Inutile nascondersi dietro un dito: il pignoramento può scattare in qualsiasi momento anche sulla prima casa. Non sempre questo immobile è tutelato. Se il nostro creditore è un privato può benissimo far scattare un pignoramento sulla prima casa per ottenere soddisfazione dei crediti non saldati. Solo e soltanto quando abbiamo delle pendenze nei confronti dello Stato e la controparte è costituita dall'Agenzia delle Entrate Riscossioni, non dobbiamo temere che la prima casa ci venga portata via.

Il caso più emblematico è quello che vede coinvolte le persone con un mutuo: a garanzia del prestito ottenuto, la banca ha aperto un'ipoteca sulla casa che stiamo comprando. Nel caso in cui non dovessimo pagare a tempo ed ora le rate del mutuo, l'istituto bancario sarebbe autorizzato a mettere in vendita l'immobile per coprire il mutuo.

Negli ultimi anni, tra la pandemia e la guerra in corso, sono cambiate molte certezze ed il futuro ha basi meno solide di quanto si possa immaginare. Anche gli imprenditori, che da anni svolgono la propria attività imprenditoriale con fermezza e sicurezza, pensano che il futuro possa essere quanto mai incerto. Nel momento in cui si vuole fare un grosso investimento immobiliare, la domanda da porsi è una: come proteggere la casa da un eventuale pignoramento. Una domanda quanto mai corretta, perché nel momento in cui si dovessero contrarre dei debiti, è bene essere a conoscenza che i rischi di perdere la prima casa possono essere alti.

Pignoramento prima casa: è sempre bene tutelarsi in anticipo

Tempi e modi nei quali si agisce e si opera per tutelare la prima casa da un eventuale pignoramento sono sempre importanti. La legge, infatti, stabilisce in maniera molto chiara che, un qualsiasi atto che venga compiuto da debitore e che possa avere come conseguenza la sottrazione delle proprie garanzie ai creditori, può essere revocato. Nel caso in cui il debitore dovesse imboccare questa strada, i creditori potrebbero aprire una causa civile e ottenere che l'atto diventi inefficace. La conseguenza è che il bene potrà essere sottoposto al pignoramento.

Proviamo a fare un esempio molto pratico. Una persona ha molti debiti e teme che la prima casa possa essere oggetto di pignoramento e successivamente messa all'asta. Decide, quindi, di intestarla al figlio: i creditori hanno la possibilità di revocare la donazione e pignorare l'abitazione. Dobbiamo, comunque, ammettere che c'è una bella notizia: l'azione revocatoria non può essere proposta in eterno. Dovrà necessariamente essere avviata nell'arco di cinque anni da quando è avvenuto l'atto del debitore. Dopo questo periodo interviene a tutti gli effetti la decadenza e l'atto diventa a tutti gli effetti definitivo. Non sarà, quindi, ulteriormente contestabile.

È bene ricordare che i creditori, che possono esercitare l'azioni revocatoria, ci sono solo quelli che sono sorti prima dell'atto in questione. Non quelli che sono arrivati dopo. Questo significa che se una persona decidesse di donare la casa alla moglie e il giorno successivo dovesse investire ed uccidere un passante, gli eredi di quest'ultimo potranno chiedere il risarcimento del danno, ma non potranno chiedere la revoca del passaggio di proprietà, perché questo è avvenuto prima che nascesse il debito. E qui già iniziamo a capire perché sia importante agire per tempo, ma soprattutto affidarsi ad un consulente che possa indirizzarci per il meglio nella gestione del patrimonio immobiliare e fare in modo che questo venga tutelato prima che insorga un qualsiasi tipo di debito. Se si vuole tutelare un immobile, compresa la prima casa, da un eventuale pignoramento è necessario farlo prima che nasca l'obbligazione.

Opporsi ad un pignoramento non serve a nulla

Sono in molti a ritenere che opporsi ad un pignoramento o alle varie azioni giudiziarie dei creditori, possa servire a far guadagnare del tempo, ma soprattutto a far passare quei famosi cinque anni, che permetterebbero di rendere inutile l'azione revocatoria. Niente di più falso, anche perché se questo fosse vero, nessun creditore riuscirebbe più ad agire per riuscire a far onorare i propri crediti.

Il creditore avrà la possibilità di agire proponendo l'azione revocatoria, anche quando il credito è ancora in contestazione o in via di accertamento da parte del giudice. Proviamo a fare un esempio: la banca ha provveduto a notificare ad un debitore un decreto ingiuntivo. Se il diretto interessato farà opposizione al decreto ingiuntivo, guadagnerà sicuramente del tempo per pagare il proprio debito a causa dei tempi tecnici necessari al giudice per i vari accertamenti. Se nel frattempo dovesse decidere di donare la prima casa ad un famigliare compiacente, questa operazione verrà impugnata dal creditore, che comunque potrà procedere con il pignoramento. Adesso i nostri lettori comprenderanno il motivo per il quale è indispensabile che il patrimonio immobiliare venga tutelato prima che nasca il debito: ogni operazione fatta successivamente sarà inutile.

Pignoramento prima casa, come tutelarsi

Quali strada può intraprendere il debitore, proprietario di un immobile, per difendersi da un pignoramento. Come abbiamo anticipato, la strada migliore da percorrere è quella di mettere in atto tutte le strategie del caso prima che l'evento possa avvenire.

Una delle strade più sicure, per evitare di vedersi pignorare l'immobile, è vendere l'immobile stesso. Questa operazione dovrà essere effettuata verso un terzo estraneo, che dovrà risultare non essere a conoscenza del danno arrecato alle ragioni dei creditori. Perché la vendita non risulti contestabile, questa non dovrà apparire come una simulazione: questo significa che il prezzo concordato tra le parti dovrà essere rapportato all'effettivo valore di mercato dell'immobile ed il venditore dovrà effettivamente cambiare residenza. Ma, soprattutto, il denaro corrispondente al prezzo dell'immobile dovrà essere versato sul conto corrente del debitore. Sul quale, a questo punto, i creditori potranno aprire un pignoramento.

Uno degli strumenti tipici per tutelare la casa del pignoramento è il fondo patrimoniale. Stiamo parlando di una vera e propria barriera che viene messa su uno o più immobili, che non potranno essere pignorati dai creditori. Purtroppo anche il fondo patrimoniale ha dei punti deboli: uno di questi è che può essere effettuato solo dalle coppie sposate o da unioni civili. Il secondo punto debole è costituito dal fatto che il fondo patrimoniale tutela unicamente dai debiti che sono sorti per esigenze voluttuarie o di investimento. I creditori che decidano di farsi avanti per debiti derivanti dall'attività lavorativa principale, dalle imposte o dai bisogni familiari possono procedere con il pignoramento della casa nel fondo patrimoniale. anche se questo è stato costituito prima dell'insorgere del debito.

Possibilità molto simile a quella del fondo patrimoniale è il trust: viene nominato un soggetto fiduciario al quale viene intestato l'immobile e che avrà lo scopo di amministrarlo fino ad una scadenza. Successivamente dovrà restituirlo al titolare. Nel frattempo il creditore non potrà pignorarlo. Anche il trust può essere oggetto di revocatoria entro 5 anni. Inoltre è molto costoso.

Un'ultima alternativa è quella di far uscire i beni immobili dal patrimonio del debitore e costituire un'apposita società, nella quale farli confluire. Generalmente, questa società è di natura estera. Anche in questo caso i costi possono risultare particolarmente elevati, soprattutto se si dovesse decidere di fissare la sede legale in un paese straniero. Ma soprattutto sarà necessario avvalersi della consulenza di un fiscalista.