Lo stato d’emergenza, in cui si trova l’Italia sin dall’inizio della pandemia di Coronavirus, e l’obbligo di possedere e mostrare il Green Pass per poter accedere in determinati luoghi, tra cui i posti di lavoro, resteranno ancora in vigore per l’anno 2022

Infatti, come riporta tg24.sky.it:

Il Governo starebbe pensando di prolungare, fino a fine marzo 2022, lo stato d’emergenza.”

Oltre ciò, l’obbligatorietà del Green Pass verrà estesa fino alla prossima estate e, insieme ad esso, il Governo prevede di mantenere l’uso della mascherina in aggiunta alla classificazione a colori delle Regioni italiane, in base al numero di contagi registrati. 

Lo scopo di tali decisioni è quello di riuscire a contrastare eventuali nuovi contagi legati al Covid-19 e, allo stesso tempo, incentivare la campagna vaccinale

Infatti, come dichiarato dal ministro della Salute, Roberto Speranza, e riportato da corriere.it, la scelta di agire in questa direzione

Ci consente di tenere aperti tutti i luoghi della socializzazione, della cultura, i ristoranti, le scuole e le università.”

La stessa opinione in merito è condivisa da Lugi Di Maio, ministro degli Esteri, che ha definito come necessari l’uso del Green Pass e dei vaccini per poter contrastare il rischio di nuove chiusure o del coprifuoco. 

Nel frattempo, i contagi causati dal Covid-19 tornano ad aumentare.

Soprattutto la città di Trieste rischia di  retrocedere in zona gialla, a causa di un aumento nel numero dei malati e dei ricoveri che si sono verificati dopo le numerose manifestazioni No Green Pass e No Vax, svoltesi durante il mese di ottobre. 

Prorogato lo stato d’emergenza

I numeri dei contagi causati dalla rapida diffusione del Covid-19 continuano a destare preoccupazioni, nello specifico in vista delle festività natalizie.  

Perciò, nel tentativo di poter aiutare il piano della vaccinazione di massa, guidata dal generale Francesco Paolo Figliuolo, e che sta procedendo verso le somministrazioni della terza dose di siero anti-Covid 19, il Governo ipotizza di prorogare lo stato d’emergenza fino al 31 marzo 2022.  

Tuttavia, l’iter per poter espandere ulteriormente lo stato d’emergenza è piuttosto complesso: infatti, secondo la giurisdizione italiana, lo stato d’emergenza può durare 12 mesi, per poi essere prorogato per altri 12.

Di conseguenza, esso non può essere rinnovato per un periodo superiore ai 24 mesi

In Italia, lo stato d’emergenza è stato promulgato, la prima volta, il 31 gennaio 2020. Successivamente, esso è stato rinnovato diverse volte, di cui l’ultimo è avvenuto lo scorso luglio. 

Da ciò ne deriva che se il Governo deciderà di prorogare lo stato d’emergenza fino alla metà del 2022, non potrà limitarsi ad espanderlo attraverso un semplice passaggio d’approvazione presso il consiglio dei ministri: sarà necessario un provvedimento specifico che ne consenta la proroga e che dovrà, necessariamente, essere approvato dal Parlamento

A seguito di tale motivo, una decisione definitiva sulla proroga dello stato d’emergenza è attesa entro la fine del mese di novembre

Green Pass, obbligo in vigore fino all’estate 2022

Con lo scopo di incentivare le vaccinazioni, necessarie per contrastare il dilagare del Covid-19 nel nostro Paese, il Governo valuta di mantenere in vigore l’obbligo di possedere e mostrare Green Pass almeno fino giugno 2022 se non, addirittura, oltre. 

Al momento, sono numerosi i luoghi in cui è necessario mostrare il certificato vaccinale per potervi accedere, come ad esempio: ristoranti, bar oppure impianti sportivi. 

In aggiunta a ciò, a partire dallo scorso 15 ottobre, è stata introdotta l’obbligatorietà di possedere il Green Pass per i lavoratori, sia pubblici che privati, per potersi recare nei posti di lavoro. 

L’introduzione di tale obbligo ha suscitato numerose polemiche e manifestazioni di dissenso. 

Inoltre, secondo quanto sostenuto dall’Inps, è aumentato il numero di certificati di malattia tra i dipendenti dato che il mancato possesso del Green Pass implica che il lavoratore sia sospeso dalla mansione e lasciato a casa senza stipendio, poiché considerata assenza ingiustificata.

Nel tentativo di individuare i cosiddetti “furbetti”, ovvero coloro che usando l’espediente dell’assenza da lavoro per sottrarsi all’obbligo vaccinale, l’Inps ha comunicato che intensificherà i controlli

In merito alla questione di prolungare l’uso del Green Pass fino alla prossima estate, vi sono opinioni contrastanti tra i ministri.

A tale proposito, il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa ha espresso la sua opinione ed è stata riportata da tgcom24.mediaset.it:

“Io credo che con il 90% dei vaccinati si possano prendere in considerazione l'allentamento delle misure.”

Infatti, secondo Costa, l’introduzione o l’eliminazione delle misure restrittive, tra cui rientra il Green Pass, è strettamente correlato al numero dei vaccinati

Dunque, raggiunta l’immunità nel 90% della popolazione, esse potrebbero essere allentate

Smart working e mascherine: cosa cambia se sarà prorogato lo stato d’emergenza?

Qualora il Governo dovesse decidere di varare un’ulteriore proroga dello stato d’emergenza, fino al 2022, potrebbero esserci degli importanti cambiamenti anche per quanto concerne lo smart working e l’uso delle mascherine

Nel caso specifico dello smart working, il ministro Renato Brunetta aveva dichiarato di avere come obbiettivo quello di riportare i dipendenti della Pubblica Amministrazione a lavorare in presenza e di consentire solo ad un 15% di restare a svolgere l’attività al di fuori degli uffici

Per rendere possibile ciò, ad ottobre, era stato approvato un Dpcm contente le linee guida con cui permettere il ritorno in sicurezza sui posti di lavoro per gli impiegati della Pubblica Amministrazione, grazie all’ausilio del Green Pass. 

Tuttavia, se lo stato d’emergenza sarà prolungato, sarà necessario rivalutare l’opzione dello smart working tenendo conto, allo stesso tempo, dell’andamento pandemico. 

Per quanto riguarda l’uso delle mascherine, il loro impiego sembra confermato, soprattutto nei luoghi al chiuso.

Lo stesso vale per l’obbligo di mantenere il distanziamento che sarà mantenuto non solo nei posti chiusi, anche in ogni luogo o spazio aperto dove si concentra un alto numero di persone. 

Ad ogni modo, anche i protocolli di sicurezza saranno aggiornati in base alla curva epidemiologica e al procedere della campagna vaccinale. 

Confermata la divisione “a colori” delle Regioni italiane

La scelta di prorogare, o meno, lo stato d’emergenza in Italia, non andrà ad intaccare la classificazione delle Regioni in diverse fasce di colore (rossa, arancione, gialla e bianca) in base all’incidenza registrata, su base giornaliera, dei nuovi positivi e di posti letto occupati nelle terapie intensive.

Tale sistema, introdotto da circa un anno, ha dimostrato di essere efficace: il Paese si trova, quasi, tutto in zona bianca, le attività sono aperte e si svolgono regolari, in aggiunta è stato eliminato il coprifuoco. 

È necessario, però, specificare che il merito della buona riuscita del metodo di divisione “a colori” delle Regioni è dovuto ad un aumento nel numero delle vaccinazioni e all’uso del Green Pass.

La suddivisione in fasce di colore avrà un ruolo cruciale man mano che ci si avvicina alle festività natalizie: infatti, durante questo periodo dell'anno, si verifica un alto numero di spostamenti a livello inter regionale. 

Perciò, affinché la propagazione del Covid-19 sia contenuta, sarà necessario individuare le Regioni ad alto rischio ed attuare i necessari protocolli di sicurezza per limitare la crescita dei contagi.

Trieste a rischio zona gialla

In stretta relazione al tema della classificazione delle Regioni italiane per fasce di colore, divise tra: rossa, arancione, gialla e bianca in base al numero di contagi e ricoveri che si verificano settimanalmente nel Paese, questa settimana potrebbe esserci un cambio.

Infatti, secondo i dati registrati è emerso che la città di Trieste rischia di essere collocata in zona gialla.

Il motivo del cambio di colore risiede nelle manifestazioni No Green Pass e No Vax che si sono svolte nel corso delle passate settimane, a seguito della decisione del Governo, lo scorso 15 ottobre, di introdurre l’obbligo di possedere la certificazione verde per accedere ai posti di lavoro. 

L'ipotetico legame tra l'insorgere di nuovi casi di Covid-19 a Trieste e le proteste che lì vi si sono svolte, è stato confermato anche dalle parole di Riccardo Ricciardi, vicegovernatore della Regione con delega alla salute, e riportate da ilfattoquotidiano.it

"Il focolaio localizzato, a seguito delle manifestazioni tenutesi nei giorni scorsi, continua a crescere."

Stando a quanto emerge dal report settimanale, che monitora l’andamento della pandemia nel territorio italiano, in tutta la Regione del Friuli-Venezia Giulia il numero dei positivi, nella sola giornata di giovedì 4 ottobre, è salito a 483.

Solamente 24 ore prima, mercoledì 3 ottobre, la quota era di 153 nuovi casi

In aggiunta a ciò, il numero dei partecipanti alle manifestazioni No Green Pass, risultati poi positivi al Coronavirus, è salito a 150.

I dati registrati sono simili a quelli dell’autunno 2020 e la negatività della situazione è stata confermata anche dalle parole dell’epidemiologo Fabio Barbone, capo della task force che monitora il numero dei contagi e dei ricoveri in Friuli-Venezia Giulia, e riportate da rainews.it:

"L'aumento dei nuovi casi a Trieste è esponenziale.”

Il Prefetto di Trieste ha scelto di porre un rimedio estremo al danno che è stato causato dagli oppositori al Green Pass e all’obbligo vaccinale: infatti, egli ha stabilito che non si potranno più svolgere alcun tipo di manifestazione in Piazza Unità, dove si sono svolte buona parte delle proteste, fino al 31 Dicembre 2021.

Intanto Massimo Fedriga, presidente del Friuli-Venezia Giulia, ha invitato anche la parte della popolazione più scettica a mettere da parte i loro dubbi, circa la sicurezza della vaccinazione anti-Covid19, ed a sottoporsi alla somministrazione affinché si possano evitare danni alle persone e all’economia regionale.