proteste.

Jared Leto al centro delle protese no-Green Pass di Roma

Partiamo dallo specificare come l'attore americano non abbia, ovviamente, espresso un giudizio riguardo il Green Pass essendo poco coinvolto dalle vicende politiche italiane e, in maniera più macroscopica, di quelle europee e del Green Pass

Infatti, l'attore di Suicide Squad era in vacanza nella Città Eterna quando, come specificato proprio da Leto, si è trovato all'interno delle proteste di questo sabato coinvolgendolo, inoltre, in un piccolo incidente causato dall'intervento delle Forze dell'Ordine. Come specificato proprio all'interno delle stories sul suo profilo Instagram:

“Mi sono ritrovato in mezzo a una protesta e mi sono anche beccato i gas lacrimogeni“

Non si è detto felice dell'accaduto Leto che ha però ottenuto maggiori informazioni dai manifestanti riguardo la causa belli e che, comunque, ha trovato in disappunto l'artista che ha dichiarato sull'accaduto:

“Ho dovuto dichiarare chiusa la serata“. 

Non la migliore delle pubblicità da parte di uno degli attori più in voga del momento per una città che vive di turismo e che, ovviamente, non merita i moti più politici che ideologici che i manifestanti portavano avanti.

No-Green Pass: stretta del governo per impedire quello che è successo nel weekend

I cortei dei no-Green Pass hanno riguardato diverse città che nel weekend sono state riempite dai manifestanti confermando il timore per il 15 ottobre, giorno nel quale scatterà l'obbligo del possesso della certificazione verde.

Le prossime giornati si preannunciano quindi di difficile gestione in vista di questo venerdi quando tutti i lavoratori dovranno essere in possesso del Pass per poter svolgere il proprio lavoro senza alcuna limitazione. I social network, intanto, continuano a registrare la conferma delle mobilitazioni previste per il prossimo week-end e che potrebbero creare non pochi problemi di ordine pubblico.

Basti pensare all'insensatezza dei danni creaqti dal popolo No-Green Pass a Roma: dall'assalto della sede Cgil a quello all'Ospedale Umberto I.

Il problema che si è evidenziato, difatti, riguarderebbe un distaccamento di una parte del corteo autorizzato che, guidato dai leader di Forza Nuova, ha puntato direttamente verso la sede del sindacato più antico d'Italia, forzando l'ingresso ed entrando al grido di "libertà, libertà": una sorta di controsenso vandalico.

In queste ore il governo sta pensando come prevenire problematiche analoghe che si potrebbero manifestare nel corso dei prossimi cortei senza, però, imporre alcuna limitazione a chi vuole esprimere dissenso.
Infatti, questa scelta di non manifestare il "pugno duro" è derivata dalla sostanziale soddisfazione per la campagna vaccinale che dal 15 ottobre si prevede porterà all'82% di italiani completamente immunizzati, l'85% con almeno una dose.

Si punta, infatti, a sfiorare quota 90% di immunizati entro fine mese rendendo l'immunità di gregge una realtà.
Questi ultimi sfoghi sono stati decifrati come un "ultimo sfogo" per una manifestazione che è sfociata in scontri e violenza.

La prima accortezza sembrerebbe riguardare una vanutazione rigorosa dei rischi, limitando al massimo i cortei grazie ad un sostanziale stop delle autorizzazioni che verranno rilasciate solamente dinnanzi alle garanzie reali di rispetto delle regole, senza le quali, la manifestazione sarà vietata impedendola in ogni modo attraverso il dispiego delle Forze dell'Ordine.

Nel frattempo, mentre la Procura apre due inchieste per "devastazione" e "saccheggio", al vaglio anche la possibilità di scioglimento di Forza Nuova dopo gli avvenimenti di Roma, come riferito dall'ex premier Giuseppe Conte:

“Non possiamo accettare che nel nostro Paese ci siano aggressioni di questo tipo, ritengo che ci siano le premesse per lo scioglimento di Forza nuova"

Tralasciando qualsiasi tipologia di pensiero sanitario e sociologico alla base delle manifestazioni, com'è possibile che dei cortei inneggianti la "libertà" si ritrovino ad aggredire le forze dell'ordine, a mettere a soqquadro un ospedale e la sede Cigl o, ancora peggio, alle aggressioni fisiche alle Forze dell'Ordine.
Ancora, come può essere che dei cortei che manifestano il pensiero di persone che si sentono "controllati dalle forze politiche o dalle aziende sanitarie" si ritrovano poi a farsi guidare da diverse personalità poco raccomandabili provenienti dal mondo dell'estremismo?

L'unica speranza è che in mezzo ai cortei ci fosse qualcuno in grado di pensar con la testa propria e che possa arrivare a comprendere quanto insensato sia stato questo pazzo e protestoso weekend italiano che abbiamo appena vissuto.