Il recovery fund è un piano approvato dal consiglio dell’unione europea che consiste in una serie di aiuti economici forniti ai paesi dell’Unione Europea per risanare l’economia dei paesi a seguito della crisi dovuta alla pandemia di covid-19.

È stata proprio la pandemia da Covid-19 a spingere tutti gli stati dell’Unione Europea a trovare una strategia ed una soluzione che fosse condivisa da tutti gli stati membri per poter affrontare assieme l’emergenza, non è stato sicuramente facile, ci sono stati diversi stati membri che all’inizio si sono dichiarati contrari in quanto vi è un forte divario tra i paesi che sono stati più colpiti dalla crisi (Italia e Spagna) e quelli che invece lo sono stati meno.

Si è arrivati alla fine ad un accordo tra tutti gli stati dell’Unione Europea e si è stipulato un piano di aiuti economici europei che è stato suddiviso in diverse parti che sono definite come a fondo perduto, come sovvenzioni, affiancate da quote che invece andranno restituite con il tempo, sotto forma di prestito

L’ex presidente del consiglio Giuseppe Conte aveva definito il Recovery fund come: 

un fondo per la ripresa con titoli comuni europei per finanziare la ripresa di tutti i Paesi più colpiti, tra cui l’Italia.

Sicuramente questa è un’opportunità enorme per aiutare molti settori che sono in difficoltà economica, ma adesso sta per arrivando una nuova parte dei fondi dell’Unione Europea che varranno utilizzati per proseguire con il Recovery Plan, vediamo all’interno dell’articolo in che mondo sono e verranno utilizzati questi fondi. 

Recovery fund: I primi aiuti dell’Unione Europea al nostro paese

Per il Recovery Fund, ovvero il piano per la ripresa economica europea, sono stati stanziati circa 750 miliardi per aiutare tutti i paesi membri dell’unione europea. 

Del totale una parte, 390 miliardi, saranno a fondo perduto, ovvero non dovranno essere restituiti dai paesi che li ricevono, mentre gli altri 360 miliardi sono stati erogati come prestito, e quindi restituiti nel tempo. 

Il piano per la ripresa economica è stato possibile in quanto per la prima volta nella storia gli stati dell’unione europea si sono accordarti sul fare un debito condiviso, i vari stati membri dovranno soltanto esprimere una garanzia sui fondi che sono stati emessi, in caso di bisogno. 

I vari paesi dell’Unione Europea hanno singolarmente redatto un piano estremamente dettagliato che comprende i vari progetti, riforme ed investimenti che si vorranno fare con i soldi forniti dal Recovery fund, il nostro paese esattamente come gli altri ha creato un Piano nazionale di ripresa e resilienza. 

Parliamo di quello che è successo finora in Italia; dopo aver presentato il Piano nazionale di ripresa e resilienza all’Unione Europea il nostro paese ha già ricevuto una prima parte del fondo; quest'erogazione di fondi fa parte del piano ideato dall’Unione Europea chiamato Next Generation EU, questo piano d' azione è pensato per andare a digitalizzare, rendere più sostenibile e sostenere la ripresa economica dell’Italia e di tutta l’Europa. 

Per il momento il nostro paese ha già ricevuto 24,9 miliardi di euro, di questi una parte a fondo perduto e una parte invece sotto forma di prestito, che equivalgono al 13% rispetto al totale dei soldi che sono stati richiesti. 

La stessa Commissione Europea ha dichiarato sui suoi canali social che:

Un’Europa forte ha bisogno di un’Italia forte. La nostra prima erogazione di fondi Next Generation EU in Italia avvia una duratura ripresa nel Paese.

I piani di ripartenza: Next Generation EU e Recovery fund

Prima di capire come sono stati, e verranno, utilizzati questi fondi, approfondiamo un argomento: abbiamo visto che esistono due parti del piano che è stato strutturato e deciso dalla commissione dell’Unione Europea, il Recovery fund e Next Generation EU, ma qual è la differenza tra i due?

In realtà entrambi fanno parte del piano ideato dall’unione europea per la ripartenza a seguito della crisi dovuta alla pandemia di Covid-19, il Recovery Plan. 

Il Recovery fund è l’investimento che è stato messo a disposizione dall’Unione Europea, mentre l’intera iniziativa della commissione è chiamata Next Generation EU, il piano creato per la ripresa sostenibile, uniforme, inclusiva ed equa. 

Possiamo sintetizzare il Recovery plan (ovvero l’intero piano dell’Unione Europea) con tre pilastri:

  • Dare sostegno agli stati membri dell’Unione Europea per investimenti e riforme: pensato principalmente per quei paesi dell’Unione Europea che hanno sentito maggiormente la crisi economica nel settore del lavoro, con un fondo specifico per il sostegno dell’agricoltura, il Green Deal;
  • Rilanciare l’economia dell’unione europea, grazie agli incentivi sugli investimenti privati: aiutare le imprese che hanno sofferto maggiormente la crisi a migliorarsi ed avviarsi verso la transazione digitale ed ecologica; 
  • Trarre degli insegnamenti dalla crisi: grazie al programma per la salute EU4Healt l’Unione Europea ha lo scopo di potenziale l’intero sistema sanitario e della protezione civile, così da essere pronto per un eventuale futura crisi.

Next Generation EU: Il bilancio a lungo termine

Cerchiamo però di capire più nello specifico da dove arrivano questi fondi e come verranno finanziati per tutti gli stati dell’Unione Europea. 

Innanzitutto, per coprire l’intero budget è stato previsto un aumento del PIL pari al 2% da parte di tutti gli stati membri dell’Unione Europea; così facendo l’Unione Europea sarà finanziariamente più forte e potrà acquistare dei titoli sotto forma di obbligazioni, gli euro bond

Il piano complessivo comprende appunto il bilancio a lungo termine e il Next Generation EU, il piano vero e proprio; la strategia di ripresa è pensata per andare a coprire tutti questi ambiti: 

  • La ricerca e l’innovazione tecnologica;
  • Il rafforzamento della protezione civile dell’EU, il RescEU;
  • Il programma per il rafforzamento del settore sanitario europeo, EU4Health;
  • La transazione energetica e digitale.

Recovery fund: come verranno usati i fondi in Italia?

Abbiamo visto che il nostro paese ha già ricevuto una prima parte dei fondi richiesti all’Unione Europea che fanno parte del piano d’azione Next Generation EU, nello specifico sono arrivati 24,9 miliardi di euro.

Bruxelles ha fornito delle sue indicazioni, ovvero che all’incirca 15,7 miliardi di euro di questa prima erogazione dovranno essere usati entro la fine dell’anno in corso, il 2021, motivo per cui molti di questi soldi sono già stati utilizzati per progetti attualmente in corso in Italia. 

La percentuale dei fondi erogati che sono stati utilizzati per i progetti già incorso è all’incirca di 1,6 miliardi di euro, il restante è stato invece suddiviso nelle varie parti del Recovery Plan italiano, ovvero il piano del nostro paese per la ripresa economica. 

Attraverso il cronoprogramma che è stato inoltrato all’Unione Europea il 4 maggio 2021 sappiamo che questi primi fondi verranno inoltre impiegati per: iniziare la transizione 4.0, l’Alta velocità ferroviaria, il Superbonus 110% e altre micromisure come scuole ed asili. 

Per quanto riguarda la transizione 4.0 stiamo parlando di tutti quegli aiuti economici che il nostro paese ha in programma di indirizzare all’innovazione delle imprese, il tutto in chiave sostenibile. Per questa sezione sappiamo, sempre attraverso il cronoprogramma inoltrato all’Unione Europea, che il nostro paese ha intenzione di investire in quest’area circa 1,7 miliardi di euro sul totale dei fondi. 

Anche per il superbonus 110% saranno destinati una buona parte dei fondi, soltanto per l’anno 2021 sono stati stanziati 460 milioni, a quanto pare ce ne saranno altri per la durata dei prossimi 5 anni. Quest’investimento viene sempre fatto nell’ottica della sostenibilità ambientale e della diminuzione dell’impatto ambientale. 

Sul piano del sociale invece è previsto che verranno investiti quasi 1,4 miliardi di euro per costruire nuovi asili ed implementare la sicurezza nelle scuole italiane, assieme ad altri investimenti che riguardano invece la formazione dei docenti ed il miglioramento del sistema scolastico. Tra le altre misure previste abbiamo anche una parte del fondo europeo che sarà destinato agli ospedali italiani, in particolare alla loro digitalizzazione, ed a rafforzare il nostro sistema giudiziario. 

Recovery fund: In arrivo altri 1,2 miliardi, a cosa serviranno?

Bruxelles ha dato il via libera il 4 ottobre scorso all’assegnazione di nuovi fondi per il programma React-Eu, a seguito di modifiche sui programmi del Fead (Fondo europeo aiuti indigenti), sono in arrivo altri 1,2 miliardi di euro per l’Italia, ma come verranno spesi?

Il React-Eu fa parte del piano Next Generation EU ed è pensato per andare a fornire altri 50,6 miliardi di euro aggiuntivi, da erogare nell’arco temporale tra il 2021 ed il 2022

La maggior parte di questi nuovi fondi che arriveranno al nostro paese sono stati pensati per l’acquisto di 68 milioni di dosi di vaccino anti Covid-19, un grande investimento che sarà sicuramente utilizzato per portare a termine la campagna vaccinale nel nostro paese, punto di fondamentale importanza. 

Per i vaccini contro il coronavirus verranno utilizzati 761 milioni di euro dei nuovi fondi erogati, il restante invece sarà suddiviso tra l’assunzione di nuovo personale sanitario ed il rafforzamento del sistema amministrativo

Per quanto riguarda il settore sanitario verranno spesi 374 milioni per assumere nuovo personale sanitario nel sud Italia, dove la situazione sanitaria è decisamente in forte crisi, e serviranno anche per eventualmente pagare arretrati o straordinari. 

Infine, i restanti 108 milioni saranno usati a livello nazionale e regionale per implementare il nostro sistema amministrativo, per quanto riguarda le regioni parte di quest’ultima erogazione servirà anche in campo sanitario. 

Quello che possiamo riassumere è che quest’ultima erogazione per l’Italia dall’Unione Europea è stata pensata prevalentemente per aiutare il nostro paese dal punto di vista sanitario, sicuramente per incentivare ed accelerare la campagna vaccinale, ma anche per aiutare tutto il nostro sistema sanitario che si trova ancora in grandi difficoltà.