Il Green Pass è entrato a far parte della vita quotidiana dei cittadini e, grazie ad esso, è iniziato il processo di ritorno alla normalità dopo la pandemia mondiale di Covid-19. 

A tale proposito, il Comitato tecnico scientifico si è espresso favorevolmente in merito alla possibilità di poter riaprire le discoteche in Italia, come riportato da tg24.sky.it:

“È arrivato il parere positivo del Comitato tecnico scientifico alla possibile riapertura delle discoteche in Italia.”

Le discoteche, come tutti i locali notturni, erano rimaste chiuse a seguito delle restrizioni e dei divieti imposti per fronteggiare il dilagare del Coronavirus. Tuttavia, secondo tgcom24.mediaset.it, la riapertura avverrà:

“Con molta cautela, solo con Green Pass valido e apertura con una progressiva gradualità. Lo ha sottolineato in una nota il Cts che ha aggiornato le indicazioni, analizzando la richiesta di parere sulle attività che hanno luogo in sale da ballo, discoteche e locali similari, in attesa della prossima cabina di regia del governo.

La decisione del Comitato tecnico scientifico ha suscitato un’ondata di dichiarazioni, sia favorevoli che contrarie, da parte degli esponenenti politici e di proteste dei gestori dei locali notturni. 

Tuttavia, la riapertura dei locali notturni in sicurezza proposta, pare essere l'unica strada percorribile, soprattutto a seguito del monito dell'OMS secondo cui sbaglia chi ritiene la pandemia ormai sotto controllo.

Discoteche aperte ma solo in zona bianca

L’ipotetica riapertura delle discoteche in Italia, avverrà secondo delle rigide regole che sono state stabilite dal Comitato tecnico scientifico.

Stando a quanto sostenuto tg24.sky.it, i locali notturni: 

Potrebbero riaprire in zona bianca garantendo una presenza, compresi i dipendenti, pari al 35% della capienza massima al chiuso e al 50% all'aperto.

Infatti, riportando le dischiarazioni del Cts, tgcom24.mediaset.it rende noto che:

"Il Cts sottolinea come tali attività si configurano tra quelle che presentano i rischi più elevati per la diffusione del virus.

Discoteche aperte: obbligo di Green Pass e mascherina

In aggiunta, il Cts prevede criteri necessari aggiuntivi per poter permettere la riapertura delle discoteche. In primo luogo, sarà necessario possedere il Green Pass, come riporta tgcom24.mediaset.it citando la dichiarazione fatta dallo stesso Cts: 

Gli accessi a queste attività debbano avvenire esclusivamente attraverso un meccanismo di registrazione che consenta un eventuale tracciamento e solo in presenza di Green pass valido.

Oltre ciò, tg24.sky.it rende noto che: 

Bisognerà usare la mascherina in ogni momento, tranne quando si balla.”

Infatti, il ballo viene paragonato all’attività sportiva che si può svolgere al chiuso, ad esempio nelle palestre, e per ciò è concesso rimuovere la mascherina, anche se momentaneamente.

Discoteche aperte, Andrea Costa: “Segnale di fiducia”

La scelta del Comitato tecnico scientifico di valutare la possibilità di riaprire le discoteche ed i locali notturni, rapprensentano la speranza di un ritorno alla normalità dopo la pandemia di Covid-19 che ha travolto l’Italia.

Della stessa opinione pare essere Andrea Costa, sottosegretario di Stato alla salute, che ha dichiarato al ilrestodelcarlino.it:

Il parere del Cts sulle discoteche è una buona notizia e speriamo che sia solo un primo passo verso una maggiore riapertura, considerato anche il quadro epidemiologico attuale che vede oltre 85 milioni di dosi somministrate e quasi 43 milioni di cittadini immunizzati.

Egli, sempre al ilrestodelcarlino.it, ha amesso che la scelta del Cts:

Rappresenta comunque un segnale di fiducia, un segno tangibile di ritorno graduale alla normalità.”

Inoltre, come riportato da ilrestodelcarlino.it, Costa ritiene che l’aver reso favorevole il Cts all’ipotesi di poter riaprire le discoteche sia stata una maggior diffusione dei vaccini e dell’uso del Green Pass:

La situazione epidemiologica attuale favorevole, resa possibile dal progressivo avanzamento della campagna vaccinale, dal senso di responsabilità dei cittadini che hanno scelto di vaccinarsi e dall'estensione del Green Pass, ci ha consentito di affrontare con ponderata tempestività la delicata realtà del Paese.”

Discoteche aperte, le proteste dei gestori

La possibilità vagliata dal Comitato tecnico scientifico di riaprire i locali notturni ha suscitato delle polemiche da parte dei gestori. 

Nello specifico, i proprietari delle discoteche sono contrari ad alcune regole che il Cts ha introdotto con l’obiettivo di consentire l’apertura delle discoteche.

Tra esse, la riduzione della capienza all’interno dei locali, che è stata stabilita al 35% al chiuso e al 50% all’aperto, oltre che l’obbligo di possedere e mostrare il Green Pass fino all’uso della mascherina. 

Discoteche aperte, le regole del Cts suscitano le critiche dei politici e della Siae

A tale proposito, stando a quanto riporta ilrestodelcarlino.it, il leader della Lega, Matteo Salvini ha espresso il suo sostegno alle proteste dei gestori, dichiarando che l’apertura delle discoteche consentita dal Cts sia una: 

"Presa in giro senza senso scientifico, sanitario, sociale ed economico, con questi numeri rischiano di fallire 3.000 aziende e di rimanere a casa 200.000 lavoratori".

Anche la Siae, Società italiana degli autori e degli editori, ha bollato come inefficienti le misure proposte dal Cts.

Infatti, come dichiarato da ilrestodelcarlino.it, la Siae sostiene che le regole ferree del Cts rendano impossibili le riaperture

"Sarebbe stato più onesto dire 'non ci sono le condizioni, non si può riaprire', ma con i dati sule vaccinazioni sarebbe stato difficile da motivare."

Oltre a ciò, ilrestodelcarlino.it riporta che la Siae definisce:

Surreali le dichiarazioni entusiaste sul 'primo passo', dato che nella sostanza non c'è nessun passo. I costi di gestione di un locale sono troppo ingenti per poter riaprire con gli introiti di un 35% di capienza. In alternativa, i gestori sarebbero obbligati a praticare prezzi inaccessibili ai più."

Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna, una delle località italiane in cui si concentra il numero più alto di locali notturni, ha espresso a ilrestodelcarlino.it la sua opinione in merito alle regole del Cts per consentire la riapertura delle discoteche, sostenendo che: 

"Il 35% di capienza non è un granché."

Tuttavia, come riporta ilrestodelcarlino.it, Bonaccini ritiene che la volontà di riaprire i locali notturni da parte del Cts, anche se con qualche limitazione, non debba essere screditata:

È una prima risposta a una richiesta che, giustamente, veniva da quel mondo."

Come avviene la riapertura delle discoteche nel resto del mondo? 

L’Italia non è il solo Paese in cui si cerca di tornare alla normalità, dopo la pandemia, cercando di trovare un modo con cui poter riaprire le discoteche ed i locali notturni. 

Nel Regno Unito, secondo quanto riporta tg24.sky.it

“Il Regno Unito ha tolto le restrizioni il 19 luglio ed è possibile accedere alle discoteche liberamente: al momento non servono Green pass o tampone.”

In Spagna, a partire dal 4 ottobre, non sono più previsi limiti di capienza per le attività economiche o sociali. Ciò nonostante, rimane ancora proibito poter ballare nelle discoteche al chiuso. 

Il Portogallo, secondo tg24.sky.it, grazie alla vasta campagna d’immunizzazione: 

“Dal 1 ottobre, ha revocato tutte le restrizioni ha riaperto i locali notturni. In discoteca si entra con un certificato di vaccinazione o il risultato negativo di un tampone.”

Stessa cosa avviene in Belgio dove, a partire dal 1 ottobre, le discoteche hanno riaperto e si può accedere ai locali mostrando il Green Pass

La Norvegia, a partire dal 25 settembre, ha eliminato ogni misura restrittiva che era stata introdotta per poter contrastare il diffondersi del Coronavirus, tra cui anche il distanziamento sociale.

Per quanto riguarda le discoteche, tg24.sky.it riporta che: 

“Oltre all'abolizione dell'obbligo di distanziamento sociale, hanno riaperto i locali notturni, nei quali si può entrare senza mostrare alcun certificato vaccinale.”

Stesso fatto è avvenuto in Danimarca, come sostiene tg24.sky.it

La Danimarca ha rimosso le misure restrittive anti-Covid il 10 settembre, compreso l’obbligo del Green pass per entrare nelle discoteche.”

Caso a parte è l’Olanda dove i locali notturni erano stati aperti a giungo e, successivamente, richiusi a seguito di una nuova impennata nel numero dei contagi. Il Paese mira a riaprire le discoteche il 1 novembre ma vi si potrà accedere con l’obbligo di Green Pass

OMS avverte: sbaglia chi pensa che la pandemia sia sotto controllo

Il ritorno alla normalità è una fondamentale esigenza che numerosi paesi nel mondo cercano di attuare, con il supporto della campagna vaccinale e di un numero maggiore di persone vaccinate, oltre che il vasto impiego nell'uso del Green Pass che ha come obbiettivo quello di scoraggiare chi rifiuta la dose di siero anti-covid oltre che rende sicuri i luoghi d'accesso al pubblico. 

Di conseguenza, anche per quanto concerne la riapertura delle discoteche, è necessario non ignorare il monito dell'OMS secondo cui la pandemia globale di Coronavirus non sarebbe ancora sotto controllo

Secondo quanto riportato da ansa.it, l'incaricata dell'Oms per la gestione della pandemia Maria Van Kerkhove ha dichiarato: 

"La situazione è ancora incredibilmente dinamica. Ed è dinamica perché non abbiamo il controllo di questo virus."

Secondo l'epidemiologa Van Kerkhove, e come dichiarato da ansa.it, la causa di ciò sarebbe imputabile ad una superficialità con cui le persone agiscono nei confronti della pandemia, ignorando che il Covid- 19 sia ancora in circolazione: 

 "In alcune città vediamo unità di terapia intensiva e ospedali saturi e persone che muoiono mentre per strada le persone si comportano come se l'epidemia fosse finita."

L'OMS è momentaneamente impegnata nello studio sull'evoluzione del Coronavirus nell'arco dei prossimi 18 mesi e, secondo le parole di Maria Van Kerkhove riportate da ansa.it, hanno avuto modo di monitorare l'andamento della vaccinazione e riscontrare che: 

"Abbiamo ancora sacche di persone che non sono vaccinate, o perché non hanno accesso (ai vaccini) o perché rifiutano o non possono essere vaccinate, e possiamo avere nuovi focolai."

Per tale motivo, la maggioranza delle persone ricoverate nei reparti Covid, al giorno d'oggi, sono persone che non sono vaccinate. Ciò rende più complesso anche il processo di fuoriuscita dalla pandemia dato che, secondo Maria Van Kerkhove, il virus sarà indebolito ma non debellato.