È ufficialmente partita la raccolta firme per il referendum abrogativo Green Pass. Sono in moltissimi i cittadini che vogliono dire “no” alla nuova carta verde, che dal 15 ottobre verrà resa obbligatoria anche su tutti i posti di lavoro.

Le disposizioni legislative in materia di Green Pass vogliono essere abrogate. Per questo, è stato formato un comitato composto da personaggi illustri, come ad esempio l’avvocatessa di Salerno Olga Milanese, o il docente di diritto internazionale alla Sapienza di Roma, Luca Marini, già vice presidente del Comitato Nazionale per la Bioetica

Oltre che il professor Francesco Benozzo docente di filologia romanza all’Università di Bologna e responsabile scientifico di centri di ricerca internazionali di antropologia, linguistica e consapevolezza civica.

L’obiettivo, per questo referendum abrogativo green pass, è quello di riuscire a presentare quantomeno 500 mila firme entro la fine del mese prossimo, il 30 ottobre 2021. Vediamo insieme cosa sta accadendo e cosa potrà succedere nei prossimi mesi.

Ecco, nel frattempo, un video molto attuale sulla situazione del Green Pass del canale ufficiale You Tube di La 7 Attualità

Referendum Abrogativo Green pass, l’obbligo di certificazione al lavoro

Qualche giorno fa, in Consiglio dei ministri è stata decisa la sorte di molti, o forse tutti, i lavoratori italiani. Dal 15 ottobre, infatti, all’entrata dell’azienda o all’ingresso dell’ufficio, occorrerà mostrare il certificato verde a un superiore o a un lavoratore incaricato.

Qualora il cittadino non vorrà vaccinarsi, potrà effettuare un tampone che permetterà di avere la certificazione, che però sarà valida per sole 48 ore. Insomma, occorrerebbe fare almeno tre tamponi alla settimana. Al Governo si sta discutendo se prorogare la validità di questo certificato di altre 24 ore, facendo slittare la validità del Green Pass alle 72 ore, ma per ora resta un’ipotesi.

Si è tanto discusso, inoltre, in Consiglio dei ministri, con i rappresentanti delle Parti Sociali, in particolar modo segretario generale di Cgil, Maurizio Landini, che chiedevano allo Stato di farsi carico di questi tamponi fino a fine anno. 

Su questo punto, però, il Premier Mario Draghi non ha voluto sentire ragioni: il costo di ciascun tampone sarà sostenuto da tutti coloro che non vorranno vaccinarsi. L’unico accorgimento che potrà essere adottato dal Governo, ma soprattutto dalle farmacie, sarà un leggero abbassamento dei prezzi di ciascun tampone. 

Referendum Abrogativo Green pass, la Carta Verde discrimina

Secondo i cittadini contrari alla carta verde, che chiedono il referendum abrogativo Green Pass, questa è unicamente uno strumento che discrimina i cittadini e che contrasta con i principi fondamentali del nostro ordinamento giuridico

Alcuni cittadini no-Green Pass affermano a gran voce che la carta verde:

“mira a creare fazioni e schieramenti, a instillare l'odio sociale, a distruggere le fondamenta stessa della Costituzione repubblicana”.

Il sito ufficiale del referendum NO Green Pass si apre con un’immagine chiara dell’articolo 3 della nostra Costituzione della Repubblica italiana:

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Secondo il Comitato e i cittadini contrari alla certificazione verde, infatti, il Green Pass andrebbe a contrastare proprio questo articolo della Costituzione, oltre che all’articolo 32 e ad alcuni principi della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 1948.

Proprio per queste ragioni, è stato indetto un Comitato no Green Pass, seguito da molti cittadini italiani, che ha organizzato la raccolta firme per il referendum abrogativo Green Pass. L’obiettivo è raccoglierne almeno 500 entro il 30 ottobre 2021.  

Referendum Abrogativo Green pass: obiettivo 500 mila firme

Per il referendum abrogativo Green Pass occorrono quantomeno 500 mila sottoscrizioni. Queste dovranno essere raccolte, sia online che fisicamente, e depositate entro e non oltre il 30 ottobre 2021.

A seguito di tutte le verifiche della Cassazione e della valutazione di ammissibilità di questo quesito, da parte della Corte Costituzionale, i sostenitori del NO al Green Pass hanno come unico obiettivo arrivare al voto non prima di aprile 2022.

Insomma, per chi vuole il referendum abrogativo green pass non sarà facile. Con il recente Decreto Semplificazioni, approvato lo scorso fine luglio, è stata disposta una proroga per depositare le firme e tutti i certificati necessari per richiedere il referendum abrogativo.

I termini, infatti, sono stati spostati di un mese, dal 30 settembre, infatti, sono slittati a fine ottobre. Nonostante tutto, però, circa quaranta giorni per depositare presso la cancelleria della Corte di Cassazione tutti i documenti idonei e necessari, oltre che le 500 mila firme, sembrano un tempo notevolmente compresso.

Il Generale Francesco Paolo Figliuolo, Commissario Straordinario per l’Emergenza Covid nominato dal Presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi, ha definito questo referendum abrogativo al Green Pass solamente uno strumento di democrazia.

Secondo il Commissario, gli strumenti di democrazia, quando vengono adottati, vanno bene. Il Generale ha poi concluso dicendo che 

“Poi decideranno i cittadini sulla base delle loro scelta.”

Modificato il decreto di obbligo al Green Pass per i lavoratori

Nel frattempo, mentre i cittadini si stanno schierando tra no-Green Pass, proponendo un referendum abrogativo Green Pass, o sì-Green Pass, il Consiglio dei ministri ha modificato il decreto che impone l’obbligo della certificazione verde per tutti i lavoratori. 

È stato, infatti, modificato il punto della sospensione dal lavoro. Ricordiamo, infatti, che nella precedente bozza del decreto veniva esplicitato che a partire dal 15 ottobre, il lavoratore sprovvisto di certificazione verde veniva segnalato come “assente ingiustificato”.

Dopo 5 giorni di assenza ingiustificata sul luogo di lavoro, lo stesso lavoratore sarebbe stato sospeso finché non avesse avuto con sé la certificazione verde. Nel testo definitivo del decreto, che impone l'obbligo del green pass a 23 milioni di lavoratori, questo passaggio è saltato.

I lavoratori che non saranno in possesso della certificazione verde non saranno più sospesi, ma non riceveranno lo stipendio. Questo è quanto previsto dal nuovo decreto che riguarda i lavoratori del settore pubblico e privato, che prenderà piena attivazione del 15 ottobre 2021.

Ripartono le vaccinazioni in tutta italia +20%

In ogni caso, subito dopo l'annuncio del decreto che impone l'obbligo di possedere la certificazione verde covid, da parte del governo, si è registrato un rapido aumento delle vaccinazioni in tutta la Penisola.

Dopo l’ok all'obbligo del green pass sui luoghi di lavoro, sono stati riscontrati i primi segnali della ripartenza delle vaccinazioni che negli ultimi tempi, successivamente all’impennata di fine luglio prima delle vacanze, avevano subito un calo.

Si pensi che le vaccinazioni erano scese ha una media di poco più di 200 mila vaccinazioni al giorno. Ora, con l'obbligo di presentare la certificazione verde, è stata riscontrata una forte impennata del 20%.

Il commissario straordinario per l'emergenza covid, Figliuolo, ha dichiarato che le prenotazioni per effettuare il vaccino nelle ultime settimane sono passate, infatti, dal 20 al 40%.

Dopo l'annuncio del nuovo decreto, che impone ad oltre 23 milioni di lavoratori dei settori pubblico e privato di presentare sul luogo di lavoro il green pass, i cittadini hanno poco tempo.

Per coloro che hanno intenzione di ottenere la certificazione verde mediante le somministrazioni di vaccino, infatti, occorre tener presente che questa diventa valida solamente 15 giorni dopo la prima dose.

Pertanto, coloro che vorranno farsi trovare preparati dall'entrata in vigore dell'obbligo di presentazione della certificazione, dovranno farsi la prima dose almeno entro il 30 settembre.

Le Sanzioni qualora si presenti un falso Certificato

In ultima battuta, ricordiamo che sono severamente punite tutte le persone che si presenteranno presso i luoghi di lavoro con delle certificazioni false. Costoro, infatti, potranno essere denunciati e, qualora la certificazione non corrispondesse all'identità del soggetto lavoratore, anche sanzionati con una multa che va dai 400 ai 1.000 €.

Nelle casistiche più complicate, inoltre, potrà essere richiesto l'intervento delle forze dell'ordine. Le sanzioni sono le medesime sia per i lavoratori del settore pubblico, sia per quelli del settore privato.

L'obbligo di presentare la certificazione verde che attesta l'avvenuta vaccinazione, la guarigione dal virus entro sei mesi, o la negatività al covid, dopo aver effettuato un tampone, è partito lo scorso 11 settembre con il settore scolastico.

“Dall’11 settembre e fino al 31 dicembre, è necessario il green pass anche per chiunque accede alle strutture scolastiche, educative e formative e alle università. L’obbligo non riguarda bambini, alunni e studenti dei sistemi regionali di formazione. “