In arrivo le multe per chi non accetta il pos!

Sembrava che l'introduzione di sanzioni per l'esercente che non accetti pagamenti tramite POS fosse cosa del 2022. In realtà, le multe inizieranno a fioccare a partire dal 1 Gennaio 2023. In quest'articolo, vi spieghiamo tutte le novità in tema di pagamenti elettronici, a cominciare dall'ammontare delle sanzioni previste.

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La lotta all'evasione si arricchisce in questi anni di nuovi capitoli. In questi giorni, molto spazio è dato dalle testate giornalistiche all'obbligo di POS, alla presunta transizione alla fatturazione elettronica per forfettari nel prossimo 2022, ma anche a misure più o meno stringenti in fatto di reddito di cittadinanza e bonus.

Già a Dicembre dell'anno scorso, per quanto riguarda i POS e la possibilità di pagamenti con mezzi elettronici, è stato dato largo spazio alla possibilità di ottenimento del Cashback di Natale 2020, iniziativa poi proseguita fino alle soglie dell'estate 2021. E il programma di incentivazione degli acquisti con carte elettroniche (e non online) è presente tuttora, con la famosa, o famigerata, Lotteria degli Scontrini.

Vediamo in quest'articolo tutte le novità previste per il prossimo anno, 2022, in tema di pagamenti tramite POS.

Il pos in realtà è obbligatorio già dal 2014

Se oggi, nel 2021, si discute molto sulla possibilità che il POS diventi a tutti gli effetti un obbligo, facendo in modo che l'esercente che lo rifiuti possa incorrere in una multa, in realtà tutto ciò non costituisce una novità. La notizia infatti è di vecchia data, pur con delle essenziali variazioni scaturite nel tempo.

Si iniziò a parlare di obbligatorietà del POS, acronimo per Point of Sales, già nel 2012.

Con il governo Monti, infatti, venne dichiarata la necessità della transizione già a partire dal 2014.

A decorrere dal 1° gennaio 2014, i soggetti che effettuano l’attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali, sono tenuti ad accettare anche pagamenti effettuati attraverso carte di debito.

Trattasi di una disposizione contenuta nel cosiddetto “decreto crescita 2.0” (decreto legge 179/2012, art. 15. co.4).

Si trattò di una prima formulazione che ancora non conteneva disposizione specifiche: ancora infatti non erano stabiliti importi minimi, modalità e tempi di attuazione. Nessun riferimento, inoltre, era fatto ad eventuali sanzioni per chi non si allineava alle nuove regole.

Bisognò poi attendere il 2014 per fare un ulteriore passo. Venne infatti decretato dal MISE che la soglia minima per l'accettazione di pagamenti con POS fosse di 30 euro.

Con il decreto successivo, l'obbligo di passaggio al POS venne fatto slittare dal 1 Gennaio al 30 Giugno 2014 (decreto MilleProroghe 2013).

Non essendo prevista, però, come abbiamo visto nelle righe addietro, alcun tipo di sanzione, più che un obbligo, secondo la giurisprudenza trattavasi più che altro di un onere giuridico per tutti i commercianti e professionisti.

Con la Legge di Bilancio 2016 (governo Renzi) si tornò a parlare di obbligo di POS, fatto salvo di "un'oggettiva impossibilità tecnica". La soglia minima venne fatta slittare da 30 a 5 euro. Seppur scendesse nel dettaglio della spiegazione di quali impedimenti tecnici fossero ammissibili, il decreto non vide mai effettivamente la luce, e ci ritroviamo ad oggi, nel 2021, dove l'obbligo a tutti gli effetti non sussiste.

Tutto potrebbe però cambiare nel prossimo futuro.

Multe per chi non accetta il pos a partire dal 2023

Se n'era parlato a lungo per una transizione già dal 2022, ma in realtà sembra che un capitolo fondamentale della storia del POS verrà scritto a partire dal 2023.

La novella contenuta nel decreto 152/21 si differenzia invece dalle precedenti innanzitutto perché sanziona il rifiuto a prescindere dall’importo dovuto dalla controparte mentre, in precedenza, era stabilita una soglia minima dei 30 euro di acquisto al di sopra della quale scattava l’obbligo, scrive il Sole24Ore.

Stando a quanto dichiarato nel testo dell'emendamento, a partire dal 1 Gennaio 2023, l'esercente che non accetta un pagamento digitale, è passibile di sanzione pari a 30 euro, a cui andrà aggiunto un valore pari al 4% dell'importo del pagamento che si è rifiutato.

L'esercente, onde evitare la sanzione, sarà tenuto ad accettare almeno una tipologia di carta di debito ed una di credito: non sarà dunque tenuto ad accettare qualsiasi forma di pagamento digitale.

Naturalmente, dal lato del consumatore sembra finalmente la svolta. Dal lato dell'esercente, seppur il fatto che i pagamenti possano diventare in larga misura tracciabili rende la gestione contabile più semplice, non mancano però le polemiche, dovute soprattutto alle alte commissioni imposte dal POS.

A tal proposito, sottolinea AltroConsumo:

Insomma, a conti fatti le commissioni sui pagamenti devono essere sostenibili anche per le piccole attività, solo così il digitale può essere realmente conveniente sia per chi paga che per chi riceve.

Il pos come strumento di lotta all'evasione

Un po' si è letto tra le righe. La transizione al POS sarà strumento fondamentale per la lotta all'evasione.

Si sottolinea, però, che la digitalizzazione dell'Italia avverrà secondo determinate condizioni. Il fatto che siamo in una fase in cui sempre più dati sono a disposizione dell'Agenzia delle Entrate fa in modo che il Garante della Privacy sia intervenuto.

Da una parte, infatti, l'Agenzia delle Entrate desidererebbe che sempre più dati fossero a disposizione dei loro uffici in modo che la lotta all'evasione fosse fatta in maniera più stringente e metodica. Dall'altra, però, ciò non è del tutto possibile. Si parla infatti che al momento della redazione di quest'articolo, più di 2 miliardi di comunicazioni di acquisto stanno transitando nel database.

Nel tentativo di trovare un compromesso - scrive il Giornale - il Fisco ha deciso di non inserire nella banca dati quelle informazioni relative alla tipologia, alla quantità ed alla qualità degli oggetti e beni acquistati. Il garante, tuttavia, non è ancora soddisfatto, e chiede misure adeguate che assicurino senza alcun dubbio il rispetto del principio della privacy.

In ogni caso, l'utilizzo del POS non è certamente l'unica strategia che renderebbe più efficace la lotta all'evasione. Vediamo alcune strategie messe in campo nei prossimi paragrafi.

Non solo pos: anche abbassamento soglia dei contanti

Riempie le testate dei giornali la notizia che a breve verrà abbassata anche la soglia dei pagamenti in contanti. In un'ottica di un'Italia smart e cashless, la soglia massima di pagamento in contanti verrà ulteriormente abbassata, per non dire dimezzata.

Nell'articolo 18 del Decreto-legge del 26/10/2019 n. 124 si scrive infatti:

A decorrere dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021, il divieto di cui al comma 1 e la soglia di cui al comma 3 sono riferiti alla cifra di 2.000 euro. A decorrere dal 1° gennaio 2022, il predetto divieto e la predetta soglia sono riferiti alla cifra di 1.000 euro.

Dai 2 mila euro ai mille, dunque, a partire dal 1 Gennaio 2022.

Tutto ciò in un'ottica ben più grande, ovvero quella di favorire la prevenzione e la lotta al riciclaggio delle ingenti somme di denaro mosse da attività criminali e terroristiche.

Anche tale normativa ha passato fasi differenti, abbassando sempre di più la soglia massima spendibile in contanti.

Si segnala, comunque, che tale limite di mille euro è già presente per altre forme di pagamento.

Parliamo per esempio degli assegni bancari e postali che, se emessi per importi pari o superiori a quella cifra, devono recare l’indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità (FiscoOggi).

Sono previste delle sanzioni anche ai contravventori di tale normativa.

Si tratterà di una sanzione amministrativa pecuniaria del valore dai 3 ai 50 mila euro. Qualora si superino i valori di 250 mila euro in contanti, la sanzione sarà quintuplicata.

Infine, altri due strumenti che, oltre al POS, si stanno rendendo sempre più indispensabili.

Pago PA, Innovative Payments e fattura elettronica

Eccoci al capitolo finale. In questi anni stiamo assistendo a cambiamenti epocali in tema di pagamenti elettronici.

Sempre più consumatori, anziché utilizzare contanti o utilizzare carte fisiche elettroniche, si rivolgono a strumenti diversi e sempre più smart.

Parliamo dei cosiddetti Innovative Payments che nel 2019 hanno raggiunto un volume di transazioni pari a 3,1 miliardi, dato che senza dubbio è destinato a crescere negli anni successivi. Trattasi di pagamenti tramite smartphone, wearable, smart objects e free to device. Pagamenti sempre più veloci, e sempre tracciabili, che permettono di acquistare il proprio bene o il proprio servizio, senza nemmeno l'ausilio di un click.

Senza contare che, per rendere il tutto più facile e tracciabile e gestire con maggiore efficienza le lunghe code di utenti, anche la Pubblica Amministrazione si è adeguata da tempo. Negli ultimi anni, infatti, si è aggiornata permettendo il pagamento, per buona parte dei servizi offerti, online e tramite la piattaforma PagoPA.

Questo strumento tutela i pagamenti che sono tracciati e sicuri, aggiungendo però il costo di una commissione. Via libera dunque a pagamento di bolli auto, prestazioni sanitarie nelle strutture pubbliche, ecc. Tutto possibile tramite poste, tabaccherie o, ancora più velocemente, tramite smartphone.

E, infine, l'ultimo capitolo, forse quello più importante e che ha portato grossi cambiamenti per tutte le imprese ed i professionisti. Stiamo infatti parlando della fatturazione elettronica.

Questo strumento fondamentale nella lotta all'evasione è stato prorogato dalla Commissione Europea fino al 2024, con non poche novità. In questi giorni, infatti, si discute della possibilità, ormai più una certezza, dell'introduzione dell'obbligo di fatturazione elettronica anche per tutti coloro che abbiano la propria partita iva con regime forfettario.

Si tratterà certamente di una svolta, da molti forfettari già intrapresa ben prima del possibile obbligo, che permetterà che sempre più dati della nostra economia possano diventare di facile accesso per l'Agenzia delle Entrate.

Come sottolineavamo poche righe addietro, comunque, si tratta di una possibilità dal doppio risvolto. Da un lato una sempre maggiore precisione ed una maggiore efficienza. Dall'altro, il prezzo lo si conosce ed è quello della messa a disposizione dei propri dati.