L’obbligo di sottoporsi al vaccino contro il covid-19 è stato introdotto nel nostro ordinamento. Non si tratta di un obbligo generalizzato, che comunque avrebbe avuto delle difficoltà a trovare asilo da parte della Costituzione e che avrebbe cozzato anche contro la posizione in merito, da parte dell’Unione Europea. Già qualcuno, comunque inizia a ipotizzare che questo sia il primo passo, verso la diffusione dell’obbligo di sottoporsi al vaccino, poco alla volta, se non per tutti, per una platea molto più ampia.

Iniziamo col dire che per il momento si parla di obbligo vaccinale solo a proposito delle categorie del settore sanitario, giustificandolo con la necessità da un lato di proteggere chi si trovi in prima linea dall’altro lato di offrire maggiore tutela agli utenti. In secondo luogo per il momento l’obbligo è previsto da un Decreto Legge, precisamente da quello approvato il 31 marzo del 2021 del Governo a guida Mario Draghi. Si tratta di un tipo di provvedimento che per sua natura può essere usato solo in caso di urgenza, ha una durata limitata nel tempo e che richiede per diventare definitivo di essere convertito dal Parlamento in una legge. La questione quindi, tenendo conto dapprima del dibattito che ci sarà in Parlamento e in seguito anche della possibilità di ricorsi sia davanti alla Corte Costituzionale che alle corti europee, non è ancora definita del tutto.

Cosa dice il Decreto Legge sull’obbligo vaccinale

Secondo quanto contenuto nel comunicato stampa emesso da palazzo Chigi a proposito del Decreto Legge approvato il 31 marzo quest’ultimo

introduce disposizioni volte ad assicurare l’assolvimento dell’obbligo vaccinale da parte del personale medico e sanitario, prevedendo una dettagliata procedura per la sua operatività e adeguate misure in caso di inottemperanza. Tali misure sono l’assegnazione a diverse mansioni ovvero la sospensione della retribuzione.

Ancora a proposito dei sanitari si dice che si esclude la responsabilità penale del personale medico e sanitario per i delitti di omicidio colposo e di lesioni personali colpose commessi nel periodo emergenziale, allorché le vaccinazioni siano effettuate in conformità alle indicazioni.

In sostanza si punterebbe alla protezione degli operatori sanitari dal punto di vista legale, con l’introduzione di uno scudo contro le eventuali azioni di pazienti che hanno subito danni a causa del vaccino. La seconda protezione è invece quella di tipo sanitario con l’obbligo vaccinale. Ma, mentre sul primo punto in linea generale non ci sono grosse perplessità, sull’obbligo del vaccino i dubbi sono molti. In particolare c’è chi considera incostituzionale imporre un trattamento sanitario, che per molti non è sicuro e non appoggiato da sufficienti garanzie di tipo scientifico. Inoltre legare la possibilità di lavorare a un vaccino, con la previsione di sanzioni per chi lo rifiuti è considerato una grave ingerenza nella privacy del cittadino e una violazione dei diritti dei lavoratori.

A chi è rivolto l’obbligo vaccinale

Nel Decreto Legge del Governo si legge che:

in considerazione della delicatezza della situazione epidemiologica e vista la necessità di tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza nell’erogare i servizi sanitari la vaccinazione costituirà un requisito essenziale per l’idoneità del servizio della professione e per lo svolgimento delle prestazioni lavorative per chi lavora nel settore della sanità.

Un elenco precisa chi siano gli operatori che dovranno assolvere a questo obbligo: tutti gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario che svolgono la loro attività nelle strutture sanitarie e sociosanitarie, farmacie e parafarmacie e studi professionali. 

L’obbligo sarà in vigore fino al completamento del piano vaccinale nazionale e comunque non oltre il 31 dicembre 2021. Si specifica inoltre che il vaccino sarà gratuito per tutti. Sono comunque previste delle eccezioni nel caso le condizioni cliniche del singolo sconsiglino il vaccino. Dovranno essere gli stessi ordini a cui sono iscritti i sanitari a comunicare le liste dei loro iscritti, per verificare chi sia già stato vaccinato e contattare gli altri.

Quali sono le sanzioni previste per chi non assolve l’obbligo vaccinale

Per tutti gli operatori, che per ragioni diverse da quelle di salute, si rifiutino di sottoporsi al vaccino, è prevista la sospensione della professione sanitaria e la prestazione dell’attività lavorativa. La sospensione si protrarrò fino al completamento della compagna vaccinale nazionale e comunque non oltre il 31 dicembre 2021. Il decreto aggiunge che durante questo periodo il datore di lavoro, se possibile potrà adibire chi decida di non ricevere il vaccino, ad altre mansioni equivalenti, o anche inferiori, con pagamento di una retribuzione corrispondente alle mansioni effettivamente svolte. Le mansioni a cui si riferisce il decreto sono quelle dove non ci sia un contatto diretto con i pazienti. Nel caso non sia possibile il cambio di mansione o non sia accettato, la sospensione sarà effettiva e sarà senza stipendio.

L’obbligo vaccinale è ammesso dalla nostra Costituzione

La nostra Costituzione con l’articolo 32 stabilisce che

la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite e agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

Con una sentenza del 2917, a proposito della legge che ha introdotto l’obbligo vaccinale per i bambini in età scolare, la Corte Costituzionale si era già espressa a favore della legittimità di questo obbligo. Nella sentenza di dice tra l’altro che questa scelta non è irragionevole perché volta a tutelare la salute individuale e collettiva ed è fondata sul dovere di solidarietà nel prevenire la diffusione di alcune malattie.

Un Decreto Legge può introdurre l’obbligo vaccinale

La Costituzione prevede che i trattamenti sanitari obbligatori possano essere introdotti solo con una legge. Una interpretazione restrittiva, quindi renderebbe, un Decreto Legge con questo contenuto, incostituzionale e inapplicabile. In realtà anche su questo punto si è già espressa la Corte Costituzionale, che con le sentenza numero 5 del 2018 ha deciso che

a fronte di una copertura vaccinale insoddisfacente nel presente questa corte ritiene che rientri nella discrezionalità e nella responsabilità politica degli organi di governo apprezzare la sopraggiunta urgenza di intervenire alla luce di nuovi dati e dei fenomeni epidemiologici frattanto emersi anche in nome del principio di precauzione che deve presidiare un ambito così delicato per la salute di ogni cittadino come è quello di prevenzione.

In sostanza la corte nel caso dei vaccini obbligatori per i bambini ha considerato valido l’uso di un Decreto Legge del Governo, perché la situazione doveva essere affrontata in modo più rapido di quanto fosse possibile con un passaggio preventivo in Parlamento. In questa e in altre sentenze è stato poi più volte sottolineato che l’obbligo di un trattamento sanitario non deve arrecare pericoli ulteriori alla salute delle persone a cui è diretto e che in sostanza la soluzione non deve essere peggiore del male che si vuole curare. Allo stesso modo devono essere sempre bilanciati con attenzione i diritti dei singoli che vengono limitati con quelli della comunità che si vorrebbero, in quel modo tutelare.

Nulla esclude, quindi che i probabili ricorsi che ci saranno contro il decreto legge che impone l’obbligo vaccinale per i sanitari, vengano accolti perché le suffragati da motivazioni valide.

Cosa dice l’Unione Europea a proposito dell’obbligo vaccinale

Con la risoluzione numero 2361 del febbraio scorso il Consiglio D’Europa si è espresso in modo piuttosto netto contro l’introduzione negli stati membri di un obbligo vaccinale. Nella risoluzione si legge tra l’altro che gli stati membri devono assicurarsi che i cittadini siano informati che la vaccinazione non è obbligatoria e che nessuno è politicamente, socialmente o altrimenti sottoposto a pressioni per farsi vaccinare, se non lo desiderano farlo da soli. Inoltre che si debba garantire che nessuno sia discriminato per non essere stato vaccinato, a causa di possibili rischi per la salute o per non voler essere vaccinato.

Si invitano inoltre gli stati membri ad adottare misure tempestive ed efficaci per contrastare la disinformazione e l’esitazione riguardo al vaccino covid-19. Una posizione quindi che sembra orientata verso un’attività di persuasione e di tolleranza verso chi è scettico verso i vaccini. L’ipotesi invece di imporre un vaccino o anche solo di applicare sanzioni o penalizzare chi non voglia farsi inoculare il vaccino sembra esclusa senza eccezioni.

Quando entra in vigore il Decreto Legge con l’obbligo vaccinale

Il Decreto Legge è un atto che ha lo steso valore di una legge e che può essere emanato secondo il disposto dell’articolo 77 della Costituzione in casi straordinari di necessità e di urgenza. Viene deliberato, vale a dire definito nel suo contenuto, dal Governo, e poi firmato e emanato dal Presidente della Repubblica. 

Viste le sue caratteristiche di provvedimento tampone per risolvere una situazione potenzialmente pericolosa entrerà in vigore dal momento della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Le leggi normali invece iniziano ad avere valore dopo 15 giorni dal momento della pubblicazione. Il Decreto Legge ha però una durata limitata, di soli 60 giorni, entro i quali, per diventare definitivo dovrà essere approvato dal Parlamento seguendo una procedura più snella stabilita dai regolamenti di ognuna delle due camere.

Nel caso il Decreto Legge non sia convertito in legge perderà valore in modo retroattivo. In sostanza sarà come se non fosse mai stato emesso. Possibile che venga approvato con delle modifiche e possibile anche che per evitare danni alla cittadinanza il Parlamento scelga di non convertirlo ma comunque di riconoscere alcuni degli effetti che ha avuto prima della sua decadenza.