Ci siamo ufficialmente affacciati negli ultimi due mesi dell’anno e, in questo periodo, il Governo si sta riunendo per decidere quella che sarà la Legge di Bilancio per il 2022. Su molti argomenti, l’esecutivo guidato dall’ex presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, ha trovato presto un accordo. 

Altre tematiche rimangono, però, irrisolte e ancora fulcro di problematiche, tra queste la riforma pensionistica, ma anche il Reddito di Cittadinanza. Scopriamo insieme tutte le novità in arrivo con la Legge di Bilancio 2022.

Ecco, nel frattempo, un video molto interessante sull’argomento, pubblicato sul canale You Tube della Redazione The Wam:

Legge di Bilancio 2022, la riforma delle pensioni e le novità in merito

Un argomento molto delicato che dovrà ancora essere definito nei prossimi consigli a Palazzo Chigi è quello delle pensioni. 

Ormai è quasi certo che la tanto amata dalla Lega, Quota 100 andrà in contro al pensionamento proprio con la fine di dicembre 2021. 

La riforma pensionistica di Quota 100 era stata introdotta nel 2019, per una fase sperimentale di tre anni.

Quota 100 era stata introdotta per contrastare gli effetti della Riforma pensionistica Fornero, e permetteva di uscire dal mondo lavorativo dopo aver maturato almeno 38 anni di contributi e 62 anni di età anagrafica, sia per gli uomini che per le donne.

Quota 100, inoltre, non minava all’importo complessivo dell’assegno pensionistico, se non nel limite dei contributi. 

Da gennaio 2022, però la riforma Quota 100 finirà in soffitta e, molto probabilmente, prenderà piede una nuova riforma: Quota 102

Quota 102, però, avrà una vita molto breve: durerà infatti un unico anno, dal 2022 al 2023, e consentirà di andare in pensione con 64 anni di età e 38 anni di contributi

Dopo Quota 102, dovrebbe, se verrà confermato dalla Legge di Bilancio 2022, prendere piede una Quota 104.

Secondo alcune fonti sindacali, in due anni di Quota 102 e Quota 104, riusciranno ad andare in pensione a malapena 50 mila lavoratori

Sembra che, ormai, sia stata completamente accantonata l’ipotesi di una Quota 41, che permetteva di andare in pensione con 41 anni di contributi senza il calcolo dell’età, tanto voluta dalla Lega e dalle Parti Sociali, misura che è stata bocciata da INPS e dalla Corte dei conti.

Infine, occorre dire che nel 2026 ritornerà a pieno regime la Riforma Fornero

Legge di Bilancio 2022, estensione Ape e una pensione di garanzia per i giovani 

Sempre parlando di previdenza vi saranno altre modifiche che riguarderanno un ulteriore allargamento della platea per le donne e per tutti coloro che svolgono impieghi gravosi, previdenza che riguarda sempre l’anticipo pensionistico sociale e quello relativo all’uscita dal mondo di lavoro anticipata per tutti i lavoratori dipendenti delle piccole e medie imprese.

Tra le possibilità v’è quella del prolungamento di Opzione Donna oltre al 2022, con obbiettivo ultimo renderla strutturale.

Secondo quanto possiamo leggere dal Sole 24 ore:

Sulla “salvaguardia pensionistica” delle lavoratrici si sta formando infatti una maggioranza trasversale in Parlamento.”

La Lega, poi, chiede a gran voce l’ampliamento del Fondo per le uscite anticipate dal mondo di lavoro per tutti i lavoratori delle aziende che hanno al loro interno meno di 15 dipendenti. Infine, Partito Democratico, Cinque Stelle e Liberi e Uguali, sembrerebbero in accordo per inserire in Legge di Bilancio 2022 una pensione di garanzia per i giovani

Ricordiamo, però, che tutto questo avrà a disposizione solamente 500 milioni di euro, risorse alquanto limitate. 

Legge di Bilancio 2022, tassazione e imposte

Superato l’ostacolo delle pensioni, un altro tema molto importante è quello relativo alla tassazione e alle imposte

Tra gli obiettivi di questa manovra finanziaria, infatti, c’è quello di alleggerire il carico fiscale dei cittadini, intervenendo sull’Irpef e sull’Irap, l’imposta regionale sulla produttività delle imprese, ed è un'imposta odiata dalla maggior parte degli imprenditori. 

Per quel che, invece, concerne l’Irpef, il Governo vorrebbe procedere all’inserimento di atri scaglioni per rendere più equilibrata la tassazione, andando ad alleggerire il carico di quello che è il ceto medio. 

La creazione di nuovi scaglioni servirebbe a rendere meno traumatico, economicamente parlando, il passaggio da un reddito da lavoro inferiore a un reddito da lavoro più elevato. Ricordiamo, infatti, che le aliquote sono le seguenti:

  • fino a 15.000 euro l’aliquota è del 23%
  • da 15.001 fino a 28.000 euro l’aliquota è 27%
  • da 28.001 fino a 55.000 euro un’aliquota del 38%
  • da 55.001 fino a 75.000 euro l’aliquota è pari a 41%

Con la nuova manovra finanziaria si vuole introdurre uno scaglione intermedio per evitare il passaggio di undici punti percentuali tra un’aliquota e un’altra, andando ad equilibrare la tassazione e ad alleggerire, appunto, le classi medie, le più penalizzate, rendendole di fatto in linea con quelle che sono le medie europee.

Sul vassoio a Palazzo Chigi ci sono ben 8 miliardi di euro disposti per il taglio delle tasse. La sintesi su come sfruttarli al meglio, però pare ancora lontana. 

Il presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi, con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco, hanno concordato un incontro tra il Parlamento e le parti sociali. I partiti, dal canto loro, a partire dal partito guidato da Matteo Renzi, Italia Viva, chiedono che la riunione venga fatta il prima possibile.

Sono poi differenti le richieste, a partire dal Leader della Lega che chiede che Partite Iva, autonomi ed artigiani siano messi in cima a tutte le priorità. 

Dall’altro lato, Partito Democratico e Liberi e Uguali chiedono un intervento che sia mirato ai lavoratori dipendenti e che riduca il cuneo fiscale. Viene rilanciata la proposta di tagliare il Cuaf, il contributo dei datori di lavoro agli assegni familiari che vale circa 1,7 miliardi, anziché intervenire sull’Irap.

Infine, Confindustria richiede che lo Stato la smetta di utilizzarla come un vero e proprio “bancomat” per la CIG. 

Legge di Bilancio 2022, il Reddito di Cittadinanza

Arriviamo, ora, a parlare della misura più amata e, allo stesso tempo, odiata degli italiani: il Reddito di Cittadinanza, misura targata Movimento Cinque Stelle

È ormai certo che il RdC verrà sottoscritto per un altro miliardo di euro per il prossimo anno, arrivando a quota 8.8 miliardi di euro. 

In questi giorni, però, la misura è stata al centro delle polemiche soprattutto perché alcuni soggetti percepivano indebitamente il beneficio economico mensile erogato dall’istituto nazionale per la previdenza sociale

Il Reddito di Cittadinanza, infatti, è stato percepito indebitamente da ricchi proprietari di terreni, di aziende o di immobili, oltre che da cittadini con auto di lusso, come la Ferrari. Ma, la cosa più grave, è che la misura è andata anche in mano alla criminalità: il RdC è stato percepito indebitamente da soggetti che si trovavano agli arresti domiciliari, oltre che da esponenti di clan mafiosi. 

È evidente che qualcosa nella misura pentastellata non è andato per il verso giusto, pertanto, l’esecutivo guidato dal professor Draghi provvederà a trovare dei correttivi per scovare in anticipo gli evasori, bloccandoli sul nascere, e per punirli. 

In questi giorni, a Palazzo Chigi si sta parlando sulla riforma relativa al reddito di Cittadinanza che dovrà essere inserita proprio nella Legge di Bilancio 2022

Tra le ipotesi più accreditate c’è il décalage, alla stregua di Naspi e Dis-Coll, di cinque euro mensili a partire dal sesto mese di percezione, fino ad arrivare alla soglia di 300 euro. 

Si tratta di un taglio progressivo della misura, per un totale di 60 euro. Non stiamo parlando di una cifra irrisoria se pensiamo a quelle che sono le cifre medie erogate per il reddito di cittadinanza. 

Ci sarà, poi, un secondo cambiamento molto importante per quelle persone che sono considerate occupabili. Per occupabili intendiamo tutte quelle persone che sono considerate idonee a trovare un impiego. 

Per costoro, secondo le voci che arrivano da Palazzo Chigi, non sarà più possibile rifiutare più di un'offerta di lavoro, pena la perdita immediata del reddito di cittadinanza.

In più ci si assicurerà che venga sempre sottoscritto, sia il patto per il lavoro, sia il patto di inclusione sociale qualora si venga coinvolti in progetti organizzati dai Comuni.

È quindi certo che la misura andrà incontro a dei grossi cambiamenti, soprattutto per contrastare le migliaia di evasori che rubano dalle tasche dello Stato a discapito dei meno fortunati. 

La Lega e Italia Viva gridano alla vergogna, in particolare, Matteo Renzi ha condiviso sul suo profilo ufficiale di Twitter un pensiero contro la misura, ma soprattutto contro i Cinque Stelle

“Ancora uno scandalo oggi: il Reddito di Cittadinanza anche a chi aveva la Ferrari. L’ennesimo capolavoro dei Cinque Stelle. E la chiamavano Onestà.” 

Non ci resta che attendere ulteriori aggiornamenti su quella che sarà la prossima Legge di Bilancio 2022 e sui provvedimenti che il Governo prenderà in tema pensioni, tassazioni e reddito di cittadinanza.

Poste fa pagare lo SPID

Un’ultima notizia, poi, riguarda il mondo Poste Italiane che ha deciso di rendere a pagamento il servizio di riconoscimento di persona, per ottenere lo SPID.

Se prima ci si poteva recare in maniera completamente gratuita preso uno degli uffici di Poste Italiane, ora, per procedere al riconoscimento di persona occorrerà pagare 12 euro

Quanto affermato lo si potrà verificare direttamente sul sito ufficiale di Poste Italiane, dove, alla voce “identificazione in ufficio postale” appare ora il costo di 12 €.

È ancora gratuito il riconoscimento da remoto.