Pensione rinnovata, no ritorno al passato, o forse proroga del sistema attuale. Il tema del trattamento economico e dei criteri usati per concedere il trattamento pensionistico sono uno di quelli che tengono sempre banco. Sarà perché si tratta di qualcosa a cui prima o poi tutti dovranno approdare.

C’è una categoria, che considerato che, già durante la propria vita lavorativa ha dato parecchio, viene agevolata al momento di chiedere il pensionamento: si tratta dei lavoratori che hanno fatto lavori usuranti. 

Lavori che sono considerati dalla legge particolarmente gravosi, per il modo in cui sono strutturati, e che non richiedono alcuna indagine fisica sull’interessato per verificare quale sia l’entità reale del logorio subito.

Ciò che andrà verificato sarà solo l’effettivo svolgimento delle attività inserite in un apposti lista e l’aver raggiunto i limiti di età e di anni di lavoro stabiliti dalla normativa. Va ribadito che questa possibilità è riservata a chiunque, avendo svolto un lavoro particolarmente faticoso si trovi ancora in condizioni di salute accettabili, o comunque che non possono entrare fatte entrare nella categoria delle malattie professionali, o dell’invalidità

In quell’ipotesi le regole cui bisogna fare riferimento sono quelle relative alla pensione di invalidità, che sono più favorevoli, ma richiedono anche una serie di verifiche sanitarie preliminari.

Che cosa son i lavori usuranti ai fini della pensione

Una agevolazione per ottenere la pensione a favore di chi svolga lavori usuranti è stata introdotta nel nostro ordinamento con il Decreto Legislativo numero 67 del 2011 dove si dice che

in deroga alle norme che riguardano l’accesso alla pensione una serie di attività danno diritto all’accesso anticipato ai trattamenti destinati a chi sia uscito dal mondo del lavoro, fermi restando i requisiti di anzianità contributiva. Che se pur inferiori a quelli ordinari vanno comunque posseduti.

La legge fa un elenco di quali siano i lavori usuranti, che in linea generale possono essere definiti come tutti quelli che siano particolarmente faticosi e che abbiano la capacità di consumare in modo rilevante sia il fisico che la mente del lavoratore. 

Sono quelli per i quali, vuoi per gli orari in cui si deve svolgere l’attività del lavoratore, vuoi per le caratteristiche intrinseche delle mansioni o del posto dove si svolgono, risultino logoranti a lungo andare.

Sono poi, le attività, che proprio per la loro natura al momento non possono essere alleggerite, ricorrendo anche alla normativa che tutela il lavoratore sul posto di lavoro.

Pensione in anticipo a chi ha lavorato in miniera

La legge ci fa un elenco, che restringe a quattro categorie i tipi di lavori che hanno delle caratteristiche tali da renderli usuranti, indipendentemente, si ricorda dall’effettivo stato di salute e di integrità psicofisica del soggetto che chiede di accedere alle procedure agevolate per avere la pensione.

Quello stato si presume che sia, se non compromesso, quantomeno in condizioni peggiori di quello di chi abbia svolto mansioni di tipo diverso pur avendo lavorato per lo stesso numero di anni.

Nell’elenco rientrano in primo luogo chi abbia svolto una delle attività previste all’articolo 2 del Decreto del Ministero del Lavoro 19 maggio 1999.

Sono le persone che abbiano lavorato in gallerie, cave o miniere indipendentemente dalle condizioni effettive in cui si trovava, che in questo caso si presumono disagevoli. 

Inoltre chi abbia lavorato in condizioni di alte temperature, in cassoni ad aria compressa. Chi si sia occupato di asportare amianto: materiale notoriamente pericolo per la salute quando movimentato, pur utilizzando le protezioni e le cautele d’obbligo.

A questo si aggiungono le attività di lavorazione del vetro cavo. Infine quelle dei palombari e di chi per lunghi periodi abbia dovuto svolgere le proprie mansioni in luoghi ristretti.

Pensione anticipata per i lavoratori notturni

Come è evidente, anche chi debba lavorare durante le ore notturne, pur abituandosi col tempo a una distribuzione del tempo tra sonno e veglia diversa da quella che sarebbe naturale, risente in modo negativo a livello fisico di questa situazione anche se magari le mansioni rese, da sole non sarebbero particolarmente usuranti.

Il Decreto Legislativo numero 67 del 2011

considera come usuranti i lavori che prevedono di essere svolti su turni a rotazione, nei quali almeno sei ore di attività siano prestate nelle ore notturne, per un minimo di 64 giornate all’anno. 

Inoltre chi presti la sua attività per almeno tre ore nel periodo compreso tra la mezzanotte e le cinque del mattino durante tutto il periodo lavorativo. Qui le ore da fare di notte sono inferiori, perché non ci sono turni, ma si tratta di un orario fisso. 

Pensione anticipata per chi lavora a catena

Un’altra categoria è quella dei lavoratori che svolgono mansioni altamente ripetitive e con un ritmo dettato dall’esterno, piuttosto serrato. Anche in questo caso è evidente che un certo logorio sia determinato dia dalla tensione determinata dalla necessità di mantenere un ritmo dettato dalla macchina sia dalla ripetitività delle azioni svolte.

La legge fa riferimento alle attività dove si lavori a catena, dove gli operai si occupano della produzione in serie e dove ci sono dei ritmi dettati sulla base della misurazione dei tempi delle singole azioni. Sono inoltre attività che consistono nella ripetizione delle stesse azioni su ogni pezzo, che scorre da una postazione all’altra a flusso continuo o a scatti. 

Qui va detto che all’interno della stessa fabbrica beneficiano dell’accesso agevolato alla pensione solo i lavoratori che effettivamente siano legati alla catena di produzione. Sono invece esclusi quelli che si occupano di attività collaterali, del rifornimento dei materiali, della manutenzione, del controllo di qualità o dell’organizzazione del lavoro.

Pensione anticipata per gli autisti

Rientrano a buon diritto tra i lavori usuranti anche le attività svolte dagli autisti, che trascorrono molte ore su strada, subendo sia danni a livello fisico, vista la necessità di stare per parecchie ore nella stessa posizione, sia dallo stress accumulato, vista la necessità di mantenersi sempre vigili.

La legge concede il diritto di avere la pensione agevolata, però solo agli autisti di mezzi di trasposto che abbiano una capienza minima di nove posti e che siano utilizzati per il servizio pubblico di trasporto collettivo.

In questo caso sembra che si sia dato un maggiore peso alla sicurezza dei trasportati, che non in effetti al logorio determinato dallo stare alla guida per parecchie ore, insito anche nel trasporto di merci.

Quanto deve durare il lavoro usurante per avere la pensione

Perché si possa accedere ai benefici connessi all’avere svolto lavori usurati il primo criterio da assolvere è quello del numero minimo di anni durante i quali si sono svolte quelle mansioni. Chi le avesse svolte per periodi inferiori, e ritenesse di essere particolarmente logorato, potrà sempre presentare all’INAIL una richiesta per danni da malattia professionale. Si tratta di una strada piuttosto complicata, ma comunque non impossibile da praticare.

Nei casi normali il riferimento è la legge numero 233 del 2016, che a partire dal gennaio 2017

considera come criteri minimi di accesso a queste agevolazioni l’aver svolto le attività usuranti per almeno sette anni negli ultimi dieci di attività. In alternativa averle fatte per almeno la metà della propria vita lavorativa.

Requisiti contributivi per la pensione anticipata

Oltre ad avere svolto un lavoro usurante per un periodo minimo la legge chiede che si siano anche dei requisiti di tipo contributivo, e dei requisiti di età. L’INPS nel proprio sito indica questi requisiti nell’

avere una contribuzione da lavoro per un periodo di almeno 35 anni. Dovranno poi esser fatti dei calcoli, diversi a seconda che si tratti di lavoratori notturni o di altra natura, sulla base di una tabella che tiene conto del rapporto tra l’età contributiva e quella anagrafica.

Divieto di cumulo con altri benefici per ottenere la pensione

Chi si trovi nelle condizioni per accedere ai benefici concessi a chi abbia svolto lavori usuranti, e avesse i requisiti per avere altri tipi di sconto, dovrà decidere di quali beneficiare, ma non li potrà chiedere in modo cumulativo.

Il divieto espresso di cumulo riguarda il caso in cui siano in vigore norme, anche transitorie che consentono di accedere a condizioni più vantaggiose alla pensione, rispetto a quelle ordinarie previste dall’assicurazione generale obbligatoria.

Inoltre sempre escluso il cumulo con le elargizioni previste a favore dei lavoratori invalidi, di quelli non vedenti, sordomuti o comunque affetti da una infermità per la quale è già prevista una idonea copertura previdenziale.

Benefici cumulabili con l’anticipo della pensione

Può essere chiesto l’anticipo della pensione anche da chi già riceva il beneficio previsto dalla legge numero 257 del 1992 a favore dei lavoratori che si occupino di amianto. Il cumulo, va inteso con riferimento all’entità della pensione ricevuta, non al raggiungimento della stessa. I criteri relativi all’età e agli anni di contribuzione rimangono gli stessi.

Cumulabile anche il beneficio previsto a favore della categoria dei lavoratori marittimi con il solo riferimento al prolungamento lavorativo.

Come presentare la domanda per la pensione anticipata

La domanda per accedere ai benefici previsti a favore di chi svolge lavori usuranti deve essere presentata entro il primo maggio dell’anno precedente a quello in cui si vuole andare in pensione.

Questa domanda non è quella per la pensione, ma quella per vedersi riconosciuto in primo luogo che il proprio lavoro rientra tra quelli usuranti e poi che si hanno raggiunti i requisiti di età e contribuzione per chiedere il beneficio.

La domanda di pensione andrà fatta seguendo i canali normali, solo dopo avere avuto il via libera alla prima richiesta. La risposta arriverà entro il 30 ottobre da parte dell’INPS che valuterà anche la copertura finanziaria.