Il Consiglio dei Ministri ha varato il nuovo decreto che regola l’utilizzo del Green Pass a scuola e sui mezzi di trasporto a lunga percorrenza. Come previsto, è stato introdotto l’obbligo di presentazione della certificazione verde sia per gli insegnati sia per tutto il personale scolastico occupato negli edifici pubblici e privati, pena la sospensione del rapporto di lavoro e lo stop allo stipendio. Nessun obbligo di vaccinazione per gli studenti dai 12 anni in su, mentre per frequentare le lezioni universitarie, gli studenti dovranno presentare il Green pass.

Nodo trasporti: scatta il 1° settembre l’obbligo di presentazione del Green Pass per salire sui treni a lunga percorrenza, sugli aerei e sulle navi, ad eccezione del traghetto che attraversa lo Stretto di Messina. Nessun obbligo, invece, per salire sugli autobus di linea o sulle metropolitane.

E ancora: prezzi calmierati per i tamponi utili per l’ottenimento del Green Pass: in farmacia si potranno eseguire test antigenici rapidi o molecolari a 8 euro per gli under 18, mentre gli adulti dovranno pagare 15 euro.

Ecco le novità introdotte dal nuovo decreto sul Green Pass: quando e dove è obbligatorio, chi deve presentare il Green Pass a scuola e quali sono le regole per i trasporti pubblici. Il Green pass potrebbe diventare obbligatorio anche sui luoghi di lavoro? Quali sono le sanzioni previste?

Green pass obbligatorio al lavoro: ecco per chi!

L’obbligo del Green pass sui luoghi di lavoro è il tema caldo delle ultime settimane: il Governo e i sindacati si stanno interrogando sulla possibile estensione della certificazione verde anche ad altri ambiti della vita sociale. Attualmente, comunque, alcune categorie di lavoratori sono già obbligati a presentare il certificato di avvenuta vaccinazione, pena la sospensione dello stipendio

Come stabilito dall’articolo 4 del decreto legge numero 44 del 1° aprile 2021, il Green Pass per il personale sanitario è:

un requisito essenziale per l'esercizio della professione e per lo svolgimento delle prestazioni lavorative.

Con l’approvazione del nuovo decreto Covid che estende l’utilizzo del Green pass anche nelle scuole e per accedere ai mezzi di trasporto a lunga percorrenza, anche insegnanti e personale scolastico rischiano lo stipendio.

Lavoro, senza Green Pass si rischia lo stipendio!

Dal primo settembre 2021 per poter rientrare a scuola in presenza è stato reso obbligatorio l’utilizzo del Green pass, ma solo per il personale scolastico. Nessun obbligo per gli studenti (eccetto per gli universitari), ma scatta l’obbligo della certificazione verde sia per gli insegnati delle scuole di ogni ordine e grado, sia per il personale ATA. Obbligo di Green Pass esteso anche ai docenti universitari e agli studenti.

Ciò non significa che per tutte queste categorie di soggetti verrà resa obbligatoria la somministrazione del vaccino, in quanto la certificazione si può ottenere anche attraverso l’effettuazione di un tampone. Ma la durata, in quest’ultimo caso, si limita a sole 48 ore.

Per coloro che si presenteranno a scuola senza Green Pass sono previste pesanti sanzioni. Come riporta il comunicato stampa riassuntivo del decreto approvato dal Governo:

Il mancato rispetto delle disposizioni di cui al comma 1 (obbligo di Green pass, ndr) è considerata assenza ingiustificata e a decorrere dal quinto giorno di assenza il rapporto di lavoro è sospeso e non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato.

In altre parole, presentarsi a scuola senza Green pass equivale a un’assenza ingiustificata. A decorrere dal quinto giorno di assenza, inoltre, scatta la sospensione del rapporto di lavoro e lo stop allo stipendio.

Green Pass a scuola: per chi è obbligatorio?

Per garantire lo svolgimento dell’intero anno scolastico 2021-2022 in presenza per tutte le scuole di ogni ordine e grado, si è resa necessaria l’introduzione del Green pass negli istituti scolastici. Per rientrare in classe, però, gli studenti delle scuole medie inferiori e superiori non dovranno presentare la certificazione, mentre l’obbligo è scattato per gli insegnati e per tutto il personale ATA.

Anche all’interno delle Università viene reso obbligatorio il Green pass, ma a differenza delle scuole, qui non vi sono distinzioni: docenti, studenti e personale dovranno presentare la certificazione.

Rimangono in vigore, anche per il prossimo anno scolastico, tutte le regole igienico-sanitarie attualmente adottate. Ovvero è necessario indossare la mascherina all’interno degli istituti scolastici, ad eccezione dei bambini con meno di 6 anni, dei soggetti con disabilità o degli studenti impegnati in attività sportive.

Non è possibile accedere a scuola qualora la temperatura corporea sia pari o superiore a 37.5°.  

Green Pass, novità sui trasporti: cosa cambia?

Sempre a partire dal primo settembre 2021, il Green pass diventerà obbligatorio anche per salire sui mezzi di trasporto a lunga percorrenza. La mediazione trovata da Draghi prevede la possibilità di accedere liberamente ad autobus di linea e metropolitane, mentre per i tratti di lunga percorrenza scatta l’obbligo della certificazione verde.

Aerei (senza distinzione sul tragitto nazionale o internazionale), treni (Inter City, Inter City Notte e Alta Velocità), navi e traghetti, mezzi adibiti al noleggio con conducente e autobus che attraversano Regioni diverse: questi, in breve, sono i mezzi di trasporto sui quali è richiesta l’esibizione del Green pass dal primo settembre 2021. 

Contemporaneamente all’estensione dell’utilizzo della certificazione sui mezzi di trasporto, la capienza massima sui mezzi sopra citati verrà innalzata dal 50% all’80%.

Nella lista dei mezzi per i quali è obbligatoria la certificazione verde (puoi consultarla qui) non rientrano:

  • autobus urbani, tram, metropolitane;
  • treni regionali;
  • traghetti di collegamento sullo Stretto di Messina.

Green Pass obbligatorio dal 6 agosto: le nuove regole

Nel frattempo, già dal 6 agosto 2021, entrano in vigore le nuove regole sull’utilizzo del Green pass: la certificazione verde è obbligatoria per frequentare anche bar e ristoranti.

L’ultimo decreto Covid sul Green pass aveva disposto l’obbligo di certificazione verde per partecipare a una serie di attività legate alla vita sociale degli individui. Il Governo, però, aveva posticipato l’obbligo di qualche settimana per permettere ai ritardatari di eseguire almeno la prima somministrazione del vaccino.

Ricordiamo, infatti, che al massimo dopo 15 giorni dalla somministrazione della prima dose viene consegnato il Green pass, mentre a decorrere di 48 ore dopo la seconda viene conferita la certificazione valida per altri 9 mesi.

Quando e dove serve il Green pass a partire dal 6 agosto? Ecco tutti i luoghi nei quali è richiesta la vaccinazione, il tampone negativo o il certificato di guarigione dal Covid.

Dove è obbligatorio il Green pass?

Green pass obbligatorio dal 6 agosto sostanzialmente in quasi tutti i luoghi al chiuso: lo dovremmo esibire per pranzare o cenare al ristorante al chiuso, per consumare al bar al chiuso, per accedere alle palestre o alle piscine, per l’ingresso ai centri termali o ai centri benessere. Il Green pass è richiesto anche al cinema e al teatro, nei parchi divertimento e persino allo stadio e per visionare gli spettacoli all’aperto. 

Restano esclusi dall’obbligo tutti i dehors esterni dei bar o dei ristoranti, compresa la consumazione del caffè al bancone del bar. Esclusi anche i ristoranti all’interno degli hotel (il cui utilizzo è riservato ai clienti), l’accesso agli hotel stessi, ai centri commerciali e ai supermercati. Per scoprire i 10 luoghi in cui il Green pass non è obbligatorio puoi leggere il nostro articolo dedicato.

Per quanto riguarda le strutture ricettive, però, occorre specificare che il Green Pass è obbligatorio anche per i clienti solo per quanto riguarda “le attività al chiuso di piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra e centri benessere”.

Dal 1° settembre, invece, scatta l’obbligo di utilizzo del Green pass nelle scuole, ma solo per gli insegnati e il personale ATA. Nelle università anche gli studenti dovranno presentare la certificazione verde. Sempre dal 1° settembre entra in vigore l’obbligo di utilizzo del Green pass sui trasporti a lunga percorrenza, come specificato nei paragrafi precedenti.

Il Governo, nel frattempo, si interroga sulla possibile estensione del Green pass anche sui luoghi di lavoro, ma al momento non è stata presa alcuna decisione.

Sanzioni Green Pass: multe fino a 1.000 euro!

Oltre a disporre le nuove regole di utilizzo del Green pass, il decreto Covid approvato dal Governo ha fissato anche pesanti sanzioni per i trasgressori. 

Abbiamo visto che i lavoratori per i quali è stato istituito l’obbligo di Green pass – ovvero docenti di qualsiasi scuola di ogni ordine e grado, personale ATA e docenti universitari – è prevista la sospensione del rapporto di lavoro e la conseguente perdita dello stipendio dopo cinque gironi di assenza ingiustificata.

Inoltre, per tutti i cittadini che accederanno a uno dei luoghi al chiuso per i quali è previsto l’obbligo di certificazione verde, sprovvisti di Green pass, viene applicata una sanzione che va da 400 euro e può raggiungere i 1.000 euro. La multa può essere ridotta nel caso di pagamento entro cinque giorni dalla corresponsione.

Infine, per quanto riguarda i locali che non provvederanno al rispetto della normativa vigente in tema Green pass, alla terza violazione scatta la sanzione amministrativa accessoria, ovvero la chiusura dell’attività da uno a dieci giorni.

Green pass falso: cosa si rischia?

È possibile acquistare il Green pass contraffatto su Telegram? Potenzialmente sì: sono stati bloccati oltre 10 canali Telegram che hanno venduto almeno 1.200 Green pass a utenti che non avevano eseguito né la vaccinazione né il tampone. 

Agli acquirenti di questi Green pass falsi sono state applicate sanzioni ben più pesanti di quelle elencate nel paragrafo precedente. Nel caso in cui un cittadino presenti un Green pass falso, infatti, rischia la reclusione da uno a cinque anni, oltre al pagamento di una sanzione pecuniaria da 309 a 1.549 euro (come previsto dall’articolo 640 del Codice penale).