Quando ci si reca al seggio elettorale si hanno diverse possibilità per esprimere la propria scelta, ma se non si vuole votare per un partito o per l’altro oppure non si hanno preferenze, l’elettore potrebbe mettere nell’urna una scheda bianca oppure invalidarla rendendo il voto nullo.

Quando una scheda è valida 

Prima di addentrarci nei casi in cui una scheda sia bianca o nulla e su quali siano gli effetti che possono avere, vediamo i casi in cui il voto si intende valido.

Le schede, se mancano di uno degli elementi fondamentali, cioè il timbro di sezione o la firma di uno degli scrutatori sono sempre invalide. Sarebbe quindi utile che il votante prima ancora di entrare in cabina volti il foglio che gli è stato consegnato e verifichi se in basso a destra sono presenti questi due elementi. Se non lo fossero basterà chiedere di averne una nuova.

Per quanto riguarda il voto, invece niente paura se non ci ricordiamo con esattezza se dobbiamo fare una croce oppure una riga, perché dovrà essere data una interpretazione della legge che metta al primo posto la volontà dell’elettore. Tutte le volte in cui il suo intento sia evidente, anche se per esempio sia stato espresso in modo goffo andrà conteggiato.

Quando una scheda è nulla

Sono nulle tutte le schede che sono irregolari. Ma lo sono anche quelle su cui siano stati apposti dei segni con una matita diversa da quella che ci è stata fornita all’ingresso. Non si tratta di una sottigliezza. Quelle consegnate sono matite copiative, che non possono essere cancellate e che sono le uniche a dare validità alla preferenza espressa.

Sono parimenti invalide tutte quelle che contengono dei segni che possono rendere riconoscibile il votante, pensiamo al caso in cui per errore firmi, o volontariamente faccia una sigla o un disegnino per farsi riconoscere.

Quando una scheda è bianca

Una scheda è bianca quando viene piegata e introdotta nell’urna nelle stesse condizioni in cui ci è stata consegnata. Si ricorda che anche la piegatura va fatta in modo corretto. Importante seguire le pieghe già presenti sul foglio fino ad ottenere un quadrato che mostri all’esterno il timbro di sezione.

Decidere di recarsi alle urne per poi non votare per alcuni è visto come un atto senza senso. In realtà per molti è il modo di esprimere una protesta, senza eludere quello che non è solo un diritto ma è anche un obbligo. Per altri invece è qualcosa di rischioso, perché il voto potrebbe essere inserito di nascosto da chi fa lo scrutinio.

Si tratta in realtà di una ipotesi molto remota, perché al momento dello spoglio sono molte le persone presenti, inoltre le schede vuote devono essere immediatamente timbrate sul retro e vidimate così da scongiurare pericoli di questo tipo.

Schede bianche e schede nulle: come vengono conteggiate

Le schede, sia che siano nulle o bianche, sono registrate al momento dello scrutinio in un verbale dove deve essere specificato in caso di nullità le ragioni per cui è stata dichiarata. Vengono poi conteggiate solo ai fini del numero delle persone che si sono presentate a votare. 

Non hanno però alcun effetto di tipo diverso. Comunemente si dice che in entrambi i casi si tratti di un voto dato ai vincenti. In realtà è un non voto, o se proprio ci si vuole allargare esprime la volontà di adeguarsi alla volontà espressa dagli altri elettori.

Scheda bianca è la stessa cosa dell’astensione?

Nei fatti inserire una scheda bianca nell’urna ha gli stessi effetti che rimanere a casa. In entrambi i casi non viene espressa alcuna preferenza e si può presumere che l’intenzione sia quella di accettare quanto deciso da altri. In realtà si tratta di due cose diverse: innanzitutto chi non si presenta non è conteggiato se sia richiesto un quorum.

In secondo luogo, chi non si presenti al voto di fatto esprime qualcosa, che può essere disinteresse per la politica, piuttosto che dissenso verso il sistema. Il fenomeno dell’astensionismo viene sempre guardato con attenzione e con timore da chi si occupi di politica e certamente una forte defezione non passa sotto silenzio.

Altra variabile è la possibilità di presentarsi ai seggi, ma di rifiutare di ricevere la scheda. Si tratta anche in questo caso di un comportamento del tutto legittimo. Gli effetti in sostanza sono gli stessi dell’astensionismo: se rifiutiamo di esprimerci su tutti i quesiti siamo nelle stesse condizioni di chi non si sia presentato e quindi non saremo conteggiati tra i votanti. 

Scheda nulla per chi vota fuori dalla cabina

Nel caso un elettore decidesse, per protesta, goliardia o per ragioni personali di votare senza entrare nella cabina che gli è stata indicata la sua scheda sarà sempre nulla, anche se la sua volontà sia stata espressa in modo chiaro. 

In seguito a episodi di questo tipo, se ci dovessero essere anche intemperanze o minacce sarà probabilmente chiesto l’intervento delle forze dell’ordine che allontaneranno la persona dai locali e provvederanno a segnalare il fatto. In genere invece non ci sono altri effetti, se non le annotazioni sui verbali se il soggetto se ne va in silenzio.

Scheda deteriorata

La nostra legge ha previsto anche la possibilità che una volta entrato nella cabina l’elettore si renda conto che la scheda che gli è stata consegnata sia deteriorata. Pensiamo al caso frequente in cui sia leggermente strappata su un bordo. Evidente che quella al momento dello scrutinio dovrebbe essere considerata come nulla perché non conforme.

Per evitare di vedere vanificato il proprio voto, quindi è importante avvisare immediatamente uno dei componenti del seggio che provvederà a consegnarne una nuova. Quella vecchia verrà archiviata, e del cambio verrà fatta annotazione a fianco del nome dell’elettore. Questa annotazione costituisce solo un modo per tenere la contabilità di questi che sono documenti ufficiali e dei cui movimenti deve sempre essere tenuta traccia. Stesso procedimento se dovesse essere lo stesso elettore senza volerlo a romperla, oppure sbagliasse a votare. In questa ipotesi però nel caso la distrazione si ripetesse non ne potrà esse consegnata una terza.

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