Dopo avere mediato e trattato, per alcune settimane, il Governo ha definitivamente perso la pazienza, ha alzato la voce e ha messo in campo sanzioni anche pecuniarie per chi decida di entrare comunque nelle scuole anche senza il green pass in regola.

Nell’ultimo consiglio dei ministri Mario Draghi, nel giro di poco più di un’ora, forte del sì ottenuto alla Camera dei Deputati per la conversione del decreto che ha introdotto le regole per il green pass a scuola, ha portato a casa anche la bozza del nuovo decreto che estenderà l’obbligo del certificato. C’è da spettarsi che sarà il primo di una serie che già nelle prossime settimane modificheranno il nostro modo di approcciarci con l’ingresso sul posto di lavoro.

Le aspettative che ci sono a breve sono che chiunque entrerà per lavoro o per altre ragioni in una scuola, una università o in una residenza sanitaria assistita dovrà essere dotato di green pass a pena di multa a carico suo e di chi è incaricato di vigilare.

Più a lungo termine, ma non troppo, ci dovremo aspettare che la tanto discussa estensione della certificazione verde a altre categorie di persone diventerà effettiva. Come prevedibile le critiche e i commenti fioccano: da un lato l’opposizione di Giorgia Meloni che sostiene che questo altro non sia che un obbligo vaccinale travestito da possibilità di scegliere e dall’altro c’è chi invece chiede di essere più decisi e di prendere una posizione netta pro vax.

Green pass come usarlo

Ricordiamo di che cosa parliamo riferendoci al termine green pass.

Si tratta di una certificazione, che deve essere portata con sé e a richiesta mostrata alle persone che siano abilitate al controllo. Costituisce un documento assimilabile ai nostri documenti personali che contiene dati sensibili riguardanti la nostra salute e che quindi richiede una particolare cura.

Almeno formalmente non è un obbligo vaccinale, perché viene rilasciato oltre a chi si sia inoculato almeno una dose di un vaccino tra uno di quelli autorizzati in Italia, anche a chi sia guarito da meno di sei mesi dal covid 19, e a chi si sia sottoposto nelle ultime 48 a un tampone con esito negativo.

Ogni notizia utile ai fini della validità della certificazione viene registrata in tempi rapidi e permette di scaricarne un'altra copia aggiornata.

Chi dovrà dotarsi di green pass per lavorare

il nuovo decreto legislativo approvato in bozza, conferma di fatto l’obbligo di green pass per tutti i dipendenti della scuola. Intendiamo con questi sia il personale che compone il corpo insegnanti, sia quello che costituisce il personale ATA si cui fa parte sia il personale amministrativo che quello di supporto all’attività didattica.

Oltre a questi il decreto del 9 settembre dice che

dovranno dotarsi della certificazione anche tutti coloro che per ragioni diverse dovranno svolgere la loro attività lavorativa all’interno di una scuola di qualsiasi grado o anche di una università.

Si tratta per esempio del personale che gestisce le mense, di chi si occupi delle pulizie, se fa capo a un’azienda esterna, ma anche di chi si occupa della vigilanza. Oltre a questi tutti coloro che per questioni di manutenzione o per tamponare un’emergenza debbano accedere a strutture scolastiche.

Green pass per quali scuole

Il Decreto Legge propone di modificare l’articolo 9 ter del Decreto numero 52 estendendone l’applicazione anche al personale che si occupa dei servizi educativi per l’infanzia, a quelli che si occupano di corsi serali e di corsi professionali provinciali, di corsi regionali per la formazione tecnica e gli istituiti tecnici superiori.

Sono poi confermate tutte le scuole di istruzione primaria e secondaria, oltre agli atenei che a partire dal primo settembre sono sottoposti a questo obbligo.

Studenti esclusi dall’obbligo del green pass

Il nuovo articolo 9 ter del decreto legge 22 aprile numero 52 espressamente esclude che il green pass sia un obbligo a carico anche dei bambini, degli studenti di chi frequenti un istituto di formazione professionale. Eccezione per chi prenda parte ai percorsi formativi degli istituti tecnici superiori.

Confermato poi, l’obbligo della certificazione verde a carico degli studenti universitari. Stessa estensione per chi frequenti istituti di alta formazione artistica, musicale o coreutica.

Esclusi dall’obbligo anche che sia esonerato dalla partecipazione alla campagna vaccinale. In quel caso dovrà essere presentato un regolare certificato medico redatto alle condizioni e secondo le disposizioni fornite dal Ministero della Salute. A questi soggetti sarà esteso l’accesso a tamponi il cui costo sia a carico pubblico.

Genitori con obbligo di green pass?

Leggendo il testo della bozza del decreto legge sembrerebbe che

l’obbligo di avere il green pass per accedere ai locali scolastici debba essere in capo non solo a chi vi lavora ma anche a chi entra per altre ragioni. Il testo dice infatti che per tutelare la salute pubblica fino al 31 dicembre chiunque accede ai locali scolastici deve essere in possesso della certificazione verde. 

Sembrerebbe quindi che la dovranno avere, a pena di sanzione pecuniaria anche i genitori quando per esempio oltrepassino l’ingresso dell’istituto per accompagnare i bambini più piccoli. Ancora dovrebbe essere in loro possesso nel momento in cui si rechino ai colloqui in presenza, o ad assistere alle recite scolastiche. Ammesso che per l’anno in corso vengano autorizzate.

Sanzioni per chi è privo di green pass

Il decreto legislativo fissa anche le sanzioni che saranno applicate sia ai lavoratori che entreranno senza green pass in luoghi dove vige questo obbligo, ma anche a carico di chi sia deputato ai controlli. In sostanza più o meno lo stesso criterio che si è usato a proposito di bar e ristoranti, dove le sanzioni sono a carico sia del cliente, che dell’esercente che non abbia controllato, o sia stato troppo tollerante.

Le multe sono state fissate da un minimo di 400 euro fino a un massimo di 1.000 euro. Le sanzioni saranno indirizzate oltre che al trasgressore scoperto nel corso di controlli nei locali di scuole o di università, anche a carico del dirigente scolastico, indicato come responsabile della sicurezza.

Stessa responsabilità, per gli esterni a carico del loro datore di lavoro, che nel momento in cui predispone il piano di lavoro si deve accertare che tutti siano in regola con i documenti.

Per chi lavora nelle rsa green pass e obbligo vaccinale

In considerazione della particolare fragilità delle persone che vi sono ospitate, visto il prezzo altissimo che hanno dovuto pagare e che continuano a pagare a causa della pandemia, regole più rigide sono state stabilite a proposito di chi lavori in un'hospice, casa di riposo o rsa,

Secondo la nuova formulazione dell’articolo 4 bis del Decreto Legge primo aprile 2021 numero 44 partire dl 10 ottobre dovranno sottoporsi obbligatoriamente a entrambi le dosi di vaccino tutti i lavoratori che, facenti capo a una ditta esterna lavorino, anche parzialmente in una struttura residenziale assistita.

Il compito delle verifiche sarà anche in questo caso a carico del responsabile della struttura e dei datori di lavoro. Gli stessi potranno reperire le notizia relative all’avvenuta vaccinazione secondo le disposizioni date dal Consiglio dei Ministri in accordo con il Garante per la Privacy e il Ministero per la Salute.

Anche per questi soggetti, limitatamente alle prestazioni che svolgono all’interno delle strutture protette essere privo di vaccinazione comporta la sospensione del lavoro con analoga sospensione della retribuzione, o di qualsiasi altro emolumento legato al rapporto di lavoro o di collaborazione, comunque denominato.

Il provvedimento avrà valore fino ala momento in cui l’interessato avrà provveduto ad assolvere l’obbligo vaccinale. In ogni caso fino a non oltre il 31 dicembre di quest’anno. Tale data è quella fino a questo al momento, in cui è stato esteso lo stato di emergenza. Provvedimenti successivi, potrebbero estenderlo ulteriormente se la situazione sanitaria lo renderà necessario.

Ulteriore sanzione in caso di acceso senza essere in regola con il vaccino sarà quella della sanzione compresa tra un minimo di 400 e un massimo di 1.000 euro. La stessa sarà a carico sia del lavoratore che del responsabile della struttura e dei datori di lavoro chiamati a vigilare.

Per quali altri lavoratori è in arrivo l’obbligo del green pass

Sembra che la scuola e le rsa siano solo i primi dei settori che saranno blindati dal punto di vista sanitario dal Governo. Già dalla prossima settimana dovrebbero essere annunciate nuove restrizioni a carico di chi svolge le proprie mansioni nei settori che sono considerati maggiormente a rischio per lo sviluppo di focolai da covid 19.

Le ipotesi per il momento sono che i i primi obbligati a dotarsi della certificazione verde a pena della sospensione del lavoro saranno i settori come ristorazione, trasporti cinema, teatri e gli altri riservati allo svago, che per loro natura rendono obbligatorio un contatto ravvicinato tra i lavoratori e gli utenti.

Si tratta sostanzialmente dell’estensione ai lavoratori, delle regole che grosso modo sono già in vigore a carico degli utenti. Rimarranno confermate le sanzioni per chi sia esentato dalla vaccinazione a causa di patologie incompatibili.

Sono ancora forti a livello politico le discussioni in merito alle opportunità di prevedere tamponi gratuiti per chi non voglia vaccinarsi e preferisca sottoporsi ogni 48 ore a un tampone. Certa invece, la messa a disposizione di tamponi a carico dello stato per chi sia esentato dal vaccino.

Ma non ci si ferma: il passo successivo dovrebbe essere quello di estendere il green pass a tutti i lavoratori del settore pubblico. Qui però c’è già lo stop da parte di Matteo Salvini che vorrebbe che il provvedimento riguardasse solo quelli che lavorano a uno sportello o comunque a diretto contatto con l’utenza. 

Infine probabile che entro poco tempo si arrivi alla possibilità di lavorare solo per chi abbia la certificazione, anche nel settore privato. A quello si arriverà probabilmente dopo aver sentito il comitato tecnico scientifico e valutando se ci siano i tempi per procedere in modo graduale o se la situazione pandemica imponga di accelerare i tempi.