Pignoramento conto corrente, casa e auto: le nuove regole 2023

Per il 2023 cambiano alcune regole per il pignoramento di conto corrente, casa e auto: ecco come funziona.

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Un pignoramento non è mai qualcosa di positivo: si tratta di una procedura con cui il fisco, lo stato, o un altro tipo di creditore, può procedere a recuperare forzatamente le somme dovute da parte di un debitore.

Il pignoramento può avvenire sul denaro, ovvero sul conto corrente, ma anche sulla casa, o sull'auto. Si tratta sempre di un atto in cui deve essere presente una sentenza giudiziaria, ovvero non è una procedura che si applica subito, appena un cittadino contrae un debito.

Deve infatti essere per legge prima notificato tramite comunicazione ufficiale, in modo che sia messo al corrente di tale richiesta di estinzione del debito. Se ancora il debitore non procede alla restituzione di quanto dovuto, si procede al pignoramento. Ma vediamo come funziona questa procedura secondo le nuove regole per il 2023.

Pignoramento presso terzi: le novità

Alcune novità importanti riguardano il pignoramento del conto corrente, della casa o dell'auto presso terzi. Vediamo prima di tutto di che cosa si tratta. Il pignoramento presso terzi prevede che il soggetto creditore possa intervenire a pignorare beni del soggetto debitore che però non sono direttamente in sui possesso.

L'articolo 543 del Codice di Procedura Civile determina il funzionamento di questo meccanismo: ad essere pignorati sono sempre i beni del soggetto a debito, come il conto corrente, la casa o l'auto, tuttavia questi beni sono tenuti da un altro soggetto, appunto, un terzo soggetto.

Per fare alcuni esempi, si può citare l'eventualità per cui il creditore vada a pignorare i beni in denaro posseduti dal debitore, ma tenuti dalla banca, che in questo caso è il soggetto terzo.

Oppure, un altro esempio, è il pignoramento che vede coinvolto anche il datore di lavoro del debitore. In questo caso il creditore può pignorare le somme che vengono erogate dal datore al dipendente, ad esempio di un quinto dello stipendio.

In ogni caso, l'atto deve essere sempre notificato sia al soggetto che ha contratto il debito, sia al soggetto terzo. Ma vediamo adesso cosa cambia nel 2023.

Prima di tutto cambiano i tempi di attesa, che da 90 giorni, per realizzare effettivamente il pignoramento, passano a 10 giorni. Va ricordato inoltre che da giugno 2022 l'iscrizione a ruolo va notificata sia al soggetto debitore sia al soggetto terzo.

Ogni atto di questo tipo può avvenire solamente se tutte le informazioni sul debito, sui soggetti coinvolti e sulle somme richieste vengono specificate chiaramente, e se è presente un atto giudiziario.

Limiti di pignoramento nel 2023

Andiamo a vedere nel dettaglio quali sono le regole intorno ai limiti di pignoramento nel 2023, per ciò che riguarda i pignoramenti verso terzi. Come abbiamo visto prima, è possibile secondo la legge pignorare diversi beni del soggetto che ha contratto il debito, non solamente il denaro.

Si passa dal conto corrente alla casa, all'auto, tuttavia possono anche essere pignorate le somme che il soggetto debitore cumula ogni mese tramite la pensione oppure attraverso le buste paga del lavoro.

Tuttavia in questi casi vengono posti dei precisi limiti, per consentire alla persona i cui beni vengono pignorati di poter condurre una vita dignitosa mantenendo un minimo di denaro per vivere.

Si parla in generale di un limite di un quinto da calcolare sullo stipendio, o sulla pensione, dall'importo netto. Oltre questa somma, non è possibile procedere con il pignoramento di questi importi.

Anche se questa è la regola generale, tuttavia può cambiare se la procedura riguarda gli assegni di mantenimento per i figli, oppure un provvedimento dell'Agenzia delle Entrate.

Va anche ricordato che il pignoramento presso terzi non sempre avviene: può accadere quando il soggetto che ha contratto il debito risulta nullatenente, e riceve solamente la pensione o lo stipendio mensile.

Inoltre il pignoramento presso terzi può avvenire sia se il terzo soggetto possiede dei beni del debitore, sia se il debitore ha dei crediti verso il soggetto terzo.

Cosa deve fare il terzo soggetto in caso di pignoramento

Vediamo anche nel dettaglio cosa deve fare il terzo soggetto coinvolto, in caso di pignoramento per il recupero delle somme da un debitore. Il soggetto terzo deve comunicare tramite apposita dichiarazione al creditore, tramite raccomandata o PEC, quali sono i beni o il denaro di cui è in possesso per conto del debitore.

Per esempio, in caso di pignoramento dello stipendio, il datore di lavoro in quanto soggetto terzo deve indicare qual è lo stipendio che eroga al debitore, ma deve anche aggiungere informazioni che riguardano:

  • sequestri precedenti in cui è stato coinvolto;

  • cessioni che sono state notificate o che ha accettato in precedenza.

Queste informazioni servono ad identificare nello specifico qual è il credito o quali sono i beni in possesso del soggetto terzo per conto del debitore. Se questi dati mancano, il giudice può procedere con una ordinanza apposita.