Ricevi molestie sul posto di lavoro? Il tuo ex fidanzato ti stalkerizza con continue telefonate? Ricevi minacce dal vicino di casa? Subisci mobbing? Purtroppo questi spiacevoli episodi possono capitare e, a volte, per difenderti potresti aver pensato di registrare le conversazioni, affinché forniscano la prova inconfutabile di quello che ti sta accadendo.

Ma fare questo è legale? Il nostro oridinamento cosa stabilisce?

Innanzitutto chiariamosubito che, per legge, puoi  registrare un dialogo o una conversazione ad insaputa di chi a quella conversazione sta partecipando.

A queste precise condizioni:

1) Puoi registrare una conversazione ad insaputa dell'altro (fuori dal suo domicilio però) se anche tu stai partecipando alla conversazione. Diverso è il caso in cui hai lasciato il telefonino o un registratore a registrare, ben nascosto. 

2) Puoi registrare legittimamente una conversazione derivante da una telefonata a te diretta o da te fatta.

Ma una volta ottenute le registrazioni, cosa si può fare con esse? Sono valide come prove in un procedimento? E se dovessi diffondere l'audio o la chat, in qualsiasi modo, cosa rischieresti? Vediamo di rispondere a queste domande.

Questo è un campo irto di spine e difficoltà. A volte alcuni decidono di registrare una conversazione per tutelarsi, ma finiscono per restare invischiati in una situazione illegale più grande di loro.

Molti hanno l'obbiettivo solo di difendersi in giudizio o di sporgere denuncia per un fatto delittuoso che si sta verificando, altri vogliono smascherare una condotta illetica. 

Prima di continuare, però, teniamo presente che in Italia non è possibile farsi giustizia da sé e che spetta ai giudici stabilire quando qualcuno ha commesso un reato e come deve pagare

La distinzione importantissima tra registrazione e intercettazione

Registrare con un dispositivo, sia esso smartphone o registratore, una conversazione e archiviarla nella memoria del nostro telefono, si può fare senza alcuna autorizzazione da parte dei partecipanti alla conversazione e senza doverli avvisare.  Non è l'atto del registrare una conversazione in sé che costituisce reato, infatti, per il nostro ordinamento.

Totalmente diverso è il caso dell'intercettazioneQues'ultima, infatti, si concretizza quando la registrazione viene fatta grazie ad un aggeggio qualsiasi nascosto nel domicilio dell'intercettato, nella sua auto e via discorrendo. 

Le intercettazioni ambientali tramite registrazione possono essere svolte solo ed esclusivamente dalla polizia giudiziaria dietro provvedimento del magistrato e solo per reati molto gravi. 

Questa differenza deve essere ben chiara, perché se dovessimo trovarci a fare qualcosa che assomiglia più ad una intercettazione che ad una semplice registrazione, potremmo trovarci in guai seri.

A quali condizioni si può registrare una conversazione di persona?

Per registrare un dialogo all'insaputa degli altri partecipanti è necessario rispettare due condizioni:

  • 1) Il dialogo non deve essere registrato presso la residenza o il domicilio del soggetto che si vuole registrare. Questo principio si estende anche a tutti i luoghi di pertinenza del soggetto (giardino, garage, automobile, eccetera)
  • 2) Chi registra non deve essere assente ( e magari aver lasciato un registratore nascosto) ma deve essere fisicamente presente alla conversazione. In caso contrario, se chi stiamo registrando dovesse credere erroneamente di non essere ascoltato, ci troveremmo nel campo della intercettazione, ed è totalmente illegale. 

A quali condizioni si può registrare una conversazione per telefono?

Quando invece la conversazione si verifica al telefono, i problemi non ci sono. E' vero che l'interlocutore potrebbe trovarsi nel suo domicilio, nel suo giardino o nella sua auto, ma questa questione non è rilevante in questo caso specifico.

Non bisogna dimostrare nemmeno la propria presenza alla conversazione, visto che ci siamo noi dall'altro capo del telefono

Alcuni si chiedono se sia legale  mettere in vivavoce una conversazione senza che l'altra persona ne sia consapevole. Secondo una sentenza della Cassazione, sì è possibile, perché quando si parla al telefono bisogna mettere in conto il rischio che il contenuto possa esere registrato e diffuso con terzi.

La registrazione di una telefonata con un'altra persona ignara di essere registrata, non viola la privacy e dunque non costituisce reato penale.

Secondo la Cassazione, infatti, la registrazione non fa che memorizzzare in maniera elettronica quello che è stato udito dal nostro orecchio. La registrazione non diventa altro che un doppione di quello che la nostra memoria ha già immagazzinato. Vietare di registrare sarebbe un po' come imporre di dimenticare

In alcuni casi però, questa azione potrebbe costituire un illecito civile.

Se è legale registrare dialoghi o conversazioni, non lo è affatto diffondere il contenuto!

Se registrare una conversazione è dunque legale, diffondere l'audio o il contenuto della conversazione è un reato. Sia che lo si condivida con una persona, con più persone, se lo si pubblichi sul web o su un social.

Il nostro ordinamento vieta la diffusione di una conversazione a meno che non ci sia il consenso di ogni persona partecipante alla conversazione stessa. 

Questo non vale se la convesazione viene fatta ascoltare a un magistrato, alle forze dell'ordine o a qualsiasi autorità. Se la registrazione è avvenuta per far valere i propri diritti o per far scoprire un reato e usata in tribunale, il Codice della Privacy non denota alcuna violazione. Ma i dati devono essere utilizzati solo per questo. 

Diffondere un dialogo, infatti, viola la privacy a meno che non sia legittimato da un dovere di cronaca o per esercitare i propri diritti di difesa in giudizio.  La pena per la diffusione di una conversazione privata, è la reclusione che va dai 6 mesi ai 4 anni. 

La stessa pena che la legge prevede per chi, con frode, registra conversazioni a lui non dirette e alle quali non partecipa secondo l'articolo 617 e  623-bis, del codice penale, che parlano proprio di conversazioni telefoniche e di ogni captazione illecita.

Si può registrare di nascosto una conversazione alla quale si partecipa e usarla in un processo? 

Secondo la giurisprudenza consolidata, sì, si può serenamente registrare una conversazione in cui colui che registra è presente e per fare questo non c'è bisogno di alcuna autorizzazione giudiziaria, perché queste non sono intercettazioni. Solo queste ultime possono essere svolte dalla polizia giudiziaria e dopo un permesso del giudice. Questo è l'orientamento prevalente della Corte di Cassazione. 

La sentenza 36747 del 2003 dichiara: "L'acquisizione al processo della registrazione dei colloqui può legittimamente avvenire attraverso il meccanismo di cui all'art. 234, comma 1, c.p.p. che qualifica documento tutto ciò che rappresenta fatti, persone o cose mediante la fotografia, la cinematografia, la fonografia o qualsiasi altro mezzo; il nastro che contiene la registrazione non è altro che la documentazione fonografica del colloquio, la quale può integrare quella prova che diversamente potrebbe non essere raggiunta e può rappresentare una forma di autotutela e garanzia per la propria difesa, con l'effetto che una simile pratica finisce col ricevere una legittimazione costituzionale".

Nel 2016 la Cassazione è tornata sull'argomento quando ha rigettato il ricorso di una donna, già condannata per il reato di estorsione, la quale sosteneva che la registrazione fonografica portata in giudizio dalla parte offesa fosse illegittima e dunque inutilizzabile durante il processo. 

La Suprema Corte ha stabilito con sentenza che la prova fosse assolutamente lecita e non necessitava di autorizzazione del Gip ex art. 267 c.p.p. potendo essere legittimamente usata nel processo.

Differente è il caso in cui un soggetto effettua una registrazione su indicazione specifica della polizia giudiziaria, avvalendosi di strumenti predisposti da quest'ultima. Secondo la Cassazione le conversazioni registrate in questo modo e con questa modalità "implicano un minor grado di intrusione nella sfera privata", visto che sono motivate dall'autorità giudiziaria stessa.

Le stesse regole sono previste per conversazioni e dialoghi avvenuti via Skype, WhatsApp, Messenger, Zoom o altri.

Ricapitolando: è legale registrare una conversazione telefonica o di persona, a cui si partecipa, anche se l'altra persona non ne è al corrente. L'importante è che non si rientri nel campo dell'intercettazione (che può essere svolta e permessa solo dall'autorità giudiziaria) nascondendo registratori o cimici nella residenza o nei luoghi di pertinenza del soggetto che vogliamo registrare.

Il reato è invece diffondere la conversazione. Questo reato viola la privacy e può essere punito con la reclusione da sei mesi a 4 anni. Il contenuto della conversazione, invece, può essere portato in giudizio per tutalare i propri diritti o come prova di un reato, perché la registrazione è considerata dalla Cassazione stessa, come un'estensione della propria memoria.