Muffa in una casa in affitto, un problema comune che solleva una serie di quesiti. 

Per prima cosa, come disfarsi e prevenire la ricomparsa del fungo? In secondo luogo, di chi è la responsabilità e, soprattutto, a chi spetta sostenere le spese per la risoluzione del problema?

Situazioni di questo tipo non capitano di rado, ma necessitano della giusta attenzione. La muffa è un fungo insidioso e difficile da eliminare in modo definitivo. Soprattutto, nuoce alla salute, scatenando sintomi come starnuti e prurito a naso e occhi che, in seguito a lunghe esposizioni, possono aggravarsi e portare a veri e propri attacchi di asma. 

Se nell’appartamento in affitto c’è della muffa, quindi, bisogna agire tempestivamente e parlarne con il proprietario. La risoluzione del problema interessa tanto l’inquilino quanto il locatore, dal momento che, in specifici casi, il primo potrebbe poter chiedere la risoluzione anticipata del contratto. 

Sono tre le situazioni che si potrebbero venire a creare: a dover pagare le spese potrebbe essere solo il proprietario, solo l’inquilino oppure entrambi. 

Cosa fare se la casa in affitto è piena di muffa 

Come già accennato, la formazione di muffa in casa è un problema più diffuso di quanto si possa pensare. 

È bene, però, se si verifica una situazione del genere, non perdere tempo e, prima di tutto, rivolgersi a un esperto (sia esso un ingegnere, un architetto o un idraulico) per indagare sulle origini del problema. Questo per due ragioni: 

  • il trattamento tempestivo della muffa è fondamentale per la salute di tutti gli inquilini che abitano nella casa in affitto, ma anche per evitare che la situazione degeneri, comportando dei costi elevati per i lavori di manutenzione ordinaria o straordinaria necessari a eliminare il fungo;
  • a seconda dell’origine del problema sarà possibile stabilire di chi è la responsabilità e, dunque, chi dovrà pagare le spese

Benché nel Codice Civile non si faccia espressa menzione di muffa, nell’art. 1578 vengono menzionati i vizi che diminuiscono in modo apprezzabile l’idoneità all’uso pattuito. In questo caso, l’inquilino può dunque chiedere o la risoluzione del contratto oppure la riduzione dell’affitto. 

Non trovare un accordo, quindi, espone entrambi a una serie di criticità: da un lato l’inquilino che deve affrontare la ricerca di un nuovo appartamento, nonché un nuovo trasloco, dall’altro il proprietario che è chiamato a risolvere il problema per trovare nuovi locatari. 

Chi paga la muffa in casa quando si è in affitto: quando la responsabilità è del locatore

Le situazioni che si possono verificare sono due: o la responsabilità è del locatore e, dunque, dovrà essere lui a farsi carico delle spese, oppure è attribuibile al locatario. 

Per quanto riguarda il primo caso, dobbiamo tornare nuovamente a quanto riportato nell’art. 1578 del Codice Civile, nel quale si legge che:

"Il locatore è tenuto a risarcire al conduttore i danni derivati da vizi della cosa, se non prova di avere, senza colpa, ignorato i vizi stessi al momento della consegna."

In sostanza, se il problema della muffa è insorto a causa di infiltrazioni d’acqua, insufficiente isolamento dell’edificio o altre cause strutturali dell’immobile, è il proprietario a dover pagare le spese necessarie per l’eliminazione della muffa. 

Muffa in casa in affitto: quando la responsabilità è dell’inquilino

Non sempre, però, la comparsa della muffa nell’appartamento dipende da problemi di natura strutturale. Talvolta, infatti, può essere stato lo stesso inquilino, con comportamenti scorretti, ad aver causato il problema. 

Sono diverse le azioni che rientrano nella cattiva manutenzione dell’appartamento. Per esempio, lo stendere il bucato all’interno dell’abitazione, non aver ventilato le stanze, aver cucinato senza mai attivare la cappa aspirante e così via. 

Si tratta di una serie di comportamenti che facilitano la comparsa della muffa, anche se l’appartamento, quando è stato affittato, versava in ottime condizioni. 

Come è facile intuire, laddove il problema si è presentato per una scorretta manutenzione da parte dell’inquilino, è quest’ultimo a dover pagare le spese per la rimozione della muffa. 

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Cosa succede se la causa della muffa in casa è responsabilità di entrambi

Così come esistono situazioni in cui la responsabilità è imputabile esclusivamente al proprietario oppure all’inquilino, ce ne sono altre in cui entrambi possono aver avuto un ruolo nella formazione della muffa nell’appartamento. 

Può succedere, per esempio, che a un problema di tipo strutturale, come una perdita o un’infiltrazione d’acqua, si sia aggiunto anche il comportamento scorretto dell’inquilino che ha causato diversi sbalzi di temperatura all’interno dell’abitazione. 

Si tratta della situazione più controversa (né l’inquilino né il proprietario si assumeranno la colpa dell’accaduto) e per la quale è fondamentale consultare un esperto che possa determinare in quale misura sia colpa dell’uno e dell’altro. 

Una volta stabilito questo, potrà essere determinata anche la quota di spesa che entrambi saranno chiamati a versare per l’eliminazione della muffa.