Per identità si intende l'identificazione di un individuo che è, etimologicamente parlando, ciò che non si può dividere. L'identità rappresenta l'insieme di caratteristiche che rendono l'individuo unico e inconfondibile. Anche la società gioca un ruolo importante in questo, infatti, come spiega il professor Umberto Galimberti nel frammento pubblicato da Gabriella Giudici:

sono gli altri che ci danno un'identità e il rapporto sociale crea quest'identità che si incrementa o si svaluta.

Per dirla con i grandi filosofi, l'identità è un ruolo sociale. Non possiamo fare a meno degli altri che ci riconoscono e ci consegnano la nostra identità, il nostro essere. Con l'avvento dell'era digitale parliamo invece di identità digitale. Analizziamo l'utilizzo del sistema Spid secondo gli attuali parametri di Legge e vediamo fino a che punto l'identità digitale stravolgerà il nostro vivere di ogni giorno.

L'identità nella vita quotidiana

L'identità personale serve per distinguere un soggetto da un altro e si serve tipicamente di un documento di identità come carta di identità, patente e simili. L'identità digitale nella vita quotidiana invece è rappresentata da credenziali che consentono di accedere ai servizi statali (e privati correlati) della pubblica amministrazione. L'account è in questo caso la chiave di accesso per le nostre identità in rete e altri generi di affari su Internet.

Identità in rete

Si parla in questo caso della costruzione della propria individualità tramite i diversi strumenti di comunicazione su Internet. Ci stiamo riferendo in questo caso a: profili social e vari dispositivi di comunicazione. Le nuove tecnologie, complici di un ingresso sempre più radicato nell'era virtuale, hanno contribuito all'apertura di ognuno di noi accrescendo la consapevolezza del senso del sé e delocalizzando lo spazio fisico attraverso il testo scritto e non più orale e parlato. E' così che, scritta sullo schermo di un computer, l'identità dell'individuo di oggi perde la propria fissità e fisicità per esprimere, libera dai vincoli del corpo coi suoi sensi, tutti i suoi sé.

Come dire che si sta plasmando una nuova identità, creata da linguaggio e lavoro che invece, fino a poco tempo fa erano divisi. Basti pensare al tanto discusso lavoro da remoto, o telelavoro, ma anche alle relazioni sociali che oggi si tessono in rete attraverso app e siti web appositi. Se l'identità è sempre contestualizzata e se abbiamo bisogno dell'altro per creare la nostra e renderla identificativa, la rete è il campo in cui si gioca l'identità digitale. In ogni caso la questione della privacy è sempre molto importante.

Spid e pubblica amministrazione

Nelle faccende di ogni giorno oramai non possiamo fare a meno di un'identità digitale su tutte: lo Spid. Attivo dal 15 marzo 2016, il Sistema Pubblico di Identità Digitale, nasce per rendere accessibili tutti i servizi online della Pubblica Amministrazione con un unico sistema di credenziali. E' molto utile in svariati contesti: per controllare la data di accredito della pensione, per fare richiesta di assegni familiari, per richiedere un sussidio e molto altro. Nella nuova era digitale possiamo, in maniera quasi del tutto totale, dimenticarci le vecchie code agli sportelli Inps, comunali, amministrativi in genere. 

 Fonte del video: Radio UCI

Cosa cambia con lo SPID?

Se prima dell'arrivo dello spid l'utente era fornito di diverse credenziali per accedere ai differenti siti web della pubblica amministrazione, vale a dire ad esempio: credenziali per il sito dell'Inps, credenziali per il sito dell'Agenzia dell'Entrate e così via, ora si accede ovunque con la stessa "coppia di chiavi". Questo crea un'identità digitale. Lo strumento è gestibile in diversi modi, dalle modalità basilari a quelle più complesse, per essere in linea con le esigenze dell'utente. Il futuro non ci vedrà più fotocopiare o scaricare dal pc i nostri documenti di identità, poiché lo spid e la carta d'identità elettronica rappresenteranno un riconoscimento immediato. In ogni caso la Legge italiana dice che:

Per ottenere lo SPID bisogna essere maggiorenni

Identità digitale nel lavoro 

La trasformazione digitale in corso tocca tutti: dai privati alle aziende. All'inizio dell'articolo si è fatto riferimento a come sia importante la reputazione dell'identità digitale. Lo sanno bene gli influencer che vivono sulla base di un apprezzamento riconosciuto dai loro followers. Ma cosa accade alle aziende? La piazza di Internet è estremamente importante per un'impresa che, attraverso dominio e sito web, crea il suo proprio business. La comunicazione è sempre molto importante: la scelta del sito, dei canali utilizzati e dei social è essenziale. Aziende e liberi professionisti, ad esempio, utilizzano di consueto un indirizzo mail proprietario che serve ad identificare la propria attività. La trasposizione in rete della propria identità professionale è sempre più indispensabile.

Identità digitale: arriveremo al microchip?

L'Estonia (ma anche gran parte del nord Europa), ad esempio, ha snellito moltissimo le procedure amministrative e civili. I cittadini per votare non fanno più file ai seggi, ma votano online. Lo stesso vale per chi vuole, per motivi lavorativi, crearsi una residenza virtuale in loco, magari con il fine di creare impresa. Con l'identità digitale si accede ovunque, in un universo "parallelo" e non solo, che riproduce le nostre vite.

La Sanità ad esempio (oggi sotto gli occhi di tutti) è sempre più canalizzata sulla rete, tanto che spesso viene menzionato un probabile microchip sottopelle che consentirebbe di comunicare più velocemente col sistema sanitario e approdare a cure e farmaci. Senza arrivare a tanto, potremmo dire che la via che si sta percorrendo è proprio quella di rendere univoca la propria identità composta da storico di patologie pregresse, analisi mediche e quant'altro.

L'identità digitale nel gioco

L'identità digitale non riveste ruoli centrali solo nella burocrazia o nel lavoro ma anche..nel tempo libero! Chi ricorda i vecchi giochi computerizzati lo sa bene: una volta si giocava la propria partita contro il computer. Anche il settore ludico ha cambiato diametralmente la sua prospettiva. Oggi giochiamo con un avversario o meglio, la nostra identità digitale gioca contro un'altra identità digitale.

Entrambe le identità ci rappresentano. Vediamo schiere di adolescenti alle prese quotidianamente con quest'identità digitale, come fosse la cosa più normale del mondo. Playstation, XBox, Nintendo e Pc sono i nuovi parco giochi, le nuove strade dove incontrarsi, i "muretti" virtuali dove relazionarsi. Nome, fotografia del profilo e contatti personali sono le informazioni di base che ci costituiscono nei giochi in rete. Molta rilevanza l'hanno anche le chat e tutta la messaggistica a disposizione per la comunicazione correlata al gioco. Ma una domanda rimane: è un mondo parallelo o sostitutivo?

Identità digitale: lo scopo finale

Lo scopo fondamentale è, al pari di ciò che è sempre accaduto nel mondo reale, crearsi un'identità digitale con una valida reputazione. La presenza digitale verte sull'immagine che si ha sul web. Il pubblico, composto da seguaci, clienti o semplici amici, ha necessità di seguire tutti gli aggiornamenti adeguati della nostra attività. Bisogna chiaramente saper fare la differenza, presentandosi con un buon biglietto da visita virtuale, il giusto sito e una rappresentazione adeguata di ciò che vogliamo raccontare. I canali utilizzati sono infatti di vitale importanza. Caselle di posta elettronica, numeri su canali WhatsApp o Telegram sono importanti per collegare il pubblico alla propria impresa che sia essa lavorativa o personale.

Quale sarà il futuro dell'identità digitale?

Si parla in maniera quasi distopica della teoria del transumanesimo. Un nuovo modo di vivere per gli esseri umani, trasformati da tecnologia, medicina, web, neuroscienza e molto altro. In alcuni paesi del mondo si sta già sperimentando un controllo totale sulle masse fatto di: identità digitali, riconoscimenti digitali, identità facciali e videosorveglianza. Un grande fratello, insomma. Fino ad arrivare al concetto di credito sociale e quindi, in fin dei conti torniamo alla reputazione digitale.

Perché si pensa di voler trasformare l'uomo?

Ma l'identità digitale si spinge molto più in la. Si pensa di "potenziare" l'essere umano fino ad abbattere addirittura... la morte. E' quello che si sta operando con i progressi della medicina, sul piano meramente fisico. Si utilizzano le terapie geniche al posto dei farmaci proprio per modificare la natura del dna al fine di evitare alcune malattie o tentare di guarirne altre. Cosa ne sarà quindi della nostra individualità e del nostro corredo genetico che rappresenta, da sempre, la nostra identità?