La Legge 104 prevede diverse agevolazioni a favore dei soggetti con disabilità o handicap gravi, con il fine di integrare nella comunità e prestare assistenza adeguata al malato ed ai suoi familiari. 

Se conosci qualcuno non autosufficiente o con una invalidità grave questo articolo ti consentirà di conoscere le agevolazioni previste nella Legge 104 e tutte le novità messe in campo dal Governo Draghi di recente. 

In questo 2021, infatti, il Governo in carica, con a capo il Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi, ha messo mano alla legge del 1992 apportando delle modifiche al testo legislativo adattate al periodo storico e sociale che il Paese sta affrontando. 

A causa della Pandemia mondiale da Covid-19, cominciata nel 2020, il Governo ha pensato di riadattare la legge per garantire un miglior sussidio alle famiglie dei disabili e hai portatori di handicap stessi. 

In questo articolo vedremo nel dettaglio cos’è la Legge 104, a chi spetta e quali benefici prevede, le novità introdotte negli ultimi mesi e come avanzarne domanda

Andiamo step by step e scopriamo, per iniziare, in cosa consiste nel dettaglio la Legge 104

Legge 104: la Legge che garantisce assistenza ai disabili

Il 5 Febbraio del 1992 per la prima volta, viene emanata una Legge-Quadro riconosciuta alle persone disabili o con handicap gravi con l’obiettivo di donare un assistenza proporzionata della persona e un adeguato inserimento sociale e in ambito lavorativo

La legge del 5 Febbraio 1992 n°104, detta e conosciuta come Legge 104, interviene non solo nei confronti del soggetto disabile, ma include anche i familiari che nella fattispecie se ne prendono cura ogni giorno, causando disagi e non poche problematiche organizzative. 

I familiari, conviventi con la persona disabile o non autosufficiente, si ritrovano a gestire il loro tempo, il loro lavoro e più generalmente la loro vita in funzione del malato e delle sue esigenze. 

E’ stato riconosciuto il diritto di assistenza psicologica e percorsi dedicati al supporto adeguati alla famiglia del soggetto disabile, per stabilire e creare un equilibrio per tutti i componenti. 

Per il soggetto disabile o con handicap grave è fondamentale il sostegno e riscontro di tutta la famiglia appartenente, a partire da quello dei genitori. 

Con la Legge 104 del 1992, i genitori e tutti gli altri membri della famiglia del disabile, vengono ritenuti i principali responsabili nel superamento degli obiettivi del soggetto, come l’integrazione sociale e lavorativo. 

Il primo sostegno essenziale, per il raggiungimento degli obiettivi previsti dalla Legge, rimane quello fornito dai genitori, fratelli e sorelle che vivono ogni giorno a stretto contatto con il disabile. 

Con la Legge 104 si garantisce un attenzione ai disabili e alle famiglie di carattere sanitario, sociale, economico e psicologico. 

L’articolo n°1 della Legge 104 indica i punti fondamentali previsti dalla normativa, e cioè:

    • Garantire rispetto della persona e dignità umana alla persona con disabilità o handicap;

    • Integrare in tutti gli ambiti sociali il soggetto disabile, con garanzia di uguaglianza; 

    • Garantire un progresso miglioramento nell’autonomia del disabile garantendo un pieno potere civile, politico e patrimoniale;

    • Contrastare ed eliminare la disuguaglianza ed emarginazione del soggetto disabile;

    • Tutelare i diritti del soggetto con interventi di natura giuridico-economica. 

Legge 104: chi può accedere ai benefici previsti 

Per poter accedere alle agevolazioni previste ai sensi di legge, il soggetto deve documentare un handicap riconosciuto come invalidante nella vita e nelle relazioni sociali e lavorative. 

La minorazione è prevista nella Legge 104 sia se di entità fisica che psichica, con progressività o stabilità. 

L’articolo 3 della Legge 104, fa riferimento alle situazioni di gravità, che vengono previste qualora il soggetto non abbia un efficiente autonomia personale per cui è strettamente necessario un sussidio continuativo e globale. 

Le situazioni di disabilità definite con “gravità” hanno il diritto di priorità rispetto ai soggetti “non gravi”, con un ventaglio di benefici più ampio e con maggiore tempestività negli interventi degli enti pubblici. 

L’unico requisito previsto dalla Legge 104, oltre che il riconoscimento di non autosufficienza o handicap grave, fa riferimento alla residenza che deve in qualsiasi caso risultare fissa o domiciliata in territorio italiano, anche se si tratta di stranieri.

Sorge una sostanziale differenza tra status di invalidità, handicap o non autosufficienza

Il soggetto invalido presenta una menomazione o infermità che ne compromette le attività di tipo cognitivo e fisico, determinando un’incapacità lavorativa e scolare. 

Il soggetto portatore di handicap presenta una menomazione psichica o sensoriale o fisica, che può restare stabile nel tempo o essere progressivo nel peggioramento. Il soggetto con handicap può avere gravi difficoltà di apprendimento, socio-relazionali e lavorative. 

Il soggetto non autosufficiente non riesce a compiere alcune semplici azioni giornaliere per cui necessitano di assistenza h24 o hanno necessariamente bisogno di un accompagnatore per deambulare. 

Tutte le tre categorie che abbiamo elencato rientrano nei soggetti spettanti dalla Legge 104 e quindi possono beneficiare delle agevolazioni previste nella Legge 104. 

Così, allo stesso modo, anche chi presenta oggettive difficoltà nello svolgimento di attività lavorative e/o sociali viene inserio nella platea dei beneficiari della Legge 104. 

Legge 104: permessi retribuiti e congedo per assistenza al disabile

Un agevolazione essenziale e di grande aiuto viene riconosciuta con la Legge 104, permettendo ai lavoratori con handicap o disabilità gravi o a chi tra i familiari se ne occupa (prestandone assistenza) una serie di permessi retribuiti o periodi di congedo straordinario pagati. 

Ai sensi dell’articolo 33 della stessa Legge n°104, spettano dei permessi retribuiti:

    •  ai soggetti con disabilità grave,

    •  ai genitori del soggetto disabile, 

    •  ai parenti o affini del soggetto disabile,

    • al coniuge della persona con disabilità riconosciuta grave.

La persona disabile con situazione riconosciuta di gravità che lavora ha il diritto di beneficiare di 2 ore di permesso al giorno dall’attività lavorativa o di 3 giorni di permesso al mese, divisibili in ore. 

Mentre, i genitori (biologici o adottivi) del disabile hanno diritto anch’essi di ore di permesso, a seconda dell’età del figlio con disabilità: se il bambino ha meno di tre anni le ore di permesso concesse sono 2 al giorno o in alternativa, 3 giorni al mese in tutto, frazionabili in ore se si vuole. 

I genitori di minori di 3 anni con disabilità ai sensi della Legge 104, possono chiedere un prolungamento del concedo parentale

I genitori ( biologici o adottivi) del soggetto disabile, con un età anagrafica superiore ai tre anni fino ai 12 anni, possono scegliere tra i 3 giorni di permesso al mese (frazionabile in ore) oppure il prolungamento del concedo

Il coniuge o il convivente di fatto, o i parenti e affini,  del soggetto disabile con età superiore ai 12 anni, possono richiedere i tre giorni di permesso mensile (divisibili in ore).

In tutti i casi il permesso delle due ore concesse vanno intese in un contratto lavorativo che prevede almeno o più di sei ore di attività. In caso di contratti con meno di sei ore lavorative il permesso diminuisce arrivando ad un ora al giorno. 

Legge 104: le novità attuate dal Governo Draghi

A causa della situazione Pandemica che ha colpito duramente il nostro Paese, il Governo è intervenuto ad adattare la Legge 104, aumentando i giorni di permesso retribuiti che spettano di diritto ai disabili o chi se ne prende cura. 

L’incremento apportato con la modifica del 2021 è indiscutibilmente generoso: vede il passaggio dai 3 giorni concessi al mese ad un massimo di 12 giorni mensili richiedibili e retribuiti regolarmente. 

La modifica fa riferimento a questo momento di criticità e che quindi sembra essere “limitata” nel tempo.

Con le limitazioni introdotte dal Governo per contenere i contagi da Covid-19, i soggetti più penalizzati sono stati propri i disabili e portatori di handicap che hanno visto limitati i loro spostamenti e ridotto il supporto garantito per legge. 

I permessi concessi potrebbero rimanere previsti nella misura dei 12 giorni mensili anche aldilà della Pandemia da Covid-19 e potrebbero, quindi, trovare un riscontro futuro attraverso la Legge di Bilancio 2022, che si attende entro la fine dell’anno. 

Le due camere, nelle prossime settimane, dovranno vagliare le varie proposte di legge e sembra essere proprio una di queste la possibilità di estendere i giorni di permesso retribuiti anche per il prossimo anno.

Ovviamente, la certezza assoluta, come sempre, potrà darla solamente il documento ufficiale di Bilancio per il 2022. 

Legge 104: modalità smartworking per i disabili 

La modalità smartworking in Italia ha visto il suo boom proprio a causa della Pandemia nazionale, che ha dato la possibilità (ove possibile) a moltissimi lavoratori di continuare la propria attività lavorativa tramite remoto, collegandosi da casa attraverso una connessione internet ed un tablet o pc.

Tantissimi gli aspetti positivi che sono stati riconosciuti e che hanno dato la possibilità di integrare ufficialmente questa modalità nei contratti lavorativi italiani. 

Con la modifica della Legge 104, avvenuta quest’anno e voluta dal Governo Draghi, le aziende hanno la possibilità di inserire le persone con disabilità e handicap gravi nel proprio organico in modalità smartworking, permettendo lo svolgimento delle attività lavorative da remoto. 

Anche questa modifica potrebbe trovare definitività nel futuro, divenendo non più un agevolazione temporanea, ma un diritto previsto a tutti gli effetti dalla Legge 104.

Legge 104: come ottenere il riconoscimento 

Per ultimo, è bene specificare come poter ottenere il riconoscimento della Legge 104 per quei soggetti definiti disabili gravi e non autosufficienti. 

E’ previsto obbligatoriamente un controllo da parte dell’Asl che certifichi lo stato di disabilità e la gravità. 

Una volta confermata la riconoscibilità della disabilità, il soggetto invia la domanda telematicamente attraverso il servizio online dell’Inps, che provvederà all’invio della raccomandata entro e non oltre 30 giorni, con la quale si invita il soggetto a presentarsi alla visita di controllo dell’Asl.