L’industria del turismo, come molti altri settori caratterizzanti l’economia del nostro Paese, ha conosciuto un calo esorbitante degli introiti a causa della pandemia Covid-19.

Una situazione d’emergenza che ha messo alle strette tutte quelle attività legate al “loisir”, allo svago, alla villeggiatura e di riflesso anche alla cultura e alla ristorazione.

In molti hanno manifestato contro le restrizioni e i possibili nuovi lockdown, ma sembra che le voci concitate, i cartelloni smisurati e l’assidua presenza nelle piazze non sia servito a smuovere il Governo.

Se con Giuseppe Conte ci si era abituati alle brutte sorprese, con Mario Draghi le sorprese non possono più essere tollerate.

Il pressing per le riaperture, infatti, si fa sempre più forte ed è figlio della sfiducia, della frustazione e dello scontento di tutti quegli imprenditori che sul turismo vi hanno costruito una vita intera.

Alle porte di una nuova svolta, la Commissione Europea spezza una lancia in favore delle realtà turistiche in difficoltà promuovendo uno strumento che potrebbe risollevarle e rendere più agevole l’entrata dei turisti.

Questo strumento prende il nome di Certificato Verde Digitale, anche se visto quanto stiamo vivendo, lo conosciamo meglio come Pass Vaccinale.

In questo articolo vi spiegherò cos’è, come funziona e cosa cambia nel panorama decisionale del Governo.

Esaminaneremo le motivazioni che remano contro e quelle che fungono da sostegno.

Il turismo italiano nell'oblio:

Nel 2019, il turismo era all’apice della sua espansione.

Raggiungendo il record assoluto di 131,4 miliardi di arrivi e 436,7 milioni di presenze negli esercizi recettivi si era confermato come il “fiore all’occhiello” dell’economia italiana.

Niente di così sorprendente, sappiamo tutti che l’Italia vanta luoghi bellissimi, siti culturali ed artistici tra i più rinomati e un’accoglienza inviadibile.

Allora come mai non si è fatto niente per salvare il settore che, fra tutti, contribuisce di più a mantenerla viva?

Perché non si sono potute trovare delle scorciatoie, delle soluzioni (anche piccole) per evitarne il blocco totale?

Queste sono le domande che si sono poste le figure che rappresentano e promuovo il turismo.

Tra contagi che aumentano, campagne vaccinali che stentano a prendere il volo, varianti di virus che si diffondono a perdita d’occhio, il Governo tenta di azzeccare le date per una possibile ripartenza.

Sebbene più simboliche che effettive, tentano di trasmettere al popolo almeno una parvenza di volontà e speranza per una riapertura graduale del Paese.

Un progetto per aiutare il turismo:

Secondo gli ultimi risvolti, l’Unione Europea ha iniziato a pianificare una strategia per abbattere le restrizioni, facendo ripartire l’economia turistica una volta per tutte.

Rimanendo fedele alle linee guida della precedente roadmap, la presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen, presenta il Certificato Verde Digitale (Cvd) esternando chiare intenzioni:

“Col certificato vaccinale puntiamo ad aiutare gli Stati membri a ritornare alla mobilità, in sicurezza e coordinazione”

Nella conferenza stampa in cui è stato esposto il progetto, è stato reso chiaro come nella definizione non risultino né la parola “passaporto” né la parola “vaccino” al fine di:

“smorzare le polemiche sul rischio che i passaporti vaccinali risultino discriminatori e dare una risposta ai governi con le economie più dipendenti dal turismo nei mesi estivi”

Adottando questa tecnica si cerca di evitare additamenti relativi alla scelta di non vaccinarsi:

“In questo modo anche una persona che non può o non vuole vaccinarsi, potrà avere il suo Cvd e andare in vacanza. Nessuno sarà discriminato, neanche i no vax.”

e continuare a perseguire le linee atte alla responsabilizzazione civile:

“se da un lato le riaperture ci saranno, dovranno restare stabli nel tempo e dovranno essere estendibili a tutte le attività anche per evitare ulteriori stop&go che alimenterebbero scontentezza e incertezza sul futuro.”

I titolari del Cvd dovranno comunque rispettare tutte le restrizioni vigenti a meno che il Paese in cui si trovano non introduca un regolamento che dica il contrario.

Con il Cvd non serve il vaccino per viaggiare:

Secondo il piano stabilito durante l’incontro della Commissione Europea non sarà necessario essere vaccinati per avere il Cvd.

Ciò che è necessario è avere il risultato negativo al tampone più recente o aver già avuto il Covid-19 ed essere guariti negli ultimi 6 mesi.

In cosa consiste il Cvd:

Questo pass vaccinale è totalmente gratuito ed è possibile trovarlo sia in versione cartacea sia in versione digitale con annessi QR code e firma.

I vostri dati personali verranno verificati nella gateway creata dalla Commissione Europea e mai messi in circolazione, proteggendo la vostra privacy.

Sulla base del parere congiunto del Garante della privacy c’è chi chiede un’accortezza in più: la tecnologia Zerp Knowledge Proof.

Si tratta di un protocollo di crittografia in grado di salvaguardare i dati sensibili e preservare l’identità del singolo individuo:

“I paesi europei dovranno avere i propri database nazionali sicuri con le firme e i dati sanitari, e ogni paese dovrà essere in grado di controllare la validità del codice emesso da un algtro Stato”

L’organismo di rilascio, ospedale o altra autorià sanitaria competente, disporrà della propria firma per validare il certificato e una volta ottenuto avrete la possibilità di viaggiare.

Cvd e diritti: 

Una cosa molto importante da sapere è che essendo titolari di un Cdv non avrete diritti diversi bensì gli stessi dei cittadini dello Stato Membro in cui siete in visita.

Il fatto di possedere il Cdv:

“non rappresenta un prerequisito per la libera circolazione nell’Ue  e non è un documento di viaggio. La responsabilità finale di decidere le restrizioni sanitarie dei viaggiatori spetta agli Stati membri.”

ma rappresenta un ostacolo per alcune realtà europee.

Il fronte oppositivo:

Sul fronte contrario al pass vaccinale si posiziona il presidente francese Emmanuel Macron.

Egli sostiene che questo programma abbia svantaggiato le persone che aspettavano il vaccino e non sia in grado di rispettare la privacy e la libertà individuale.

Più di ogni altra cosa il dibattito si sofferma su questioni tecniche e di organizzazione, evidenziando quando sia importante che :

“ciascun Paese sviluppi un proprio sistema, lavorando a una certificazione medica comune”

Un altro problema è legato al possibile mancato riconoscimento dei vaccini.

Sebbene il progetto del Cvd non discriminizzi i non vaccinati, al contrario, è necessario che tutti i vaccini ricevuti siano stati aprovati dall’Ema ed essere automaticamente riconosciuti dagli altri Stati membri:

“ Le variabili e le possibilità attuate quindi vanno oltre la regolamentazione del Cvd, che potrà essere usata se fa comodo ma interpretata e scavalcata se necessario, specialemte nelle realtà ben localizzate.”

Più che uno strumento risolutivo, visto da questo punto di vista sembra essere solo un’altra idea per gestire in modo diverso una situazione che è molto simile a quella dello scorso 2020.

Il fronte favorevole: 

Sul fronte favorevole fortunatamente l’approccio è diverso.

In questo troviamo l’Italia, i leader di Austria, Grecie e Croazia che si posizionano in prima linea nel chiedere un sistema di regole che sia comune e  il più inclusivo possibile.

Queste prerogative permetteranno alla libera circolazione di  ripartire e quindi ai cittadini europei di viaggiare anche nelle zone colpite dal virus.

Ciò che è certo è che l’industria del turismo, italiano ed europeo, ha bisogno di un piano che funzioni al meglio e che fornisca la spinta necessaria per gestire la situazione attuale.

A questo proposito la Commissione Europea solleciterà le Capitali e il Parlamento europeo per :

“ratificare il Cvd in tempo record e renderlo disponibile entro giugno incentivando gli europei a programmare le vacanze estive”

e farà in modo che i 50 milioni stanziati dall’Europa per il pass siano stati spesi in maniera utile ed efficace.

Quando arriva il Cvd in Italia?: 

Infine, Thierry Breton, commissario Ue per il Mercato Interno afferma che il sistema operativo del Cvd sarà pronto il 1° giugno e operativo il mese dopo.

Questa velocità nell’agire è dettata dall’imminente apertura delle frontiere e dall’arrivo della stagione estiva. 

Non ci resta che aspettare, manca poco!