Visto che i costi generati dalla seconda casa, dal punto di vista fiscale, sono piuttosto elevati, molti contribuenti si chiedono se possono eludere il Fisco dichiarando di avere due prime case, anche se sposati. 

La questione interessa sia le coppie che hanno scelto la separazione dei beni che quelle che hanno optato per la comunione dove, al contrario, gli immobili sono cointestati.

Alcuni sono convinti che sia sufficiente modificare la residenza della propria moglie per ottenere agevolazioni fiscali su entrambe le case. Pertanto, all'interno dell'articolo, spiegheremo se una coppia coniugata può avere due prime case all'interno dello stesso comune o in comuni differenti.

Perché le persone vorrebbero avere due prime case?

Con l'acquisto della prima casa sono garantiti ottenere alcuni benefici. La prima agevolazione fiscale prevede la concessione del bonus prima casa in caso di acquisto. Attraverso questo bonus si vuole agevolare, tramite le disposizioni del decreto legge n. 73 2021, l'autonomia abitativa dei giovani che non hanno superato i 36 anni di età. In secondo luogo si può ottenere un'importante agevolazione, riguardante Imu e Tasi, sull'abitazione principale che ricordiamo non sempre corrisponde alla prima casa.

Il vantaggio economico di questa misura agevolativa è evidente. Esso varia a seconda della casistica:

  • se l’immobile viene comperato da parte di una società, il costo dell’Iva al 10% viene ridotto al 4% mentre si applica il 22% se la casa rientra nei beni di lusso;
  • se l’immobile viene comprato da parte di un privato, il costo dell’imposta di registro scenderà dal 9% al 2%

Marito e moglie possono avere due prime case? Cosa dice la legge

Innanzitutto capiamo bene che cos'è la prima casa. Si tratta dell'abitazione principale, iscritta presso il catasto edilizio urbano, che non rientra nei beni di lusso. In essa il proprietario e i membri della sua famiglia dimorano, in modo abituale, e risiedono anagraficamente. In particolare a beneficiare di questa agevolazione sono quei giovani che, con un ISEE massimo di 40mila euro, intendono acquistare la loro prima abitazione.

Pertanto il bonus prima casa viene riconosciuto a colui che non possiede altri immobili nel comune di residenza né in Italia. Si noti però che, in via del tutto eccezionale, la legge concede al proprietario di un altro immobile di usufruire del bonus solo se, nell'arco di un anno dal rogito della nuova abitazione, vende la vecchia casa. La vendita del vecchio stabile, inoltre, si effettua anche nel caso in cui il futuro intestatario della nuova casa è la stessa persona che, in passato, ha già usufruito del bonus.

Una volta concluso l'acquisto il nuovo proprietario deve effettuare il trasferimento di residenza. In questo caso il tempo a disposizione è di diciotto mesi dalla data del rogito notarile. Inoltre l’acquirente che intende affittare la casa, acquistata con l'agevolazione del bonus prima casa, può comunque indicare una residenza differente purché sia all'interno dello stesso comune.

L'aspetto più interessante di questa agevolazione fiscale è che ricade direttamente sulla persona. Ciò significa che due membri della stessa famiglia ne possono usufruire separatamente. Quindi, nel caso di copia sposata in separazione dei beni, se la moglie ha una proprietà e il marito ne possiede un'altra possono ottenere entrambi il bonus allo stesso tempo.

Se, invece, il genitore ha già comprato un'abitazione con il bonus potrà fare un secondo acquisto, senza vendere la prima casa, semplicemente intestando la casa al figlio.

Chi paga l'IMU se marito e moglie hanno una residenza diversa

Se i coniugi hanno la residenza in due case diverse, collocate anche in città differenti, hanno diritto a usufruire delle agevolazioni fiscali previste per le abitazioni principali. Ovviamente tra i requisiti principali emerge la dimora abituale e la dimostrazione, reale, della necessità a trasferirsi altrove. Sembra una situazione paradossale ma, in realtà, sono sempre più frequenti i casi di coppie costrette a vivere in città diverse per motivi di lavoro.

Dunque, una volta verificati questi aspetti, la legge conferma che i due coniugi sono esenti dall'IMU

Agevolazioni fiscali sull’abitazione principale: IMU e TASI

Secondo la legge due coniugi che possiedono due prime case, non possono usufruire ambedue dell'esenzione dell'IMU e della TASI.

"Ogni nucleo familiare, nel caso specifico, può avere soltanto una prima casa soggetta alle esenzioni previste dalla legge"

Lo ha chiarito, in più occasioni, il Dipartimento delle finanze del Ministero dell'Economia. Marito e moglie però, secondo quanto riportato dalla circolare applicativa dell'IMU 3/DF del 18/05/2012, hanno il diritto di scegliere l'abitazione che intendono dichiarare come prima casa. Qualora, invece, gli immobili sono collocati in differenti Comuni sarà necessario verificare la residenza abituale di ciascun coniuge.

Dunque lo sconto si applica all’abitazione principale che, secondo la legge, corrisponde alla casa in cui il proprietario dimora abitualmente con relativa residenza anagrafica del nucleo familiare.

Perciò per ottenere gli sconti di IMU e TASI non è sufficiente avere solo la residenza, né vivere concretamente all’interno dell’edificio, entrambi i presupposti sono indispensabili.