Facciamo il punto della situazione per quel che concerne l’Istituto per la Previdenza Sciale INPS. In questa breve guida vi daremo le ultime notizie riguardanti l’istituto, come le indicazioni per accedere ai servizi online, oltre che alcuni aggiornamenti su ritardi e date di pagamento.

Scopriamo insieme le ultime novità, ma prima vi lascio un video dell’aggiornatissimo Mr LuL che, dal suo canale You Tube ci spiega per filo e per segno quel che sta succedendo:

INPS, come accedere ai servizi online

Avete le vecchie credenziali, composte da PIN che vi aveva fornito proprio INPS e username, e non riuscite più ad entrare nei servizi online e all’interno del vostro fascicolo previdenziale dell’istituto? È semplice, non avete lo SPID, la CIE o la CNS.

Proprio dal 1° ottobre, infatti, per accedere ai servizi online dell’istituto per la previdenza sociale occorre essere muniti di un’identità di tipo elettronico.  

Dal 20 ottobre 2020 l’INPS ha smesso di erogare il PIN e le credenziali per accedere ai servizi telematici per far fronte alla rivoluzione delle identità digitali. È stato dato ai cittadini quasi un anno di tempo per aggiornarsi e dotarsi di un’identità di tipo elettronico. 

Ora, dallo scorso 1° ottobre, chi non sarà aggiornato, non potrà accedere ai servizi telematici. Per dotarsi di un’identità digitale ci sono tre possibilità:

  • richiedere lo SPID;
  • richiedere la CIE, la carta d’identità elettronica, 
  • richiedere la TS-CNS;

SPID è l’acronimo per indicare il sistema pubblico di identità digitale. Si può richiedere lo SPID, gratuitamente o a pagamento presso uno tra i vari Identity Provider autorizzati e messi a disposizione dall’Agenzia per l'Italia Digitale

Tra questi, troviamo la TIM, Poste Italiane, Aruba. Gli altri Identity provider potrete trovarli QUI. Utilizzare lo SPID è molto semplice, ecco, infatti, quanto si legge sul sito ufficiale:

“Con il Sistema Pubblico di Identità Digitale accedi in un click ai servizi online della Pubblica Amministrazione e dei privati aderenti, ogni volta che su un sito o un'App trovi il pulsante “Entra con SPID”.

CIE, invece, è l’acronimo che indica la Carta di Identità in formato Elettronico. Si tratta della nuova carta di identità che sostituisce quella vecchia, cartacea. 

Si può richiedere la nuova carta di identità direttamente sul sito del Ministero dell’Interno. Occorrerà prendere un appuntamento presso il vostro Comune di residenza, portando con sé una fototessera e un documento in corso di validità, oppure la denuncia in caso di smarrimento del documento. 

Anche con la Carta di Identità elettronica si potrà accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione. Con essa vi verrà rilasciato un PIN e un PUK, che potrete utilizzare per formare la vostra Identità Digitale. Ecco quanto si legge sul sito ufficiale:

“La Carta di identità elettronica permette al cittadino l’autenticazione con i massimi livelli di sicurezza nei servizi online degli enti che ne consentono l’utilizzo, Pubbliche Amministrazioni e soggetti privati. Per gli erogatori di servizi pubblici e privati, che intendono integrare l’accesso tramite CIE, è disponibile il nuovo servizio automatizzato di federazione all’identità digitale CIE.”

Infine, la TS-CNS viene emessa dall’Agenzia delle Entrate, per poterla utilizzare come CNS, si legge sul sito INPS:

“è necessario recarsi presso un ufficio della Regione nella quale si risiede, dove verrà rilasciata una busta con il Personal Identification Number (PIN) per il suo utilizzo come CNS.”

INPS, sgravio contributivo del 100% per assunzione donne

Passiamo alle notizie più rilevanti, parlando dello sgravio del 100 per cento per l’assunzione donne svantaggiate. Questo sgravio contributivo è rivolto a tutti i datori di lavoro che andranno ad assumere o a stabilizzare lavoratrici in possesso di determinati requisiti. 

Finalmente, questo sgravio prende piede; si pensi che è stato inserito lo scorso anno nella Legge di Bilancio 2021 e che è rimasto fermo fino ad oggi. Per questo motivo, ricevuto il via libera dall’unione Europea, si attendono notizie a riguardo direttamente dall’Istituto previdenziale INPS.

Riprendendo la Legge del 30 dicembre 2020 per il bilancio pluriennale 2021-2023, si legge che per chiunque dovesse assumere una lavoratrice entro il 31 dicembre 2021, spetterà uno sgravio contributivo pari al 100% per un periodo di diciotto mensilità, solo ed esclusivamente se il rapporto lavorativo viene:

  • instaurato a tempo indeterminato;
  • stabilizzato a tempo determinato.

Come dicevamo pocanzi, lo sgravio contributivo pari al 100% è riconosciuto dallo Stato solamente in presenza di determinati requisiti: 

la donna in questione dovrà essere una lavoratrice di età superiore ai 50 anni e che sia disoccupata da oltre un anno;

occorre che la donna in questione non abbia un lavoro regolarmente retribuito da almeno sei mensilità, se residenti in Regioni ammissibili al finanziamento nell’ambito dei Fondi strutturali;

oppure occorre che sia assunta per una professione, o in uno specifico settore economico in cui vi sia una forte disparità occupazionale di genere;

infine, può essere richiesto lo sgravio contributivo del 100% se si tratta di una donna priva di un lavoro retribuito in maniera regolare da almeno 24 mesi, ovunque residenti.

Insomma, in merito a questo sblocco dello sgravio contributivo al 100% non resta altro da fare che attendere circolari INPS con tutte le indicazioni a riguardo.

INPS un nuovo servizio col messaggio 3727

INPS, sull'onda della riforma degli ammortizzatori sociali del ministro Andrea Orlando, lancia un nuovo servizio: Domanda Unificata di Cassa Integrazione Guadagni UNI-CIG. Sulla pagina ufficiale INPS, infatti, leggiamo:

Con il messaggio 29 ottobre 2021, n. 3727 l’INPS comunica il rilascio della nuova procedura per la presentazione della “Domanda Unificata di Cassa Integrazione Guadagni UNI-CIG” e precisa che la messa in produzione di UNI-CIG riguarda attualmente solo le prestazioni di assegno ordinario, Cassa Integrazione Guadagni in Deroga (CIGD) e Cassa Integrazione Guadagni in Deroga “plurilocalizzata” con causali “COVID-19”.

Si tratta, sostanzialmente, di una nuova piattaforma che nasce per semplificare, automatizzare e velocizzare i controlli e, soprattutto, i pagamenti. Si tratta di un servizio che per il momento è stato messo a disposizione solo per le causali CIG emergenziali COVID.

Lo stesso, però, prossimamente andrà ad includere anche tutte le casse ordinarie. Prima di effettuare la rivoluzione completa, INPS ha messo a disposizione un periodo di prova della durata di sei mesi, in cui potrà essere utilizzato sia il vecchio sistema, che quello nuovo. 

INPS, le date dell’erogazione NASpI novità RdC e REm

Passando al capitolo dei pagamenti ci preme sottolineare l'uscita delle prime elaborazioni per la nuova assicurazione sociale per l'impiego. Nei fascicoli previdenziali sono state pubblicate già le prime date di erogazione da parte di INPS.

I primi pagamenti verranno effettuati in data lunedì 8 novembre. Come ben sappiamo, però, l'istituto per la previdenza sociale procede per flussi ai pagamenti, pertanto, se la prestazione non vi sarà accreditata l’8 novembre è possibile che vi sarà pagata nelle giornate successive.

In molti, poi, si stanno domandando se per questo mese ci sarà un anticipo sulla ricarica ordinaria del reddito di cittadinanza. Sappiamo che le date dei pagamenti standard del reddito sono due: quella del 15 del mese e quella del 27 del mese.

In questo mese di novembre, però, il 27 cadrà di sabato e, pertanto, si ipotizza, come del resto il successo nei mesi scorsi, che INPS effettuerà gli accrediti con un giorno di anticipo rispetto al solito, pertanto, per chi attende la ricarica ordinaria, questa sarà accreditata in data venerdì 26 novembre.

Passando poi al reddito di emergenza, INPS si dice prossima allo sblocco e in attesa dell'ultima autorizzazione per effettuare l'ultima ricarica delle quattro previste dal decreto Sostegni bis. Attraverso il servizio online di #Inpsinascolto, infatti, INPS ha commentato così ai cittadini che chiedevano informazioni:

“Siamo in attesa dell’ultima validazione necessaria al pagamento della mensilità e poi potremmo procedere.”

La speranza è che la quarta e ultima rata del Reddito di Emergenza potrà essere pagata entro, e non oltre, la prima metà del mese

Ancora non si sa nulla per quel che concerne un eventuale proroga della prestazione.

INPS, addio al Bonus 800 euro per genitori separati

Tra le novità c'è il probabile addio ad un bonus che non ha mai preso piede ufficialmente, ma che era stato previsto proprio per questo 2021: il bonus del valore di 800 € in ausilio ai genitori separati, per pagare il mantenimento.

Si trattava di un bonus che avrebbe dovuto essere erogato dall’INPS, in grado di aiutare i genitori separati o divorziati che si trovavano in una condizione di crisi a causa della pandemia da coronavirus.

Tra le volontà del nuovo esecutivo c’era quella di creare un fondo ad hoc per sostenere quelle famiglie incorse in una separazione, o in un divorzio, e che si fossero trovate in crisi economica. Il bonus per genitori separati, infatti, avrebbe permesso alla famiglia in crisi un’entrata mensile che poteva arrivare fino ad un massimo di 800 euro.

Secondo le ultime notizie, infatti, la norma sarebbe stata scritta male e risulterebbe inattuabile. Le soluzioni, a questo punto, sembrano essere solamente due: la cancellazione della misura, oppure una modifica alla norma precedente per poi pubblicarla in Gazzetta Ufficiale.

Resta ora da capire quale delle due ipotesi deciderà di adottare l'esecutivo capeggiato dal professor Mario Draghi.