Il caso “furbetti” torna a farsi vivo.

Questa volta non colpisce il Cashback ma si rifà sul Reddito di cittadinanza, aggiungendo al quadro generale altri dubbi sull’efficienza della misura.

Un tema di cui Matteo Renzi aveva già discusso in sede di confronto, portando a rivelazione i numeri che dimostrano quanto la misura non stia funzionando.

Inoltre, smascherare chi se ne appropria indebitamente è difficile.

Del resto quando si parla di soldi, accadono queste cose!

Fortunatamente, grazie alla collaborazione tra Guardia di Finanza e Inps l’intercettazione continua a portare ottimi frutti.

Cosa rischiano i furbetti del reddito di cittadinanza?

Andiamo a scoprirlo in questo articolo!

Matteo Renzi contro il Reddito di cittadinanza:

Matteo Renzi annuncia l’intento di voler raccogliere le firme contro il Reddito di cittadinanza e subito dopo, dirige i bombardamenti verso il Movimento 5 stelle e Giuseppe Conte.

Le motivazioni in merito a questa sua avversione contro detta misura sono sempre state chiare, oserei dire quasi cristalline.

Il Reddito di cittadinanza non funziona e a dimostrazione viene portata l’evidenza e l’inoppugnabilità dei seguenti elementi:

  • aumento della povertà
  • allarme da parte dei sindacati
  • i casi criminali portati ad esempio dalle cronache giudiziarie
  • il fallimento dei navigator
  • la fuga del Professor Parisi in Mississippi

Inoltre, secondo quanto spiegato da ilfoglio.it:

“ il Rdc è stato un paracadute durante la pandemia perché ha protetto le fasce più povere della popolazione, ma non si è rivelato efficace come strumento per trovare un impiego”

Per porre rimedio a tutto ciò, l’idea è quella di accelerare verso una riforma correttiva che sia in grado di favorire domanda e offerta, ma non è l’unica.

Nella lista degli obiettivi spunta anche quella di riuscire a renderlo uno degli strumenti di politica attiva di maggior risultato.

Reddito di cittadinanza: a quanto ammontano gli indebitamenti dei furbetti?

50 milioni di euro.

Non è la cifra del risultato al gratta e vinci, né tantomeno il prezzo di una Tesla Model 3 rosso fiammante.

È l’importo di quanto è stato indebitamente percepito dai furbetti del Reddito di Cittadinanza, intercettati dai controlli della Guardia di Finanza e dall’Inps.

I soggetti denunciati per ipotesi di reato erano 5.868 solo a luglio mentre, le frodi in campo di spesa previdenziale ad oggi ammontano a ben 28 milioni di euro.

Numeri da capogiro che spesso interessano i titolari di tale reddito che ne hanno subito la revoca e che sono stati beccati ottenendolo con frodi o inganni.

Tra questi:

  • intestatari di ville e auto di lusso
  • titolari di conti all’estero
  • evasori totali
  • soggetti di traffici illeciti
  • soggetti parte di associazioni criminali mafiose

Spesso e volentieri chi finisce con l’entrare in questa zona d’ombra del Reddito di cittadinanza è responsabile di aver commesso errori e poi di non averli corretti.

O ancora, chi omette dettagli che per la legge sono considerati rilevanti ai fini del conseguimento del beneficio.

Ma che cosa potrebbero rischiare?

Reddito di cittadinanza e reati: quanto si rischia?

Secondo quanto stabilito dall’articolo 7 del Decreto Legislativo 4/2019 e come spiegato da cliclavoro.gov.it:

“ chi presenti dichiarazioni o documenti falsi o attestanti cose non vere o ometta informazioni di rilievo è punito con la reclusione da due a sei anni”

Per chi non comunica le variazioni inerenti al reddito o al patrimonio, è prevista la riduzione o la revoca dell’assegno, rischiando da 1 a 3 anni di carcere.

Dire il falso, quindi, costituisce un reato di pericolo che non solo lede chi dovrebbe avere diritto a tale misura prevista dallo Stato, ma anche l’amministrazione stessa.

Mentire per godere del Reddito di cittadinanza costituisce, in alcuni casi, truffa aggravata.

In merito a questa condizione, l’articolo 640 bis del codice penale contenuto in brocardi.it prevede:

il carcere da 2 a 7 anni, se i comportamenti previsti dall’articolo 640 hanno lo scopo di ottenere contributi, finanziamenti, mutui agevolati o altre erogazioni simili, erogati dallo Stato o da altri enti pubblici o dall’Unione Europea”

Il servizio del Corriere della Sera casca proprio a pennello: 

E se volete leggere un bell'articolo che parli di reati Rdc, ecco qui quello di Sonia Fascendini per trend-online.

Reddito di cittadinanza: sequestro della card, addio soldi!

Sicuramente avrete sentito parlare della card Rdc, la tessera richiedibile telematicamente tramite il sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Essendo a tutti gli effetti una carta di pagamento elettronica emessa da Poste Italiane, nella quale viene riconosciuto l’importo medio di 551,00 euro, diventa anch’essa strumento sottoponibile a sequestro.

Il soggetto che ne è in possesso non potrà più ricevere alcuna erogazione.

Il nostro ordinamento giuridico, in questo senso, non ammette giustificazioni.

Quindi che si tratti di furto, omissione, falsificazione o truffa sappiate che se siete colpevoli potrete dire addio al Reddito di cittadinanza... per sempre!