E' necessario fare un po' di chiarezza circa i giorni di permesso retribuito, che è possibile richiedere grazie alla Legge 104. Ultimamente sono circolate molte notizie errate, che hanno tratto in inganno i lettori. In alcuni casi si parlava di una riforma - o di una rivoluzione - voluta dal premier Mario Draghi. Purtroppo non c'è nulla di vero in tutto questo. In molti casi siamo davanti ad evidenti errori. Attualmente i beneficiari della Legge 104 possono usufruire di tre giorni di permesso retribuiti. Nessuno di più.

Possono beneficiare di questa agevolazione sia il disabile che un familiare, non importa che sia il coniuge, un genitore, un figlio od un parente entro il terzo grado. Sono giornate di permesso regolarmente retribuite e si possono aggiungere a quelle che generalmente vengono riconosciute con il contratto di lavoro collettivo, o che sono generalmente previste dalla normativa. Questi giorni di permesso sono disciplinati dall'articolo 33 della Legge 104 del 1992. Questa agevolazione è rivolta a tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal fatto che siano impiegati nel settore pubblico od in quello privato.

Legge 104: chi ha diritto ai giorni di permesso retribuiti!

Possono richiedere questi particolari permessi retribuiti i lavoratori dipendenti del pubblico e del privato che siano in possesso di alcuni requisiti previsti dalla Legge 104. In particolare, potranno richiederli quanti:

  • siano disabili in situazione di particolare gravità;
  • siano genitori - anche adottivi - di figli disabili, che siano in situazione di particolare gravità;
  • essere coniuge (sono inclusi anche le unioni civili ed i conviventi di fatto) di un disabile;
  • essere un parente - le agevolazioni sono estese anche agli affini fino al terzo grado - di un disabile, purché i genitori o il coniuge del disabile abbiano compiuto 65 anni o sia anch'esso affetto da patologie invalidanti.

Per avere diritto ai giorni di permesso retribuito, quindi, è necessario rispettare questi specifici requisiti. Sarà necessario, ma questo è ovvio, essere dei lavoratori dipendenti ed essere assicurati presso l'Inps. Ma soprattutto è necessario che la persona per la quale si chiedano i permessi sia in una situazione di disabilità grave, ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della Legge 104.

Nel caso in cui il disabile venga ricoverato a tempo pieno in una qualsiasi struttura ospedaliera o similare, che presti un'assistenza sanitaria continuativa, si perde il diritto a richiedere questi permessi retribuiti.

La Legge 104 permette ai beneficiari delle agevolazioni di muoversi con una certa flessibilità, sempre nell'interesse della persona disabile che deve essere accudita. Vi è, quindi, la possibilità di usufruire dei permessi retribuiti anche nel caso in cui ci sia un ricovero a tempo pieno. Possono essere richiesti se sussitano le seguenti situazioni:

  • il ricovero a tempo pieno venga interrotto per una qualsiasi necessità della persona disabile, che deve recarsi al di fuori della struttura che lo ospita per effettuare determinate terapie o visite;
  • ricovero a tempo pieno di un disabile in stato vegetativo persiste e/o con una prognosi infausta a breve termine;
  • ricovero a tempo pieno del soggetto disabile, per il quale sia necessaria la presentaza di un familiare o del genitore all'interno della struttura. Il tutto deve risultare documentato da parte dei sanitari.

Con il provvedimento del governo Draghi di settembre 2021, legge n. 133, sono stati riconfermati i 12 giorni di permessi retribuiti, fino a fine anno 2021, ma è stato anche introdotto il principio per cui l’assenza da lavoro è equiparata a ricovere ospedaliero, e quindi a continuare ad essere remunerata. Questa situazione può verificarsi qualora il lavoratore con disabilità debba necessariamente tornare al lavoro di presenza senza poter invece usufruire dello smart-working.

Legge 104: i permessi possono essere anche ad ore

La Legge 104 permette di fruire dei tre giorni di permesso retribuiti anche ad ore. Il lavoratore, che richieda il permesso per se stesso, potrà fruire di:

  • una o due ore di riposo giornaliero, a seconda dell'orario di lavoro;
  • tre giorni per permesso mensile, che possono essere frazionati in ore.

Queste regole valgono anche per i genitori, anche se sono adottivi od affidatari. Nel caso in cui ci siano dei figli con meno di 12 anni, i tre giorni di permesso, che possono essere frazionati in ore, possono essere aggiunti come prolungamento al congedo parentale. Ricordiamo che i permessi retribuiti oltre che ai genitori per assistere i figli, spettano anche ai figli per assistere il padre o la madre.

Nel caso in cui i tre giorni di permesso mensile vengano utilizzati ad ore è necessario rispettare un limite orario mensile. Questo limite sarà uguale all'orario normale di lavoro, che dovrà essere diviso con il numero dei giorni lavorativi settimanali per tre.

Legge 104: permessi nel lavoro part-time

Hanno la possibilità di beneficiare dei permessi retribuiti della Legge 104 anche i lavoratori con un contratto di lavoro part-time. In alcuni casi, quando vi è un part-time verticale o misto che prevede attività lavorative solo e soltanto in alcuni giorni della settimana, i tre giorni di permessi retribuiti dovranno essere riproporzionati. In questo caso a darci dei chiarimenti è stata l'Inps, che attraverso un messaggio pubblicato il 7 agosto 2018 ha spiegato come effettuare i calcoli per riproporzionare i permessi:

orario medio settimanale teoricamente eseguibile dal lavoratore part-time / orario medio settimanale teoricamente eseguibile a tempo pieno * 3 (giorni di permesso teorici)

Il risultato numerico andrà quindi arrotondato all’unità inferiore o a quella superiore a seconda che la frazione sia fino allo 0,50 o superiore.