Com’è noto, a fine gennaio 2020, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha dichiarato uno stato di allerta sanitario internazionale dopo i casi di Sars-CoV-2 rinvenuti nella città di Wuhan.

Da quel momento in avanti, si sono susseguiti una serie di eventi tristemente noti che hanno interessato tutto il mondo.

Anche nel contesto italiano è stato dichiarato lo stato di emergenza e, in un secondo momento, dopo i primi casi rilevati sul territorio, sono stati presi una serie di provvedimenti cautelativi sempre più stringenti che hanno segnato inevitabilmente il vivere quotidiano di chiunque.

L’emergenza sanitaria non è stata ancora superata. Infatti, nonostante la possibilità di ricorrere al vaccino per prevenire l’infezione, il coronavirus continua a preoccupare, in particolare per la contagiosità delle varianti, prima fra tutte Omicron.

Così, dopo l’ulteriore proroga dello stato di emergenza fino al 31 marzo 2022 è risultato necessario deliberare un ulteriore provvedimento, un decreto legge che presenta novità importanti. In particolare, contiene nuove norme per i luoghi di lavoro e per le scuole.

Il decreto legge mira a fronteggiare l’emergenza in atto. Infatti, come si legge sul sito ufficiale del Governo italiano:

«Introduce Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza COVID-19, in particolare nei luoghi di lavoro e nelle scuole. Il testo mira a “rallentare” la curva di crescita dei contagi relativi alla pandemia e a fornire maggiore protezione a quelle categorie che sono maggiormente esposte e che sono a maggior rischio di ospedalizzazione».

Indubbiamente, l’estensione dell’obbligo vaccinale, applicabile agli over 50, insieme alle altre numerose variazioni, necessitano di essere comprese a fondo.

Occorre anticipare un aspetto che si legge in merito proprio sul nuovo Decreto, ormai pubblicato in Gazzetta ufficiale, che riguarda l'estensione dell'obbligatorietà vaccinale alle persone che hanno compiuto il cinquantesimo anno d'età:

«L'obbligo   vaccinale   per   la   prevenzione dell'infezione da SARS-CoV-2, di cui all'articolo 3-ter,  si  applica ai cittadini italiani e di altri  Stati  membri  dell'Unione europea residenti nel territorio dello Stato, nonché ai cittadini  stranieri.»

L’obbligo vaccinale: una stretta contro l’aumento dei contagi

I decreti dell'ultimo periodo hanno avuto il compito di arginare l’aumento dei contagi. È chiaro che l’ultimo, dati i contenuti, ha causato un ampio dibattito proprio perché ha introdotto per la prima volta l’obbligo vaccinale per tutti gli ultra-cinquantenni.

Accanto all'obbligatorietà vaccinale occorre riferire che coloro che hanno contratto il Covid e sono guariti potranno ottenere il Super green pass e il differimento della vaccinazione.

Ancora, nel decreto figura l’estensione del Super green pass sui luoghi di lavoro. Infatti, il decreto prevede che sia sui luoghi di lavoro pubblici, sia in quelli privati diventi necessaria la Certificazione verde

Di conseguenza, col Green pass ordinario non sarà più possibile accedere ai luoghi di lavoro pubblici e privati.

Il controllo di queste nuove normative verrà attuato dal datore di lavoro. Le modalità previste non muteranno rispetto a quelle già applicate in passato, quando è stato introdotto l’obbligo di green pass.

Viene stabilito anche la necessità di possedere il Super green pass per accedere svariate altre attività. In particolare, nella prima stesura del decreto, si rendeva obbligatorio per accedere per i servizi alla persona, per i pubblici uffici e le attività commerciali.

In seguito a numerose trattative, di cui si dirà più specificatamente in seguito, è stato escluso l’obbligo inizialmente previsto a favore della necessità di possedere soltanto il Green pass ordinario.

Un altro grande intervento presente nel decreto è nella gestione dei casi di positività nella scuola. Infatti, viene stabilita una disciplina che riguarda tutto il sistema scolastico. 

Per comprendere ancora più a fondo i contenuti e le particolarità del nuovo decreto, compresa la gestione di casi di positività nella scuola, si rimanda al video esplicativo dell’Avv. Monica Bombelli presente sul canale YouTube Keyeditore TV, una web Tv dei giuristi italiani.

Il nuovo decreto prevede l’obbligo vaccinale per gli over 50

L’otto gennaio è entrato in vigore il nuovo decreto legge. Nel testo si può leggere come l’obbligo vaccinale sia ormai esteso a tutto il personale delle università, nonché a quello delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica.



Facendo fede all’articolo 2 del decreto legge, il rimando principale è a quanto stabilito già in precedenza per le altre categorie professionali.

Di conseguenza, come già accaduto per il personale scolastico, dovranno essere i responsabili dei vari atenei (e, ovviamente delle istituzioni Afam) a far sì che venga rispettato scrupolosamente l’obbligo vaccinale.

Nel caso non dovesse essere rispettato quanto previsto dal nuovo Decreto si andranno incontro a sanzioni di varia natura, fino alla sospensione della propria attività lavorativa. Non solo: non rispettando l’obbligo, anche il pagamento della stipendio verrà sospeso.

Al di là della sospensione, chi decidesse di non iniziare il ciclo vaccinale e, così facendo, rifiutare quanto stabilito dal nuovo decreto, non andrà incontro a conseguenze disciplinari. Il rapporto di lavoro verrà comunque conservato.

Ancora, sembra opportuno sottolineare che per gli studenti non cambia granché rispetto a quanto stabilito nei mesi precedenti.

Infatti, servirà esibire il Green pass che attesti l’avvenuta guarigione dal virus, il ciclo vaccinale compiuto, oppure la negatività risultata da un tampone molecolare o salivare, o, ancora da un test antigenico.

A cosa va incontro chi trasgredisce l’obbligo vaccinale

Si è notato come l’obbligo vaccinale per tutti i soggetti over cinquanta sia stato sancito dal nuovo decreto.Per evitare le sanzioni previste sarà necessario effettuare la prima dose del vaccino entro la fine di gennaio.

Così facendo, si potrà avere diritto alla Certificazione verde rafforzata da metà febbraio, proprio la data in cui l’obbligatorietà del vaccino scatterà anche per i lavoratori che hanno compiuto il cinquantesimo anno d’età.

Nel caso non si decidesse di iniziare il ciclo vaccinale si andrà incontro a determinate sanzioni.

Da inizio febbraio, cioè dal momento in cui decorre il termine massimo entro cui effettuare la prima dose del vaccino, si andrà incontro a una sanzione da parte dell’Agenzia delle Entrare che potrà essere erogata in modo automatico.

Occorre anticipare in merito che la sanzione, applicabile a tutti gli italiani, nonché agli stranieri residenti nel Belpaese, ha suscitato un dibattito acceso su cui occorrerà soffermarsi in seguito.

Dal 15 febbraio, come avuto già modo di sottolineare, qualsiasi lavoratore (che sia pubblico o privato), nonché i liberi professionisti avranno l’obbligo di possedere il Green pass rafforzato.

Non possedendo la Certificazione verde, le sanzioni a cui si andrà incontro sono multe estremamente salate, da 600 fino a 1.500 euro.

A questi aspetti va aggiunto che per specifiche condizioni cliniche che devono essere documentate dal medico è possibile ottenere l’esenzione dal vaccino.

Su Il Fatto Quotidiano si legge che, oltre per i soggetti che hanno manifestato determinati sintomi dopo le prime dosi: 

«Il vaccino è controindicato, e quindi si ha diritto all’esenzione, in caso di ipersensibilità a un principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti contenuti nel vaccino da somministrare.»

Quali sono i paesi in cui è scattato l’obbligo vaccinale

Se ci si sposta oltre i confini nazionali si nota che non solo l’Italia, ma anche altri Paesi hanno reagito all’aumento dei contagi.

Nel contesto europeo, l’obbligo vaccinale scatterà in Grecia e in Repubblica Ceca per le persone over 60, mentre in Austria, l’obbligo avrà inizio dal primo giorno del mese di febbraio.

In quest'ultimo caso riguarderà tutti gli over 14, sebbene proprio in questi giorni l’obbligo sembra aver avuto una battuta d’arresto. Anche in questi stati appena citati saranno previste multe salate per i trasgressori.

In Grecia si parla di multe di 100 euro al mese, mentre in Austria chi deciderà di non vaccinarsi andrà incontro a multe ben più salate, che, sebbene la misura non sia ancora definitiva, potranno arrivare fino a 3.600 euro.

Al momento, altre nazioni come la Spagna e il Portogallo, hanno scelto una linea meno dura rispetto a quelle sottolineate finora. In questi contesti si è optato per la reintroduzione della mascherina all’aperto.

Oltre i confini Europei, come riferisce il Corriere della Sera:

«Fuori dall’Europa è obbligatorio vaccinarsi in Indonesia, Micronesia, Tagikistan, Turkmenistan ed Ecuador. La Malesia impone l’immunizzazione solo agli over 60».

Le prime reazioni all’obbligo vaccinale

Le reazioni all’obbligo vaccinale sono state le più disparate. Del resto, non sarebbe potuto essere altrimenti dato che il decreto ha stabilito per la prima volta dall’inizio della pandemia un obbligo vaccinale da estendere a una grossa fetta di popolazione.

Il fatto che l’obbligo vaccinale vada a tutelare la salute del singolo ha fatto sì che gran parte della popolazione non abbia subito come ingiusto quanto stabilito dal nuovo decreto.

La discussione delle forze politiche di maggioranza è stata molto lunga. Il PD avrebbe voluto estendere l’obbligo vaccinale ancor di più rispetto alle decisioni definitive prese, mentre il partito di Matteo Salvini sembrerebbe aver proposto l’obbligo per gli over 60.



La discussione è stata molto lunga, mostrando in particolare un negoziato articolato da parte della Lega che inizialmente sarebbe partita da una posizione di contrarietà rispetto all’obbligo vaccinale.

La scelta di Draghi sembrerebbe aver scontentato anche il Movimento 5 Stelle, che si sono mostrati alquanto divisi sulla scelta da prendere. Anche Giorgia Meloni, ha mostrato di non gradire la scelta dell’obbligatorietà.

L’obbligo vaccinale verrà esteso a tutti?

Dopo aver fatto notare le reazioni che hanno già fatto seguito al nuovo decreto e dopo aver riportato le scelte adottate dagli altri Paesi, occorre domandarsi se l’obbligo vaccinale verrà esteso ancor di più nel prossimo periodo.

Di sicuro, sarà ancora una volta l’andamento dei contagi che, eventualmente, porterà ad adottare misure ancora più stringenti.

Basandosi su un articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore si può affermare che le prossime settimane saranno assolutamente decisive:

«I numeri dell’ultimo periodo fanno pensare che le prossime settimane saranno ancora molto difficile, sebbene, l’arrivo di Omicron per alcuni potrebbe essere un sintomo che, una volta superato questo periodo, possa spingere a superare il contesto emergenziale

In merito, risultano confortanti le parole dell’epidemiologo statunitense John P.A. Ioannidis che ha sottolineato come i numeri italiani siano tra i migliori e che le percentuali di vaccinazioni siano ottime al punto che lo Stato italiano risulterà essere tra i primi a uscire dal contesto pandemico.