Molti la conoscono, altri ancora ne ignorano l’esistenza. Stiamo parlando della Legge 104, anche detta Legge 104/92, ossia la legge che tutela tutte le persone che presentano disabilità o gravi handicap. 

Lo scopo di tale legge è quello di aiutare le persone con disabilità ad integrarsi all’interno della società nella quale vivono. 

Inoltre, dato che anche le famiglie della persona con disabilità si trovano in una situazione difficile (e spesso hanno il compito di assistenza), tale legge tutela sia il portatore di handicap grave, sia la sua famiglia. 

Per capire cosa intendiamo davvero con il termine “persona diversamente abile” facciamo riferimento all’articolo 1 della legge che afferma che:

Una persona viene considerata handicappata quando presenta una minorazione che può essere di tipo fisico, psichico o sensoriale. Inoltre, quando facciamo riferimento a tale minorazione, dobbiamo considerare che essa può essere progressiva o stabilizzata e può causare difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa. 

Ora che abbiamo capito chi sono i soggetti che possono ricevere le agevolazioni previste dalla Legge 104, ci teniamo a sottolineare che il Governo Draghi ha deciso di apportare alcune modifiche a questa legge, in modo da agevolare le persone con disabilità ed i loro familiari. 

Infatti, già nel corso della pandemia dovuta al Coronavirus, tale legge è stata studiata a fondo in modo da poterla riadattare e garantire un aiuto maggiore a tutte le famiglie con un parente disabile ed ai disabili in primis. 

In questo articolo andiamo ad approfondire meglio cosa intendiamo quando parliamo di Legge 104 e capiamo quali sono le novità che sono state introdotte (o si pensa verranno introdotte con il 2022) per i soggetti disabili e per le loro famiglie. 

Legge 104: cos’è? A quali normative facciamo riferimento?

Come abbiamo detto la Legge 104 (o 104/92) ha l’obiettivo di occuparsi di assistenza, integrazione sociale e diritti per tutte quelle persone che sono diversamente abili.

Inoltre, come già specificato, tale legge si rivolge sì ai cittadini disabili, ma non solo.

Infatti, spesso i componenti della famiglia del disabile devono svolgere un ruolo di assistenza nei confronti del soggetto con handicap. 

Di conseguenza, la legge si pone l’obiettivo di sostenere anche i caregiver. 

Del sostegno che viene erogato a favore dei caregiver abbiamo parlato approfonditamente in un altro articolo del quale ti lascio il link: Legge 104: tutte le agevolazioni per i caregiver!

Ora che abbiamo capito cos’è, andiamo più nel profondo della Legge e capiamo qual è il suo vero obiettivo.

Possiamo affermare che l’obiettivo è quello di rendere tutte le persone uguali, con le stesse possibilità.

Infatti, tramite questa legge si persegue l’autonomia e l’integrazione sociale delle persone con disabilità fisica, psichica o sensoriale. 

Quando diciamo che la Legge 104 si occupa di aiutare queste famiglie, non facciamo riferimento solo al punto di vista economico.

Infatti, vi sono una serie di aiuti messi in campo dallo Stato per sostenere il soggetto disabile e la sua famiglia. 

Esempi possono essere il supporto psicologico o psicopedagogico. 

Inoltre, per mezzo di questa legge, il Governo si è posto l’obiettivo di rimuovere tutte le barriere che possono causare un ostacolo allo sviluppo dell’autonomia del soggetto con disabilità.

Inoltre, come abbiamo detto, anche i sostegni alla famiglia svolgono un ruolo fondamentale quando parliamo di questa legge. 

Infatti, con la 104/92 vengono ritenuti responsabili del soggetto i suoi familiari che, nella maggior parte dei casi, svolgono proprio il ruolo di caregiver. 

A chi spettano i benefici offerti dalla Legge 104?

Ovviamente, prima di passare alle novità introdotte da tale legge, è necessario stabilire chi sono i beneficiari per i quali è attiva questa misura. 

Per dare una risposta a questa domanda bisognerà consultare l’articolo 3 della legge. 

Tale articolo si riferisce proprio ai soggetti aventi diritto ed afferma che il supporto debba essere destinato a tutte quelle persone che presentano un alto livello di disabilità oppure alle persone portatrici di handicap che non possono essere autonome e indipendenti. 

Con questa affermazione è facile capire che la disabilità non viene intesa solo dal mero punto di vista fisico.

Infatti, come abbiamo detto anche in precedenza, la 104/92 considera anche la disabilità psichica e quella sensoriale. 

Infine, ultima tipologia di handicap che rientra tra i beneficiari della Legge 104 è quella rivolta ad una qualsiasi patologia progressiva che, purtroppo, può causare un qualche tipo di difficoltà nell’integrazione del soggetto, sia dal punto di vista sociale che lavorativo.

Eppure, come abbiamo visto in precedenza, i beneficiari non sono finiti. 

Abbiamo già sottolineato più volte che tale legge non fa riferimento solo alle persone con disabilità (fisici, psichici o sensoriali), ma anche alle loro famiglie. 

Infatti, tali soggetti, solitamente, svolgono il ruolo di caregiver per le persone con disabilità e, l’assistenza, viene considerata come un vero e proprio lavoro da parte di queste persone. 

Ovviamente, è bene sottolineare che per poter accedere ai benefici ed alle agevolazioni offerti da tale legge è necessario presentare una documentazione che attesti l’handicap ed il grado di invalidità del soggetto. 

Inoltre, per poter beneficiare della 104/92 è necessario essere cittadini italiani. Oppure, nel caso di cittadini stranieri, è obbligatorio che si abbia un domicilio stabile sul suolo italiano. 

Legge 104: alcune delle agevolazioni previste per i disabili ed i caregiver

Quando parliamo di agevolazioni, come abbiamo visto, non dobbiamo intendere solamente l’aiuto economico che viene erogato dallo Stato. 

Infatti, i due principali punti sui quali vogliamo attirare l’attenzione sono i congedi straordinari ed i permessi retribuiti.

Per quanto riguarda i permessi retribuiti, che saranno oggetto della nuova rivoluzione attuata da Draghi, essi sono stabiliti dall’articolo 33 della Legge 104.

In tale articolo vediamo chi possono essere i beneficiari di tale misura:

  • Soggetti che presentano un alto grado di disabilità;
  • Genitori del soggetto con disabilità grave;
  • Parenti o affini del soggetto con disabilità grave;
  • Coniuge della persone con disabilità grave.

Ma cosa prevede la regolamentazione dei permessi retribuiti? Te lo spiego subito. 

La persona che presenta una disabilità riconosciuta come grave ha diritto ad usufruire di due ore al giorno di permesso retribuito, oppure di 3 giorni al mese, anch’essi divisibili in ore. 

Invece, per quanto riguarda i genitori del soggetto che presenta un alto grado di disabilità, le ore di permesso variano in base all’età del figlio disabile. 

Ciò significa che, per i bambini più piccoli di tre anni, le ore di permesso corrisponderanno a quelle di un soggetto disabile, quindi due ore al giorno di permesso retribuito, oppure di 3 giorni al mese, anch’essi divisibili in ore. 

Inoltre, sempre per tutti quei genitori che hanno un figlio sotto i tre anni con disabilità, vi è la possibilità di prolungare il congedo parentale. 

Discorso cambia quando parliamo di genitori che hanno figli disabili di età compresa tra i tre anni ed i dodici anni. 

In questo caso essi hanno la possibilità di usufruire solo dei tre giorni di permesso al mese.

Infine, quando parliamo di coniugi, conviventi o parenti del soggetto disabile, nel caso in cui esso abbia un’età ovviamente superiore a dodici anni, si possono ottenere i famosi tre giorni di permesso che potranno essere, anche in questo caso, suddivisi in ore. 

Attenzione: è bene fare una precisazione. 

Infatti, abbiamo detto più volte che la persona che presenta una disabilità riconosciuta come grave ha diritto ad usufruire di due ore al giorno di permesso retribuito, oppure di 3 giorni al mese, anch’essi divisibili in ore. 

Eppure, quando parliamo di due ore al giorno è bene specificare che questo vale solo nel caso in cui l’orario lavorativo sia di almeno sei ore. 

In caso contrario il permesso accordato è di un’ora al giorno. 

Quali sono le novità di Draghi sulla Legge 104?

Come abbiamo detto in precedenza, la pandemia ha acceso i riflettori anche sulla Legge 104 e sui crescenti bisogni di queste persone.

In particolare, nel corso dell’emergenza pandemica, sono stati rivisti i giorni di permessi retribuiti, sia per quanto riguarda le persone disabili che per i loro familiari che se ne prendono cura. 

Infatti, seppur per poco tempo, i giorni di permesso concessi sia alle persone con disabilità, sia ai loro caregiver sono aumentati da tre a dodici al mese. 

Ovviamente, tale misura è stata pensata per far fronte ad un periodo particolarmente difficile per l’Italia ed, in particolare, per i soggetti con disabilità.

Proprio per questo motivo l’iniziativa è stata resa possibile solo per un periodo di tempo limitato, suscitando l’astio di molti che avevano trovato un loro equilibrio sfruttando i dodici giorni di permesso.

Infatti, per tutti coloro che si occupano della cura delle persone disabili, destreggiarsi tra lavoro ed assistenza non è affatto facile.

Proprio per questo morivo il Governo sta prendendo una decisione importante. 

Infatti, si sta lavorando ad un vero e proprio aumento dei giorni di permesso retribuito da tre al mese a dodici. 

Tuttavia, è ancora presto per festeggiare. 

Infatti, si tratta di un’indiscrezione che potrà essere confermata solamente dalla nuova Legge di Bilancio relativa al 2022.

Tuttavia, è bene sottolineare che le due camere dovranno decidere proprio in materia di Legge 104 nei prossimi giorni e, di conseguenza, non si esclude che tale ipotesi diventi realtà.

Per avere l’assoluta certezza e per poter, in caso affermativo, festeggiare, dobbiamo però attendere la Legge di Bilancio 2022.

Cosa cambia per lo smartworking per i soggetti disabili?

Lo sappiamo tutti, durante la pandemia da Coronavirus è stato proprio il lavoro a distanza a fare da padrone. 

In questo modo, tutte quelle persone che, in base al lavoro svolto, ne avevano la possibilità, hanno iniziato a lavorare da remoto. 

Ed ecco una grande novità introdotta per i soggetti disabili nel 2021. 

Infatti, con l’approvazione del lavoro da remoto, le aziende possono assumere soggetti con disabilità grave permettendogli di lavorare in smartworking. 

Ma tutto ciò continuerà anche durante il prossimo anno?

Inutile dirlo, anche in questo caso, per avere la definitiva conferma non ci resta che aspettare la Legge di Bilancio 2022.