Fine luglio di fuoco per il governo sul fronte della scuola. I prossimi giorni saranno infatti cruciali per programmare la riapertura delle scuole in presenza a settembre. “L’obiettivo è tutti in presenza, all’avvio dell'anno scolastico: tutto ciò che c'è da fare, sarà fatto”, ha ribadito il premier Mario Draghi

Antonello Giannelli, presidente nazionale dell’Associazione dei presidi ANP, però, dopo l’incontro di ieri con la Protezione Civile e con il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, ha chiesto con urgenza decisioni politiche e indicazioni tecniche chiare

[…] se non si farà a meno del distanziamento, la DAD sarà inevitabile, soprattutto per le scuole superiori nei centri urbani più grandi, in quanto l’edilizia scolastica non ha accompagnato efficacemente i processi di urbanizzazione

Le indicazioni del CTS (Comitato Tecnico Scientifico) del 12 luglio reinviate alle scuole dal ministro dell’Istruzione non sono sufficienti.

Il Presidente [Giannelli, ndr] ha affermato che non ritiene sufficientemente chiaro il parere espresso dal CTS nel verbale del 12 luglio, a fronte di quesiti posti con precisione dal Ministero dell’istruzione: in particolare, non si rileva con certezza se si possa derogare al distanziamento qualora si utilizzino le mascherine chirurgiche

Purtroppo proprio all’incontro di ieri il rappresentante del CTS non c’era e molti dei dubbi dei presidi sono rimasti sul tavolo o forse sarebbe meglio dire sul banco. Né la voce dell’ANP è isolata. Anche i sindacati hanno chiesto chiarezza e lo stesso sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri ha ammesso: “Difficile ricominciare in presenza a settembre, sarà un processo graduale”.

Il timore è che possa essere insomma già tardi e per questo motivo il governo ha deciso di accelerare sul dossier ed entro il fine settimana dovrebbe presentare delle soluzioni condivise e concrete.

Scuola: i problemi da risolvere

L’apertura delle scuole con la didattica in presenza in questa nuova ondata della pandemia presenta problemi immani. I numeri si moltiplicano con le nuove varianti e rendono difficili le previsioni. Nuove strette dipenderanno in parte dai contagi dell’autunno che oggi non si possono conoscere. Ma quali sono le sfide?

A scuola, oltre al personale ATA, vanno docenti e studenti. Una vaccinazione a tappetto delle due popolazioni sarebbe forse decisiva, ma è allo stesso tempo politicamente divisiva e in molti casi anche difficile da realizzare sul piano pratico.

In realtà i numeri sulle vaccinazioni dei docenti esposti dal ministro Bianchi sono in parte confortanti: ad oggi l’85,5% del personale scolastico risulta vaccinato e anche la vaccinazione dei ragazzi over 12 starebbe procedendo bene. In particolare tra il personale delle scuole sarebbero 222 mila le persone non ancora vaccinate neanche con una dose. Ci sono però forti discrepanze sul territorio e più di un terzo del personale scolastico sarebbe senza una dose in Sicilia, Liguria, Sardegna e a Bolzano. I motivi sono vari.

Il governo vuole però stringere su questo fronte e ha chiesto alle Regioni di inviare entro il 20 agosto alla Protezione Civile i dati statistici sulle vaccinazioni del personale scolastico (sia docenti, che ATA). A quel punto, con numeri aggiornati delle vaccinazioni e i numeri della pandemia in corso in quella fase, si deciderà. Secondo La Stampa, il governo potrebbe decidere di imporre l’obbligo di vaccinazione se quei 222 mila non risultassero più che dimezzati. L’obbligo vaccinale per il personale docente appare comunque ancora divisivo e molto probabilmente dipenderà, come detto, dai numeri delle prossime settimane. Intanto è già in campo una “forte raccomandazione” del governo”.

La copertura vaccinale appare intanto sempre più necessaria in questa fase di rimonta dei contagi in Italia e all’estero e il Commissario Francesco Paolo Figliuolo chiede di raggiungere il 60% degli over 12 con il vaccino entro la fine di luglio. La vaccinazione dei ragazzi over 12 (sotto non esistono ancora vaccini autorizzati) desta però ancora molte opposizioni. Attualmente secondo il Lab24 de Il Sole 24 Ore, nella fascia d’età 12-19 anni, solo il 14,7% dei ragazzi è completamente vaccinato, mentre il 16,78% ha solo la prima dose e il 68,5% (ben più dei due terzi) non è vaccinato per nulla.

Il leader lella Lega Matteo Salvini si è schierato contro la vaccinazione di bambini di 12-13 anni. I presidi chiedono l’obbligo di vaccinazione sia per docenti, che per studenti (). Il green pass dunque divide anche a scuola. Ma con settembre sempre più vicino e la necessità di garantire gli studenti dopo quest’anno difficilissimo si fanno sempre più concreti i problemi da affrontare in fretta. Le aule pollaio, la ventilazione, il distanziamento, la gestione dei casi, dei focolai e delle quarantene: c’è tutto un numero di problemi che dovranno essere risolti.  

Scuola: il problema trasporti

Un problema strettamente collegato alla sfida di riportare alla didattica in presenza milioni di studenti è poi quello dei trasporti. Il trasporto pubblico è infatti un potenziale luogo di contagio per gli studenti e bisognerà trovare delle soluzioni. Il presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga ha già chiesto che la percentuale di riempimento dei mezzi pubblici salga all’80% Ma le difficoltà sono tante, soprattutto per il caso sensibile dei mezzi urbani e perché il tempo a disposizione per intervenire è poco.

Il quadro è insomma complesso e se la Protezione Civile ha garantito la distribuzione di mascherine a tutte le scuole, restano diversi nodi da sciogliere. Quello dei trasporti è uno dei più complessi.
Giovedì 29 luglio intanto il governo presenterà alla Conferenza Stato-Regioni il suo Piano Scuola. Venerdì ci sarà un altro incontro con i sindacati. Servono linee guida chiare e protocolli precisi. I prossimi giorni potrebbero fornire delle soluzioni.

(Giovanni Digiacomo)