I cortei di protesta, ostili all’introduzione dell’obbligo di Green Pass e di sottoporsi alla vaccinazione anti-Covid19, stanno paralizzando le vie e le piazze delle più importanti città italiane, ormai da varie settimane

Secondo quanto riporta tg24.sky.it, per far fronte ai disagi che sono stati creati alla popolazione ed ai danni economici subiti dagli esercenti: 

 “La ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, sta mettendo a punto nuove limitazioni.”

Tale scelta, stando a quanto sostiene corriere.it, è ritenuta dal ministro indispensabile per poter: 

Garantire i diritti di chi dissente proteggendo però le attività economiche e la salute dei cittadini.”

Infatti, nelle ultime settimane, è stato osservato un aumento nei numeri dei contagi di Coronavirus proprio nelle città in cui si sono verificate la maggior parte delle manifestazioni e, soprattutto, tra coloro che vi hanno preso parte

Un caso emblematico, in questo senso, è rappresentato dalla città di Trieste dove i contagi sono aumentati in maniera esponenziale, in particolare tra coloro che hanno preso parte ai cortei di protesta.

Le nuove regole, che disciplineranno le espressioni di dissenso dei gruppi No Green Pass e No Vax,  dovrebbero entrare in vigore già dal prossimo fine settimana

Nonostante ciò, i manifestanti dichiarano apertamente di non volersi arrendere e di andare avanti nella loro battaglia.

Quali sono le nuove regole previste per le manifestazioni?

A partire da questo fine settimana, verranno introdotte nuove disposizioni che stabiliranno le modalità con cui le proteste potranno avvenire

Tali nuove normative sono state create seguendo la volontà del ministro Lamorgese, affinché il diritto di esprimere il dissenso da parte di alcuni gruppi di oppositori non vada a minare l’economia e la salute pubblica, soprattutto, in vista delle festività natalizie. 

Innanzitutto, i cortei di manifestanti saranno obbligati a tenersi lontano da strade affollate o dove sono situate attività commerciali, come: i centri storici. 

In aggiunta, essi non potranno avvicinarsi ad aree sensibili, ad esempio: luoghi dove sono situati le sedi dei partiti, i sindacati, i palazzi di potere e le ambasciate. 

Le proteste non potranno più essere in movimento. Al contrario, potranno essere organizzati solo dei sit-in

Oltre a ciò, le nuove regole prevedono anche l’obbligo di utilizzare la mascherina per tutti coloro che prendono parte alla manifestazione. 

Le nuove norme seguono la “Direttiva Maroni”

Il modello proposto dall’attuale ministro degli Interni, riprende quello attuato nel 2009 dal leghista Roberto Maroni, quando egli ricopriva tale incarico, e che si rivelò vincente

Infatti, durante quell’anno, vi erano molteplici manifestazioni da parte di gruppi studenteschi che culminarono con degli scontri contro le Forze dell’Ordine. 

Per porre rimedio a tale situazione, il 26 gennaio 2009, fu emanata una direttiva che stabiliva di poter limitare l’accesso ai cortei di manifestanti ad aree cittadine particolarmente sensibili, ad esempio: per motivi culturali, sociali o religiosi. 

Inoltre, veniva impedita ogni forma di protesta in zone delle città che erano caratterizzate da un grande afflusso di persone oppure dove erano collocate delle istituzioni, ritenute obbiettivi a rischio. 

All’epoca, come oggi, il ministro Maroni dichiarò che lo scopo della normativa era quello di garantire il diritto di manifestare preservando, però, una convivenza civile. 

La rabbia degli esercenti verso i cortei No Green Pass e No Vax

Le continue manifestazioni, che si sono svolte nelle piazze delle più importanti città italiane, hanno suscitato l’ira dei gestori di bar, ristornati e negozi situati nei centri storici o nelle zone più affollate delle città.

Il motivo risiede nel fatto che i cortei di protesta sfilano per le vie cittadine durante i weekend, nello specifico durante la giornata del sabato, e tale periodo è vitale per l’economia

Infatti, è emerso che le manifestazioni di dissenso dei gruppi No Green Pass e No Vax causano ai commercianti ed alla ristorazione una perdita dal 20 al 30% del fatturato

Si tratta di un danno ingente se si considera che il fine settimana rappresenta, per queste categorie lavorative, la parte più grossa degli incassi settimanali e che il settore del commercio e dalla ristorazione sono stati lungamente provati dal lockdown del 2020 e da due anni di pandemia.

Per tale motivo, il Presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli ha lanciato una petizione affinché i cortei si protesta siano banditi nei fine settimana, soprattutto nel centro delle città.

Inoltre, l’aumento dei contagi da Covid-19, che si è verificato successivamente alle numerose forme di dissenso che hanno invaso le piazze in questi giorni, rischia di causare nuove chiusure e mettere a repentaglio gli introiti che il settore del commercio e della ristorazione possono trarre dalle festività natalizie

La denuncia della Polizia, stanchi delle violente proteste

Le frequenti proteste, organizzate da gruppi ostili all’introduzione dell’obbligo di Green Pass e che si sono susseguite senza sosta nel corso di questi mesi, hanno portato allo stremo le Forze dell’Ordine.

A Padova, nella giornata di lunedì 8 novembre, un ristretto numero di poliziotti, circa una quarantina, è sceso in strada, davanti alla caserma della Celere, con l’obbiettivo di denunciare le condizioni a con cui gli agenti sono costretti a svolgere il proprio lavoro e far fronte ai cortei di manifestanti, spesso violenti.  

Secondo quanto riporta ansa.it, i sindacati Sap e Fsp hanno rivolto al Ministero dell’Interno una richiesta affinché esso possa intervenire, dato che le Forze dell’Ordine sono ridotte allo stremo: 

I poliziotti rischiano la pelle davanti a manifestanti sempre più aggressivi e violenti.”

Inoltre, i sindacati hanno denunciato le pessime condizioni lavorative con cui, i membri della Polizia, sono costretti a convivere: turni massacranti senza alcun riposo o ferie, scarsa attenzione al distanziamento durante le trasferte

La situazione è divenuta insostenibile e, secondo i rappresentati di categoria, 130 poliziotti hanno chiesto il trasferimento in altri uffici

Le aspre parole del Presidente Mattarella contro i No Green Pass

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha presenziato alla 38° Assemblea Nazionale dell’Anci che si è svolta nella giornata di martedì 9 novembre 2021, a Parma. 

Durante l’evento, egli ha tenuto un discorso nel quale ha espresso parole dure nei confronti degli oppositori all’obbligatorietà del Green Pass che, in questo periodo, hanno lungamento manifestato.

Come riportato da fanpage.it, il Presidente Mattarella ha dichiarato che i cortei di protesta: 

Hanno tentato di far passare come libera manifestazione del pensiero l'attacco recato, in alcune delle nostre città, al libero svolgersi delle attività.”

Le manifestazioni contrarie al Green Pass e all’obbligo vaccinale hanno rappresentato, non solo, una minaccia per l’ordine e la sicurezza pubblica ed hanno causato un’impennata di contagi legati al Coronavirus

Successivamente, il Capo dello Stato ha espresso parole d’elogio per i sindaci, i quali, hanno saputo proteggere e garantire la salute e la sicurezza dei cittadini, a prescindere dal loro schieramento politico.

A conclusione del suo discorso, Sergio Mattarella ha dichiarato che le espressioni di dissenso, purché legittime, non possono sopraffare il dovere civico che ha ogni soggetto: ovvero, quello di proteggere i più deboli.

Inoltre, egli ha definito inammissibili gli atti di vandalismo e violenza, facendo riferimento alle minacce perpetrate ai danni di alcuni sindaci ed amministratori regionali considerati colpevoli di aver invitato la popolazione scettica a mettere da parte i loro timori e sottoporsi alla vaccinazione anti-Covid19.

I gruppi No Green Pass e No Vax non si arrendono

Le nuove misure per contenere le manifestazioni di dissenso contro l’introduzione dell’obbligatorietà di Green Pass e la vaccinazione anti-Covid19, fortemente volute dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, potrebbero entrare in vigore già a partire da questo fine settimana

Nonostante ciò, i manifestanti No Green Pass e No Vax paiono non demordere e cercano valide alternative con cui poter esprimere il proprio malumore, spesso organizzandosi tra di loro attraverso le chat dei social network come Telegram.

Un caso emblematico proviene da Padova, dove il movimento VenetoNoGreenPass ha attuato una singolare strategia attraverso cui arginare la normativa, prossimamente in vigore: sfilare, attraverso le vie della città, durante le ore notturne, dal lunedì al venerdì, muniti di mascherine e, addirittura, tute bianche

Ovviamente, non mancheranno le classiche manifestazioni durante i fine settimana anche se, a causa delle nuove disposizioni messe in campo, potranno avvenire solamente tramite dei sit-in e lontano dalle vie del centro. 

Di conseguenza, le proteste paiono essere ridimensionate ma la volontà di contestare dei gruppi No Green Pass e No Vax  non è scemata ed il movimento VenetoNoGreenPass sembra fornire un'ipotetica via da percorrere per poter esprimere il dissenso in via, apparentemente, pacifica. 

Il presidente di Confcommercio per la regione Veneto, Patrizio Bertin ha espresso la sua opinione in merito alle varie forme di protesta che hanno travolto le città italiane, nelle settimane di ottobre.

Egli ritiene necessario impedire i cortei visti fino ad oggi, per tutelare la salute pubblica e l'economia, in vista del Natale.

Tuttavia, Bertin sostiene, come riporta il corrieredelveneto.corriere.it, sia necessario trovare un compromesso tra le esigenze dei protestatari e quelle dei gestori di locali o negozi

"Altrimenti si rischia lo scontro sociale fra chi deve lavorare e chi manifesta." 

La battaglia degli oppositori al Green Pass non è ancora giunta al termine, anzi: i manifestanti promettono, senza alcun timore, un inasprimento dello scontro qualora vi sarà la possibilità d’immunizzare, contro il Coronavirus, anche i soggetti in età pediatrica.