Avere un locale rumoroso sotto casa è realmente fastidioso. E non sempre il regolamento condominiale è dalla parte di chi abita nel condominio. Se, infatti, non contiene al suo interno un divieto di affitto alle attività commerciali, diventa impossibile mandare via il negozio, nel caso in cui i clienti dovessero fare rumore.

Il problema dei locali rumorosi, all'interno del condominio, può arrivare ad assumere diverse sfaccettature, che possono cambiare a seconda dell'intensità dei rumori con i quali si è costretti a convivere, ma anche dal soggetto che lo provoca. Ormai abbiamo capito come funzionano gli orari del silenzio, quando si vive in un palazzo (ne abbiamo parlato in questo articolo: Condominio: ecco quali sono gli orari del silenzio), ma il discorso cambia quando si ha a che fare con un locale rumoroso. A darci uno spunto molto preciso è la sentenza n. 4962/2018 dell'8 marzo 2018 del Tribunale di Roma, che ha analizzato il problema da un punto di vista strettamente condominiale. I giudici hanno valutato la possibilità di far chiudere l'attività, perché ritenuta troppo rumorosa da parte di chi abitava nel condominio.

Prima di procedere, comunque, è bene fare una considerazione. Prima di partire in quarta con una qualsiasi battaglia contro il locale rumoroso di turno, è bene saper essere tolleranti. Una buona disciplina, in questo senso, ci permetterà di adeguarci a quelle che sono le regole del buon vivere in comune, ma anche alle più generiche norme giuridiche. Come abbiamo già visto nell'articolo citato al precedente paragrafo, il Codice Civile non stabilisce quali siano le immissioni acustiche che debbano essere considerate moleste. Ma procediamo con ordine, e scopriamo come fare per difenderci.

Locale rumoroso: cosa dice il regolamento d condominio

Uno dei primi passi da compiere per difendersi da un locale rumoroso è verificare se l'attività del negozio o del bar sia consentita dal regolamento di condominio. Nel caso in cui la risposta sia che non è consentita, è possibile imporne la chiusura immediata. Purtroppo, nella maggior parte dei casi, i regolamenti condominiali sono generici: una scelta che viene fatta per evitare che la vendita degli immobili sia ostacolata. Nel caso in cui non ci sia un esplicito divieto, non sarà possibile mettere dei paletti o dei limiti al libero utilizzo dell'immobile. L'unica via percorribile, a questo punto, è chiedere che il locale rumoroso provveda ad isolarsi acusticamente. In alternativa ci si dovrà muovere penalmente contro il titolare del negozio.

Il Tribunale di Roma ritiene che se non vi è un regolamento di condominio che vieti esplicitamente di destinare un singolo immobile ad una qualsiasi attività commerciale, il locale rumoroso potrà rimanere aperto. Non sarà possibile limitarne l'apertura, nemmeno richiamando le norme che tutelano il decoro e il buon nome del comprensorio.

La presenza di clienti e fornitori, che creano disagio e fastidio per i residenti, può essere contrastata unicamente con un'azione che sia volta a limitare le condotte moleste e chiederne esplicitamente la cessazione. Una soluzione che nulla a che fare con l'imporre la saracinesca chiusa.

Cosa succede, invece, se il regolamento del condominio dovesse vietare esplicitamente l'uso dell'immobile a scopi commerciali? In questo caso il proprietario non avrebbe la libertà di affittarlo a terzi, con la consapevolezza del suo impiego. Il proprietario, infatti, nel momento in cui concede il proprio immobile in affitto è obbligato a prevenire le eventuali violazioni del conduttore e a sanzionarle anche con la cessazione del contratto. Questo è uno dei casi nei quali il condominio ha la facoltà di agire nei confronti del proprietario, reo di aver dato in affitto l'immobile per l'apertura di un locale rumoroso, in spregio al regolamento. 

Locale rumoroso: le responsabilità

È bene ricordare, comunque, che nel caso in cui ci sia un locale rumoroso, il responsabile dei danni provocati a terzi è sempre e comunque il gestore del locale. Non il proprietario dell'immobile. Ci sono casi, comunque, nei quali non è possibile ritenere responsabile né il proprietario delle mura del negozio, né il gestore dello stesso Questo si verifica quando i rumori arrivano dall'esterno del locale. In alcuni casi - e quando si vengono a creare determinate ipotesi - a rispondere dei danni alla quiete pubblica può essere chiamato il Comune. Con la sentenza n. 1255/2017, il Tar della Lombardia ha ritenuto che non spetti al gestore dell'esercizio l'obbligo di vigilare negli spazi esterni: deve essere direttamente il Comune a farsi parte diligente e a vigilare sugli eventuali schiamazzi. A questo punto, sarà possibile fare causa direttamente all'amministrazione comunale.

Nel caso in cui un locale rumoroso dovesse disturbare il vicinato, secondo il Tar della Lombardia il sindaco ha la facoltà di intervenire, ma con cautela. Un'eventuale ordinanza di limitazione dell'orario di apertura dell'esercizio rumoroso deve infatti essere adeguatamente documentata e giustificata. Diversamente diventa un boomerang per l’ente locale.

Locale rumoroso: come difendersi in tribunale

Nel caso in cui sia presente un locale rumoroso, il cui disturbo è ritenuto intollerabile solo da pochi condomini, l'unica strada percorribile è quella di chiedere il risarcimento del danno ed agire per via civile. Si dovrà chiedere la cessazione delle molestie acustiche: il giudice, oltre a condannare il titolare dell'attività commerciale, potrebbe anche infliggergli una multa per ogni violazione successiva alla pubblicazione della sentenza. I condomini avranno anche la possibilità di agire per ottenere il risarcimento del danno, che, comunque, dovrà essere dimostrato.

Per tutelarsi dai rumori c'è anche la possibilità di procedere con una denuncia. Questa, però, potrà scattare solo e soltanto quando le molestie acustiche disturbino tutto il vicinato. Non dovranno essere sentite unicamente da quanti abitino sopra l'attività commerciale: dovranno lamentarsi dei rumori molesti tutto gli stabili e quelli di fronte. Non poche volte la giurisprudenza ha ritenuto responsabile il proprietario del negozio per il rumore causato all’esterno dai clienti.