Quella sul Green Pass è sicuramente la questione più dibattuta dell’anno. Proprio da oggi 15 ottobre 2021, infatti, entra in vigore l’obbligo di possedere il certificato verde per recarsi sul luogo di lavoro, obbligo valido sia per dipendenti pubblici, che privati.

Se da un lato sono iniziate le proteste dei lavoratori, dall’altro si apre una questione importante: quella relativa ai percettori di Reddito di Cittadinanza che non posseggono un Green Pass e, dunque, non sono rioccupabili nell’immediato. 

I percettori di Reddito di Cittadinanza che, al momento, si trovano sprovvisti di certificazione verde sono oltre 170 mila. Cosa deciderà di fare il Governo? Vediamo insieme tutte le novità degli ultimi giorni, ma prima, ecco un video del canale YouTube di Mister LuL:

Draghi firma il Dpcm relativo all’obbligo di Green Pass sul luogo di lavoro

È, ormai, ufficiale! Da oggi è obbligatorio essere in possesso del Green Pass per recarsi sul luogo di lavoro. Il Presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi ha firmato il nuovo Dpcm che stabilisce le modalità di verifica della certificazione verde Covid-19 sul posto di lavoro, da oggi 15 ottobre. 

Ricordiamo brevemente che, il lavoratore che dovesse essere sprovvisto di Green pass non potrà essere licenziato e non riceverà alcun provvedimento disciplinare, a meno che non dichiari il falso o risulti in possesso di un certificato verde di un altro soggetto. 

Il dipendente che non dovesse avere con sé la certificazione verrà segnalato come “assente ingiustificato” e non percepirà lo stipendio per le giornate in cui sarà sprovvisto di Green Pass. Questo, però, se egli avrà segnalato il tutto all’ingresso del posto di lavoro. 

Infatti, arriveranno sanzioni fino a 1.500 euro per coloro che non dichiareranno di non avere con sé la certificazione e, in seguito ad un controllo, ne risulteranno sprovvisti. In questo secondo caso verranno presi anche dei provvedimenti disciplinari. 

Infine, è importante che il lavoratore non si presenti con il Green Pass di un altro soggetto o un pass falso. Nel primo caso, infatti, incorrerà nel reato di sostituzione di persona, mentre nel secondo di falsità di materiale. 

Resta ancora da capire come gestire i percettori di Reddito di Cittadinanza che sono sprovvisti di Green Pass, ma questo lo vedremo tra poco.

Cosa accade da oggi 15 ottobre 2021

Da oggi, numerosi dipendenti sia del settore pubblico, che privato, sono stati sottoposti a controlli per verificare che fossero in possesso della certificazione verde. 

I controlli vengono fatti con un’apposita applicazione, approvata dallo stesso Premier Draghi, l’app VerificaC19.

Quest’applicazione potrà essere utilizzata unicamente dai soggetti che si dovranno occupare delle verifiche, cioè coloro che dovranno chiedere agli altri dipendenti il Green Pass, che potrà essere sia nel suo formato cartaceo, stampato presso la propria abitazione, oppure in farmacia con il tesserino sanitario, sia in formato elettronico, scaricato sul proprio dispositivo mobile. 

Per tutti coloro che non possono vaccinarsi per motivi di salute è stato fornito un QR Code apposito. C’è anche la possibilità, per chi ha effettuato il vaccino, ma non è in possesso della certificazione verde, di usare i documenti che sono stati rilasciati dalle strutture sanitarie, pubbliche o private, da farmacie o laboratori di analisi, da medici di medicina generale e pediatri. 

A Palazzo Chigi, infatti, il Presidente del Consiglio dei ministri, il Professor Draghi, ha sottoscritto tre provvedimenti: 

il primo, proposto dal ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta e dal ministro della Salute Roberto Speranza inerente alle linee guida relative all'obbligo della certificazione verde nella pubblica amministrazione;

il secondo proposto dal ministro dell'Economia Daniele Franco, dal ministro dell'innovazione tecnologica Vittorio Colao e, ancora una volta, dal ministro Speranza, introduce una serie di strumenti informatici che consentiranno una verifica automatizzata del possesso delle certificazioni;

il terzo riguarda la possibilità per le aziende portuali di offrire gratis i tamponi ai propri dipendenti.

In ogni caso, le aziende potranno adottare, in piena autonomia, tutti i provvedimenti necessari a fini organizzativi per far acquisire ai dipendenti sprovvisti la certificazione verde. Un esempio, sono i tamponi gratuiti ai propri dipendenti, come del resto ha annunciato di fare Naturasì, a carico della stessa azienda.

Su questo punto, infatti, il Premier Draghi è stato chiaro: i tamponi saranno a carico del dipendente o dell’azienda che vorrà assumersene i costi, ma non potranno essere a carico dello Stato. Nel frattempo, le farmacie hanno già abbassato i prezzi.

Secondo l'accordo è previsto un prezzo di 15 euro per i tamponi validi ai fini del green pass. Per i minori tra i 12 e i 18 anni il prezzo scende e, recandosi in farmacia, potranno pagare 8 euro per un tampone rapido.

Ricordiamo, infine, ancora una volta, che chi si recherà presso il posto di lavoro senza il Green Pass dovrà essere allontanato nell’immediato. Dovranno, poi, essere conteggiati i giorni di mancato servizio in cui il dipendente risulterà un assente non giustificato. 

In questo caso lo stipendio verrà sospeso e, inoltre, non matureranno né contributi né ferie. Ma per chi percepisce il Reddito di Cittadinanza? Come funziona?

Green Pass e Reddito di Cittadinanza

Si apre, ora, una questione molto importante: come faranno a trovare impiego i percettori di Reddito di Cittadinanza che non possiedono il Green pass?

Da oggi, infatti, sappiamo che è obbligatorio avere il Green Pass, non solo per poter consumare un pasto al chiuso nel ristorante, ma anche per lavorare. 

Il percettori di Reddito di Cittadinanza in Italia sono più di un milione, tra questi, circa 170 mila cittadini non hanno effettuato il vaccino e, per questo, sono sprovvisti di Certificazione Verde. 

Come faranno queste persone a trovare impiego, senza possedere il documento? Potranno continuare ugualmente a percepire il sussidio economico mensile?

La scelta presa dal Governo ha surriscaldato gli animi di molti cittadini lavoratori poiché chiunque non sarà in possesso di Green Pass dopo il 15 ottobre 2021 potrà continuare ugualmente a percepire il sussidio mensile, anche se non può lavorare, appunto, per la mancanza del documento sanitario.  

Quello che si stanno chiedendo molti lavoratori sprovvisti di documento verde è se sia giusto che loro perdano il diritto a stipendio, contributi e ferie, mentre i percettori del Reddito di Cittadinanza possono continuare a ricevere il sussidio, come se nulla fosse.

Questa decisione dell’Esecutivo ha, infatti, creato disparità tra i lavoratori e i beneficiari di Reddito di Cittadinanza a cui, la non possibilità di lavorare, per la scelta da essi stessi presa di non effettuare il vaccino, non verrà registrata come un rifiuto a lavorare.

In breve, i percettori di Reddito di Cittadinanza saranno graziati e continueranno a riceverlo, anche senza Green pass. 

Giovanni Assi, consigliere nazionale di Unimpresa, ha dichiarato, dall’altro canto, che:

 “Nel caso in cui queste persone venissero chiamate a lavorare e rinunciassero decidendo di non vaccinarsi e di non sottoporsi a tampone risulteranno comunque assunti a livello giuridico, anche se non percepiranno lo stipendio per tutto il periodo di occupazione previsto dal contratto. In questo modo non perderanno il diritto al sussidio, pur continuando di fatto a non lavorare”.

Sappiamo, però, che il Reddito di Cittadinanza dovrà andare incontro una riforma relativa alla banca dati dei percettori che, in questi tre anni, ha fallito nel suo compito, data la revoca di oltre 123 mila prestazioni a persone che dichiaravano il falso e date le mancate segnalazioni dei rifiuti alle occupazioni. 

In questi mesi, infatti, dovrà essere ultimata la maxi-banca dati che riguarda i percettori RdC con i loro dati relativi al reddito, alla conformazione del nucleo familiare e ai rifiuti effettuati alle proposte di lavoro, che ricordiamo, per legge, possono essere solo tre, dopodiché si perderà il sussidio. 

Secondo Andrea Orlando, Ministro del lavoro e delle politiche sociali, la banca dati sarebbe al 75% e dovrà essere ultimata in questi mesi, pertanto, Green Pass o no, rifiuti di lavoro o no, i percettori di Reddito di Cittadinanza potranno dormire sonni tranquilli, almeno fino a dicembre.

Iniziano le proteste per i NO al Green Pass 

Nel frattempo, dopo le manifestazioni violente di domenica scorsa 10 ottobre 2021, per dire no al Green pass, continuano le proteste, ma questa volta si tratta di manifestazioni pacifiche e non di atti violenti e distruttivi, come l’assalto alla Cgil.

Siamo, infatti, al porto di Trieste dove, in queste ore, si sono raccolti oltre duemila manifestanti per urlare a gran voce No al green Pass obbligatorio sui luoghi di lavoro.

All’ingresso del porto ci sono i portuali con i giubbotti gialli che permettono l’ingresso a dipendenti. La manifestazione è tranquilla, si mangia pizza, si intonano canti triestini e si applaude. 

A alla manifestazione di Trieste è arrivata gente da tutto il nord Italia compresi no-pass, no-vax, ma anche gente vaccinata.

Nel frattempo, continua la raccolta firme per il referendum abrogativo Green Pass, l’obiettivo è di raggiungere le 500 mila firme entro il 30 ottobre 2021. Secondo i molti, infatti, la certificazione verde minerebbe agli articoli 

  • n.3 della Costituzione italiana;
  • n.32 della Costituzione italiana; 

Ma minerebbe anche ad alcuni principi della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 1948, oltre che essere uno strumento di discriminazione:

“mira a creare fazioni e schieramenti, a instillare l'odio sociale, a distruggere le fondamenta stessa della Costituzione repubblicana”.