Quattro bonus INPS senza ISEE confermati dal Governo Draghi

Solitamente, per richiedere i bonus, o agevolazioni, dall’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale INPS, occorre presentare l’ISEE, L’indicatore della situazione economica, aggiornato. Attraverso l’ISEE, infatti, lo Stato fa una cernita delle famiglie, per capire quali sono le più bisognose, ed erogare loro degli aiuti economici. Attraverso l’ISEE, infatti, vengono erogate prestazioni come il Reddito di Cittadinanza. Scopriamo, però, quali bonus possono essere richiesti a INPS anche senza l’ISEE.

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Solitamente, per richiedere i bonus, o agevolazioni, dall’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale INPS, occorre presentare l’ISEE, L’indicatore della situazione economica, aggiornato. Attraverso l’ISEE, infatti, lo Stato fa una cernita delle famiglie, per capire quali sono le più bisognose, ed erogare loro degli aiuti economici. Attraverso l’ISEE, infatti, vengono erogate prestazioni come il Reddito di Cittadinanza. Scopriamo, però, quali bonus possono essere richiesti a INPS anche senza l’ISEE.

INPS, il bonus Bebè

Primo fra tutti c’è il bonus bebè. L’assegno di natalità è corrisposto da INPS a scadenza mensile per ogni figlio nato, adottato o in affidamento preadottivo. Il bonus di bebè è una di quelle misure a sostegno della natalità e della genitorialità.

INPS, infatti, eroga un assegno per il piccolo nuovo arrivato, per tutto il primo anno dalla nascita, adozione o affidamento preadottivo. Naturalmente, per ottenere questo bonus occorre fare richiesta all’istituto. 

La domanda all’istituto può essere fatta entro novanta giorni dall’evento, inteso come la nascita, l’adozione e, o, l’affidamento preadottivo del bebè. Qualora, però, la domanda dovesse essere presentata in ritardo, INPS erogherà la prestazione a partire dal mese in cui è stata presentata la domanda.

L’ISEE per il Bonus Bebè

E’, dunque, importante rispettare le scadenze per non perdere le prime mensilità dell’assegno. Per la richiesta del bonus bebè all’istituto nazionale per la previdenza sociale, inoltre, non occorre presentare un’attestazione ISEE aggiornata

Sfatiamo il mito che per questo bonus occorre l’indicatore della situazione economica, altrimenti INPS non eroga il pagamento! Questo non è vero, poiché, per il bonus bebè l’ISEE non è necessario, ma è solamente consigliato.

Il bonus bebè, infatti, è distribuito alle famiglie, seguendo le fasce di reddito. Alle famiglie con un reddito basso verrà erogato un assegno più alto e, man mano che salirà il reddito, l’importo si abbasserà. Qualora però l’ISEE non dovesse essere presentato, INPS erogherà l’importo del reddito più basso, corrispondente alla cifra più elevata di reddito. 

Pertanto, vi consigliamo, essendo il bonus bebè suddiviso in tre fasce, bassa, media e alta, qualora aveste un reddito inferiore ai 40 mila euro, di presentare un’attestazione ISEE aggiornata, per non perdere del denaro che invece vi spetterebbe.

Per i redditi superiori ai 40 mila euro, invece, non occorre presentare l’ISEE, tanto l’importo erogato sarà il minimo. Ecco gli importi che INPS eroga annualmente e mensilmente alle famiglie per ogni figlio nato, adottato o in affidamento preadottivo:

  • ISEE pari o inferiore ai 7.000 euro, il beneficio dell’Inps viene erogato a pieno: 1.920 € annui, cioè 160,00 € al mese per ogni figlio; 
  • ISEE superiore ai 7.000 €, ma che inferiore a 40.000 €, spettano 1.440 € annui, cioè 120.00 € al mese.
  • ISEE superiore ai 40.000 €, spettano 960€ annui, cioè 80.00 € al mese.

È importante sottolineare, inoltre, che INPS aumenta l’importo del 20% per ogni figlio nato, adottato o in affidamento preadottivo, successivo al primo. Ecco quanto asserisce l’istituto nazionale per la previdenza sociale sul suo sito:

“La maggiorazione del 20% viene riconosciuta per ogni figlio successivo al primo del genitore richiedente l’assegno, purché sia rispettato il requisito della convivenza tra tali due soggetti.”

Il bonus asilo nido

Un altro bonus che INPS riconosce universalmente e senza bisogno dell’ISEE aggiornato è il Bonus Asilo Nido. Come stesso ci suggerisce il nome della prestazione, si tratta di un sussidio che viene riconosciuto ai neogenitori per pagare le rette di asili pubblici e privati. 

SI tratta di un bonus utilissimo per la famiglia, ma soprattutto per la parità di genere. Solitamente, nella nostra società, è la donna che sacrifica molto spesso la sua carriera lavorativa per potersi dedicare alla famiglia e alla cura dei propri figli

Questa, però, è una visione retrograda della società, in quanto, per la parità dei generi, non dovrebbe sacrificarsi solo la madre del bambino per accudire il figlio. Lo Stato, pertanto, ha inserito tra le misure a sostegno della genitorialità e della parità di genere, il bonus asilo nido.

Attraverso questo sussidio, i genitori potranno lasciare, in assenza di altre figure in aiuto, come i nonni, il loro piccolo presso un istituto specializzato, senza pagare a pieno la retta dello stesso. Inoltre, in un’intervista dello scorso marzo, la Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, ha dichiarato che, a tal proposito, lo Stato si sta muovendo per la creazione di nuovi asili nido.

“L'Italia sta già lavorando su un pacchetto di 5 miliardi per la costruzione di nuovi asili nido, la riqualificazione di ambienti quindi di fatto, la creazione di nuovi posti. È un impegno importante arrivare a quella stima di 230.000 posti.”

Bonus Asilo Nido senza ISEE

Dunque, per richiedere il Bonus all’INPS, l’Istituto Nazionale per la previdenza sociale, non occorre presentare un’attestazione ISEE aggiornata. Anche questo bonus è concesso universalmente a tutti i genitori che ne facciano richiesta, ma, come per il bonus bebè, abbiamo tre fasce di erogazione

Pertanto, come per l’altro sostegno INPS, vi consigliamo, qualora abbiate redditi inferiori a 40 mila euro, di presentare un’ISEE aggiornato, per non rischiare di perdere l’importo che normalmente vi spetterebbe. Senza ISEE, infatti, INPS concederà alla famiglia richiedente l’importo minimo. 

Ecco gli importi per pagare le rette di asili nido pubblici e privati. È bene evidenziare, inoltre, che questo bonus può essere richiesto anche dai genitori che hanno figli con disabilità per ottenere assistenza domiciliare. Gli importi:

  • Con ISEE minorenni fino ai 25.000 euro, la famiglia avrà diritto a 3.000 euro. 
  • Con ISEE minorenni da 25.001 euro fino a 40.000 euro, la famiglia avrà diritto a 2.500 euro. 
  • Con ISEE minorenni superiore ai 40.000 si potranno ricevere 1.500 euro.

Questo sostegno familiare di INPS dovrà essere domandato dal genitore che si occupa dei pagamenti delle rette dell’asilo. Il genitore in questione, nella richiesta, dovrà indicare le mensilità relative ai periodi di frequenza scolastica, che siano compresi tra gennaio 2021 e dicembre 2021, per i quali richiede il sussidio.

Per ottenere il bonus asilo nido occorre anche presentare all’INPS l’avvenuto pagamento di tutte le rette.

INPS, il Bonus mamma domani

Un altro importante sostegno di INPS per la famiglia è il premio alla nascita o Bonus Mamma Domani. INPS concede questo bonus a tutte le neomamme, sia per figli nati che per i figli adottati o in affidamento preadottivo

Il bonus, infatti, è un premio per incentivare la natalità, che ha raggiunto livello disastrosi nel nostro paese. Si pensi che con la pandemia abbiamo toccato un livello di nascite che non raggiungevamo dal secondo dopoguerra.

A tal proposito, infatti, si è tenuto un incontro, gli Stati Generali della Natalità, lo scorso venerdì 14 maggio 2021, in cui hanno preso parte anche Papa Francesco e il Presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi, in cui è stato esposto il problema e si è dibattuto per cercare soluzioni ad esso.

Ecco, infatti, quanto leggiamo sul sito ufficiale degli Stati Generali della Natalità, in cui è stato definito questo periodo storico come “inverno demografico”:

“Il declino demografico avviatosi dal 2015 è stato accentuato dagli effetti che l’epidemia Covid-19. Il nuovo record di poche nascite (404 mila, dati Istat 2020) e l’elevato numero di decessi (746 mila), mai sperimentati dal secondo dopoguerra, aggravano la dinamica naturale negativa che caratterizza il nostro Paese.”

Bonus mamma domani senza ISEE

La neomamma, o futura mamma, può richiedere il bonus mamma domani all’INPS a partire dal termine del settimo mese di gravidanza, fino a un anno dall’evento, inteso come nascita, adozione o affidamento preadottivo. Scaduto l’anno il genitore non potrà più far richiesta del bonus. 

INPS eroga a tutte le neomamme o le future mamme che fanno richiesta un bonus da 800€ in un’unica tranche, indipendentemente dall’ISEE. I metodi di pagamento sono i seguenti:

  • bonifico domiciliato presso ufficio postale; 
  • accredito su conto corrente bancario;
  • accredito su conto corrente postale;
  • libretto postale; 
  • carta prepagata con IBAN. 

Ad esclusione del bonifico domiciliato presso l’ufficio postale, tutti gli altri metodi necessitano dell’IBAN. 

Ultimo bonus INPS senza ISEE: il bonus ISCRO

L’ultimo bonus INPS che non necessita dell’attestazione ISEE aggiornata è il Bonus ISCRO, l’indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa. Questo bonus è stato introdotto come “prova” in legge di bilancio 2021, ma per ora, nonostante siano passati sei mesi, si sa ancora poco. 

Sappiamo che è rivolto agli autonomi e partite IVA, ed è una specie di cassaintegrazione per questa categoria di lavoratori. Gli importi variano da un minimo di 250€ a un massimo di 800€ al mese, per un totale di sei mensilità. 

Al momento, però, nonostante i termini per fornire indicazioni fossero stati fissati dalla legge di bilancio entro marzo 2021, non è possibile inviare la domanda per il Bonus. La stessa legge di bilancio, però, ha fissato come scadenza entro cui richiedere il Bonus ISCRO il 31 ottobre 2021, pertanto abbiamo ancora un po’ di tempo.

“La domanda è presentata dal lavoratore all’INPS in via telematica entro il 31 ottobre di ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023.”

Per richiedere il Bonus ISCRO non servirà essere in possesso di un’attestazione ISEE aggiornata, ma occorrerà rispettare i requisiti indicati dall’articolo 1 comma 388 della Legge di Bilancio 2021. Non resta che attendere aggiornamenti su quest’ultima indennità.