Partita Iva: obblighi formativi per chi riceve l'Iscro

I professionisti ed i lavoratori autonomi dotati di partita Iva dovranno adempiere agli obblighi di formazione, se hanno ricevuto l'Iscro.

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I professionisti ed i lavoratori autonomi dotati di partita Iva dovranno adempiere agli obblighi di formazione, se hanno ricevuto l'Iscro. Aggiornarsi e tenersi a passo con i tempi adesso diventa obbligatorio: un Decreto Ministeriale, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ha disegnato i criteri e le modalità di gestione dell'aggiornamento obbligatorio, a cui sono tenuti i titolari di partita Iva che abbiano richiesto l'Iscro.

Lo scopo di questa iniziativa, fondamentalmente, è fare in modo che i professionisti titolari di una partita Iva restino al passo con il mercato. L'idea è anche quella di incrementare le competenze di quanti si siano ritrovati nella necessità di richiedere l'Iscro, creando dei percorsi gestiti e resi disponibili dalle Regioni. Anpal, invece, verificherà la partecipazione ai vari corsi.

Partita Iva: gli obblighi formativi in arrivo

A disegnare in maniera precisa e dettagliata quali siano gli obblighi formativi dei professionisti dotati di partita Iva ci ha pensato il Decreto Ministeriale firmato il 24 marzo 2021 ed apparso in Gazzetta Ufficiale il 20 aprile 2022. Grazie a questo documento, sono stati tratteggiati ed individuati i percorsi formativi dei professionisti, dotati di partita Iva, che siano iscritti alla Gestione Separata Inps e che abbiano intenzione di richiedere l'Iscro, ossia l'indennità di sostegno e continuità reddituale.

In questa sede è bene ricordare che l'Iscro è il contributo economico che è stato introdotto con la Legge di bilancio 2021 (la Legge n. 178/2020), che viene erogato ai professionisti, titolari di partita Iva, che abbiano dei problemi di fatturato. Il contributo viene erogato attraverso l'Inps. Questa particolare indennità viene garantita per una durata massima di sei mesi. L'importo corrisponde al 25% - su base semestrale - dell'ultimo reddito percepito dal beneficiario: la cifra erogata, comunque vada, non potrà superare gli 800 euro e scendere sotto i 250 euro. L'Iscro può essere richiesta una sola volta ogni tre anni.

La normativa, che ha istituito questa misura, ha anche posto un obbligo formativo in capo ai professionisti titolari di partita Iva, che fino ad oggi non è stato mai realizzato perché mancava il decreto attuativo. Con la pubblicazione del decreto sul numero 92 del 20 aprile 2022 della Gazzetta Ufficiale, anche questa parte della misura è diventata operativa.

Partita Iva: quali sono gli obblighi formativi

Per il momento devono ancora essere definiti i percorsi, le modalità di iscrizione e la realizzazione dei vari corsi obbligatori per i titolari di partita Iva: il tutto è stato affidato alle Regioni ed alle Provincie Autonome, che con provvedimenti autonomi dovranno provvedere a istituire quanto serve. A verificare che i diretti interessati partecipino ai vari corsi di aggiornamento ci penserà l'Anpal, che, a questo punto, dovrà provvedere a condividere le informazioni con i Cpi regionali e l'Inps.

I titolari di partita Iva, che avranno beneficiato dell'Iscro, saranno tenuti a firmare il patto di servizio personalizzato con i centri per l'impiego. A questo punto dobbiamo partire con il sottolineare un punto preciso: la normativa ha previsto l'erogazione dell'Iscro ai titolari di partita Iva per il triennio 2021-2023. L'erogazione del contributo, però, deve essere accompagnato alla partecipazione di appositi corsi di aggiornamento, che devono rispondere obbligatoriamente a due criteri:

  • il diretto interessato deve mantenere ed aggiornare le proprie conoscenze ed abilità. Le competenze del beneficiario del sussidio si devono adeguare ai mutamenti del mercato di riferimento;
  • il livello di conoscenze, abilità e competenze devono essere incrementate, in modo che il professionista le possa spendere nel mondo del lavoro. Gli aggiornamenti professionali devono andare di pari passo con il fabbisogno individuale.

Seguendo queste due linee di principio, le regioni e le provincie avranno l'obbligo di definire la propria offerta formativa e i percorsi di aggiornamento professionale. Gli enti locali avranno la possibilità di adempiere a questo loro compito stipulando degli accordi con le associazioni professionali, individuando i requisiti specifici per la validità dei percorsi.

Iscro, disponibilità a seguire i corsi

Nel momento in cui un titolare di partita Iva presenti la domanda di Iscro si mette a disposizione per seguire i corsi. La domanda, a tutti gli effetti, equivale ad una dichiarazione immediata di disponibilità, che viene trasmessa immediatamente all'Anpal. Questa provvederà ad inserire il nominativo direttamente nel Sistema informativo unitario delle politiche del lavoro.

Stando a quanto previsto dal decreto, i beneficiari dell'Iscro, entro trenta giorni dalla data di presentazione della domanda, saranno obbligati a contattare i centri per l'impiego, seguendo le modalità che sono state definite direttamente dalle provincie e dalle regioni autonome. In mancanza, saranno convocati dai Centri stessi entro il termine di novanta giorni per la stipula del patto di servizio personalizzato previsto dal  D.lgs n. 150 del 2015. Il patto si ricorda prevede appunto la definizione di un percorso di riqualificazione, finora riservato ai disoccupati, che impegna l'interessato alla partecipazione a un preciso calendario di incontri e corsi di aggiornamento.