Referendum sulla legalizzazione della cannabis e Referendum sulla legalizzazione dell’eutanasia hanno raggiunto in poco tempo numeri eccezionali, tanto da riuscire a raggiungere in poco meno di un mese la quota di 500 mila firme, necessarie per la presentazione dei quesiti.

Entrambi i quesiti hanno sconvolto l’opinione pubblica, ed è comprensibile. Non tutti comprendono l’importanza che le due proposte possono avere a livello sociale. Essere garantiscono libertà e per certi aspetti anche legalità. 

In particolare, il referendum sull’eutanasia legale pone l’accento sulla dignità che un individuo dovrebbe avere anche nella morte. Il rispetto della vita, come della morte e del modo in cui questa accade, è sintomo di una società sensibile alla libertà e alla dignità della singola persona.

Ogni individuo possiede il pieno diritto di esprimere la propria libertà nel vivere la propria vita e allo stesso tempo deve poter scegliere come morire, specialmente quando la malattia non gli dà nessun’altra alternativa se non morire.

Questa scelta, in particolare, non coinvolge nessuno se non l’individuo, e soprattutto è una scelta che non va ad intaccare la libertà di nessun altro membro della società.

Il Referendum sull’eutanasia legale, come quello sulla cannabis legale, insegnano che il rispetto della libertà altrui è fondamentale, quando questa non va ad intaccare la libertà degli altri.

“Legalizzare l’eutanasia rende liberi se stessi e tutti di fronte a sofferenze profondamente proprie, e rende, in ultima istanza, liberi di vivere.”

Il Referendum sull’eutanasia legale raggiunge 900 mila firme

Grazie alla nuova possibilità, introdotta di recente, di poter firmare anche online attraverso firma digitale, il referendum ha raggiunto quota 900 mila firme. Un numero eccezionalmente alto, vista la particolarità e la complessità del quesito referendario.

Però, questa è anche la dimostrazione che il referendum è anche molto sentito dalla comunità. In particolare, 600 mila firme sono state raccolte attraverso i banchetti allestiti nei diversi comuni italiani, mentre 300 mila firme sono state raccolte online, attraverso firma digitale SPID. 

I più sensibili alla tematica sono perlopiù giovani e donne tra i 18 ed i 35 anni. Questo il commento di Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Cascioni, sulla vittoria raggiunta:

“L’eliminazione delle barriere fisiche e degli ostacoli burocratici che gravano sulle firme cartacee ha fatto venire alla luce una realtà sociale finora sconosciuta”

Protagoniste di questa rivoluzione sono state soprattutto le donne: di 318.500 firmatari, il 59 per cento (pari a 186 mila) sono donne, mentre solamente il 41 per cento (pari a 132 mila) sono uomini. 

Di questi:

  • il 65 per cento sono di età compresa tra i 18 e i 35 anni;
  • il 15 per cento è di età compresa tra i 36 e i 45 anni;
  • il 10 per cento è di età compresa tra i 46 e i 55 anni;
  • l’8 per cento è di età compresa tra i 56 e i 65 anni;
  • solo il 3 per cento ha 65 anni.

Secondo Marco Cappato, questa è la dimostrazione più eclatante che i giovani non sono disinteressati alla politica, ma sono più vicini e sensibili a certe tematiche più di quello che noi pensiamo. E’ certo che più strumenti di partecipazione attiva si forniscono, più i cittadini si sentono coinvolti e più partecipano. 

Perché la politica non è appannaggio di pochi, ma è vita. La politica ci coinvolge a 360°: ogni nostra azione politica, può e avrà un impatto importante sull’intera popolazione. Ogni uomo non è un’isola perché ogni sua scelta andrà ad avere un impatto sull’intera comunità, a meno che non si tratti di scelte che riguardano il singolo. 

Per questo i cittadini dovrebbero essere responsabilizzati al senso di comunità, al rispetto per le opinioni e le scelte altrui, soprattutto quando sono diverse dalle nostre, affinché possano effettuare scelte politiche responsabili.

Marco Cappato a riguardo dice,

“Come Associazione Luca Coscioni siamo fieri di aver innescato questa lenta e pacifica rivoluzione democratica con i referendum Eutanasia legale e Cannabis legale. Siamo grati a Mario Staderini per aver avviato all’ONU la denuncia dell’Italia per l’inaccessibilità dei referendum e lanciato la soluzione della firma digitale, a Marco Gentili per averla portata sul tavolo del Ministro Colao e del Parlamento e a Riccardo Magi per l’emendamento approvato.”

Ecco il video di presentazione del quesito referendario realizzato dall'Associazione Luca Coscioni:

Referendum cannabis legale: in cosa consiste il quesito referendario

Per chi non lo sapesse attraverso questo sito è possibile recapitare tutte le informazioni necessarie sul quesito referendario.

In sostanza, il quesito referendario andrà a modificare il Testo Unico in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, di cui al d.P.R. 309/1990. Il testo del referendum va ad intervenire sia sul piano penale che sul piano amministrativo.

Da un lato, il quesito suggerisce di depenalizzare la condotta di coltivazione di qualsiasi sostanza, intervenendo nella modifica dell’articolo 73 comma 1 del d.P.R. 309/1990, ed inoltre, si impegna ad eliminare la pena detentiva per qualsiasi condotta illecita relativa alla Cannabis. Soprattutto questo punto è quello che più interessa, perché interviene nella modifica dell’articolo 74, comma 4, e che è finalizzato ad agire sul traffico illecito di cannabis.

Infine, sul piano amministrativo, il referendum intende eliminare la sanzione della sospensione della patente di guida e del certificato di idoneità alla guida di ciclomotori, modificando l’articolo 75, comma 1, lettera a) del Testo Unico d.P.R. 309/1990.

Il testo referendario depositato

 Il testo referendario è il seguente:

“Volete voi che sia abrogato il Decreto del Presidente della Repubblica del 9 ottobre 1990, n. 309, avente ad oggetto “Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza”.

Ovviamente, il referendum non vuole abrogare l’intero testo, ma solamente una sua parte, ovvero:

  • L’articolo 73, comma 1, una parte di testo, ed in particolare la parola “coltiva”;
  • l’articolo 73, comma 4, una parte di testo, ed in particolare la frase “la reclusione da due a sei anni”;
  • l’articolo 75, comma 1, l’intero testo della lettera a).


Referendum cannabis legale: i benefici della marijuana

I benefici della cannabis sono ormai noti da molto tempo, però molti sono ancora restii ad avvicinarsi alla marijuana. In certi stati del mondo, come ad esempio negli Stati Uniti, la cannabis viene prescritta come trattamento per alleviare i dolori causati dal tumore e dai dolori cronici causati dalla sclerosi multipla. Inoltre, è stato provato che la cannabis rallenta anche la crescita dei tumori e l’aggravarsi della malattia.

In California, la cannabis è stata usata per curare 300 mila casi di soggetti affetti da emicrania, di cui il 25 per cento donne e l’8 per cento uomini. 

Inoltre, è scientificamente provato che la cannabis allevia i sintomi delle malattie croniche come il Morbo di Crohn, poiché agisce sui sintomi della nausea. Il THC, la sostanza psicoattiva della marijuana, contrasta i sintomi della nausea, proprio per questo è stato approvato dalla FDA nel 1985 come cura per il suo trattamento.

Solamente nel 1989 per la cura della nausea sono state prescritte circa 100 mila dosi.

Sempre secondo alcuni studi, la marijuana previene l’Alzheimer. L’Istituto Scripps, nel 2006, ha studiato le proprietà che la marijuana avrebbe nel bloccare i depositi nel cervello che causerebbero l’insorgere della malattia. Negli Stati Uniti, 5,3 milioni di persone affette da Alzheimer si curerebbero con la cannabis.

La marijuana cura il glaucoma poiché aiuterebbe al diminuire la pressione oculare in tutti quei pazienti affetti da questa malattia.

Inoltre, essendo un rilassante naturale, possiede la qualità di rilassare i muscoli prevenendo così le convulsioni. Viene usata anche a prevenzione degli attacchi epilettici.

Aiuta tutti i pazienti affetti da deficit d’attenzione, sia quelli affetti da ADD (ATTENTION DEFICIT DISORDER) sia quelli affetti da ADHD (ATTENTION-DEFICIT/HYPERACTIVITY DISORDER). 

"Uno studio ben documentato dell’USC nel 2009 ha mostrato che la marijuana non solo è un’alternativa perfetta al Ritalin ma tratta la malattia senza alcun effetto collaterale negativo, come causato invece dal farmaco."

La marijuana aiuterebbe anche ad alleviare i sintomi premestruali e, infine, ad aiutare a calmare i comportamenti ossessivi compulsivi nei pazienti affetti da sindrome di Tourette.

Come aderire al referendum sull’eutanasia legale e al referendum sulla cannabis legale?

Per aderire ai due referendum è necessario una vostra firma. Soltanto da pochi mesi è stato introdotto lo strumento della firma online che evidentemente allargherebbe la platea di adesioni, perché consentirebbe un accesso facilitato al quesito referendario. 

Comodamente da casa, potrete collegarvi ai siti Home - Referendum per la cannabis legale (referendumcannabis.it) e Eutanasia Legale - Associazione Luca Coscioni e seguire le indicazioni fornite dal sito.

In particolare, sul sito del referendum per l’eutanasia legale è possibile aiutare a raggiungere l’obbiettivo in diversi modi:

  • firmando;
  • diventando attivista, organizzando un banchetto nel vostro comune;
  • diventando autenticatore o autenticatrice;
  • facendo una donazione a sostegno dell’iniziativa.

Per quanto riguarda il sito del referendum cannabis legale, potete collegarvi e partecipare attivamente condividendo post, immagini, loghi e locandine per sostenere e pubblicizzare l’iniziativa.

Inoltre, potete:

  • firmare, attraverso la vostra identità SPID;
  • donare per sostenere l’iniziativa;
  • acquistare i prodotti dallo sponsor Just Mary, sempre a sostegno dell’iniziativa;
  • condividere tutti i post e le locandine sui vostri social, Facebook, Instagram, Twitter e tanti altri! 

Qualunque cosa decidiate, siate cittaditi attivi e cittadini responsabili.