Intercettazioni telefoniche: quando si possono fare e quando sono vietate

Le intercettazioni telefoniche sono un potente mezzo di indagine, ma non sempre si possono fare. Ecco tutto quello che c'è da sapere.

Intercettazioni telefoniche

Le intercettazioni telefoniche rappresentano uno degli strumenti più potenti e indicati per il compimento delle indagini della magistratura.

Diversamente da quanto pensano in molti, però, per poter essere correttamente ottenute e quindi utilizzate come mezzo di prova, le intercettazioni devono rispettare delle regole sostanziali e procedurali.

Strutturalmente, infatti, le intercettazioni possono essere compiute solo per alcune tipologie di reato. Proceduralmente, invece, devono necessariamente essere autorizzate se si vuole utilizzarle successivamente come prova in giudizio.

Dunque, cosa sono le intercettazioni? Quanti tipi ne esistono? Quali sono gli aspetti procedurali da rispettare per la loro validità?

Cosa sono le intercettazioni e per quali reati si utilizzano

Le intercettazioni telefoniche sono uno strumento utilizzato dalla magistratura per la ricerca di prove di reato. Infatti, purché vengano utilizzate alcune premure, è possibile registrare conversazioni telefoniche o audio ambientali per provare la responsabilità penale di soggetti che sono inseriti nel registro degli indagati.

Innanzitutto, è necessario differenziare le intercettazioni telefoniche avallate dalla magistratura, da quelle che vengono registrate da civili che giocano a fare gli investigatori. Per questi, infatti, non serve alcuna autorizzazione.

Un privato cittadino può liberamente registrare una conversazione anche a insaputa del soggetto con cui la intrattiene quando:

  • chi la effettua è presente fisicamente al momento della registrazione;

    la registrazione avviene in un luogo diverso dal domicilio o dal luogo di lavoro del registrato.

Le intercettazioni telefoniche della magistratura, invece, devono essere previamente autorizzate dal Gip (Giudice per le indagini preliminari) con decreto motivato su richiesta del pubblico ministero.

Le intercettazioni telefoniche, secondo gli artt. 266 e 266 bis del Codice di procedura penale, sono ammesse solo per il perseguimento dei seguenti reati:

  • i delitti non colposi per i quali è prevista la pena dell’ergastolo o della reclusione nella misura massima superiore a 5 anni; 

  • i delitti contro la Pubblica amministrazione per i quali è prevista la pena massima di reclusione non inferiore a cinque anni; 

  • i delitti concernenti sostanze stupefacenti o psicotrope; 

  • i delitti concernenti le armi e le sostanze esplosive; 

  • i delitti di contrabbando; 

  • ingiuria, minaccia, usura, abusiva attività finanziaria, abuso di informazioni privilegiate, manipolazione del mercato, molestia o disturbo alle persone col mezzo del telefono, commercio di sostanze alimentari nocive, 

    atti persecutori (stalking). 

Procedura per ottenere intercettazioni telefoniche valide e utilizzabili

 Solo nei casi di sussistenza di gravi indizi di reato e di necessario utilizzo di intercettazioni telefoniche per la prosecuzione delle indagini, il Gip ne autorizza l’utilizzo.

In casi di estrema necessità il pm può disporre le intercettazioni senza aver ricevuto l’autorizzazione del giudice, salvo che lo comunichi allo stesso entro 24 ore e che il giudice nelle successive 48 emetta un provvedimento di convalida. In assenza di convalida, infatti, le intercettazioni telefoniche non potranno proseguire e le eventuali risultanze saranno inutilizzabili.

Tramite intercettazioni, inoltre, è possibile anche venire a conoscenza di prove di reati commessi da terzi che non erano obiettivo della captazione. In questo caso le intercettazioni saranno ugualmente utilizzabili e i suddetti soggetti iscritti nel registro degli indagati.

Quando non si possono utilizzare le intercettazioni telefoniche

Oltre ai casi in cui la procedura di cui sopra non venga rispettata, ve ne sono altri in cui è impossibile utilizzare lo strumento delle intercettazioni e le relative informazioni ottenute.

In primo luogo, non si possono diffondere intercettazioni quando gli atti sono coperti da segreto.

In secondo luogo, quando le intercettazioni non sono necessarie ai fini processuali possono essere distrutte dopo l’avallo del giudice.

In ultima analisi, data la loro immunità, non è possibile sottoporre a intercettazioni telefoniche i parlamentari, se non dopo aver ricevuto l’autorizzazione dalla Camera di appartenenza.

 Le intercettazioni telefoniche non possono essere sempre utilizzate, ma se hai qualcosa da nascondere meglio non parlarne a telefono.