Sky e Dazn litigano, proprio come due innamorati di una telenovela in un continuo tira e molla.

Effettivamente negli scorsi anni si era sempre giunti ad un compromesso, con addirittura accordi tra Sky stessa e Dazn che avevano messo in prima posizione l'esperienza da spettatore dei tifosi.

Addirittura, ad un certo punto Dazn ha concesso a Sky alcune partite che erano visibili su un canale dedicato (era il 209, come gli abbonati Sky ricorderanno), in modo da fornire un servizio affidabile e molto più di qualità rispetto allo streaming.

La discussione sullo streaming è più che mai attuale, tra Dazn ed anche lo stesso Amazon Prime Video che stanno offrendo un servizio che va decisamente migliorato. I problemi ci sono ed in parte è normale durante l'implementazione di una nuova modalità di trasmissione.

Come approfondiremo nel paragrafo dedicato, però, lo streaming non è nato l'anno scorso ma esiste ormai da tempo. I problemi sono figli anche di qualche errore di valutazione da parte delle emittenti, nonostante i grandi investimenti che hanno fatto.

In generale, comunque, la vicenda è più complessa di quanto sembri, perché ci sono di mezzo gli interessi di diversi soggetti: dai consumatori alla Lega Serie A, passando naturalmente per le singole società di Serie A e per gli enti istituzionali coinvolti, come il Parlamento ed il Codacons.

Ognuno prende le parti del soggetto che vuole tutelare e trovare un compromesso non è per niente semplice, soprattutto considerando che data l'attuale situazione la Lega Serie A potrebbe essersi pentita di aver venduto i diritti a Dazn, potendo prevedere che il servizio streaming non fosse ancora all'altezza.

Infine, vedremo anche quali possono essere gli sviluppi futuri, con Sky che resta alla finestra ed aspetta un'eventuale decisione delle istituzioni o un nuovo passo falso di Dazn.

Situazione complicata, ma proviamo a sbrigliare la matassa capendo innanzitutto come si è arrivati a questa situazione e, successivamente, quali sono i possibili scenari da qui ai prossimi mesi.

Nel frattempo, è attuale anche la questione riguardante la modalità di trasmissione televisiva, dato che proprio in queste settimane è in procinto di cambiare e diventerà definitiva nel 2023, motivo per cui il Governo ha approvato un bonus ad hoc, il bonus rottamazione TV. Per saperne di più, ti suggeriamo questo video del canale "Redazione The Wam" che ne spiega esattamente il funzionamento ed i dettagli:

Problemi Dazn: servizio non all'altezza

Partiamo con il dire che il servizio di Dazn non è all'altezza. L'emittente inglese ha investito milioni e milioni di euro, quasi un miliardo a dir la verità, per rendere più efficiente il servizio attraverso una collaborazione con Tim (che ha dato vita anche al pacchetto TimVision)... ma purtroppo non ha ottenuto i risultati sperati.

Anzi, il servizio è stato un vero e proprio disastro.

Interruzioni, minuti e minuti di blocco, risoluzione insufficiente... il tutto unito anche ai classici limiti dello streaming, come il leggero ritardo rispetto alla diretta che invece è possibile mantenere con la normale trasmissione satellitare.

Tanti piccoli intoppi che, se uniti, danno vita ad un servizio assolutamente insufficiente rispetto alle attese.

Tra l'altro, Dazn aveva mostrato i propri limiti già negli scorsi anni, ma per fortuna degli utenti aveva poche partite rispetto alle 10 di ogni giornata di Serie A ed il problema era stato tamponato con la già citata cessione dei diritti a Sky che aveva istituito il canale Dazn nella propria offerta sportiva.

Soluzione che tra l'altro potrebbe anche tornare a stuzzicare Sky, che proverà in tutti modi ad ottenere dei vantaggi da questo disservizio di Dazn.

Il problema più grande è stato (e non è un caso) durante i cosiddetti "big match". Si tratta di partite tra grandi squadre, come per esempio Atalanta - Milan, Juventus - Milan o Napoli - Juventus, in cui il pubblico connesso contemporaneamente è molto numeroso.

Questo naturalmente accentua i problemi già citati e fa calare ulteriormente la qualità del servizio, proprio quando paradossalmente gli utenti lo richiedono di più e lo pretendono migliore.

Come si risolverà questa situazione?

Problemi Dazn: l'infinita battaglia con Sky

Le due emittenti, entrambe britanniche e molto agguerrite sui diritti della Serie A, si sono già fatte battaglia negli scorsi anni, in particolare per il triennio 2018-2021. 

Ora la nuova battaglia è sul triennio 2021-2024 e la vittoria è stata nettamente di Dazn. Sky è rimasta senza alcuna partita in esclusiva e, per di più, ha perso anche il pacchetto highlights che la Lega Serie A aveva promesso di assegnare ed invece è finito nel dimenticatoio.

Dazn ha vinto i diritti TV della Serie A con esclusiva per ben 7 partite sulle 10 di ogni giornata di campionato nazionale. Una grande vittoria, costata a Dazn una cifra intorno agli 860 milioni di euro solo per la stagione 2021-2022.

Per il triennio, pare che la cifra totale si avvicini a 2,4 miliardi di euro. Praticamente, se si considera anche l'investimento con Tim per rendere più efficiente il servizio, Dazn ha investito qualcosa come 3 miliardi e mezzo di euro. Cifre quasi impossibili da comprendere fino in fondo, ma la domanda sorge spontanea: Dazn recupererà l'investimento fatto?

Il dubbio viene anche ripensando al passo fatto da Mediaset Premium qualche anno fa, quando si assegnò i diritti per trasmettere la Champions League per il triennio 2015-2018 e ne uscì fortemente danneggiata, non essendo riuscita con i nuovi abbonati e rientrare nell'investimento fatto.

Ora la battaglia tra Sky e Dazn non può che accendersi ulteriormente, con Sky che attende la debacle di Dazn e quest'ultima che tiene botta, addirittura provando ad acquistare i diritti per trasmettere la Premier League in Italia.

Impresa difficile, forse anche un po' disperata, per mostrarsi ancora forte ed all'altezza del grande passo che ha fatto. Dopo aver visto il ruolo delle emittenti private, però, andiamo a vedere qual è per ora l'atteggiamento delle istituzioni e qual è il modo con cui ognuna di essere vuole "tirare acqua al proprio mulino", come si suol dire.

Problemi Dazn: cosa fa la Lega Serie A?

Domanda delle domande: cosa fa la Lega Serie A? Il danno d'immagine che ha colpito certamente Dazn, colpisce anche indirettamente la Lega Serie A ed in un certo senso va a danneggiare la bellezza del campionato ed il fascino delle sue partite.

Ricordiamo che, secondo la Legge Melandri, le squadre ottengono una certa percentuale dei diritti TV che la Lega Serie A incassa dall'emittente che se li aggiudica. Quindi la questione va a toccare anche le casse delle singole società e di certo nessuno è contento di questa situazione.

Servizio scadente significa meno spettatori a vedere le partite, cioè meno share. Meno share significa per le società minori introiti. La Legge Melandri prevede infatti che la percentuale dipenda anche da quanti spettatori una squadra è in grado di attirare (quindi per logica la Salernitana otterrà meno denaro dell'Inter, per fare un esempio).

La Lega Serie A, però, non si è mossa in maniera particolarmente forte, nonostante ne abbia il diritto e la possibilità. Probabilmente l'intenzione è quella di non sollevare un enorme polverone che finirebbe per danneggiare tutti. Insomma, il ragionamento è "aspettiamo di vedere se il servizio migliora e sulla base di ciò decidiamo il da farsi".

Vedremo se questa voglia di temporeggiare verrà premiata, anche se stando alle dichiarazioni ufficiali di Dazn il problema è solo temporaneo e pian piano il servizio si assesterà su standard migliori. Speriamo.

Problemi Dazn: cosa dice il Codacons?

Se la Lega Serie A ha per ora scelto di mantenere un profilo basso, secondo alcuni sbagliando, altrettanto non si può dire del Codacons.

Certo, il Codacons ha presupposti completamente diversi ed ha l'unico grande interesse nel difendere i consumatori, che in fondo sono i veri soggetti danneggiati da questa situazione.

Lo ha fatto in maniera forte, probabilmente anche sparando alto. Ha chiesto sostanzialmente due cose: che venissero rimborsati (almeno parzialmente) i clienti Dazn e che Lega Serie A revocasse a Dazn i diritti in esclusiva, trovando una nuova soluzione.

Se la prima istanza è stata anche accolta (con problemi), la seconda è decisamente più problematica e porta Dazn in una situazione difficile, ma con ancora la Lega Serie A nel limbo.

Insomma, potrebbe ancora succedere qualsiasi cosa: da un accordo tra Sky e Dazn ad un incredibile ribaltone se la Lega Serie A decide di fare pressione affinché succeda ciò che ha proposto il Codacons.

Anche perché, va ricordato che tra Lega Serie A e Dazn c'è un contratto che prevede che il servizio offerto deve essere all'altezza delle aspettative e che, in caso contrario, il contratto stesso può decadere.

Il Codacons in questo senso non ci è andato leggero, anzi, ma ha ottenuto ancora troppo poco rispetto alle pretese degli appassionati.

Anche i rimborsi, infatti, sono stati problematici. Dazn ha dato la possibilità usufruire di un voucher per scontare l'abbonamento sulla base del disservizio avuto, ma anche questo passaggio ha avuto problemi e non ha funzionato perfettamente.

Problemi Dazn: soluzione lontana, Sky monitora

Mentre Dazn prova ad accordare con BT Sport i diritti della Premier League, il campionato britannico, Sky resta sulla porta ed attende gli sviluppi con il fine di ottenere il miglior scenario possibile.

Per avere la Premier, infatti, Dazn dovrebbe comunque ottenere il consenso di Sky, che non tarderà a chiedere qualcosa in cambio, come è lecito aspettarsi.

Intanto torna attuale anche la possibilità di distrubuire da parte della Lega Serie A i diritti per gli highlights, rimasti praticamente in sospeso. In caso, sarebbe certamente Sky ad aggiudicarseli, ma prima probabilmente vuole vedere come va a finire con le 10 partite che Dazn potrebbe presto perdere.

Tutte ipotesi, naturalmente, ma la certezza è che se non si arriva ad un miglioramento netto del servizio entro qualche settimana, prima o poi il banco salta, come si dice in questi casi.

Dazn trema, il Parlamento temporeggia e la Lega Serie A pure. Le società cominciamo a pretendere quanto gli spetta e i consumatori, giustamente, pure.

Sky, invece, osserva e si sfrega le mani.