Il mese di agosto è atteso con fervore in quanto, per la stragrande maggioranza dei vacanzieri, significa ferie, e quindi riposo e relax per riprendersi dal lungo anno lavorativo.

Con la tecnologia di oggi, prenotare la propria vacanza è diventata un’attività alla portata di chiunque. Una volta stabilita la meta, infatti, basterà scegliere la struttura che si preferisce su uno dei tanti siti di prenotazione e, tramite questi, accordarsi e pagare direttamente il proprio soggiorno.

Non di rado, però, all’arrivo in struttura, il vacanziere riscontra difformità su ciò che ha prenotato rispetto a ciò che gli viene offerto. Esemplificativi, a tal riguardo, i casi di overbooking (stanza riservata a più clienti nello stesso momento), o di inspiegabili sovrapprezzi o di alloggio del tutto diverso da quello visionato e prenotato.

Se ci si sente raggirati, si può chiedere il rimborso in caso di foto ingannevoli dell'alloggio mostrate sul sito di prenotazione?

Rimborso vacanza per hotel diverso dalle foto, la decisione del Tribunale di Milano

Il Giudice di pace del Tribunale di Milano, nel 2018, si è trovato a dover decidere circa il rimborso della vacanza richiesto da un turista milanese, per difformità di quanto prenotato rispetto a quanto offerto realmente dalla struttura.

Infatti, l’albergatore in questione aveva caricato sul famoso sito di prenotazioni Booking.com foto non veritiere dell’hotel, presentando una piscina invece della vasca realmente presente e una palestra attrezzata al posto di una stanza con un solo attrezzo e un tapis roulant sistemato al sole.

Il vacanziere ingannato ha subito manifestato la volontà di non rimanere nella struttura, molto diversa da quella scelta e pagata anticipatamente, richiedendo l’immediato risarcimento di quanto sborsato. Di tutta risposta, l’albergatore si è rifiutato di corrispondere quanto dovuto, chiarendo che avrebbe provveduto al rimborso solo in caso di ricollocamento della stanza prenotata. Non contento della soluzione propostagli, il turista ha deciso di agire per vie legali.

Dopo un procedimento durato tre anni, il Tribunale di Milano ha riconosciuto il diritto al rimborso, accollando all’albergatore anche le spese processuali, e aprendo la strada al riconoscimento di un nuovo procedimento legale per danno da vacanza rovinata.

Cosa fare in caso di foto dell’hotel diverse dalla realtà

Sulla scia della pronuncia del Tribunale di Milano, risulta chiaro come un hotel che si presenti nella realtà diverso da come mostrato in foto sui siti di prenotazione, rientri nel novero delle cause da danno da vacanza rovinata.

Pertanto, il vacanziere, non solo potrà richiedere il rimborso integrale di quanto versato in anticipo, ma anche richiedere un risarcimento danni (sia patrimoniali che morali).

L'onere della prova ricade sull’interessato, che dovrà dimostrare l’effettiva diversità della struttura rispetto a quella che si credeva di aver prenotato, e dovrà immediatamente fare reclamo informale verso il tour operator, e in caso di mancata risposta, inviargli un reclamo formale via Pec entro dieci giorni dalla fine della vacanza. Il diritto a ricevere quanto sborsato si prescrive nel tempo di un anno.

Un'accortezza che consigliamo ai vacanzieri, è quella, ove possibile, di prenotare senza effettuare il pagamento anticipato ma con la possibilità di pagare direttamente in struttura, in modo da verificare con i propri occhi la corrispondenza della struttura rispetto a quanto visto sul sito della prenotazione.