Manovra 2023, Meloni sulla rottamazione, saldo e stralcio: "Non ci sarà nessun condono"

Il Governo approva la Manovra 2023, con novità importanti sulla pace fiscale: ecco cosa prevedono le nuove regole sulla rottamazione, il saldo e o stralcio delle cartelle.

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Verso una nuova pace fiscale, ma senza alcun condono per le cartelle esattoriali: il Governo guidato da Giorgia Meloni ha deciso come intervenire in ambito fiscale per quanto riguarda la rottamazione, il saldo e lo stralcio delle cartelle.

Saranno previsti piccoli stralci delle cartelle di importo inferiore a 1.000 euro e notificate da almeno 7 anni (entro il 2015), mentre per gli importi superiori sono previste delle scontistiche sulle sanzioni, ma le imposte si pagheranno integralmente, con la possibilità di rateizzare il carico.

Ci sono diverse novità anche sulla cosiddetta "tregua fiscale", che oltre ad agevolazione i contribuenti, permetterà all'Agenzia delle Entrate Riscossione di smaltire l'archivio delle cartelle esattoriali inesigibili.

Ma andiamo con ordine e cerchiamo di capire come funzioneranno la rottamazione, il saldo e lo stralcio delle cartelle: le novità sulla pace fiscale nella Manovra 2023.

Pace fiscale nella Manovra 2023: le novità su rottamazione, saldo e stralcio

Nel corso della conferenza stampa di presentazione della Manovra 2023, Giorgia Meloni ha introdotto il capitolo della pace fiscale con poche semplici parole:

Non ci sarà nessun condono.

Così ha esordito la premier, spiegando che non sono previsti maxi condoni o cancellazioni dei debiti, ma semplicemente degli aiuti alle famiglie in difficoltà con il pagamento delle cartelle esattoriali, che favoriscono - al tempo stesso - anche la Riscossione statale.

Il tutto nell'ottica di una "revisione strutturale del sistema impositivo nel prossimo quinquennio".

Come riportato nel comunicato stampa di fine Consiglio dei Ministri:

Interveniamo con una “tregua fiscale” per cittadini e imprese che in questi ultimi anni si sono trovati in difficoltà economica anche a causa delle conseguenze del COVID-19 e dell’impennata dei costi energetici.

Ecco quindi cosa prevede la Legge di Bilancio 2023 in materia di pace fiscale: le novità del Governo Meloni sulla rottamazione, saldo e stralcio delle cartelle.

Manovra 2023, novità sulla pace fiscale: come funzionerà

Le decisioni prese dal Governo nella Legge di Bilancio 2023 sono volte a un duplice obbiettivo: da un lato si intendono aiutare tutti i contribuenti che hanno dei debiti nei confronti del Fisco e che non sono in grado di pagare le somme dovute; dall'altro lato si intendono smaltire i carichi affidati alla Riscossione ad oggi inesigibili.

Come aveva precisato qualche giorno fa il viceministro all'Economia:

Se ci sono cartelle il cui ammontare non supera i 1.000 euro, i costi di riscossione sono più elevati rispetto a quello che si può riscuotere. Se la cartella è di 800 euro il costo di riscossione è molto più elevato.

Di qui la necessità di annullare tutti gli atti per i quali la riscossione risulterebbe più onerosa della cancellazione.

Dall'altro lato, però, i contribuenti che nutrono debiti più ingenti nei confronti del Fisco non possono pagare l'intero ammontare in un'unica soluzione. Di qui la seconda via, che prevede l'applicazione di un'imposta unica al 3% o al 5% in sostituzione alle sanzioni, con la possibilità di rateizzare il carico fino a 5 anni.

Ciò significa, lo ribadiamo, che non si sarà alcun condono: tutti i debiti andranno versati, seppur con sconti e agevolazioni sulle imposte e sulle sanzioni.

Nuova pace fiscale 2023 a doppio raggio: chi ne può beneficiare

Sono due i margini di azione della nuova pace fiscale 2023 prevista dal Governo nella manovra economica:

  • cancellazione dei debiti fino a 1.000 euro, purché notificati entro il 2015;

  • imposta unica al 3% per i carichi superiori a 1.000 euro in sostituzione alle sanzioni, con possibilità di rateizzazione.

Nel dettaglio: è previsto l'annullamento dei carichi fiscali inferiori a 1.000 euro in quanto al riscossione risulterebbe più costosa della cancellazione.

Per tutti i contribuenti che hanno presentato la dichiarazione sulle cartelle esattoriali si importi superiori a 1.000 euro, invece, si aprono due strade:

  • accettazione della cartella, con quiescenza e possibile riduzione delle sanzioni al 5%, in un arco temporale di 2 anni (una sorta di ravvedimento operoso);

  • non accettazione della cartella, in questo caso occorre mettersi a tavolino con l'ufficio, esporre le proprie ragioni e sulla base di un contradditorio si può arrivare anche a un'imposta più bassa. Si realizza la compliance.

Rottamazione saldo e stralcio: cosa ha deciso il Governo

In sostanza, il prossimo anno non ci sarà nessun condono per i contribuenti: Giorgia Meloni non intende seguire l'esempio dei precedenti governi. L'obiettivo principale è lo smaltimento dell'archivio della Riscossione, dal quale vanno eliminati tutti i carchi inesigibili.

Riassumendo, la pace fiscale 2023 prevedrà due opzioni:

  • annullamento delle cartelle esattoriali con importi inferiori a 1.000 euro e antecedenti al 2015 (vecchie di 7 anni per le quali è più costosa la riscossione);

  • per tutte le altre cartelle di importo superiore a 1.000 euro si paga l'importo dovuto maggiorazioni unica del 3-5% e possibilità di rateizzazione.