A chi non è mai capitato, al termine di una meravigliosa vacanza, di riportare con sé un ricordo a simboleggiare l’esperienza vissuta?

Per le vacanze marine, i souvenirs storicamente più gettonati sono rappresentati dalle conchiglie, o dalle pietruzze colorate che il mare lascia sulla battigia, che sia per creare bracciali e collanine o semplicemente per metterli in bella mostra sul proprio comodino.

Negli ultimi anni, molti vacanzieri, spesso per postare foto originali sui social, hanno cominciato a riempire le proprie valigie, borsette o bottiglie vuote, di sabbia prelevata dalle spiagge.

Ebbene, rubare sabbia o altri “materiali marini” non è solo una cattiva abitudine che denota una scorretta educazione, ma costituisce il reato di furto aggravato.

Perché non è possibile rubare la sabbia e cosa rischia il vacanziere trafugatore?

Perché non si possono raccogliere sabbia e conchiglie

Come vedremo sono diverse le disposizioni normative che tutelano la spiaggia dalle reiterate aggressioni perpetrate dai villeggianti.

Tali previsioni trovano spiegazione nel fatto che con il furto del suddetto materiale dagli arenili, si integra danno idrogeologico e si danneggia la pubblica utilità, nonché la fruibilità delle stesse spiagge. L’obiettivo del legislatore è dunque la conservazione del patrimonio naturale, garantendo la salvaguardia delle zone marittime e in ogni caso il rispetto dell’equilibrio del nostro ecosistema.

Spesso, infatti, ci si dimentica di come un cattivo atteggiamento nei confronti della flora e della fauna, abbia ripercussioni non solo su questi ma anche su di noi; e avere educazione nei confronti della natura è ciò che permette alle spiagge più belle e di grande rilevanza naturalistica di restare tali.

Quanto detto non esclude la possibilità per i bambini di continuare a giocare in riva al mare costruendo castelli di sabbia o raccogliendo le conchiglie più belle e originali. Il divieto riguarda solo il prelievo e quindi il furto del materiale marino.

Portare a casa sabbia e conchiglie dalla spiaggia è reato

Prelevare sabbia o altro materiale senza titolo legittimante configura il reato di furto aggravato ex art.625 Codice penale, laddove l’aggravante è rappresentata dal fatto che il comportamento si estrinsechi su cosa destinata alla pubblica utilità o pubblico servizio o su cosa esposta per necessità, consuetudine o destinazione alla pubblica fede.

Per delineare l’intero quadro normativo, è necessario correlare la disposizione del Codice penale con quella del Codice della Navigazione, il quale all’art. 1162 prevede:

"chiunque estrae arena, alghe, ghiaia o altri materiali nell’ambito del demanio marittimo o del mare territoriale ovvero delle zone portuali della navigazione interna, senza la concessione prescritta nell’articolo 51, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 1549,00 a euro 9296,00."

Alle autonomie locali, più vicine al territorio, è poi lasciata la possibilità di agire in via sussidiaria per regolamentare come meglio preferiscono la tutela delle spiagge.

A conferma di quanto stabilito dalle norme a tutela del materiale degli arenili, la Corte di Cassazione penale sez.IV con sentenza n. 11158 del 14 febbraio 2019, si è così espressa:

"la sottrazione o asportazione della sabbia o della ghiaia dal lido del mare o dal letto dei fiumi determina la configurabilità concorrente ai sensi dell’art. 625 c.p., n. 7, [...] giacché il prelievo del materiale lede, attraverso il danno idrogeologico all’arenile, la pubblica utilità dei fiumi o la fruibilità dei lidi marini."

Secondo il parere della Corte stessa, la configurazione del reato è da escludere, per contrarietà al principio di offensività, allorquando le sottrazioni si rivelino talmente irrilevanti da essere incapaci di ledere il bene giuridico tutelato.

Cosa rischi se vieni colto con la sabbia in valigia o in borsa

Sempre più spesso gli agenti addetti ai controlli portuali ed aeroportuali trovano bagagli pieni di sabbia o materiale marino. Se anni fa questo ritrovamento poteva considerarsi solo insolito, ora gli agenti possono, anzi, devono, comminare delle multe ai trasgressori.

Le multe variano a seconda dei casi, spostandosi spesso su un range tra i mille e i tremila euro, ma come abbiamo precedentemente analizzato, possono risultare anche di valore più alto se il quantitativo di materiale prelevato risulti significativo.

Le sanzioni sono talvolta stabilite dalle autonomie locali, come in Sardegna, dove molte località balneari hanno deciso di affiancare alla multa una sorta di “daspo”, impedendo ai trasgressori di tornare sulle proprie spiagge.

Per la tutela delle spiagge e dell'ecosistema marino, molti comuni costieri italiani hanno inoltre imposto il divieto di fumo in spiaggia, vietando le sigarette sotto l'ombrellone.