Il Reddito di Cittadinanza è certamente la misura più discussa di sempre. Fin dalla sua apparizione nel marzo 2019, infatti, l’Italia intera si è schierata a favore o contro la misura anti-povertà ideata dal partito politico Movimento Cinquestelle.

Se, da un lato, la misura ha aiutato numerose persone in crisi economica, dall’altro ha fallato nel trovare un’occupazione ai percettori. Ma non solo, poiché nelle scorse settimane sono state scoperte dai Carabinieri truffe multimilionarie ai danni dello Stato di evasori del Reddito di Cittadinanza.

Scopriamo insieme tutte le novità, dalle parole del leader politico di sinistra Matteo Renzi alle nuove disposizioni per trovare un impiego ai beneficiari della misura.

Reddito di Cittadinanza, la misura

La misura del Reddito di Cittadinanza è entrata tra le misure di sostegno alle famiglie in crisi economica nel 2019. Il beneficio economico percepito mensilmente dalle famiglie in crisi, è stato ideato dal Movimento Cinquestelle e può essere richiesta dal 6 marzo 2019.

Come leggiamo sul sito ufficiale del sussidio anti-povertà:

“Il Reddito di cittadinanza è una misura di politica attiva del lavoro e di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all'esclusione sociale. Si tratta di un sostegno economico ad integrazione dei redditi familiari.”

Tale misura, però, doveva essere associata a dei percorsi che garantissero ai percettori la possibilità di essere reinseriti nel mondo di lavoro, ma garantiva anche la possibilità di un reinserimento sociale.

Proprio per questo erano stati ideati i Patti per il Lavoro e i Patti per l’Inclusione Sociale, patti che venivano sottoscritti direttamente dal beneficiario del trattamento. 

Per poter beneficiare della misura del Reddito di Cittadinanza c’era la necessità di rispettare alcuni obblighi riguardanti l’immediata disponibilità ad entrare nel mondo del lavoro, aderendo a dei percorsi formativi personalizzati di accompagnamento all’inserimento nel mondo del lavoro, oltre che all’inclusione sociale. 

Questi percorsi prevedevano attività di servizio alla comunità, oltre che attività rivolte alla propria riqualificazione professionale e al completamento degli studi; molti percettori, infatti, hanno come unico titolo di studio la terza media e, per questo motivo, risultano difficilmente occupabili.

Ricordiamo che sono stati esclusi dalle attività formative per il lavoro, la riqualificazione professionale e il completamento degli studi tutti quei cittadini che percepiscono la Pensione di Cittadinanza, coloro che hanno 65 anni o più e tutti i cittadini disabili.

Tra gli esonerabili dalle attività precedentemente citate troviamo, poi, i membri della famiglia che fungono da tutori per i minori di tre anni o per i membri con una grave disabilità, o non autosufficienti

Gli errori della misura del Reddito di Cittadinanza

La misura del Reddito di Cittadinanza, così come concepita in partenza, sembrava un utilissimo mezzo per aiutare i cittadini in difficoltà economica sia attraverso l’elargizione di somme di denaro mensili, calcolate dall’Istituto per la Previdenza sociale, sia attraverso la loro formazione lavorativa e/o scolastica. 

Purtroppo, però, qualcosa non è andato nel verso giusto e in questi anni sono stati in moltissimi gli evasori della misura. Si pensi che, solo nel mese di novembre le truffe ai danni dello Stato dei percettori irregolari del beneficio sono arrivate a toccare i 60 milioni di euro

L’esecutivo, infatti, ha deciso di prendere posizione e ha deciso che, in questo modo, non si può proseguire. A fallare, infatti, è stata soprattutto l’aspetto formativo della misura; se, da un lato, lo Stato, tramite l’Inps, continuava ad elargire i soldi per il beneficio, dall’altro è risultato più difficoltoso trovare dei posti di lavoro per i percettori.

Tutti i fatti accaduti nell’ultimo periodo hanno portato il leader politico di sinistra, e fondatore del suo partito politico Italia Viva, Matteo Renzi, a definire la misura dei Cinquestelle “Reddito di Criminalità”. Già in passato, il leader di Italia Viva si era espresso sul beneficio, considerandolo solamente “un voto clientelare garantito e organizzato che i Cinquestelle intendono rappresentare”.

Si pensi che il Senatore Renzi aveva persino richiesto un referendum abrogativo per la misura, considerata improduttiva e troppo dispendiosa. 

Quest’estate, infatti, durante la presentazione del suo libro “Controcorrente” ha spiegato che mentre lui era Premier, sulla povertà erano stati stanziati ben 20 milioni di euro. Una volta che ha lasciato la carica, la cifra sulla povertà è arrivata a toccare i 2 miliardi e 600 milioni di euro.

Anche nella puntata di Otto e mezzo di venerdì 12 novembre 2021, Matteo Renzi non si è di certo risparmiato; ecco, infatti, quali sono state le sue parole nei confronti della misura del Reddito di Cittadinanza:

“Oggi c'è il reddito di criminalità, non di cittadinanza, di criminalità, che va a quelli che prendono le Ferrari; quando c'ero io c'era il Jobs Act, ora c'è il Reddito di Cittadinanza”

Insomma, pare proprio che a Matteo Renzi questa misura non piaccia per niente. Vediamo, però, come si sta procedendo in manovra di bilancio. 

Legge di Bilancio 2022, il Reddito di Cittadinanza

Che qualcosa dovesse subire qualche modificazione, l’avevamo già capito. Il Reddito di Cittadinanza è, infatti, una misura molto utile per i meno abbienti, ma è uno strumento che, se non controllato, può andare in mano a truffatori e a gente con pochi scrupoli. 

È proprio per questo motivo che, in Legge di Bilancio si sta cercando di ovviare a questo problema degli evasori, più comunemente conosciuti dai media come “furbetti del reddito”. 

Durante i giorni scorsi, l’articolo della manovra che rivedeva le disposizioni in tema Reddito di Cittadinanza è stato indurito ulteriormente rispetto alla versione del 28 ottobre 2021, già criticato dalla sociologa Chiara Saraceno, secondo cui le novità inserite sulla misura non erano altro che novità “assurde e punitive”.

Sarebbe, infatti, stato depennato il comma che garantiva che qualora il percettore avesse trovato un impiego, la retribuzione avrebbe garantito unicamente per l’80% alla formazione del futuro beneficio. Questo, non solo per le mensilità immediatamente successive, ma anche per l’anno seguente, dopo la presentazione del nuovo indicatore della situazione economica equivalente, quando un aumento degli introiti spesso determina la perdita del beneficio.

Questa specifica norma era già stata preannunciata in una conferenza stampa dal Presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi, che aveva pensato a questa modificazione per evitare che il Reddito di Cittadinanza continuasse ad essere un ostacolo per accettare delle opportunità lavorative

Secondo l’ex Presidente della Banca Centrale Europea, infatti, prima gravava un’imposta negativa al 100 per cento, mentre ora, con la prossima manovra, ciò viene graduato. 

Parrebbe proprio che questa parte sia scomparsa in Legge di Bilancio e che il nuovo esecutivo abbia voluto concentrarsi sui controlli capillari, oltre che per i nuovi obblighi rivolti ai percettori del beneficio economico anti-povertà. 

Ricordiamo, infatti, che nella manovra di bilancio, l’esecutivo guidato dal Professor Mario Draghi sta cercando di fare il possibile per effettuare controlli più precisi tra i percettori. Inoltre, ormai dal 2022 dovremo dire addio alla figura, ancora poco conosciuta tra gli italiani, nonostante sia presente da tre anni, dei navigator.

I navigator non ci saranno più e il loro contratto non verrà rinnovato. Prenderanno il loro posto le agenzie per il lavoro iscritte all’Albo che potranno "svolgere attività di mediazione tra domanda e offerta".

Tra le novità, inoltre, v’è il décalage della prestazione mensile anti-povertà per tutti coloro che rifiutano la prima offerta lavorativa, mentre è stata disposta la perdita totale del sussidio economico qualora le proposte rifiutate fossero due, e non più una. 

Insomma, pare proprio che con il 2022 il Reddito di Cittadinanza subirà un grande cambiamento. Porteranno questi cambiamenti e questi inasprimenti, un po’ più di serenità al leader di Italia Viva, o continuerà a chiedere il referendum abrogativo?

Reddito di Cittadinanza, parla il presidente INPS

In questi ultimi giorni, poi, si è espresso uno dei protagonisti principali della misura, il Presidente di INPS, l’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, Pasquale Tridico

Il presidente dell’istituto previdenziale, infatti, ha commentato così l’accanimento degli italiani nei confronti di questa misura, che parrebbe essere apprezzata solamente da chi la percepisce: 

“In Italia c'è un atteggiamento molto violento, aggressivo e indifferente verso i poveri. Il paese non è pronto ad accettare l'esistenza di un reddito minimo.” 

Il presidente di INPS ha poi ribadito che quello del Reddito di Cittadinanza è uno strumento essenziale, al di là degli scarsi risultati sul fronte dell'occupabilità dei beneficiari del sussidio.

Sempre Tridico ha poi continuato affermando duramente:

“Il paese non è pronto politicamente, in termini maggioritari, ad accettare l'esistenza di un reddito minimo. Non lo tolleriamo perché abbiamo preferenze sociali che non ci fanno propendere a dare 7, 8 miliardi ai poveri.”

Nella manovra di bilancio, infatti, il Reddito di Cittadinanza è stato rifinanziato per un ulteriore miliardo di euro, arrivando a toccare gli 8.8 miliardi di euro per la misura anti-povertà.

Lo stesso presidente INPS ha poi ammesso che non ha funzionato la parte sull'insediamento al lavoro dei beneficiari. Secondo Tridico questo è dovuto sia la scarsa occupabilità di gran parte delle persone interessate al sussidio, sia al fatto che i centri per l'impiego intermediano poco o nulla, e che sui servizi pubblici per il lavoro negli ultimi 20 anni è stato sbagliato tutto.

Il presidente ha poi concluso dicendo che su oltre tre milioni di persone interessate 2/3 sono minori, disabili e anziani, inoltre il 75% delle persone interessate dal reddito di cittadinanza non ha mai lavorato.

Secondo il Presidente INPS, il grosso del lavoro da fare si concentra proprio sulla formazione di base, considerando che la maggior parte dei percettori, come dicevamo pocanzi, hanno solo la terza media.