Separazione oggi, quanto dura e da quando decorre la pratica

Oggi i tempi e la decorrenza della separazione sono diversi, ecco quanto dura e da quando decorre la pratica.

In Italia nel 2020 sono state aperte 79.917 pratiche di separazioni, le quali, dopo tot mesi, possono evolversi in divorzio, grazie alle nuove disposizioni sul divorzio breve. Anche in questo caso il numero è abbastanza importante, con oltre 66.662 pratiche di divorzio aperte nel 2020.

Non sempre un matrimonio funziona, e chi fa ricorso a questo istituto giuridico fino a qualche anno fa si sarebbe ritrovato con diverse problematiche, fra tutte le tempistiche della pratica.

Oggi la separazione ha tempi più contenuti, così come i tempi stessi della decorrenza sono diversi. E grazie alla nuova norma sul divorzio breve anche il passaggio dalla separazione al divorzio s’è fatto più contenuto.

Quanto dura la separazione oggi

Il tempo di durata di una pratica di separazione varia a seconda della tipologia richiesta. L’istituto della separazione prevede due tipologie, ovvero la separazione giudiziale e la separazione consensuale.

La separazione giudiziale prevede un mancato accordo tra i due ex coniugi, con la necessità di doversi rivolgere al Tribunale competente. La pratica in questo caso può durare anche molti mesi, ma in genere il passaggio all’istituto del divorzio è ammesso solo dopo 12 mesi dalla comparsa dei coniugi di fronte il Presidente del Tribunale.

La separazione consensuale invece prevede un accordo tra i due ex coniugi. Anche in questo caso si dovrà fare istanza al Tribunale, avviando una negoziazione assistita da avvocati o manifestando separate dichiarazioni dinanzi al Sindaco. Decisamente più veloce rispetto a quella giudiziale, in genere richiede solo 6 mesi prima di permettere il passaggio al divorzio.

Ricordiamo che la separazione è un’interruzione non definitiva del matrimonio, permessa dalla normativa italiana per permettere ai coniugi eventuali riflessioni e ripensamenti. Tutti gli adempimenti e i vincoli del matrimonio vengono cessati temporaneamente, tranne l’obbligo riguardante il versamento dell’assegno di mantenimento verso il coniuge, se si trova in gravi condizioni economiche.

Da quando decorre il periodo di separazione

Ufficialmente il decorso del periodo di separazione parte dalla prima udienza tenuta in merito, che sia consensuale o giudiziale non cambia, perché sarà il giudice a dichiarare ufficialmente la separazione, e a dare l’autorizzazione a vivere in luoghi diversi o a procedere al fissamento dell’assegno di mantenimento (quest’ultimo previsto se giudiziale).

Se però la separazione avviene in Comune, gli effetti decorrono dopo l’atto redatto davanti all’ufficiale di stato civile, mentre nel caso di negoziazione assistita dinanzi ai rispettivi avvocati, è operativa non appena tale accordo viene convalidato col nullaosta del PM.

È bene ricordare che si potrà procedere alla pratica di divorzio dopo 6 mesi se di tipo consensuale, altrimenti dopo 12 mesi se di tipo giudiziale.

In caso di riappacificazione dei coniugi nel mentre, il termine viene sospeso e la riconciliazione verrà constatata in relazione a comportamenti che manifestano la volontà di non separarsi (es. il ritorno a una convivenza stabile).

Leggi anche: Separazione e divorzio, nuove regole nel 2023: cosa cambia per figli e tempistiche

Quando chiedere il divorzio dopo la separazione

In Italia passare dalla separazione al divorzio non è sempre stato “facile”. Prima della riforma del divorzio breve, necessitavano almeno 3 anni prima di passare dalla pratica di separazione a quella del divorzio.

Solo in alcuni casi è possibile procedere immediatamente al divorzio:

  • matrimonio non consumato,

  • annullamento/scioglimento di matrimonio celebrato all’estero,

  • condanne per reati gravi in ambito familiare (maltrattamenti, violenze, incesto, omicidio etc.),

  • cambiamento di sesso.

Anche in questo caso, nel parlare di divorzio bisogna distinguere tra divorzio congiunto e contenzioso.

Se congiunto, significa che i coniugi hanno raggiunto un accordo su tutte le condizioni del divorzio.

Se contenzioso, non essendoci l’accordo tra coniugi, bisognerà fissare un’udienza presidenziale e una serie di udienze istruttorie, e al termine della causa viene emessa la sentenza di divorzio.

Con il divorzio vi è lo scioglimento definitivo del matrimonio e dei relativi diritti e doveri riguardanti i coniugi. Se per esempio un coniuge muore, l’altro non avrà nessun diritto all’eredità del coniuge deceduto.

Ricordiamo che, se non viene fatta acquiescenza o se non viene notificata la sentenza di divorzio a cura dell’avvocato, passa in giudicato dopo sei mesi dalla pubblicazione.

Dovrà poi essere inviata all’Ufficiale di Stato Civile del comune di celebrazione del matrimonio dalla cancelleria competente, ma solo dopo il passaggio in giudicato.

Leggi anche: Modifica delle condizioni di separazione: tutto quello che c’è da sapere

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