Pare che sia arrivata a una soluzione la questione del green pass a scuola. Almeno per quello che riguarda il problema del controllo dei certificati vaccinali al momento dell’ingresso al lavoro.

Una delle principali obiezioni che sono stare rivolte dai dirigenti scolastici a questo sistema infatti, non è stato tanto l’obbligo in sé di presentare un certificato, quanto la necessità di evitare che questa verifica diventasse il lavoro principale da parte dei presidi

Il timore è stato espresso soprattutto dagli istituti scolastici che tra insegnati, personale amministrativo e personale di altro genere hanno centinaia di dipendenti. Dipendenti che arrivando grosso modo tutti alla stessa ora si dovrebbero mettere in fila in attesa che venga fatto il controllo.

Altri dubbi sono quelli che riguardano quali tipi di potere spettano al preside o al personale al quale è stata delegata questa attività. Nessuno vuole fare lo sceriffo, e magari entrare in contenziosi se qualcuno dovesse tentare di accedere ai locali scolastici anche senza green pass o contestasse il risultato della verifica.

Soluzione per il green pass fuori tempo massimo

La soluzione è arrivata in extremis, anche se in effetti, andando a leggere la circolare del Ministero dell’istruzione e dell’Università numero 1250 del 30 agosto 2021 i tempi potrebbero allungarsi oltre l’inizio delle lezioni. 

La buona notizia è che contestualmente a questa nota rivolta a tutti i presidi è arrivata il via libera da parte del Garante della Privacy della bozza di decreto che è stata predisposta dal Governo per introdurre un metodo che almeno sulla carta si presenta come sicuro, efficace e più rapido di quello ordinario.

Sistema che, si ricorda richiede solo pochi minuti, ma che devono essere moltiplicati per il numero di lavoratori che devono accedere all’istituto. Questo nella migliore delle ipotesi, perché dovranno essere messi in conto anche lentezze o intoppi nella app.

Quali sono le regole generali per il controllo del green pass

Nell condizioni ordinarie il green pass deve essere verificato secondo quanto disposto dal Decreto del Presidente del Consiglio 17 giugno 2021.

È necessario il ricorso all’app VerificaC19 scaricabile con un dispositivo mobile compatibile e disponibile gratuitamente sia per i siatemi che usano Android che quelli che usano Apple.

La verifica può essere fatta semplicemente inquadrando e scansionando il QR Code che si trova sia nel formato digitale che su quello cartaceo. L’operatore, dopo la verifica vedrà una schermata verde nel caso il certificato sia valido sia per l’Italia che per l’Europa, una schermata azzurra se sia valido solo per l’Italia e un colore rosso se non sia in corso di validità. Ipotesi che si può verificare se non sia ancora stato registrato un vaccino o un tampone, o se sia scaduto.

Con schermata rossa il personale non potrà accedere ai locali scolastici. Potrà eventualmente scegliere di sottoporsi a proprie spese a un tampone antigenico o rapido e ripresentarsi col certificato aggiornato.

Dopo cinque giorni, se non regolarizzerà la sua posizione sarà considerato come assente ingiustificato e sarà sospeso dal lavoro senza stipendio fino al momento in cui verrà revocato l’obbligo di essere immunizzati.

Limiti della procedura ordinaria per verificare il green pass

È la stessa circolare del MIUR a mettere in evidenza quali siano le criticità in termini di perdita di tempo dell’uso di questo tipo di controllo anche nei casi, come quelli di un posto di lavoro dove i controlli siano molto numerosi e debbano essere fatti tutti i giorni. 

Un problema che si ripresenterà anche nel caso, come si ipotizza, il Governo decidesse di estendere l’obbligo vaccinale anche alle categorie dei trasporti pubblici e della pubblica amministrazione. 

Visto che per ragioni di riservatezza il rilevatore e tutti quelli che stanno in coda dietro al controllato, non può essere messo a conoscenza del periodo di validità del green pass, infatti non c’è altro modo se non quello del controllo quotidiano per avere la certezza che tutti gli insegnanti siano immunizzati.

Il momento critico come confermato dalla circolare 1250 del MIUR sarebbe quello dell’

inizio delle lezioni quando non solo potrebbero formarsi delle code con pericolosi assembramenti, ma probabilmente ci sarebbero anche dei ritardi nell’inizio delle lezioni a meno di esigere di essere presenti già con largo anticipo.

Altra questione è quella del personale che quotidianamente dovrebbe essere sottratto ad altre mansioni per occuparsi del controllo. Vista la carenza endemica di personale in quasi tutti gli istituti, quella di destinarne una parte a fare i controlli in ingresso sembra se non impraticabile quantomeno piuttosto difficile da gestire anche a livello di organizzazione generale.

No all’autocertificazione del green pass

Il MIUR esclude che la legge di introduzione del green pass consenta di bypassare le code ricorrendo a una autocertificazione da parte degli interessati. Secondo le disposizioni in vigore infatti il certificato vaccinale deve essere in possesso del titolare e deve essere mostrato. Sarebbe necessario eventualmente una modifica della norma.

In seconda battuta si esclude che si possa optare anche per una consegna, in forma del tutto volontaria del proprio certificato al dirigente scolastico. 

Questo sarebbe contrario alle leggi sulla riservatezza sia riferite al singolo cittadino che riferite al lavoratore che ha il diritto a che le sue informazioni mediche non siano comunicate al datore di lavoro. Impraticabile anche l’ipotesi di consegnare al preside solo il QR Code perché lo consegni a un delegato che giornalmente faccia in modo celere i controlli.

Controllo automatizzato del green pass per il futuro

Al momento la soluzione concordata con le categorie interessate e anche approvata dal Garante per la Privacy è quello

di ricorrere a una procedura di controllo del green pass automatizzata. Si tratta in sostanza di mettere in connessione la piattaforma nazionale dove sono registrati i dati che consentono di avere il certificato vaccinale con quella in uso presso le scuole.

Quando il sistema sarà operante, i dirigenti scolastici potranno ricorre alla piattaforma, ottenendo le medesime risposte che avrebbero scansionando il QR Code. In sostanza una schermata di colore diverso, ma nessuna informazione sensibile. Solo quando il risultato sarà una schermata rossa si chiederà di mostrare il green pass al titolare per un’ulteriore verifica.

Un sistema di questo tipo richiede tempi tecnici per interfacciare i due portali. Ma richiede soprattutto un’apposita normativa, che lo regolamenti, anche dal punto di vista del rispetto della riservatezza. Visto che la partenza dell’obbligo del certificato è fissata al primo settembre è evidente che dovrà trovarsi una soluzione interlocutoria.

Green pass gestito con calma e pazienza

Nell’attesa che il potale sia attivo il MIUR ammette che l’unica soluzione legale è quella di controllare il green pass in modo ordinario. Tra l’altro all’inizio delle scuole mancano ancora una decina di giorni, e al momento il personale non è ancora al completo.  Le operazioni dovrebbero svolgersi in modo più celere.

I consigli sono quelli di delegare più di un operatore a fare le verifiche con la app. Inoltre quella di destinare a questa attività degli spazi sufficientemente ampi per evitare che si creino degli assembramenti.

Garante Privacy: sì a procedure rapida di verifica del green pass

La notizia positiva è che almeno il Garante della Privacy ha giù fatto la propria parte e ha dato il via libera al progetto del Governo di una piattaforma per la verifica rapida del green pass. Nel comunicato del garante si legge che lo schema di regolamento predisposto dal consiglio dei ministri garantisce il rispetto della riservatezza. Inoltre è strutturato in modo tale da evitare che, sul posto di lavoro possano esserci conseguenze discriminatorie anche indirette.

Positivo che le istituzioni scolastiche in qualità di datori di lavoro non vengano a conoscenza di dati relativi alla salute dei propri dipendenti. Tra questi per esempio quello di essersi sottoposto o meno alla vaccinazione. Oppure di avere il pass per essere guariti dalla malattia.

Verifica del green pass solo di chi è in servizio

Il garante sottolinea inoltre che nonostante il controllo del green pass dovrà essere fatto dai delegati scolastici quotidianamente, lo stesso dovrà riguardare solo chi sia effettivamente in servizio quel giorno. O almeno chi dovrebbe esserlo. Escluso che sia passato al vaglio anche chi sia assente per ferie, per godere di permessi, per malattia o per qualsiasi altra ragione comunicata in anticipo e giustificata.

Come sono tutelati i dati forniti col green pass

Per quanto riguarda i dati sensibili contenuti sul green pass, se tutto è in regola non dovranno per nessuna ragione essere resi noti agli operatori di controllo. Gli stessi potranno raccogliere solo i dati indispensabili a prendere i provvedimenti fissati per legge nel caso ci siano delle irregolarità.

Quelli, per intenderci, necessari a stabilire che ci si trovi di fronte una assenza ingiustificata e di seguito alla sospensione dal posto di lavoro con contestuale sospensione dello stipendio.

Onde evitare che un disguido consenta agli operatori di entrare in contatto anche con le informazioni relativa a soggetti assenti dal lavoro o che appartengano ad altre scuole è previsto un sistema di controllo. Tutti gli accessi saranno conservati per dodici mesi. Sarà tenuta traccia, però solo dei nomi di chi sia stato oggetto di verifica e della data, non dell’esito che la stessa ha avuto.

Verifica costante sul funzionamento del sistema di controllo del green pass

Dovrà infine essere fatta particolare attenzione al funzionamento di questo sistema. In particolare si chiede che sia verificato l’impatto che il controllo del green pass ha a livello lavorativo. Si pensa soprattutto ad effetti discriminatori, se non di mobbing.

Nel caso si dovessero verificare delle criticità sarà opportuno ripensare il sistema soprattutto per la parte che riguarda il trattamento dei dati personali, se le misure adottate dovessero risultare insufficienti o inadeguate.