Si può intestare casa ai figli minori? Ecco quando è possibile e come fare

Nella gestione patrimoniale familiare, molti genitori vorrebbero sistemare subito alcune questioni. Tra le diverse cose, ci si domanda se sia possibile intestare casa ai figli minori. Come fare? Quando è possibile e quando no?

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Molti genitori vorrebbero sin da subito sistemare alcune questioni, per non avere possibili problemi o grattacapi futuri. Tra le tante cose, spesso, ci si domanda se sia possibile intestare casa ai figli minori.

La possibilità è reale ed è regolata da una specifica normativa. Si tratta di una particolare procedura, molto utilizzata per anticipare la divisione dell’eredità, ma anche per mettersi al riparo da eventuali creditori o non pagare le tasse sulla seconda casa.

Come intestare la casa ai figli minori? Nel testo, andremo a vedere come fare, quale formula contrattuale utilizzare e quanto costa ai genitori.

Quando si può intestare la casa ai figli minori

Nell’ambito della gestione del patrimonio familiare, molto spesso si pensa di intestare la casa ai propri figli ancora minorenni.

Prima di tutto, è opportuno specificare che un minore viene considerato, per legge, incapace di agire e, per questo motivo, viene rappresentato dai propri genitori o da un tutore.

Questo aspetto, però, non pregiudica la possibilità di intestare una casa ai figli minori, in quanto sono proprio i genitori a gestire gli atti di trasferimento e di acquisto per conto del figlio. Saranno i genitori a dover firmare l’atto di acquisto e, successivamente, intestare l’immobile al figlio. Naturalmente, i genitori non possono agire senza che vi siano limitazioni o controlli.

La casa può essere intestata al figlio tramite due possibilità: l’atto di donazione o l’usufrutto.

Quando non è possibile farlo? Non si può intestare ai figli minori una casa con mutuo. Alla base della norma che regola la possibilità di intestare un immobile ai minori, vi è il fatto che non vi possa essere un atto di compravendita.

Perché intestare la casa ai figli

Ci sono diverse risposte alla domanda sul perché intestare la casa ad un figlio minore.

Sicuramente, una delle motivazioni più accreditate è quella di voler subito gestire e dividere parte del patrimonio familiare, per evitare qualsiasi problema futuro.

In secondo luogo, per esempio, si tratta di un’operazione utilizzata quando sui genitori gravano debiti. Intestando la casa ad un figlio la si mette al sicuro da eventuali azioni da parte dei creditori.

Infine, si può anche decidere di intestare un immobile ad uno o più figli per non pagare le tasse sulla seconda casa.

Come intestare la casa ai figli senza donazione

Uno dei metodi per intestare la casa ad un figlio che non ha ancora raggiunto la maggiore età è quello di procedere con un atto di donazione.

Come fare? In questo caso, si dovrà richiedere un’apposita autorizzazione al giudice, direttamente da parte dei genitori o del notaio. Ovviamene, il minore non può stipulare un atto notarile e, quindi, dovrà essere direttamente accompagnato dai genitori o dai tutori.

Una volta che il giudice accetta l’istanza di donazione si può procedere presso l’ufficio del notaio e stipulare l’atto di donazione. Si possono utilizzare due formule:

  • La donazione diretta;

  • La donazione indiretta.

Oltre alla donazione, ci sono anche metodi alternativi che permettono di attribuire la casa ai figli. Per esempio, si può ricorrere al testamento. In questo caso, il genitore può continuare a vivere nell’immobile finché è in vita e, solo dopo la sua morte, la proprietà passa in capo al figlio.

Come dare l’usufrutto di un immobile al figlio minorenne

C’è anche un altro modo per cedere una casa ai figli minori: l’usufrutto. Con questo atto, il figlio minore diventa detentore della nuda proprietà. Non potrà mandare via chi abita nell’immobile fino alla morte di entrambi i genitori, ovvero gli usufruttuari.

Per essere usufruttuari del figlio minorenne, i genitori devono avere la piena responsabilità genitoriale. Bisogna prestare particolare attenzione alle norme sull’eredità.

A cosa stare attenti? Con un coniuge e un solo figlio, ognuno ha diritto al 33% dei beni, mentre la terza parte sarà scelta a discrezione del testatore. In presenza di più figli, invece, il coniuge riceverà il 25% del patrimonio e il 50% sarà diviso tra i figli. L’ultimo quarto potrà essere distribuito ad altri soggetti.

Su questo aspetto, è necessario tenere presente cosa si intende per usufrutto. Si rimanda, come si sa, al diritto reale di godimento di un bene altrui, che può essere mobile o immobile.

Come abbiamo già spiegato, i figli diventano intestatari e proprietari dell’immobile, mentre i genitori, gli usufruttuari, possono gestire in tutto e per tutto l’immobile stesso.

Quanto costa donare una casa ai figli

Infine, non ci resta che dare un rapido sguardo alle spese da affrontare per realizzare la donazione immobiliare.

Per donare una casa ad un figlio, ci sono alcuni costi fissi determinati dal valore dell’immobile, le imposte da pagare, nel caso della donazione diretta, sono le seguenti:

  • Imposta ipotecaria del 2% del valore catastale;

  • Imposta catastale dell’1% del valore catastale;

  • Imposta di registro pari a 200 euro, solo se l’immobile abbia un valore superiore al milione di euro.

Un’altra spesa da tenere in considerazione è la parcella del notaio, il quale è chiamato a svolgere tutte le operazioni necessarie per realizzare la donazione.