Molti lo odiano, altri lo acclamano e altri ancora lo utilizzano senza pensarci. Il Green Pass è davvero uno degli argomenti più frequenti sulla bocca di tutti.

In un periodo come quello attuale dove i referendum vengono molto utilizzati per abbattere leggi considerate “superate” o stereotipi di vario tipo, non poteva mancare un referendum contro il Green pass.

Infatti, dopo il notevole successo dei referendum per la legalizzazione della cannabis e per l’eutanasia, il passo era breve per arrivare ad indire un nuovo referendum popolare. 

Mi spiego meglio, era prevedibile che qualcuno avrebbe indetto un referendum contro il Green pass

Tuttavia, gli organizzatori di tale referendum si sono mossi relativamente tardi. 

Questo perché la spinta decisiva è stata data dall’ultima estensione del Green Pass voluta dal Governo Draghi.

Infatti, si ricorda che a partire dal giorno 15 di questo mese la certificazione verde digitale sarà indispensabile per potersi recare sui luoghi di lavoro.

Nessun lavoratore sarà escluso. Infatti, il Green Pass diventa obbligatorio per dipendenti pubblici e privati, liberi professionisti, imprenditori ed autonomi.

Tale decisione ha scatenato un vero e proprio polverone ed alcune persone hanno iniziato a chiedere a gran voce l’abolizione di questa misura. 

Infatti, alcune persone ritengono che il Green Pass sia una sorta di limitazione alla libertà individuale e, proprio per questo motivo, sia una misura anticostituzionale e discriminatoria

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Referendum Green Pass: ecco i quesiti referendari!

Ovviamente, non possiamo partire con l’analisi di questa misura senza conoscere quali sono i quesiti ai quali dire no al Green pass

Infatti, come abbiamo detto in precedenza, alcune persone ritengono questa misura discriminatoria e limitante per quanto riguarda la libertà dei cittadini italiani. 

Dunque, quali sono i quesiti?

Il primo tra tutti riguarda l’aspetto lavorativo, ossia la goccia che ha fatto traboccare il vaso e ha fatto sfociare la rabbia in un referendum vero e proprio. 

Infatti, tale quesito domanda se le persone vogliono o meno abrogare il Decreto Legge numero 52 del 22 aprile 2021 che è stato poi convertito in legge il 17 giugno 2021.

Il secondo quesito invece propone di abrogare il Decreto Legge numero 105 del 23 luglio 2021. Tale decreto fa riferimento a tutte le misure per evitare il contagio durante l’emergenza pandemica legata al Coronavirus. 

Il terzo quesito chiede l’abrogazione del Decreto Legge del 6 agosto 2021. Questo è stato uno dei decreti che più ha colpito le persone in quanto ha obbligato all’utilizzo della certificazione verde digitale sui mezzi di trasporto a lunga percorrenza e negli istituti scolastici (sia a scuola sia nelle Università).

Infine, il quarto ed ultimo quesito riguarda l’abrogazione del Decreto Legge del 10 settembre. In questo caso facciamo riferimento a quel decreto che ha imposto l’utilizzo del Green Pass ai lavoratori del settore socio sanitario.

Ma perché tutte queste proposte?

Ribadiamo ancora una volta che per molti il Green Pass significa una vera e propria limitazione della libertà individuale, da molti considerata anche incostituzionale.

Secondo quanto affermano alcuni dei promotori dell’iniziativa del referendum noi Green Pass tale strumento sta obbligando i cittadini a vaccinarsi. 

In realtà la situazione non è esattamente così.

Infatti, nonostante la certificazione verde digitale sia stata imposta come incentivo alla campagna vaccinale, la vaccinazione non è l’unico modo per ottenere il Green pass.

Infatti, come ormai tutti sappiamo, la certificazione verde può essere ottenuta anche dopo essere guariti dal Coronavirus oppure a seguito di un tampone (antigenico o molecolare) con esito negativo. 

Chi sono i favorevoli al Referendum No Green Pass?

In molti credono che coloro che sono contrari al Green Pass siano pochissimi. Eppure non è esattamente così.

Iniziamo col dire che coloro che sono in prima fila e si sono schierati da subito a favore del referendum sono persone contrarie al vaccino. 

Non vorrei chiamare tali persone no-vax in quanto, a mio parere, vi è una differenza notevole in questo caso.

Coloro che sono contrari al vaccino contro il Covid-19 non sempre sono contrari a tutti i vaccini. Infatti, molti, conoscendo i possibili effetti collaterali (seppur molto rari) hanno delle perplessità a sottoporsi al vaccino. 

Ovviamente tutte queste perplessità sono legittime. È strano a dirsi, ma il fatto che questa pandemia ci abbia travolti completamente ha fatto sì che fossimo molto più informati del solito anche sulle possibili controindicazioni del vaccino.

Alla fine, nella nostra vita di vaccinazioni ne abbiamo fatte molte, eppure in questo caso le persone che si sono preoccupate per i possibili effetti avversi sono state superiori alla media. 

Inoltre, altri sostenitori del referendum contro il Green Pass sono coloro che affermano che non serva una certificazione per recarsi sul loro posto di lavoro

Infatti, ricordiamo che dal 15 ottobre 2021 le persone che non saranno in possesso della certificazione verde digitale non potranno lavorare e, di conseguenza, non riceveranno lo stipendio. 

Infine, c’è un’altra categoria di persone. Stiamo parlando di persone che sono vaccinate e che, quindi, possiedono il Green pass. Eppure, nonostante siano in possesso della certificazione verde digitale non condividono le motivazioni relative al suo utilizzo.

Quindi, tirando le somme, le persone contrarie al Green Pass non sono poche come potremmo ipotizzare. 

Referendum no Green pass: chi sono i promotori?

L’iniziativa che si schiera apertamente contro la certificazione verde digitale è partita dal basso.

Esiste un vero e proprio portale online dedicato a tale iniziativa

Ma non è tutto così lineare.

Infatti, molte personalità di spicco hanno organizzato realmente tale referendum

Possiamo citarne alcuni: l’avvocato Olga Milanese, il professor Luca Marini, docente di diritto internazionale ed il professor Francesco Benozzo, docente di filologia romanza. 

Lo stesso avviene se parliamo della lista dei garanti. Infatti, anche in questo caso possiamo trovare molte personalità di spicco che si sono schierate a favore dell’abolizione del Green pass. 

Alcuni esempi sono il professor Paolo Sceusa, presidente di sezione della Corte di Cassazione o il professore di diritto Ugo Mattei.

Referendum no Green pass: quando sarà la scadenza?

Se conosciamo il meccanismo del referendum allora sappiamo che ognuno di essi ha una deadline

Ricordiamo che, secondo la legge italiana, un referendum deve ottenere almeno 500mila firme. In questo modo tale proposta verrà portata in parlamento. 

Nel caso del Referendum no Green pass esso è partito tardi.

Infatti, come abbiamo detto precedentemente, tale referendum è partito dopo l’ennesima goccia che ha fatto traboccare il vaso, ossia l’obbligo di Green Pass sui luoghi di lavoro. 

Più nel dettaglio questo referendum è partito a settembre ed ha tempo fino al 30 ottobre 2021 per raggiungere le firme necessarie

Inoltre, se il referendum dovesse ottenere le firme richieste tutti noi italiani saremmo chiamati alle urne per esprimere la nostra adesione ad esso verso aprile 2022. 

Ma come firmare?

Per poter aderire al referendum sono stati istituiti degli hub per la raccolta firme. 

Inoltre, è possibile anche firmare online

In questo caso c’è da sottolineare una differenza importante rispetto alle firme online per gli altri referendum (cannabis ed eutanasia legali). 

Infatti, se negli altri due casi era possibile firmare gratuitamente tramite SPID, per il Referendum no Green pass questa opzione non è prevista.

Questo perché gli organizzatori sono partiti tardi e non hanno avuto il tempo di pagare per questa opzione.

Dunque, tutti coloro che firmeranno online dovranno sostenere una spesa pari a 3 euro. 

Referendum no Green pass: ci sono anche i contrari!

Ovviamente per un tema così delicato esistono anche delle persone contrarie. 

Infatti, sono numerosi coloro che si sono schierati contro il Referendum no Green pass

Molte persone difendono l’uso della certificazione verde digitale e la ritengono l’unico mezzo per scongiurare un’ulteriore ondata di contagi e un lockdown. 

Infatti, sono in tanti a vedere questa misura come un graduale ritorno alla normalità.

Di conseguenza, dopo essere stati chiusi in casa per mesi, le persone vogliono solo un po’ di normalità.

Una delle personalità di spicco che si è schierata chiaramente contro il Referendum no Green pass è stato Francesco Boccia, responsabile Enti Locali nella segreteria del PD.

Infatti, in un’intervista egli ha ribadito apertamente la sua contrarietà a tale referendum. Secondo Boccia il Referendum no Green pass è solo un modo per far perdere tempo alle persone perbene con un’idea senza fondamenta. 

Eppure, anche se sembrerà quasi incredibile, vi sono dei contrari anche tra le persone che non sono sostenitrici del vaccino

Infatti, molte persone che gridano alla dittatura sanitaria e all’anticostituzionalità del Green Pass si sono comunque schierate contro il referendum. 

Cerchiamo di capire perché.

Un esempio è Diego Fusaro. Egli sostiene apertamente che la certificazione verde digitale, essendo essa stessa una misura contraria a quanto previsto dalla Costituzione, debba essere abrogata senza l’utilizzo di un referendum.

Anzi, se il Referendum no Green pass non dovesse ottenere gli esiti sperati dagli organizzatori, si andrebbe a legittimare una misura che, secondo molti, è contraria alla Costituzione. 

Referendum no Green pass: cosa dobbiamo aspettarci?

Ovviamente, nessuno di noi ha la sfera di cristallo. Di conseguenza, non abbiamo la certezza sull’evoluzione di tale situazione nei prossimi giorni

Tuttavia, vi sono alcune variabili da considerare. 

Innanzitutto, come abbiamo visto, gli organizzatori si sono mossi molto tardi

Tuttavia, per come sta procedendo la raccolta firme, possiamo vedere che Internet è dalla loro parte

Ricordiamo ancora una volta che la data di chiusura per la consegna dei referendum è fissata al 31 ottobre 2021. Di conseguenza, essa risulta essere tra pochi giorni. 

Inoltre, c’è una variabile che non sappiamo con certezza se può influenzare gli esiti del referendum, ma supponiamo possa farlo.

Si tratta del pagamento per la firma digitale.

Questo potrebbe portare ad una minore affluenza?

Solo il tempo ci darà le risposte che cerchiamo.