È una dura realtà quella in cui si trovano le persone disabili, in difficoltà da tutta la vita e sempre soggette al distacco sociale.

Anche nel 2021, anno in cui tutti sembrano combattere per la propria dignità, in cui conta l’individuo e ciò che rappresenta, le persone con lievi o gravi handicap vengono spesso emarginate, sempre meno tutelate.

Solo recentemente, con tutti i cambiamenti che la riforma pensioni sta subendo, si parla di loro, e della pensione di invalidità civile, del trattamento di favore che favore non è perché spetta loro di diritto.

La legge 104 sarà il riferimento legislativo di cui vi parlerò in questo articolo e andremo a vedere come opera nella previdenza sociale.

Legge 104: cos'é e cosa prevede?

Una delle fortune più grandi che un essere umano possa avere è la capacità di vivere la propria vita in piena normalità, percependo e capendo il mondo che lo circonda in salute e in sicurezza.

Le persone disabili purtroppo non hanno questo privilegio, ma sanno di contare per la propria famiglia e questo è il loro unico conforto.

Tutto ciò che concerne l’autonomia e l’integrazione sociale di questi soggetti viene contenuta nella legge n° 104 del 5 febbraio 1992, anche conosciuta come “legge 104”.

Si tratta del riferimento legislativo che opera per l’assistenza e i diritti delle persone affette da handicap, con riguardo anche a coloro che se ne prendono cura.

Con l’entrata in vigore di questa legge si interviene per dare maggiore sostegno a questa categoria fornendo un supporto che può identificarsi in:

  • un servizio di aiuto personale o familiare
  • un aiuto psicologico o psicopedagogico
  • un aiuto tecnico

Poiché le famiglie si trovano a dover far fronte ad una situazione delicata e particolare, nel testo della norma vi sono specifiche indicazioni che, spiega osservatoriomalattierare.it:

“prevede il loro coinvolgimento nei programmi di cura e riabilitazione della persona disabile in un percorso integrato di prestazioni sanitarie e sociali.”

Le cure stabilite in favore della persona con grave disabilità sono fondamentali perché, nella maggior parte dei casi, contribuiscono efficacemente nella riabilitazione del “paziente”.

Il video di Mondo Pensioni ci informa sulle ultime novità e ci offre qualche approfondimento in più sulla Legge 104:

Legge 104: come si rientra nella categoria protetta?

La legge 104 regola la procedura che determina l’assistenza, l’autonomia e l’integrazione sociale delle persone affette da handicap.

Ma cosa le fa rientrare nella categoria protetta?

Secondo quanto dettato dalla norma, si definisce persona handicappata il soggetto che presenta una minorazione ( fisica o psichica) capace di causargli difficoltà di apprendimento o di relazione, rivelandosi influente anche nella sfera sociale e lavorativa.

Tale disabilità viene accertata mediante esame specifico svolto dalla commissione medica presente in ogni ASL o meglio, dal medico curante che si occupa di compilare il certificato introduttivo.

In questo documento infatti, non vengono riportati tutti i dati anagrafici del paziente bensì la natura dell’infermità di cui è affetto  e le patologie che possono aggravarla.

Una volta elaborato, questo certificato viene trasmesso dal medico all’Inps in via telematica.

Per ottenere il riconoscimento dell’handicap il cittadino dovrà rivolgersi all’Inps e presentare domanda oppure rivolgersi ad un patronato. 

Legge 104 e pensioni: quando opera l'invalidità civile?

La “mancanza” di cui è affetta una persona disabile rende l’intero processo di integrazione sociale più complicato di quanto si possa pensare.

Ecco perché, da parecchi anni ormai si pensa che affiancare una figura assistenziale possa giovare molto al benessere dello stesso individuo, i famosi caregiver

Tale assistenza può essere permanente, continuativa o totale in relazione al tipo di minorazione presente.

In questo caso, la legge 104 stabilisce che il genitore/ parente o il lavoratore dipendente che si prende cura del soggetto disabile ha diritto ai permessi retribuiti.

In tema di previdenza sociale, invece, vi è un trattamento economico riservato alle persone disabili che prende il nome di pensione di invalidità civile.

A differenza del riconoscimento dell'handicap, l’invalidità civile elabora una valutazione medico-legale, non si rifà sulle ripercussioni sociali che la persona disabile può incontrare tutti i giorni.

L’assegno di pensione di invalidità viene erogato sempre dall’Inps a quei cittadini, spiega laleggepertutti.it:

“a cui viene riconosciuta un’invalidità civile dal 74% al 99%.”

Ma attenzione, questo assegno spetta solo a coloro che:

  • si trovano in disoccupazione
  • non superano i 4.931,29 euro di reddito annuo
  • non percepiscono trattamenti incompatibili

Senza il riconoscimento della riduzione della capacità lavorativa a causa della menomazione, ovviamente non si può godere del beneficio. 

L'articolo di Gianni Carbone spiega quali sono le novità della pensione di invalidità civile, dal 2022. 

Noi ci vediamo al prossimo articolo.

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