Proviamo a fare un po' il punto della situazione sulla Legge 104. L'arrivo al Governo di Mario Draghi cosa ha cambiato per i beneficiari? O al contrario cosa non è cambiato: anche perché non è affatto detto che un nuovo premier metta per forza le mani su una normativa così importante. Ricordiamo che la Legge 104 prevede alcune agevolazioni per i familiari e le loro famiglie: molti di questi benefici sono poco conosciuti anche da quanti ne avrebbero diritto. E' il momento, quindi, di fare un po' il punto della situazione e scoprire a cosa si avrebbe diritto. Indipendentemente dal fatto che Mario Draghi sia al Governo o meno.

Partiamo con una premessa, tanto importante quanto ovvia. Una persona è considerata invalida quando ha una capacità lavorativa ridotta. Si procede con il definire invalidità civile quella che è a tutti gli effetti una capacità di lavoro generica. Nel caso in cui ci sia una riduzione capacità lavorativa ordinaria, la valutazione verrà effettuata basandosi non solo sulle attività svolte in precedenza dal diretto interessato, ma anche su ogni altra occupazione che quel determinato lavoratore possa svolgere, prendendo in considerazione la sua età, le sue capacità e le sue esperienze. L'importante è non esporre ad ulteriore danno la salute del lavoratore. Sostanzialmente - per valutare l'invalidità ordinaria ai fini della Legge 104 - deve essere rilevata quella che è la residua capacità lavorativa, prendendo come riferimento le occupazioni confacenti al diretto interessato.

I beneficiari della Legge 104!

Partiamo immediatamente con una definizione: la Legge 104 è fondamentalmente la normativa che riguarda la disabilità. Nel momento in cui si vuole parlare di beneficiari della Legge 104, ci si riferisce alle persone che siano portatori di handicap e che siano in una situazione di gravità. Ma anche i lavoratori che stiano assistendo ad un familiare che sia in queste condizioni. La normativa, inoltre, prevede delle agevolazioni per quanti siano dei portatori di handicap non grave e per quelli che lo siano in misura superiore ai 2/3. Altre agevolazioni sono previste anche per gli invalidi: attenzione, però, l'invalidità non deve essere confusa con una sopravvenuta riduzione della capacità lavorativa. La persona che è non autosufficiente si ritrova, suo malgrado, ad essere in una condizione ancora differente: stiamo parlando di un soggetto che non sia in grado (perché impossibilitato) a compiere tutti gli atti quotidiani, senza che sia accompagnato da qualcuno.

Proviamo a vedere quali sono i benefici che spettano grazie alla Legge 104. Partiamo da quelli che ci sono sul lavoro: il disabile, ogni mese, ha diritto, alternativamente ad usufruire dei seguenti permessi retribuiti:

  • due ore giornaliere, nel caso in cui l'orario di lavoro preveda almeno sei ore giornaliere;
  • tre giorni, che possono essere continuativi o frazionati in ore.

Il diretto interessato, che usufruisce della Legge 104, ha la possibilità di utilizzare di un tipo di permesso o dell'altro (quello giornaliero o ad orario), scegliendo liberamente mese per mese. Ha la possibilità di modificare la domanda che ha presentato in precedenza. In alcuni casi è possibile permettere la variazione nel corso del mese, quando vi siano delle esigenze improvvise od imprevedibili. La viariazione deve essere effettuata nel momento in cui si richiedono i permessi e deve essere opportunamente documentata.

Nel momento in cui il lavoratore abbia un contratto part-time verticale o misto, con un'attività lavorativa che si limiti a pochi giorni al mese, ma anche nel caso in cui dovesse essere intervenuta una riduzione dell'attività lavorativa che coincida con un periodo di integrazione salariale, il numero dei giorni di permesso che spettano dovrà essere ridimensionato in proporzione.

Legge 104: i permessi retribuiti pe ri familiari!

Non spettano solo al disabile i permessi retribuiti, ma li possono richiedere anche i suoi familiari. Ovviamente se siano dei lavoratori dipendenti. Attenzione, questa possibilità si allarga anche al convivente di fatto, purché risulti nella dichiarazione anagrafica del Comune Residente. Questi permessi sono riconosciuti - come prevede la Legge 104 - per assistere lo stesso disabile. Quello che è considerato come referente unico può beneficiare dei permessi mensili per tutti i mesi che provvede all'assistenza della persona con un handicap grave.

Nota molto importante: questo diritto ai permessi, la Legge 104 li concede ad un solo lavoratore dipendente per prestare l'assitenza allo stesso disabile. Quest'ultimo dovrà, quindi, dichiarare all'Inps da quale familiare voglia essere assistito. Nel caso in cui il disabile sia assistito alternativamente - per determinati periodi di tempo predeterminati - da parenti diversi, che siano entro il secondo grado, ciascun avente diritto dovrà presentare domanda per ottenere il riconoscimento dei permessi retribuiti tramite la Legge 104.

Per il referente unico è possibile fare un'eccezione alla regola: i genitori possono beneficiare alternativamente dei permessi per assistere lo stesso figlio con handicap grave.

Legge 104: come presentare domanda!

Un passo molto importante e necessario per ottenere tutte le agevolazioni previste dalla Legge 104 è ottenere il riconoscimento dello stato di disabilità. Per riuscire ad ottenerne il riconoscimento è necessario aver ottenuto il certificato medico dal proprio dottore (quello curante). E' necessario presentare all'Inps, tramite il sito dell'isitituto o tramite il patronato, la domanda per l'accertamento dei requisiti sanitari.

Successivamente sarà l'accertamento medico a permettere l'accesso alle agevolazione previste dalla Legge 104. Sarà possibile ottenere anche i benefici previsti per la non autosufficienza civile, cecità e quant'altro. In altre parole la procedura è unica sia per l'handicap che per l'invalidità, anche se sono diverse le condizioni per ottenere i benefici.

Ma come viene accertata la disabilità? Su questo punto ci viene in aiuto il sito La Legge per Tutti, che spiega:

Lo stato di gravità della minorazione è accertato da un’apposita commissione medica Asl, che deve pronunciarsi entro 90 giorni dalla data di presentazione della relativa domanda. Se la commissione non si pronuncia entro 45 giorni dalla presentazione della domanda, l’accertamento è provvisoriamente effettuato da un medico specialista nella patologia denunciata, in servizio presso l’Asl da cui è assistito l’interessato. L’accertamento provvisorio è efficace fino all’emissione dell’accertamento definitivo della commissione. Inoltre, su richiesta motivata dell’interessato, la commissione medica può rilasciare un certificato provvisorio al termine della visita, efficace fino all’emissione dell’accertamento definitivo.

Per ulteriori approfondimenti sulla Legge 104 consiglio la lettura di questo articolo: Legge 104, cosa cambia con l'arrivo di Draghi. Novità 2021.