Alcune violazioni del Codice della Strada possono portare alla sospensione della patente. Questa sanzione può essere a tempo determinato. A condizionare la durata della sospensione della patente, è la gravità dell'infrazione che è stata commessa. Nel caso in cui ci dovessimo essere macchiati di qualche reato più grave alla guida, si può arrivare a rimanere senza patente fino a due anni.

Proviamo a fare degli esempi, per capire quando possa essere sospesa la patente. Uno dei motivi per cui ci può essere comminata questa sanzione è la violazione dei limiti di velocità: quando si va troppo forte e si superano di oltre i 40 Km/h i limiti di velocità, possiamo salutare per un po' di tempo la nostra licenza di guida. Stesso discorso vale se dovessimo metterci al volante in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. Possiamo scordarci della patente nel caso di un incidente con lesioni colpose o perché non usiamo la cintura di sicurezza.

L'articolo 128 del Codice della Strada prevede che la patente possa essere sospesa a seguito di un accertamento sanitario per la conferma o per la revisione della patente. Nel caso in cui l'automobilista non dovesse perdere i requisiti fisici e psichici prescritti dalla legge per continuare a guidare, dovrà lasciare la macchina nel garage.

A questo punto molti nostri lettori si chiederanno se sia possibile tornare in possesso della patente sospesa. Nei casi in cui sia stata sospesa per un'infrazione del Codice della Strada, sarà necessario attendere che trascorra il periodo di sospensione stabilito dal relativo provvedimento. Nel caso in cui sia stata sospesa per motivi cautelari, è necessario dimostrare che il titolare della patente ha recuperato l'idoneità alla guida.

Patente: quando la sospensione è una sanzione

A disporre la sospensione della patente è il Prefetto del luogo di residenza dell'automobilista, se questa decisione viene presa a seguito di un'infrazione del Codice della Strada. Nel caso in cui la violazione viene contestata immediatamente, gli agenti che hanno accertato il reato provvedono a ritirare la patente nello stesso momento. Gli stessi agenti rilasceranno al trasgressore un permesso di circolazione provvisorio, che gli permette di raggiungere il proprio domicilio, o un altro luogo da lui indicato. Uno dei casi da manuale è quello relativo all'automobilista che sta guidando in stato di ebbrezza: la polizia stradale redige il verbale di contravvenzione, indica l'infrazione commessa e ritira immediatamente la patente.

Il documento, in questo caso, verrà trasmesso insieme al verbale al prefetto, che nell'arco dei 15 giorni successivi emanerà l'ordinanza di sospensione, nel quale indicherà anche fino a quando si estenderà la sospensione stessa. Questo periodo, è condizionato dalla gravità dell'infrazione commessa e dal pericolo che l'automobilista potrebbe ancora cagionare se continuasse a guidare. La sospensione della patente parte sempre e comunque dal momento in cui è stata commessa la violazione.

Nel caso in cui il conducente viene identificato in un secondo momento, perché l'infrazione è stata rilevata, ad esempio, tramite un autovelox, la sospensione della patente scatta dal momento in cui sono terminate le pratiche per identificare l'automobilista.

Come riottenere la patente sospesa

Come si può riottenere la patente sospesa a seguito di un'infrazione? In questo caso è necessario attendere il decorso del periodo stabilito dall'ordinanza del prefetto. Generalmente, una volta che questo periodo è passato, la prefettura provvede ad inviare il permesso di guida alla polizia locale del Comune dove il trasgressore ha la propria residenza. Il diretto interessato potrà, a questo punto, telefonare direttamente a questo ufficio e chiedere se il documento è disponibile per poterlo ritirare.

Altro discorso, invece, se la patente è stata sospesa in via cautelare. In questo caso la decisione arriva dagli uffici competenti del Dipartimento per i trasporti terresti e la sospensione è a tempo indeterminato. Il diretto interessato, in questo caso, per riuscire ad avere il proprio permesso di guida dovrà sottoporsi ad una nuova visita presso la Commissione medica locale competente per territorio. In questo caso la sospensione della patente continua a rimanere fino a quando il diretto interessato non esibisce la certificazione che attesti che abbia recuperato l'idoneità alla guida.

Patente e permesso temporaneo di guida

Con la riforma del Codice della Strada del 2010 è stato introdotto il permesso di guida temporaneo, che viene fornito all'automobilista al quale sia stata sospesa la patente. Questo particolare permesso, che può essere fornito per fasce orarie e per non più di tre ore al giorno. Viene rilasciato per ragioni di lavoro, che devono essere documentate. Questo permesso serve quando risulti effettivamente impossibile o gravoso raggiungere il posto di lavoro con i mezzi pubblici.

Per ottenere questo particolare permesso è necessario presentare al prefetto una domanda entro cinque giorni dal ritiro della patente, prima che venga emessa l'ordinanza di sospensione della stessa. A questo punto il prefetto deciderà se concedere questo permesso, insieme all'ordinanza di sospensione. Le ore richieste non sono sottratte al periodo di sospensione ma vengono recuperate con un allungamento del periodo, il quale viene aumentato di un numero di giorni pari al doppio delle ore complessive richieste.

Ricordiamo che guidare con la patente sospesa comporta una sanzione amministrativa che può andare da un minimo di 2.050 euro a 8.202 euro. Saranno applicate, inoltre, le sanzioni accessorie della revoca della patente e del fermo amministrativo del veicolo per un periodo di tre mesi.